FRAGOROSO SILENZIO

domenica 21 dicembre 2014

Renzi...Io non ti parlo più...

Bussi...










LETTERA A MATTEO RENZI
Presidente Renzi,
che la crisi economica sarebbe continuata, lo sapevamo anche un anno fa. Quello che forse non ci aspettavamo è che, con un ottimista al governo, sarebbe continuata anche la crisi psicologica.
Ne abbiamo avuto la riprova proprio questa settimana, appena lei ha annunciato la candidatura olimpica di Roma. La reazione prevalente degli italiani non è stata di entusiasmo, ma di autentico orrore. Ormai in ogni opera pubblica non vediamo un'opportunità, ma una mazzetta. E i fatti purtroppo non ci smentiscono mai.
Sono d'accordo con lei che un Paese dove la paura prevale sul desiderio sia clinicamente morto. Ma quando l'ho scritto in un Buongiorno, un lettore mi ha risposto in modo piuttosto persuasivo. Ha detto che basterebbe poco per far rinascere un po' di fiducia nella gente perbene. Basterebbe il licenziamento in tronco di qualche corrotto, un decreto che preveda il carcere duro per gli evasori fiscali o anche solo qualcuno che sanzioni il furbetto di turno. Un cenno di vita da parte dello Stato.
Come dargli torto? Poi uno legge la sentenza che a Chieti ha mandato assolti per avvenuta prescrizione i vertici della Montedison, in un processo su una discarica che ha avvelenato l'acqua potabile bevuta da oltre settecentomila persone, e si deprime. L'ennesima decisione di quest'anno in cui degli imputati potenti se la cavano grazie a un garbuglio legale.
Vede, Renzi, la sterilità dei vaffa ci ha nauseato. Ma anche l'ottimismo delle parole, se non viene accompagnato, anzi preceduto da quello dei fatti. Servono segnali forti. Non è mai troppo tardi per rafforzare la sua squadra di governo e per affidare le grandi aziende pubbliche non più a uomini di relazione, che si siedono su una poltrona solo per dispensare i favori che serviranno loro per planare sulla poltrona successiva, ma a uomini (e donne, ovviamente) che conoscano e amino la materia di cui sono chiamati a occuparsi.  
Ieri ho letto un tweet che la riguarda. Dice: "Chi non era renziano nel 2013 era senza cuore. Chi è ancora renziano nel 2014 è senza cervello." Non lo ha scritto la Camusso ma Fabio Scacciavillani, un finanziere.
Certo, la suo migliore alleata resta TINA, acronimo di There Is No Alternative. Non ci sono alternative. Ma fossi al suo posto non starei sereno.
Faccio a lei e ai telespettatori gli auguri di buone feste con la frase di una persona che nei governi italiani,compreso il suo, sarebbe al massimo un sottosegretario. Albert Einstein:

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose."

Farò in modo che sia il mio motto del 2015. Vorrei che fosse anche il suo.


Sempre vigili




sabato 13 dicembre 2014

Renzi, la piazza non ti interessa???

















Dai su..mai deludere
i vostri padroni..
anche oggi avete
pestato un po
di gente...
Bravi !!!
fate ciò che sapete
fare meglio..
Siete così grandi
così forti...
già....
vi mettete in mostