FRAGOROSO SILENZIO

mercoledì 28 dicembre 2011

Profumo di bugie...





Siamo seri!

Nel suo ultimo libro”Grazie no”in uscita a gennaio, scrive Giorgio Bocca...
“Due Italie separate e non comunicanti L’Italia delle caste e delle cricche e quella che si guadagna onestamente la vita. Lontana l’una dall’altra anni luce,nel modo di vivere,di pensare,nei modelli di morale e di estetica. Come sia possibile la loro convivenza senza una dura resa dei conti resta un mistero. Forse è l’istinto di sopravvivenza,lo stare comunque sulla stessa barca,nello stesso mare infido.(...)
La coesistenza delle due Italie è permessa dalla naturale ritrosia degli onesti a frequentare ladri...
Fatto sta che spesso accade che un onesto alla notizia di una ennesima retata di ladri si chieda: ma è possibile che io non ne riconosca mai uno,che incontri per il mio lavoro capiufficio,direttori, pubblici ufficiali, imprenditori e mai una volta che mi renda conto che sono dei ladri?...
Spesso gli italiani dell’Italia onesta vivono nel loro paese come in un paese straniero,cercando di passare inosservati, di non incorrere nelle ire e nelle vendette dei padroni, che al minimo dissenso li accusano di essere dei sovversivi, iscritti al partito dell’odio...
Quello che solo ieri era considerato scandaloso è diventato normalità, e chi è cresciuto in altri tempi, con altre idee dello scandalo e del peccato si sente non solo sorpassato ma estraneo al modo di vivere in società”...

Due Italie...io, nel mio piccolo, senza presunzione,direi che di Italie ve ne sono tre...c’è da aggiungere l’Italia dei cassintegrati, di chi perde il lavoro, di chi lotta per tornare a casa con qualcosa da mangiare per i figli, di chi non ha più un tetto sulla testa, di chi si suicida per questi motivi...Italie separate che reclamano una dura resa dei conti...
Ma quando?
Intanto,nonostante la durezza dei provvedimenti presi, questo esecutivo continua a elargire solerti proclami all’insegna della crescita,dell’equità...inesistenti nelle intenzioni e nei fatti...
E questo non doveva essere il governo dei proclami...

Dettagli che non sono dettagli...
L’unica certezza è che i soldi sono finiti...Lo dicono le banche che pure sono responsabili del disastro attuale, lo dicono i politici che nel frattempo continuano a nascondere le loro responsabilità,lo dicono i consumi degli ultimi giorni...
Intanto il ministro dell’Istruzione Profumo dice...

Da Repubblica.it

Un tablet sul banco
e la scuola diventa social

Scuola, 300mila precari sperano
"Bene Profumo, ma niente illusioni"

Profumo, videoforum a Repubblica tv
"Graduatorie e concorsi separati"

Siamo seri...ministro, c’è puzza di bugie...
La scuola arranca, non riesce a comprare la carta igienica... non si possono riparare porte, finestre, banchi...per non parlare dei PC...
Gli insegnanti continuano a realizzare progetti gratis, regalano libri e materiale a chi non se lo può permettere...Le classi, in caso di assenza dei docenti, a volte, rimangono scoperte o sistematicamente assegnate ai docenti di sostegno perché non ci sono soldi per le supplenze...in più con la “manovra”, molti docenti, nonostante i 60 anni, non possono andare in pensione...e si parla di 300 mila precari da assumere...Dove??????????
Il Tablet sul banco!!!!!!!!!!!! La scuola diventa social...che pietosa menzogna!
Questo governo doveva essere sobrio e rigoroso,niente proclami, niente TV, niente faziosità...invece si è ben inserito nel teatrino delle falsità a cui ci avevano “addestrato” i politici...Usa con destrezza il palcoscenico...
Siamo seri...
Dov’è la resa dei conti?
Tutti ladri...e li riconosciamo!
E non siamo sovversivi né iscritti al partito dell’odio...non siamo sorpassati nè vogliamo continuare a vivere nel nostro paese come “ospiti” indesiderati!!!
Vogliamo solo “vivere”...cosa che ci rimane sempre più difficile!
Sempre vigili


domenica 18 dicembre 2011

Ora stiamo così...





L’alfabetizzazione culturale e la complementarità dei saperi scolastici, sono temi che rivestono particolare rilevanza nel disegno educativo e didattico della scuola perché delineano i connotati del patrimonio culturale di base e tendono a radicare tale patrimonio nella cultura del nostro tempo.
Tale cultura stimola e riflette la complessità sociale e i “ragazzi – alunni” sono immersi in questa complessità;le trasformazioni sociali li toccano intensamente per la molteplicità dei rapporti,dei diversi tipi di comunicazione,per la vasta mobilità,per l’incessante rinnovamento degli oggetti di uso quotidiano e il passare delle mode. Attraverso l’azione della scuola, le esperienze del ragazzo- alunno diventano lentamente la base dei comportamenti e di azioni mentali che si avvicinano alle operazioni che hanno un ruolo specifico nel campo culturale. Per tenere il passo con il continuo ampliamento e rinnovamento della cultura si dovrebbe “imparare ad imparare”e questo perché è preferibile l’acquisizione della capacità di padroneggiare la conoscenza al semplice possesso di questa. “Il modo in cui le conoscenze sono cercate e sistemate rende possibile l’acquisizione e la produzione delle conoscenze, e questo modo è quello che va insegnato”...
Nel lungo percorso che porta agli elementi fondamentali della cultura, i ragazzi – alunni fanno esperienza di rapporti umani, scoprono valori essenziali, definiscono la propria identità personale , mettono alla prova le proprie possibilità di pensare, e di agire, sperimentano la “pensosità”...valorizzando il pensiero divergente che sempre porta alla ricerca di soluzioni originali e a produzioni creative. E’ così che si favorisce l’unitarietà dei contenuti formativi che è indispensabile padroneggiare per vivere da uomini liberi, autonomi nelle scelte e capaci di orientarsi nella società complessa.
Questo è uno dei compiti fondamentali della scuola,compito che assolve con efficacia e responsabilità...nonostante i tagli ...dal 2004 ...
Tagli che hanno portato delle conseguenze disastrose...
Gli ultimi dati offendono il lavoro di tanti docenti che sistematicamente lottano per mantenere in vita la scuola pubblica...
Da : Repubblica.it - scuola
Anni di tagli, le "pubbliche" calano
boom iscritti alle scuole paritarie

“In pochi anni, le scuole paritarie hanno visto crescere il numero dei propri iscritti. Mentre le statali, travolte dai tagli soprattutto dell'ultimo governo Berlusconi, segnano il passo. In appena sei anni - dal 2004/2005 al 2010/2011 - gli iscritti nelle scuole elementari, medie e superiori delle paritarie sono cresciuti del 10 per cento, nelle statali si registra una sostanziale stabilità. Il dato degli alunni delle private è stato pubblicato ieri dall'Ufficio statistica del ministero dell'Istruzione nell'ambito del dossier sugli alunni disabili e mancava dalle statistiche ufficiali da circa 10 anni.”
Ad incidere sulle scelte dei genitori, potrebbero avere influito il taglio al personale, l'aumento del numero di alunni per classe e la situazione degli alunni disabili, meno seguiti di alcuni anni fa. I tagli operati al personale docente creano spesso situazioni di "vacanze forzate" per intere classi, "costrette ad entrare a scuola una o due ore dopo l'orario canonico delle lezioni o ad abbandonare le mura scolastiche in anticipo per mancanza di supplenti. Situazione di caos che si ripete quando gli alunni si ritrovano in classi da trenta o più elementi e magari in presenza di uno o più disabili. In genere a farne le spese sono gli alunni "meno attrezzati", che avrebbero bisogno di essere seguiti con maggiore cura dagli insegnanti. Ma quando in classe se ne hanno 30 tutto diventa più difficile e le famiglie preferiscono ricorrere alle "cure" delle private.
(16 dicembre 2011)
E ancora...
Da Repubblica.it- Milano- 17 dic.2011
La preside scrive ai genitori
"Servono soldi per le lezioni"

Lettera del capo d'istituto dell’istituto milanese Armando Diaz: servono 18mila euro per garantire
la didattica sino a fine anno. Il provveditore si infuria con lei: "Si tratta di un episodio gravissimo"

“Episodio gravissimo” così lo definisce il responsabile...
A mio avviso...
Gravissimo è che lo stato continui a “foraggiare” le scuole private con ricchi finanziamenti tolti alle scuole pubbliche...
Gravissimo è che si permetta alla scuola privata di rilasciare diplomi “ aggiustati”...comprati...
Gravissimo è che si consenta alla scuola privata di continuare la sua opera di rafforzamento delle disuguaglianze sociali...
Gravissimo è che ....
Le scuole non statali ricevono oggi denaro pubblico sotto forma di:
sussidi diretti, per la gestione di scuole dell’infanzia e primarie (ex parificate);
finanziamenti di progetti finalizzati all’elevazione di qualità ed efficacia delle offerte formative di scuole medie e superiori;
contributi alle famiglie dell'importo massimo di € 300,00 denominati "buoni scuola" e disponibili solo per la scuola dell'obbligo.

Voglio precisare che...

l'Art. 33 della Costituzione italiana, al 3° comma, dispone che: [...] Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. [...] Ma dice anche che: [...] "La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali." [...]
Il governo Berlusconi, ministro Letizia Moratti, con il DM 27/2005 apporta alla Legge 62/2000 le seguenti modifiche:
non si parla più di “concessione di contributi” ma di “partecipazione alle spese delle scuole secondarie paritarie”;
è abbassata la soglia di alunni per classe (da 10 a 8) per l’accesso ai contributi;
vengono innalzati i livelli massimi dei contributi (12.000 euro per una scuola media inferiore, 18.000 per una scuola media superiore);
sono più che raddoppiati i finanziamenti per i progetti formativi (da circa 6 milioni di euro ad oltre 13 milioni).
Così...
Solo nel 2005 l'ammontare dei contributi alle scuole non statali è di circa 500 milioni di euro (si veda la circolare ministeriale 38/2005).
Non parlo di ciò che ha “commesso” il ministro Gelmini, semplice,( in tutti i sensi) esecutrice di “ordini” del governo...

Ora stiamo così...

Si sta come, d'autunno, sugli alberi, le foglie.

G. Ungaretti –

Sempre vigili

domenica 11 dicembre 2011

L’indignazione è ovunque...







Niente tagli agli stipendi dei parlamentari...

"Non si può fare, è un'ingerenza del governo...”

“Quanto guadagnano i parlamentari italiani? Dopo le piccole riduzioni applicate a fine settembre scorso, per quanto riguarda i deputati lo stipendio base, che viene indicato come indennità, ammonta a 5.246,97 euro netti al mese, che scendono a 5.007,36 per chi svolge un'altra attività lavorativa. Se poi il deputato versa la quota aggiuntiva per la reversibilità dell'assegno vitalizio (cioè per far percepire il trattamento al proprio coniuge in caso di morte), allora l'indennità netta scende rispettivamente a 4.995,34 e a 4.755,73 euro. Questi importi non conteggiano le tasse locali, che mediamente incidono per circa 250 euro al mese. È prevista poi una riduzione del 10% per la parte del reddito che supera i 90 mila euro lordi all'anno e del 20% sopra i 150 mila euro.

E questa è solo l'indennità. Perché poi ci sono altre voci che fanno lievitare la busta paga. Ogni deputato infatti percepisce una diaria mensile pari a 3.501,11 euro netti, anche se tale somma viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza nelle sedute di assemblea con votazione elettronica. Per scongiurare però la decurtazione, è sufficiente partecipare al 30% delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.
E rispetto ai colleghi europei? Il confronto è solo indicativo,perché indennità e rimborsi vengono erogati secondo criteri differenti. In ogni caso, facendo il raffronto delle retribuzioni legate alle voci fisse, i parlamentari italiani percepiscono in media 11.700 euro netti al mese, mentre la media dell'area euro è di 5.339 euro. I parlamentari austriaci incassano 8.882 euro al mese, gli olandesi 7.177, i tedeschi 7.009, i francesi 6.892, gli irlandesi 6.839 e via via a scendere gli altri, con una differenza: in molti Paesi ci sono da aggiungere a queste voci i rimborsi, ma solo per le spese realmente effettuate. In Italia i rimborsi invece sono diventati parte dello stipendio con un regime forfettario che in molti casi non richiede giustificativi delle spese sostenute.”DA:Corriere della sera

Per il resto?????????????
Non si parla di ingerenza,si mettono in campo parole come Equità, rigore, crescita...
E gli italiani?
Credono,per esempio, a quelle quattro lacrime del ministro...
Dimenticando che la situazione disastrosa dell’Italia è dovuta alla politica,una politica becera, incapace e festaiola...
E che questi politicanti, che ancora paghiamo profumatamente,ad un certo punto, non hanno voluto fare il lavoro sporco, non hanno voluto né dire né fare e hanno ceduto il passo a chi il lavoro sporco lo ha dovuto fare...
Questo non lo dobbiamo dimenticare...
Ora possiamo criticare( ed è un dovere), perché possano essere attivati principi realmente equi, perché si suggeriscano percorsi rigorosi per tutti,ma non dobbiamo dimenticare che per anni li abbiamo lasciati fare...credendo,per esempio, ai contenuti delle campagne elettorali come: niente tasse...
Che poi i comuni, grazie a questi falsi discorsi, non avevano soldi per i servizi e andavano a bussare casa per casa dei cittadini, poco importava...Che poi Equitalia ti fa perdere la casa per 63 euro...ma lo stato deve far cassa!!!!!!!!!!!


Repubblica Genova / Cronaca /
Perde la casa per 63 euro
bufera su Equitalia

E tutto perché i signori parlamentari sono stati “seriamente” impegnati ad impoverire il paese...e a creare un “sistema” per mettere al riparo se stessi, le grandi ricchezze, gli evasori,gli imbroglioni della finanza, ecc.

Che poi l’Agenzia dell’entrate accerti la mia dichiarazione dei redditi...fa ridere,io sono un dipendente pubblico e le tasse mi vengono ritirate alla fonte, così come mio marito... e invece parte l’accertamento...a cosa al CUD?...
Così però l’Agenzia delle entrate dimostra che in un anno ha compiuto un numero elevato di accertamenti...( non ci vuole molto a verificare la mia dichiarazione)e il suo dovere è compiuto...però professionisti di alto livello che dichiarano scarsi 20000 euro e si permettono auto di lusso, ville, vacanze e altro...a quanto l’accertamento???????
Un sistema pagliaccio!!!!!!!!!!!
Le storie di vita che si leggono e si ascoltano raccontano una realtà indiscutibilmente disagiata,impoverita, miserabile...e “questi”dicono che non si possono ridurre lo stipendio?
E’ un’offesa alla nostra intelligenza, alla nostra condizione di cittadini “affamati” e il trionfo della loro stupida arroganza!


Sempre vigili

giovedì 1 dicembre 2011

Ma perchè ci penso?




Aumentano le tensioni e le preoccupazioni sul proprio futuro personale e professionale perché con l’esplosione della crisi tutti i nodi sono venuti al pettine.
La nave non cambia rotta per uscire dalla spirale, le riforme strutturali eque stentano, si ripropongono ricette antiche che non ci hanno salvato e che “affamano” i più. Si spendono parole, tante parole, pochi i fatti concreti e costruttivi...Cambia lo stile non la sostanza...
E’ necessario modificare questa società...perchè...

... la mondializzazione dell’economia, la globalizzazione dei mercati,lo sviluppo inesorabile delle tecnologie, la velocità delle informazioni e il loro costante aumento sono le caratteristiche fondamentali di questi decenni. La sfida è saper gestire correttamente e consapevolmente tutto ciò. Di contro continueremo ad avere una società dell’informazione e non della conoscenza,una società basata sull’accettazione apatica e non critica.
Nella società della conoscenza, le conoscenze sono il fondamento dell’economia e dello sviluppo sociale, infatti gli individui realizzano la loro libertà e la loro autonomia, sulla capacità di accedere ai saperi, alle competenze, all’ apprendimento e quindi sulla possibilità di sviluppare tali competenze.
Conoscere,apprendere e saper utilizzare le proprie conoscenze diventano parole “piene” che permettono di mettere a nudo i caratteri specifici delle moderne società e delinearne il futuro.
Per lavorare significativamente verso questo traguardo è obbligatorio considerare le persone come “risorse umane”, come il nuovo capitale del paese e impegnarsi seriamente perché l’istruzione non sia a tempo bensì permanente.
Quindi è necessario un cambiamento radicale dell’idea di istruzione per essere al passo del nuovo tempo.
La scuola è chiamata a svolgere un ruolo centrale nel processo dell’istruzione permanente, un percorso diverso da quello messo in atto in questi ultimi decenni dai vari Centri Territoriali che hanno svolto un ruolo sì necessario e propositivo, ma non esaustivo.
E’ la scuola che deve aprirsi a nuove categorie come: creatività, l’internazionalità, l’interistituzionalità,l’intersocialità...ma questa scommessa è tutta da giocare perché oggi la scuola vive una situazione di difficoltà e di disinteresse da parte dei governanti,degli addetti e non solo. Occorre prendere in esame i nuovi soggetti della formazione, promuovere l’innovazione e la valorizzazione delle diversità, attivare un ripensamento globale e radicale della pedagogia e della didattica per sperimentare “nuove” didattiche, efficaci e significative. Solo in questo modo si aiuteranno i giovani nella ricerca della propria identità e ad orientarsi nel vasto mondo contemporaneo. E’ necessario guardare la scuola come un luogo in cui interagiscono più persone le cui identità sono in continua evoluzione, un luogo dove l’identità personale si costruisce in modo relazionale e si struttura gradualmente nel tempo in una quotidianità ricca di affettività. Accanto a percorsi strutturati e formali,pertanto, è importante promuovere attività volte ai vari piani della vita affettiva, per imparare a riconoscerla e comprenderla. E’ un compito complesso che rende necessario e indispensabile non solo un’ampia formazione iniziale ma una “formazione permanente” dei docenti che deve avere un ruolo primario per le strategie di cambiamento e per la qualità del sistema formativo.
Per anni,invece, l’obiettivo principale dei vari corsi di formazione è stato la diffusione di modelli e strategie che l’amministrazione intendeva istituzionalizzare e non una formazione finalizzata a migliorare la qualità dei docenti con percorsi efficaci e rispondenti alle loro richieste...di cui la più pressante è sempre “sviluppare la professionalità”. Quindi occorre maggiore attenzione alla “centralità” della domanda dei docenti per una tipologia formativa finalizzata alle aree tematiche privilegiate indicate dai docenti stessi.
Non a caso una “buona” formazione deve saper creare sinergie tra la realtà esterna e la realtà interna alla scuola, tra i cambiamenti imposti da “fuori” e le innovazioni che derivano dal desiderio di crescere.
Dunque obiettivo fondamentale è creare le condizioni per cui ciascun docente possa dare pieno sviluppo alla sua professionalità in modo da contribuire costruttivamente allo sviluppo del sistema formativo .
Ciò comporta un profondo cambiamento teorico ed operativo nel campo dell’educazione permanente , cambiamento che promuova una dimensione strategica della formazione che si traduca in opportunità di apprendimento in diverse sedi e in un percorso di continuum di vita, professionalità e carriera in una progettualità fattiva e spendibile nella realtà scolastica.
Ci devono essere tempi garantiti dedicati alla formazione perché insegnanti “esperti” sono una risorsa non solo per il sistema formativo in quanto dispongono di un patrimonio di conoscenze e di competenze da spendere anche per la realizzazione di una società più consapevole.
La scuola è sempre di più sollecitata ad assumere impegni nuovi e con atti decisionali che spesso sono molto distanti dal passato, ma che colgono pienamente il presente e il futuro. La capacità di orientarsi correttamente, di leggere in profondità i diversi fenomeni, di affrontare i problemi, dipenderà dalla preparazione dei docenti che quotidianamente non si lasciano distrarre dalle parole dette dai più, parole che spesso alimentano la confusione, l’ambiguità,che scompaiono e ricompaiono, si modificano in nome di
“ sospette” riforme,parole che si svuotano e rischiano di perdere di senso, seminando incertezze. I docenti però non seguono la “moda”, mettono in campo la loro professionalità a tutela specifica degli alunni e non per l’esistenza dell’art. 34 della Costituzione ma perché questo è il loro compito primario.
Questo è solo un aspetto del fermento che c’è all’interno della scuola, un mondo che da sempre è stato una fucina di idee, idee che sistematicamente sono state affossate dai diversi ministri succeduti alla direzione dell’Istruzione, idee “rubate” da altri paesi ma boicottate nel nostro in nome dei tagli.
Tagli che hanno demoralizzato i docenti, che hanno reso sempre più difficile il lavoro quotidiano, che hanno favorito l’impoverimento delle scuole, che hanno cancellato l’attività progettuale che promuoveva l’arricchimento della formazione,che non permettono attività finalizzate alla piena realizzazione della personalità di ciascuno. Si è tornati ad una scuola ad un binario solo, sono stati tagliati tutti gli altri...e nonostante tutto i docenti continuano a far vivere la scuola, a volte arrampicandosi sugli specchi, a volte facendo ricorso a tutta la creatività posseduta, sempre di più gratuitamente purchè gli alunni “vivano” positivamente il tempo scolastico e diventino liberi cittadini...
Fino a quando??????????
L’età media dei docenti è molto alta,sono spesso dei vecchi “giovani” che non conoscono il termine “scialla” o “ vaporizzati”...
E dovremo resistere fino a 65 anni...e oltre!
Cosa racconteremo agli alunni? Come ci vedranno? Come riusciremo ad essere in sintonia, in empatia con loro?
Come riusciremo a leggere in chiave futuristica i diversi problemi? Come faremo a rispondere anche fisicamente alle loro richieste? Con la forza dei nonni?
La “resistenza” ha un limite...
Sempre vigili

domenica 27 novembre 2011

Italia,Italia...e tutto naufraga...











Morti e dispersi ieri sera nelle acque brindisine per il naufragio di un barca a vela ...Gloria, di 12 metri, partita cinque giorni fa dalla Turchia con a bordo circa 70\80 persone... migranti cingalesi, afghani e pakistani, tutti uomini e tra questi quattro minorenni tra i 16 e i 17 anni. La barca a vela, battente bandiera americana, si è incagliata sulla scogliera e rovesciata mentre tentava di approdare clandestinamente sulle coste pugliesi. I soccorritori hanno tratto in salvo 39 persone.
Uno dei sopravvissuti si chiama Hussein...

“«Sedici anni, sedici anni». Puoi chiedere qualsiasi cosa ad Hussein. Ma lui risponde sempre così. «Sedici anni, sedici anni». Le uniche due parole che sa dire in italiano.
L'ultima difesa rimasta a questo gruppo di migranti ragazzini scampato alla morte attraversando il mare in cerca di futuro. Due parole imparate a memoria prima di partire, perché chi è minorenne può chiedere di restare anche se non ha i documenti in regola. E stavolta qualche minorenne c'è per davvero”.
"Sarebbero almeno una decina" i morti del naufragio di un barcone di immigrati che si è rovesciato al largo di Brindisi nel tardo pomeriggio. Lo dice Fabiano Amati, coordinatore protezione civile della regione, secondo cui “i morti sarebbero una decina” e una settantina i sopravvissuti. Ma la confusione è estrema, anche perchè non si sa quanti migranti fossero effettivamente sull’imbarcazione, e perchè numerosi, forse una trentina, hanno raggiunto la terraferma da soli.”

Il sogno Italia, per i dispersi, si è infranto in quegli scogli, in quelle acque gelide di una notte cupa e ventosa...
Una vera beffa per chi non ce l’ha fatta, un destino iniquo e ingiusto ha spazzato le loro vite e le loro speranze...
Hanno attraversato il mare pagando i trafficanti di uomini, stretti “disumanamente”,fiduciosi di trovare un futuro migliore, un futuro senza fame...
Ma un vento “cattivo” ha seminato paura, disperazione e morte...
Doveva essere l’alba, l’alba di una nuova vita e invece un buio freddo e assassino ha inghiottito vite,storie umane...
Cosa avranno pensato quegli uomini quando le acque gelide li hanno sopraffatti, quali immagini di persone care, quali ricordi di momenti dolci vissuti si sono sovrapposti nella loro mente come in un film di altri tempi?
Oggi, per tutti gli uomini, è un’alba “nera”...


I trafficanti di uomini...sono Uomini??????
“In nessun luogo al mondo,
né in cielo,né in fondo al mare,
né nelle più remote gole montane,
puoi sottrarti alle conseguenze
del male che hai fatto”
( Dhammapada)

Sempre vigili

mercoledì 23 novembre 2011

Su la testa...




Siamo così...








Don Gallo: “La Chiesa paghi le tasse e sia povera”
“L’emendamento dei radicali sulla richiesta di contribuzione del Vaticano all’economia del Paese”, non solo è “giusto”, ma rappresenta anche “un’occasione per la Chiesa stessa per recuperare la strada maestra della sobrietà e della vicinanza con gli ultimi”. Lo ha detto don Andrea Gallo, intervenendo alla festa dell’Anpi a Toirano, in occasione della presentazione del suo libro “Di sana e robusta Costituzione”. Il fondatore della comunità per tossicodipendenti “San Benedetto al Porto” ha richiamato la platea ai valori fondanti del testo costituzionale, criticando “il moralismo della Chiesa” – soprattutto in tema di sessualità – ed esaltando la necessità per le donne di rivendicare con forza i loro diritti “se non ora quando”. Don Gallo non ha risparmiato critiche a un governo che “colpisce sistematicamente il bene pubblico in tutte le sue forme” (a partire dalla scuola) e nei confronti di “soggetti che ne distorcono il significato”. L’attacco è rivolto soprattutto a Comunione e Liberazione, ribattezzata per l’occasione “Comunione e Lottizzazione”. Don Gallo ha concluso citando Don Milani: “Le uniche due armi che ha il popolo sono il voto e lo sciopero”. Ma “di fronte a un periodo come questo non basta uno sciopero di un giorno. Ci vorrebbe di almeno un mese!” di Giovannij Lucci

Sempre vigili

mercoledì 16 novembre 2011

Questione di stile...





Dopo una lunga attesa Mario Monti scioglie la riserva e presenta la sua squadra che ha già giurato davanti al Presidente Napolitano...
Speriamo sia un giuramento e non uno spergiuro. Ora tra luci ed ombre si proceda a lavorare...
Le parole d’ordine dovranno essere credibilità, serietà, trasparenza ...termini sconosciuti alla politica, concetti astrusi per il potere...ma questo governo non è” Il potere”???????
Non è una questione di termini bensì di comportamento...dell’agire di ciascuno.
Avrà la forza di ribaltare il sistema? Un sistema ingordo che trasborda di corruzione, di falsità, di privilegi?
Riserviamoci di esprimere un giudizio quando avremo letto il programma...
Ci aspettiamo discontinuità con il passato, un passato ambiguo e contraddittorio che ci ha umiliato a livello mondiale...
Ci aspettiamo...
Sempre vigili

domenica 13 novembre 2011

L'Italia sta in piedi solo perché non sa da che parte cadere. Roberto Gervaso




S’è dimesso...dopo 1283giorni...
Tanti sono i giorni di vita del governo appena “caduto”...
1283 giorni di show...
Ma lo spettacolo non è finito,ora inizia la parte migliore...
Oggi...
Chi poteva governare dopo Berlusconi?
Nessuno visto che a destra e a sinistra dilaga una mediocrità imbarazzante.
Nessuno dei politicanti in carriera ha il carisma e la personalità per farlo.
Allora ci “becchiamo” il governo tecnico che, secondo i più,potrà mettere in campo tutte quelle “riforme”che salveranno l’Italia.
Sarà possibile? Sarà semplice?
Ma quali le riforme all’orizzonte?
Privatizzazioni,liberalizzazione delle professioni, mani nelle nostre tasche in nome di un sempre più impossibile e improponibile attaccamento al paese, imposizioni e divieti di ogni genere.
Silenzio sarà la parola d’ordine.
Giustizia ,scuola e sanità, le tre sorelle con un destino politico che le accomuna, genuflesse di fronte ai tanti boicottaggi e agli ulteriori tagli...ma si sa il “pubblico” non piace,va demolito definitivamente...
E così avremo banche sempre più potenti, stipendi liquefatti, impennata della povertà e mense della Caritas super affollate...
Di certo per il groviglio di politicanti, di dirigenti, di industriali ed imprenditori, i detentori del potere reale, nulla cambierà, o meglio avranno strumenti in più per ridurci al silenzio.
D’ora in poi sarà il silenzio a parlare.
Sarà il silenzio a dirci dove va il nostro paese,un silenzio assordante perché riempito di assenza di libertà, di diritti, di futuro ...



Piangi, che ben hai donde, Italia mia,
Le genti a vincer nata
E nella fausta sorte e nella ria.
Se fosser gli occhi tuoi due fonti vive,
Mai non potrebbe il pianto
Adeguarsi al tuo danno ed allo scorno...
G.Leopardi



Sempre vigili


venerdì 11 novembre 2011

Non siamo eguali…

Leggo e Pubblico…http://www.globalproject.info

Brava Vanessa!!!!!!!!!!!!



E se gliel’ ha cantata!



Viva l’Italia, ma quella del 99%
di Augusto Illuminati


Non siamo eguali! Non siamo assolutamente eguali! Gliel’ha gridato così bene Vanessa in faccia a Diego Della Valle durante Servizio pubblico di Santoro che non è il caso di aggiungerci niente. Una scarpa in faccia allo scarparo mastelliano. Sì, il 99% non è eguale al residuo 1% e poco importa se quell’1% sia composto da politici corrotti o da politici falliti, da imprenditori di successo o da magliari assatanati. Ci dividono il reddito e i progetti, il bilancio del passato e le volontà di futuro. La divisione non passa fra generazioni o fra politica e società civile, non passa neppure fra garantiti e non garantiti –come vorrebbero compassionevoli riformisti e allucinati insurrezionalisti– ma fra chi pratica la democrazia e rifiuta di pagare la crisi e chi usa la crisi per accrescere i profitti e strangolare la democrazia. Di volta in volta (e fa poco differenza, se non tattica) in nome del partito della gnocca o delle larghe intese, dell’Europa o della sovranità nazionale, della Bce o di Bankitalia, rinserrati nel bunker di Bab al-Graziolya o indaffarati a comporre un governo da Fini a Di Pietro. Il partito dell’amore contro il partito della sfiga. E finiamola pure con il moralismo, perché è spassoso ridere di Scilipoti e Brunetta, ma –siamo oggettivi– che dire di Rutelli o di Bocchino, delle bischerate di Renzi o di Fini passato dalla sala operativa di Genova 2001 alle risse di Ballarò? Eguali un cazzo! E le intercettazioni di Lavitola dovrebbero distrarci dai guai che ci arrivano dalla corrispondenza di Draghi o dagli impegni libici di Napolitano e dai suoi appelli sacrificali? Tutti i “regalini” del cavalier Pompetta alle olgettine sono molto meno dei soldi che dobbiamo cacciare di tasca nostra per salvare le banche, sanare le difficoltà delle multinazionali e bombardare, in conto Usa, ieri la Libia domani l’Iran.
Il cerchio magico intorno al recalcitrante Berlusconi, a differenza di quello bossiano che mira a proteggere dai suoi nemici il capo ritronato, si mostra piuttosto intenzionato a salvare il salvabile sacrificando il capo, diluendo e scaricando il prezzo dei sacrifici “richiesti dall’Europa” e dai mercati su uno schieramento più vasto, che arrivi per lo meno al Pd. L’elusivo balletto dei commissariamenti reciproci copre la cruda realtà di una devastante manovra finanziaria per far pagare al 99% i debiti dell’1% (le cifre reali saranno un po’ diverse, ma senz’altro in un rapporto inferiore a 1-10), per far passare l’ideologia liberista del pareggio di bilancio e il ricatto del default, stroncando il tenore di vita e la volontà democratica della grande maggioranza.
Non siamo eguali, dunque, non lo siamo proprio per niente. Loro sono eguali, anche se litigano: Confindustria, moderati di ogni sorta, tromboni virtuosi alla Montezemolo o arroganti alla Marchionne, banchieri, faccendieri, speculatori, deputati peones, portavoce, ecc., oggi tutti confluenti, con la benedizione della Chiesa e del Colle, verso le larghe intese e il passo indietro. Un passo indietro per stangare meglio il 99%.
Dicono di voler salvare l’Italia, ma vogliono salvarla come stanno “salvando” la Grecia e come avrebbero voluto risanare negli anni scorsi l’Argentina e l’Islanda. Che per fortuna non ci sono state e oggi respirano meglio di noi. Vogliono salvarci introducendo l’obbligo costituzionale di pareggio del bilancio –una follia cui ha aderito con entusiasmo il Pd e su cui peraltro stanno cominciando i ripensamenti–, vogliono salvarci con i licenziamenti facili, segando le detrazioni fiscali da lavoro dipendente e gli assegni familiari quindi i salari (questa è la botta di imminente arrivo ma già ratificata nella manovra d’agosto), vogliono salvarci innalzando ancora le aliquote Iva e scatenando l’inflazione. Insomma, in nome del liberismo e nell’interesse della speculazione finanziaria, vogliono distruggere l’Italia e asservire l’euro al dollaro. Questo è il dato primario, in via secondaria esistono disaccordi se il salvatore debba essere Berlusconi o Tremonti (già bolliti), Casini o Bersani, Monti o Gianni Letta (risparmiateci l’avvocaticchio Alfano o lo sbirro Maroni). Sul programma economico e fiscale tutti d’accordo, con piccole varianti su pensioni e patrimoniale, ma senza la minima idea di come uscire dalla crisi.
Noi stiamo da un’altra parte, con idee ancora non abbastanza elaborate (inutile vantarsi) ma che si muovono nella direzione giusta. Default controllato, battaglia in un quadro europeo senza nostalgie sovraniste, orientamento verso i Bricks più che verso Usa di nuovo bellicosi, reddito di esistenza, difesa dei diritti del lavoro ex-garantito insieme a quelli della maggioranza ormai intermittente e precaria, cittadinanza ai migranti stabili e nativi (un ossimoro che denuncia le assurdità della nostra legislazione), riconversione dell’economia, riscrittura della Costituzione nella logica dei beni comuni, della proprietà del comune. Siamo convinti che questa sia la strada per salvare l’Italia, che non è minacciata dal debito ma dal modo in cui Euro Tower e Palazzo Koch (altro che Palazzo Grazioli) vogliono farcelo pagare.
Viva l’Italia, allora, ma viva l’Italia del 14 dicembre, l’Italia del 99% che è derubata ma resiste, che vogliono scippare dei referendum, del reddito e delle pensioni, che descrivono opulenta, stravaccata nei ristoranti e incollata ai cellulari oppure sognano sprofondata nell’austerità e pavesata di tricolori, sempre tuttavia docile e responsabile, vittima gaudente o riflessiva ma ognora sottomessa. Non andrà così, responsabili e moderati rischiano una grossa delusione, gettate un’occhiata distratta a Oakland.

Intanto a Roma i Draghi Ribelli sfidano di nuovo il decreto di Alemanno...






Ma le manifestazioni sono in tutta Italia…

Sempre vigili

mercoledì 9 novembre 2011

Il troppo storpia...







Eccoli i Bravi...
L'agonia è lunga e dolorosa.
Di certo Napolitano ha commesso un grosso errore,doveva pretendere immediatamente le dimissioni del premier...
L'annunciazione di un qualcosa che avverrà non si sa quando, non aiuta...
Lettere, richiami, preoccupazioni dell'UE...Spread record...
Cosa ci attende???????????
E lui continua...nonostante tutto, tanto che gli importa se gli italiani non dormono più??????????





Sempre vigili

giovedì 3 novembre 2011

S'io fossi giovane...S'i 'Fosse foco,arderei' l Mondo








I ragazzi sono scesi in piazza contro le manovre oscurantiste di Alemanno…










Potrebbero essere i loro figli…
I ragazzi a viso scoperto ...questi non sono delinquenti, sono i nostri figli.



da Sky.it:
Le voci degli studenti - "E' intimidatorio e contrario alla Costituzione impedirci di manifestare", ha detto un ragazzo del collettivo degli studenti liceali. "Vogliamo protestare contro il G20, dove 20 signori decidono da soli di negarci un futuro", ha aggiunto. La maggioranza dei manifestanti appare molto giovane. "Siamo a volto scoperto e ci impedite di girare liberamente per la città. Prendete a manganellate dei minorenni, buffoni", ha gridato agli agenti un dimostrante. Un altro ragazzo dal megafono ha annunciato che uno studente del Mamiani è stato fermato.

Zingaretti: "Sbagliato caricare gli studenti" - In questa giornata le agitazioni hanno riguardato molti licei romani, davanti ai quali già dalla mattina di giovedì stazionavano camionette della polizia.
In questo contesto si inserisce anche la polemica scoppiata tra il sindaco di Roma e il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, il quale con una nota ha affermato: “Le cariche contro gli studenti sono un errore figlio di un altro gravissimo errore. Come abbiamo detto fin dal primo momento, impedire i cortei è una decisione sbagliata e destinata a produrre tensione”.
http://video.repubblica.it/edizione/roma/bloccato-il-corteo-degli-studenti-scontri-con-la-polizia/79851/78241


Sempre vigili

sabato 29 ottobre 2011

Vocazione al servilismo?



Agli italiani piacciono le novità e se queste sono perfettamente inutili e persino dannose per il paese poco importa. Così assistiamo a spettacoli politici da quattro soldi ...
Un copia e incolla infantile e anche pietoso ...ma tanto si sa c’è sempre qualcuno che abbocca,qualche allocco che crede possibile un rinnovamento. Nuovi partiti, movimenti, scissioni, lettere di dissenso non firmate...
E’ vero che di fronte allo squallido quadro nazionale occorre affidarsi a qualcuno, magari a qualcuno che “sembra” più attento, lucido e, a volte, anche simpatico...E’ vero che questi ultrasessantenni hanno esaurito le loro scempiaggini mascherate e ora vanno a ruota libera,ma di giovani, i vecchi volponi, non ne vogliono sapere...E’ l’esigenza di proteggere il loro status quo e il loro mondo di privilegi di cui godono. Non a caso nella lettera all’Europa non si parla di patrimoniale,non si parla dei tagli alla politica né di una eventuale tassa sui capitali rientrati con lo scudo...
Il nostro paese ha bisogno di idee,di decisioni importanti, di riforme e i nostri politici non sono in grado di dare delle indicazioni, ignorano le richieste dei cittadini e continuano ad alimentare la rabbia anti manovre...
Si continua a sparare sui lavoratori, sui più deboli, su chi non ha strumenti per ribellarsi.
Si continua persino a raccontare favole...I licenziamenti facili aiuteranno le assunzioni,lo dicono Sacconi e Brunetta...L’Europa ci crede e il premier si rigenera,ma appena tornato si scatena, ci ripropone le sue esternazioni farneticanti e durante un discorso davanti alla platea degli Stati Generali del commercio estero critica l’euro... E davanti alle telecamere dice che “l’attenzione sull’Italia deriva dal fatto che c’è un attacco all’Euro che non ha convinto nessuno come moneta. E in effetti è una moneta un po’ strana, perché è una moneta non di un solo Paese, ma di tanti Paesi messi assieme, che però non hanno un governo unitario dell’economia, e che non ha alle sue spalle una banca di riferimento e di garanzia. È un fenomeno che non si era mai verificato e quindi l’Euro di per sé si presenta come moneta attaccabile dalla speculazione internazionale”.
Dopo le tante e dure reazioni alle sue parole, dice di essere stato frainteso... "Come al solito, si cerca di alzare pretestuose polemiche su una mia frase interpretata in maniera maliziosa e distorta. L'Euro è la nostra moneta, la nostra bandiera".
Intanto Renzi organizza il Big Bang dei “post- rottamatori”ed è scontro con Bersani e Vendola...
A Napoli, sul palco della manifestazione «Finalmente Sud!», il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani:
«Bisogna ripartire dai giovani». «Ma guai a un ricambio senza cambiamento, guai a un ricambio secondo lo slogan: "vai via tu che arrivo io che son più giovane"», «non si può dar l'idea che un giovane per andare avanti deve scalciare, deve insultare»

Renzi scalcia???? Ha finalmente capito cosa vuol fare da grande?
Il presidente del Consiglio?

Sempre vigili



Se potete ascoltate Baricco in questo video...

http://video.corriere.it/non-fate-nostri-errori-ecco-quali/75b8f572-021b-11e1-b822-152c7b3c1360


Da Repubblica.it...
La politica costa 350 euro a famiglia
Possibili risparmi per 3,3 miliardi
Gli organi elettivi costano 12 mila euro a testa in una vita media calcolata sugli 80 anni. Riducendo di circa un terzo i parlamentari avrebbero benefici circa 30 milioni di contribuenti

sabato 22 ottobre 2011

Pensavo al dopo...





Pensavo al dopo Roma,al dopo la battaglia, al dopo la distruzione...
Il dopo non c’è, o meglio c’è, ma è una negazione della democrazia,un affossamento della Costituzione,un proliferare di leggi repressive.
Non si danno risposte alla rabbia ,non si cerca di capire,di correre ai ripari,si legifera sull’onda dell’emotività figlia e madre dell’errore,un errore di analisi ma che offre ai “neri” un riconoscimento non solo come realtà oggettiva ma come realtà politica con cui fare i conti. Dimenticando che la realtà politica è quella marea di persone, centinaia di migliaia,che era a Roma a condividere un disagio sociale dilagante e un dissenso diffuso verso una dirigenza fallimentare e provocatoria che nega la precarietà, la crisi, l’assenza di un futuro possibile perché arroccata in un mondo dorato di privilegi, di lussi e pomposità e che offre invece un’ostentazione di un benessere che non ha nulla a che fare con l’indigenza e la povertà diffusa tra i cittadini di questo paese. Si continua a omettere, quanto meno a “far finta” di dimenticare, le ragioni profonde di un movimento che lotta contro una dittatura finanziaria opprimente . E’ negare il disgusto per le condizioni del paese e il disincanto dei più. E’ negare l’assenza di mediazione e l’assenza di forme di solidarietà, di civismo e di responsabilità collettiva della politica.
L’enorme partecipazione e l’eterogeneità dei partecipanti ha dimostrato l’urgenza di riaprire una discussione pubblica sui grandi temi della politica e della sua gestione. Occorre riappropriarsi di questo spazio, di questa discussione e abbandonare lo sterile dibattito, che da una settimana occupa ogni spazio,sulla violenza e la non violenza.
Anche perché la violenza non è solo quella che abbiamo visto sabato 15 e limitarci a riconoscere solo quella significherebbe limitarne i contorni e i diversi caratteri...La violenza non è un “luogo comune” di cui discutere tra beceri personaggi che si ergono ad anime pie, non è offrire un qualunquismo perbenista da elargire a chi sta ad ascoltare; non è costruttivo disseminare nei terreni aridi di idee e modelli presupposti comportamentali ad hoc che vogliono apparire come panacea. Occorre comprendere ,capire per risolvere...
Di fatto esistono tanti tipi di violenza molti dei quali non li riconosciamo come vera “violenza” perché subdoli, ma se noi ci impegniamo a trovare i tratti identificativi della violenza ci rendiamo conto che violenza è quando Bossi mostra il dito medio, quando offende il tricolore e inneggia ad un’Italia divisa; è violenza quando un ministro del governo dichiara di non sapere chi ha pagato la sua casa con vista Colosseo; è violenza quando il premier dice di aver pagato Ruby per non farla avviare alla prostituzione; è violenza quando un politico vola gratis con gli aerei di stato; è violenza vedere 60 macchine blu allo stadio per assistere al derby Roma –Lazio;è violenza permettere che cinque donne muoiano di lavoro mal pagato sotto un crollo annunciato; è violenza tenere i detenuti in carceri macello; è violenza costringere trenta studenti in stanze di pochi metri quadrati; è violenza non assicurare la giustizia a chi la chiede;è violenza distruggere o sabotare i tuoi tentativi di lavorare o trovare lavoro;è violenza non poter sfilare nelle strade delle città;è violenza chiamare missioni di pace le guerre;è violenza quando non si ascolta...perchè si offende e si mortifica la tua dignità; è violenza mettere in pratica qualsiasi forma di forza e crudeltà anche psicologica...
E’ violenza questo elogio della mediocrità istituzionale che si ascolta nei programmi che amano chiamarsi di “approfondimento” e che si legge nei giornali primi responsabili di un livellamento della società verso il basso.
Ogni violenza va condannata e punita.
Ogni violenza è terreno fertile di altra violenza, è seme che produce e ingrassa la cricca,è ciò che alimenta il circolo vizioso dell’incertezza e della paura...comprendere tutto questo è il primo passo per superarla.
Sempre vigili

lunedì 17 ottobre 2011

Io ipocrita? No grazie








L’ipocrisia è un brutta malattia. Ed è sgradevole l’arroganza di chi ha il potere .Affetti di entrambi i malesseri molti hanno dimenticato i diritti rivendicati dai dimostranti di sabato, i loro slogan e la loro battaglia. Quelle migliaia di persone erano lì per gridare basta ad un sistema che ha preso in ostaggio tutto il mondo. Un sistema tanto ben strutturato da sembrare giusto e impenetrabile,un sistema che distrugge le vite dei cittadini comuni.
Tutta l’attenzione si è focalizzata sulle violenze,le pagine di giornali, da due giorni, riportano le dichiarazioni dei politici, degli esperti, delle forze dell’ordine, dei più...
Tutte anime pie, tutti doloranti per gli avvenimenti, tutti disposti a condannare, a puntare il dito, ad esprimere giudizi di valore...
La gente quando è arrabbiata non è calma, quando urla e protesta non lo fa con il sorriso, quando perde il lavoro non dice grazie, quando non trova il lavoro non canta e balla, si arrabbia!!!!!!!!!!!
Quando una persona è arrabbiata ...perde la razionalità...!!!!!!!!!!!!!!!!
Allora vogliamo continuare a puntare il dito o a capire questo immenso malessere che è trasversale alla società, riguarda giovani e meno giovani, laureati e non, operai e insegnanti...non siamo ipocriti, non applaudiamo, ma neanche condanniamo a priori. Occorre un’analisi corretta e una riflessione a tutto campo.
Le ragioni dei giovani mi sembra siano condivise da molti numero uno al mondo ,allora cerchiamo di convincere questi ad impegnarsi per dare coerenza e operatività al loro condividere, che facciano in modo che il malessere trovi una risoluzione...che questo sistema Killer venga ri-regolato!

Torniamo alle motivazioni del dissenso...
Non dimentichiamo e torniamo a parlarne delle migliaia di persone che sono andate a Roma per rivendicare il diritto a vivere!!!!!!!!!
Sempre vigili


domenica 16 ottobre 2011

Roma brucia... di chi è la responsabilità?

Non hominibus tantum,sed rebus persona demenda est ( si deve togliere la maschera non solo agli uomini,ma alle cose...)Seneca

Questa era la manifestazione all'inizio...








Questi i protagonisti della violenza...




“Oh! Mi raccomando.. questa volta chi fa i black bloc non fa la polizia. Sceglietevi i ruoli prima.. chi fa la polizia non fa i black bloc” - Corrado Guzzanti - Il Massone



L’obiettivo è stato raggiunto, la manifestazione è fallita, la gente dopo aver tentato di allontanare i violenti,è tornata a casa con l’amaro in bocca.
Così una manifestazione iniziata con le più civili intenzioni,pacifica e colorata, si è trasformata in un incubo per tutti.
La mia domanda è : come mai in questo paese ogni volta che nasce e cresce un movimento, tutto viene distrutto da un manipolo di violenti che non hanno nulla a che vedere con il movimento stesso?
Perché ieri è accaduto questo.
Altra domanda: come è possibile che questo manipoli di violenti sono stati liberi di agire? Le foto pubblicate da diversi giornali e le testimonianze di chi era lì lo dicono,sono stati momenti di ordinaria follia di pochi che liberamente hanno distrutto ciò che volevano.
Così si esprime il sindaco di Roma:
Alemanno, ha evocato l'ipotesi di un raduno nella Capitale del «peggio di tutta Europa». «Erano mesi - ha aggiunto il sindaco - che su internet c'erano appelli per venire tutti a Roma. Infatti la polizia si è preparata, ha fatto tutto il possibile, ma le condizioni sono obiettivamente difficili. Siamo di fronte a molti violenti dentro a una manifestazione di persone pacifiche».
E allora? Come è stato possibile tutto ciò?
In tutto il mondo c’è stata la mobilitazione degli "indignati", in tutte le piazze dell'Occidente, da Manhattan a Londra a Bruxelles, a Berlino, a Parigi, a Madrid, solo a Roma c’è stata la guerriglia...
Ci poniamo qualche domanda?
Io ho le mie idee e me le tengo, ma penso che tanti abbiano le mie stesse titubanze, le mie stesse riflessioni che non piacerebbero ai più...
E meno male che gli studenti della Sapienza con il carro del cinema Palazzo e del teatro La Valle, che erano alla coda del corteo, appena saputo delle violenze sono tornati indietro,loro non avevano a che fare con i violenti...loro volevano farsi ascoltare da una politica assente, facinorosa e provocatoria...come volevano le migliaia di persone arrivate a Roma...
Allora i violenti chi li ha infiltrati nel corteo???????
Sempre vigili



venerdì 14 ottobre 2011

Alle forze dell’ordine...e non del disordine.






Sono una cittadina e una mamma che vorrebbe tornare ad essere orgogliosa del proprio paese, delle sue istituzioni, dei suoi rappresentanti, per questo mi rivolgo a voi, a voi che domani sarete lungo le strade, nelle piazze gomito a gomito con tanti giovani “ribelli”...I nostri figli.
Allora vi dico...
I nostri e i vostri figli... non hanno bisogno di manganellate, di arresti o di denunce,hanno bisogno di ricostruire un mondo dove si possano riconoscere protagonisti, una società giusta, non dominata da disuguaglianze offensive e denigratorie,un futuro appetibile. Questo chiedono. Chiedono di poter vivere dignitosamente. E lo fanno come sanno farlo, urlando, cantando, ballando, non picchiando. Non hanno bisogno di oltraggiosi politici che scuotono la testa mentre loro parlano,che li offendono con i comportamenti, le parole e i gesti,che provocano la loro reazione,questa sì che è violenza ...una violenza sottile, anche se palese, che non fa bene al paese, che non depone a favore di una ricostruzione civile...
Il mio è un appello al buon senso,alla comprensione, alla non provocazione,alla condivisione...Domani i “draghi” ribelli, gli indignati, o come volete chiamarli, scenderanno di nuovo in piazza, manifesteranno contro il potere finanziario che ormai domina , governa, gestisce le nostre vite. Saranno spalleggiati dalla società civile, dai genitori, dai lavoratori che continuano ad essere spogliati dell’unica cosa che li rende uomini liberi...” il lavoro”. Tutti contro un debito non creato dai cittadini ma da una politica dissennata che si è appropriata anche del bene comune, che di comune non ha più nulla visto che la ricchezza di questo paese è in mano a pochissime persone che continuano a non pagare. E’ vero che le responsabilità non sono solo della politica ma anche della società civile, che la corruzione inizia dal basso,ma i tanti soldi che mancano all’appello non sono stati spesi per la scuola, la ricerca e l’Università o per la sanità pubblica bensì per soddisfare i loschi bisogni di pochi. Pagare le poltrone,i viaggi, i privilegi,mantenere le tante caste ci ha portato allo sfacelo e i giovani, visto che non beneficiano di nulla, sono decisi a non pagare questo debito. Sono giorni che leggiamo dei preparativi delle forze dell’ordine per domani, si temono scontri, facinorosi e violenti...ma dobbiamo essere onesti, le violenze spesso non sono partite dai giovani, se mai sono state delle risposte ad altre violenze, sempre deprecabili, sempre da condannare... ma Sabato si rifletta e si operi con professionalità e buone procedure. Oggi non abbiamo bisogno di scontri, abbiamo bisogno di buone pratiche politiche e non che ci consentano di “ripartire” come paese, abbiamo bisogno di un confronto costruttivo con i giovani che sono portatori di novità e idee, abbiamo bisogno della loro genialità. Lamentano di non avere futuro e questa purtroppo è una verità non discutibile, oggettiva, ma sono sicura che il futuro sia stato rubato anche ai figli delle forze dell’ordine, anche a loro si prospetta un futuro buio senza prospettive...
Così quando vi troverete di fronte ad un ragazzo, una ragazza, pensate che potrebbe essere vostro figlio, quando vi troverete di fronte ad un uomo arrabbiato perché non ha più uno stipendio da portare a casa pensate a vostro fratello, vostro zio, un vostro amico... e il manganello non usatelo, usate parole,parole significative, incoraggianti!!!!!!!!!!!!
Schieratevi dalla parte dei cittadini perché voi siete cittadini e insieme ridisegneremo uno stato che oggi così com’è sta devastando anche voi obbligandovi a lavorare in condizioni spesso impossibili...
Sempre vigili




mercoledì 12 ottobre 2011

I draghi ribelli...Ora non ci resta che seguirli...

I “draghi ribelli” …




Roma



Bologna



Padova






Ecco il testo della lettera che il 12 ottobre alle 16 i Draghi Ribelli porteranno al presidente della Repubblica a Bankitalia a Roma.#occupiamobankitalia
WEDNESDAY, 12 OCTOBER 2011 11:14 DRAGHI RIBELLI



Caro Presidente Napolitano, nel nostro paese non si fa altro che parlare di giovani. Lei lo ha fatto spesso. Ultimamente lo ha fatto anche il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, a breve presidente della Banca centrale europea.

La questione generazionale è semplice: c’è una generazione esclusa dai diritti e dal benessere, che oggi campa grazie al welfare familiare, e sulla quale si sta scaricando tutto il peso della crisi. La questione non si risolve togliendo i diritti a chi li aveva conquistati, i genitori, ma riconoscendo diritti a chi non li ha, i figli, e per far questo ci vogliono risorse, altrimenti le parole girano a vuoto.

Ora ci chiediamo, e chiediamo anche a Lei Presidente, come è possibile invertire la tendenza e promuovere delle politiche pubbliche a sostegno delle giovani generazioni prendendo sul serio le letterine estive di Trichet e Draghi? Come è possibile farlo se il pareggio di bilancio diventa regola aurea, da inserire, addirittura, all’interno della carta costituzionale di cui Lei è garante?


Caro Presidente, garantire e difendere la Costituzione oggi, vuol dire rifiutarsi di pagare il debito, così come consigliano diversi premi Nobel per l’economia; vuol dire partire dai ventisette milioni di italiani che hanno votato ai referendum contro le privatizzazioni e in difesa dell’acqua bene comune; vuol dire partire dalle mobilitazioni giovanili e studentesche che da diversi anni, inascoltate e respinte, hanno preteso di cambiare dal basso la scuola e l’università, chiedendo risorse e democrazia; vuol dire partire dalla domanda diffusa nel Paese di un nuovo sistema di garanzie, che tenga conto delle differenze generazionali, ma che, soprattutto, non metta le generazioni l’una contro l’altra: così, in primo luogo, si tiene unita l’Italia!

Sarebbe un atto di semplice giustizia fare in modo che non siano sempre gli stessi a pagare questa crisi. Siano, piuttosto, coloro che l’hanno prodotta a pagare, attraverso una tassazione delle rendite finanziarie, delle transazioni, dei patrimoni mobiliari e immobiliari. Le risorse ci sono, si trovano nel mondo della finanza che sta cancellando la democrazia: è lì che vanno reperite per distribuirle equamente.

Con troppa solerzia, caro Presidente, l’abbiamo vista affidarsi alle indicazioni di Trichet e Draghi. Questo non significa unire l’Italia e neanche sostenere le giovani generazioni. Bisognerebbe avere il coraggio, dopo il disastro del ventennio berlusconiano e della seconda Repubblica, di costruirne una terza di Repubblica, fondata sui beni comuni e non sugli interessi privati. È giunto il momento di scegliere da che parte stare, dalla parte della rendita o da quella della vita. La invitiamo a riflettere, perché questa generazione tradita non si arrenderà alla rassegnazione, ma da Tunisi a New York ha imparato ad alzare la testa.


Draghiribelli – #occupiamobancaditalia
Da: http://www.unicommon.org/


Vogliamo ancora far finta di nulla??????????



Sempre vigili

venerdì 7 ottobre 2011

"Stay hungry, stay foolish"





Roma...Milano...oggi!
"Stay hungry, stay foolish"
E i giovani lo sono...
Sono questi pericolosi sciacalli affamati che non lo vogliono capire...anche perché i loro figli non hanno bisogno né di essere affamati né folli...anche perché, senza offesa, non ne sono capaci...
I nostri invece sono affamati di cultura, di lavoro, di progettualità, di vita!!!!!!!!! E sono folli perché hanno deciso di lottare nel loro paese per migliorarlo,per ripulirlo da politici corrotti e incapaci,per guarirlo da questo male incurabile che continua a rubare il futuro di ognuno...
E intanto si va verso il 15 ottobre...

ROMA - È iniziata con un suono di sveglie, non per alzarsi e andare a scuola, ma per "svegliare" il governo sulla scuola. All'alba, davanti a palazzo Chigi, con un rumoroso blitz di sveglie, gli studenti hanno dato il via alla giornata di manifestazioni che li vedranno sfilare in più di 90 piazze d'Italia. Momenti di tensione durante il corteo: i ragazzi, partiti da Piramide e diretti al Miur, hanno deviato il percorso e sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. Dopo una trattativa con la polizia, sono tornati al percorso originario. Lancio di uova e vernice a Milano.
Così racconta la giornata di protesta degli studenti Repubblica.it...
La stagione delle proteste si apre così, a dispetto del “Go Pussy” che impersevera nei titoli dei giornali esteri questa mattina...in riferimento alle scempiaggini che farfuglia il nostro premier. Vergogna!!!!!!!!!!!
Le famiglie soffrono, i giovani urlano, gli anziani deprecano e questi sciacalli continuano a voler continuare...
A quando veramente la sveglia??????????????
Sempre vigili

mercoledì 5 ottobre 2011

I nostri politici,personaggi grotteschi ...





Da Repubblica.it di oggi...
Intercettazioni, passa "l'udienza filtro"
Rottura col Terzo Polo, via la Bongiorno
I post it dei lettori - guarda e manda
Il pm Cavallone: fondamentali contro l'omertà
Aula respinge pregiudiziali costituzionalità. Nel comitato dei nove parere favorevole all'emendamento per lo stop alla pubblicazione fino all'udienza preliminare. L'esponente di Fli si dimette da relatrice. Paniz (Pdl) rilancia l'idea del carcere per i giornalisti "da 15 giorni a un anno"

Pare che ci sia un accordo salva blog...vedere per credere!!!!!!!!!!!!

La protesta di Wikipedia...
Cara lettrice, caro lettore,
in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.
Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.
Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.
Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.
L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.
Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.
Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".
Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?
Gli utenti di Wikipedia


Ci bloccherete anche i Bar, le palestre,i circoli ricreativi,le feste di paese, ogni forma di aggregazione dove le persone si confrontano e discutono???????????
Le chiese le lasciate libere???????????


L’elezione der presidente
Un giorno tutti quanti l’animali
sottomessi ar lavoro
decisero d’elegge un Presidente
che je guardasse l’interessi loro.
C’era la Società de li Majali,
la Società der Toro,
er Circolo der Basto e de la Soma,
la Lega indipendente
fra li Somari residenti a Roma;
e poi la Fratellanza
de li Gatti soriani, de li Cani,
de li Cavalli senza vetturini,
la Lega fra le Vacche, Bovi e affini…
Tutti pijorno parte all’adunanza.
Un Somarello, che pe’ l’ambizzione
de fasse elegge s’era messo addosso
la pelle d’un leone,
disse: - Bestie elettore, io so’ commosso:
la civirtà, la libbertà, er progresso…
ecco er vero programma che ciò io,
ch’è l’istesso der popolo! Per cui
voterete compatti er nome mio. -
Defatti venne eletto proprio lui.
Er Somaro, contento, fece un rajo,
e allora solo er popolo bestione
s’accorse de lo sbajo
d’avé pijato un ciuccio p’un leone!
-Miffarolo! - Imbrojone! - Buvattaro!
-Ho pijato possesso:
-disse allora er Somaro - e nu’ la pianto
nemmanco se morite d’accidente.
Peggio pe’ voi che me ciavete messo!
Silenzio! e rispettate er Presidente!


Sempre vigili


mercoledì 28 settembre 2011

Lezione dai giovani....






Leggo e pubblico...


«Cari Presidi, colpa vostra
se l'Italia è un paese per escort»
di Collettivo Studenti Pontedera


* Studenti del collettivo Scuole superiori di Pontedera (Pisa)
(la lettera è uscita oggi sulle pagine toscane de l'Unità)

Cari Presidi

scriviamo da una terra lontana, parole che forse non siete più in grado di capire. Siamo gli studenti del collettivo delle scuole superiori di Pontedera, cinque scuole superiori, quasi cinquemila alunni. Insieme, in questo collettivo, dopo un anno di proteste condivise, dopo nove giorni di occupazione condotti senza far danni, facendo proposte, incontrando esperti, assessori, senatori, gruppi musicali. Siamo ancora insieme dopo una fiaccolata per festeggiare insieme l’Unità d’Italia e ancora insieme dopo un concerto di fine anno in difesa della scuola pubblica. Insieme, noi studenti, qualche professore, qualche genitore, qualche operaio della Piaggio, qualche amministratore e poco altro. Insieme a discutere, a fare politica, a impegnarci come in una fortezza, ultimo baluardo prima della deriva, ultimo baluardo che crede ancora nella scuola pubblica che difende ancora la cultura e la bellezza, quella vera, quella che ci guida per il domani e non quella inutile e triste di una escort. Ultimo baluardo di un paese alla deriva che non crede più nella solidarietà ma che diventa ogni giorno più solo e più cattivo. Noi siamo qui. Ancora a ritrovarci, ancora a guardarci negli occhi ancora a parlare, ancora.

E voi? Voi dove eravate quando a poco a poco la scuola, e con essa il futuro di un intero paese, veniva scippata, derubata, quando a poco a poco tagliavano i bilanci, le ore, i professori, i banchi, la carta, le iniziative? Voi dove eravate mentre a poco a poco aumentavano le spese militari, le spese per la politica, le spese per le scuole private, per i privilegi, per le caste? Voi dove eravate quando si precarizzava il lavoro nel nome del libero mercato e della concorrenza, quando i vostri diplomati non sapevano dove sbattere la testa per trovare un lavoro? Voi dove eravate quando la cultura, che noi difendiamo era calpestata, derisa, ridicolizzata da grandi fratelli e idiozie televisive, quando l’informazione si faceva sempre di più disinformazione di regime?

Forse dietro scrivanie ad applicare circolari contraddittorie e inapplicabili, contrarie al buon senso, contrarie a chi vuol difendere il diritto di una scuola pubblica di tutti e per tutti. Forse a dire che la legge è legge, che va applicata! Probabilmente dissero così anche i Presidi quando nel 1938 furono emanate le leggi razziali, forse dissero così, sicuramente dissero così.

La Vostra generazione ci consegna un paese sull’orlo di un abisso economico, pieno di privilegi e di marciume, una mignottocrazia dove la cultura, quella che noi vogliamo difendere, ha meno valore di un calciatore panchinaro del Frosinone o di una velina semiscoperta di un programma in tarda serata.

Ci dispiace ma non accettiamo le Vostre lezioni su come protestare, se Voi aveste saputo farlo a quest’ora non saremmo qui, a quest’ora avremmo un altro tipo di scuola. Ci dispiace ma la Vostra lotta, se lotta c’è stata, è fallita, le Vostre parole ormai sono vuote, forse inutili, smentite dai fatti, rinnegate dalla storia.

Forse occuperemo, forse metteremo in atto altre forme di protesta o forse non faremo niente, ma non saranno le Vostre parole a dirci come fare. Incontriamoci, guardiamoci negli occhi, perché così bisogna fare, costruiamo insieme, senza ruoli. Ma niente lezioni e niente moralismi, per favore, la scuola non ne ha bisogno.


C'è bisogno di commento?

Sempre vigili

sabato 17 settembre 2011

Solo vizi e niente virtù...






“Estremamente breve e travagliata è la vita di coloro che dimenticano il passato,trascurano il presente,temono il futuro: giunti al momento estremo,tardi comprendono di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla” Seneca



Per alcuni è un paese di m..., per altri non è un paese normale,per altri ancora è il paese delle anomalie...per me è un paese dall’orgoglio, ferito, offeso, anestetizzato dalle attraenti ma false promesse, dalle bugie, dalle parole intriganti,seducenti dei politici rampanti, un paese da salvare.
Un paese dalla credibilità compromessa che fatica a far sentire la propria voce, la propria forza del diritto e dell’amor proprio.
Un paese infantile che si fa gioco delle regole, che ancora permette ad una classe dirigente ipocrita e maleodorante di alzare la voce e di mostrare indegnamente la propria incapacità politica al mondo intero. Un paese dove c’è posto per faccendieri e truffatori e non per i cittadini onesti e lavoratori,dove ogni viltà è scusata alla faccia del buon gusto,dove chi ci governa è una presenza imbarazzante.
Un paese che non riconosce la drammaticità della situazione economica, sociale, culturale,dove i giovani sono quotidianamente traditi da una società legalitaria e sfacciata nel suo imporre regole non condivise, scritte da una generazione “adulta” che non intende abbandonare il palcoscenico,convinta di essere la sola in grado di gestire, di condurre la barca. La barca però è in un mare in tempesta e occorre forza, creatività, genialità e ingegno per individuare la rotta giusta...E’ la generazione degli anni del benessere,ma ormai è la generazione dei capelli tinti, delle dentiere,del viagra, delle perversioni antiche. Occorre liberarsene, occorre fare posto ad una vera politica, ad una classe dirigente in grado di lavorare seriamente con impegno e dedizione, non a tempo perso...perchè questo è il mio paese e non è tempo di requiem...è il tempo di dare i primi posti non più agli arroganti,agli incapaci, ai cattivi maestri,che ci hanno portato alla deriva aggrappandosi alle poltrone con i legacci e creando un sistema corrotto e irresponsabile, trasversale e pervasivo...ai partiti, sindacati,enti ....
Abbiamo bisogno della gioventù operosa e generosa di idee che vede oltre,aldilà dell’oggi in grado di progettare un futuro migliore per tutti...dove si possa comprare una casa,avere figli, avere degli ospiti, preparare un pasto decente e dormire tranquilli...
Sempre vigili

Violente cariche contro studenti e precari mentre contestavano la manovra sotto Montecitorio.
THURSDAY, 15 SEPTEMBER 2011 16:26 UNICOMMON
Contro questa manovra verso la rivolta europea del 15 ottobre: le nostre vite non sono in debito! Ieri pomeriggio ancora una volta precari, studenti, disoccupati, occupanti di case hanno assediato il Palazzo mentre dentro veniva approvata una manovra ingiusta e marcatamente di classe, e che prova a sferrare, con l'articolo 8, un colpo alla democrazia sostanziale in questo paese generalizzando il modello Marchionne e finendo di smantellare il welfare state. Se non si vogliono cambiare le regole del gioco che ha portato alla crisi, ne toccare privilegi, transizioni e rendite d'altronde i soldi da qualche parte andranno presi!

Un Palazzo sordo alle richieste della piazza e alla sofferenza di milioni di persone in questo paese che già hanno pagato cara la crisi, e che vengono ulteriolmente impoveriti dalla manovra. Ancora una volta ieri è esplosa la rabbia in piazza con un lancio fitto di uova, vernice, fumogeni, petardi, monetine (come contributo di "solidarietà dei precari") al grido di "noi la crisi non la paghiamo" e "dimissioni", che ha avuto come risposta una violenta carica della polizia che provocato anche diversi feriti.
Se la piazza di ieri è stata un gesto dovuto di indignazione e rabbia ancora non basta: di fronte al bivio a cui siamo tra costruire e praticare l'alternativa qui e subito e un modello sempre più liberista guidato da una governance capitalista sempre più autoritaria, dobbiamo costruire un movimento largo e che sappia riempire le piazze e bloccare il paese, che non si accontenti della testimonianza e delle liturgie protestatarie, ma che mobiliti milioni di persone su una questione semplice: non vogliamo pagare noi il disastro di banchieri e finanzieri, se il gioco della finanza globale non funziona più, cambiamo le regole!



giovedì 8 settembre 2011

Tutti pensano che Dio sia dalla loro parte. I ricchi e i potenti sanno che è così – Jean Anouilh




Le porcate fatte da questo governo sono tante ma questa della “manovra” è insuperabile...Stabilita una misura,subito dopo viene smentita o cancellata,adottato un provvedimento, la mattina dopo non era più valido...concordato un percorso da seguire, dopo poche ore veniva disconosciuto...e tutti a dire “governo” allo sbando, in confusione,non sa cosa fare...secondo me non è proprio così, è stata una strategia studiata per annebbiare le menti dei cittadini, per offuscare la loro capacità di comprendere ciò che stava accadendo e impedire così che associazioni, corporazioni,enti e altro potessero organizzarsi e combattere quei provvedimenti,non a caso la CGIL che si è organizzata con lo sciopero,subito è stata criticata e beffeggiata...forse avevano paura di essere scoperti in un gioco sporco a danno dei cittadini.
Infatti se ora andiamo a leggere il testo della “manovra” c’è tutto, ma proprio tutto quello che avevano detto ...anche l’art. 8 che non si capisce perché venga inserito in una manovra finanziaria...o meglio, non c’erano riusciti in altri tempi ora che hanno fatto un minestrone ci sta bene anche quello...così i lavoratori saranno sempre più schiavi, mal pagati e ricattabili...complimenti il metodo Marchionne funziona...ladri!
Ladri di idee, di benessere, di diritti, di futuro...
Ma...Non c’è più posto per le bugie, i trucchi,le mistificazioni,la narrazione di una realtà che non esiste oppure “imbellettata” a favore dei più.
E’ un agire da bidonista...
E’ quello che ha fatto e continua a fare il ministro dell’istruzione...
Vi ricordate...
Il 13 marzo 2011 il ministro, ospite di Fazio a “Che tempo che fa”disse:
"Meno insegnanti, più soldi".Perché "gli insegnanti sono troppi rispetto al bisogno in Italia, e sono pagati pochissimo proprio perchè sono troppi. Dobbiamo pagarli adeguatamente, ma se cresce il numero all'infinito sono proletarizzati".
A proposito dei bidelli:"Un altro problema, per esempio, è che ce ne sono quasi duecentomila e spendiamo seicentomila euro per le pulizie. Ci sono più bidelli che carabinieri e abbiamo le aule sporche".
E ancora...”nell'ultima riforma non ci sono stati tagli alla scuola, ma tagli agli sprechi”.Questo il succo dell’intervista...Ad oggi come sono le cose?
In questi giorni si è consumato il rito del primo settembre...il rientro in servizio...facce nuove,vecchie e..tanti vuoti...vuoti pieni di assenze, di non presenze,di carenze...
Tantissime presidenze vuote, classi sempre più pollai, banchi inadatti a ragazzi che crescono e che molte volte non possono distendere le gambe, corridoi vuoti perché i bidelli sono stati “tagliati” proprio per non essere come i carabinieri, segreterie con scrivanie vuote...erano sempre troppi...edifici da mettere a norma...ed ecco che si cercano “luoghi” dove fare scuola...container quando non si trova nulla...
Meno ore di lezione,meno servizi e... meno di tutto!
Sfrattata la parola “futuro”, dimenticata la principale funzione della scuola, si dà cittadinanza alla frammentarietà,all’occasionalità, con ostinazione e perseveranza.
E non importa se il ministro ha una nuova acconciatura...non ha nuove idee,infatti in un intervista all’Avvenire il 31 agosto ha dichiarato che "La nuova manovra non prevede tagli agli organici e alla spese di funzionamento dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca".
"È previsto un taglio lineare a tutti i ministeri, quindi anche al Miur - ha precisato il ministro - ma non inciderà sugli organici e sul funzionamento delle scuole. Il taglio sarà assorbito con la razionalizzazione della spesa". A riguardo Gelmini ha citato il ricorso alla digitalizzazione ("700 milioni di euro risparmiati") e il taglio sugli appalti esterni delle pulizie ("300 milioni").
Il ministro ha poi aggiunto che con l'accorpamento degli istituti scolastici "già contenuto nel decreto sviluppo" non è prevista la riduzione di "3 mila dirigenti scolastici, ma di mille, che saranno totalmente recuperati all'interno dell'organico dei presidi, senza danneggiare gli aspiranti dirigenti". ( Da: Avvenire)
Il prossimo anno ci saranno Istituti con minimo mille studenti...ovunque...e nei paesi? Nelle piccole realtà cosa accadrà? Gli alunni dovranno essere “trasportati” in altri centri...sapete quanto costa il trasporto? Cifre vertiginose...e allora?
Ma tanto siamo abituati ai balletti, alle idee malsane, alle tele di Penelope...e intanto in molti angoli del nostro paese si fa lo sciopero della fame per un posto di lavoro, si muore per la disperazione che porta la povertà, ci si domanda ...ma l’art. 8 perché non si applica anche a loro?
Sempre vigili

sabato 3 settembre 2011

Che aria tira?





Puzza, puzza,puzza...
L’afa d’Agosto ha scombinato le menti, offuscato i pensieri ed esaurito quel poco di cervello in possesso dei nostri politicanti che razzolano nel deserto delle idee...
E così, in attesa che ci sia una vera e definitiva manovra per risanare la nostra situazione,io non commenterò più le pagliacciate che questo governo partorisce nelle stanze dei festini, stanze intrise di coca e di porcate nascoste e non...
In attesa,quindi, di un provvedimento che riguardi tutti e non solo i soliti fessi che pagano da una vita le tasse fino all’ultimo centesimo e che invece tagli definitivamente i privilegi,i lussi, le agevolazioni,i vitalizi,gli stipendi megagalattici...a questi politicanti incapaci e inetti... lavoro, ascolto musica, leggo,...ma non abbandono il mio stato di “indignata”!
Sempre vigili

martedì 30 agosto 2011

Violazione di diritti...




Il piatto piange...e tutto fa brodo!


Oggi un collega mi ha detto:Ieri sono andato a dormire con 40 anni di servizio, questa mattina mi sono svegliato e ne avevo 36...! Come è possibile?
Rispondo:Semplice, li hanno cancellati! Ti hanno cancellato 4 anni,ma ti è andata bene...ai medici ne sono dieci e più...
Lui: Ma io ho pagato un sacco di soldi per riscattarmi la laurea!
Io: Lo so, io non l’ho fatto perché non avevo soldi, dovevo far studiare le figlie, pagare il mutuo,mandare avanti la baracca...benedetta la mia baracca...non ho regalato a questi furfanti altri soldi...
Lui: Mi stanno togliendo diritti,soldi e speranze...
Io: Anche il servizio militare non è più “conteggiato”...
Lui: Allora in totale ne sono cinque di anni cancellati!!!!!!!!!!!!!!!! Ladri...questo è un golpe! Io ho riscattato gli anni dell’università...e il servizio militare era “obbligatorio”...
Io ho pagato gli studi, non ho mai percepito soldi dall’Università perché i miei genitori, dipendenti, risultavano “ricchi” rispetto a professionisti che dichiaravano il falso...ho studiato, fatto concorsi, aspettato... e poi ho pagato per il riscatto !!!!!!!!!
Io: Questo accade quando si “affida” il paese a cialtroni che hanno un solo obiettivo,rubare,rubare e rubare...
Loro vanno in pensione dopo due, tre anni di legislatura...tu, come me, a lavorare fino a quando abbiamo respiro e per pochi soldi!
Visto? Alla fine, i grandi legislatori, le hanno toccate le pensioni, eccome!!!!!!!!!!!! Un bel trucco,il loro!
Incapaci e mediocri, orfani di idee e progetti,atti solo a punire i cittadini!
Un abuso...
Riporto un articolo di Bechis che fa un po’ il punto, e anche se non lo amo, fa capire dove siamo e con chi abbiamo a che fare!!!!!!!!!!
Sempre vigili

Franco Bechis
UMBERTO BOSSI GIULIO TREMONTI
Alla fine le pensioni di anzianità saranno effettivamente toccate facendo formalmente finta di non farlo grazie alla revisione delle norme sui riscatti del servizio militare e degli anni di laurea. Perché fosse tabù percorrere quella via più che in recondite ragioni geopolitiche
(in pensione presto vanno soprattutto i padani) o di equità sociali, è chiaro seguendo i percorsi previdenziali personali di gran parte di maggioranza e opposizione. Metà Italia vip di oggi - e i particolare la casta politico-sindacale - è in pensione anticipata da anni. E non pochi hanno sfruttato le numerose leggi di favore che l'Italia varò nella previdenza negli anni Ottanta.

A sollevare il velo sulle baby pensioni nel 1997 fu il settimanale Il Mondo, che riuscì a consultare fra mille polemiche la banca dati dell'Inps. Basta tornare a quelle tabelle per comprendere bene la resistenza attuale a fermare lo scandalo delle pensioni di anzianità.

Chi avrebbe dovuto varare quella norma - il ministro dell'Economia Giulio Tremonti - si sarebbe trovato addirittura in doppio conflitto di interesse personale. Sono baby pensionate da anni infatti sia Fausta Beltrametti, consorte del ministro, che la sorella Angiola Tremonti.
Entrambe hanno sfruttato una normativa di cui solo l'Italia si era dotata, che consentiva ai dipendenti pubblici di andare in pensione di anzianità avendo versato 14 anni, sei mesi e un giorno di contributi. Molti insegnanti ad esempio sono andati in pensione grazie a quella legge.

La signora Beltrametti in Tremonti - nata il 18 giugno 1947, cioè due mesi esatti prima del futuro marito - andò in pensione nel settembre del 1986, a 39 anni compiuti dapoco.
All'epoca dell'inchiesta del Mondo, 14 anni fa, percepiva circa mille euro al mese di pensione. Poi l'importo sarà stato rivalutato negli anni. La cosa sicura è che la consorte del ministro dell'Economia ha versato contributi per 181 mesi e al momento ha già riscosso 300 ratei di pensione, 119 mesi più di quanto versato.

La sorella del ministro, Angiola Tremonti, è andata in pensione un pizzico più tardi: nel 1989 con 1.100 euro al mese a 40 anni da poco compiuti. Ha versato contributi per 181 mesi, sta riscuotendo la pensione da 264 mesi, 83 in più di quanto versato.
Come in casa Tremonti anche in casa Bossi sarebbe stato difficile fare una battaglia contro le pensioni di anzianità. La consorte del leader della Lega Nord, Manuela Marrone, è baby pensionata dal 1996, quando aveva appena 42 anni. Ad oggi ha già riscosso 5 mensilità più dei contributi versati. Ma è ancora giovane, e le auguriamo di avere questa fortuna ancora per decenni.

Anche nelle fila dell'opposizione ci sono sfilze di baby pensionati. Il più giovane è Antonio Di Pietro, che in pensione è andato nel 1995 a 45 anni di età (2 mila euro circa di importo all'epoca). Ha versato 264 mensilità di contributi, e finora ha riscosso 192 ratei pensionistici. Anche lui è giovane: supererà il giro di boa fra 7 anni esatti, quando la vita da pensionato (solo sulla carta) avrà superato quella ufficiale lavorativa.

Meno giovane, ma certamente più ricco, il manager squalo per eccellenza degli anni Settanta e Ottanta: Cesare Romiti. Ha lavorato una vita, ma in pensione è andato nel 1977 quando aveva solo 54 anni. E al momento ha già ricevuto indietro 4 anni più di quelli versati.

Anche il suo avversario dell'epoca, Carlo De Benedetti, non ha resistito al fascino della pensione anticipata a carico dell'Inpdap. Per quanto straricco e ancora in servizio, ha appeso al chiodo la sua vita lavorativa ufficiale nel 1993 quando aveva ancora 58 anni, facendosi erogare da quel momento 4 mila euro al mese di pensione.

Non è un manager, ma sicuramente fa parte dei super-ricchi di Italia. Eppure anche Adriano Celentano ha sentito bisogno della pensione ancora in tenera età. Pensioncina da mille euro al mese conquistata nel lontano 1988 appena compiuti i 50 anni di età. Avendo versato 300 mensilità di contributi e nel frattempo riscosso 276 ratei di pensioni, arriverà al giro di boa fra due anni esatti, quando potrà fregiarsi anche lui del titolo di "supermantenuto di Italia".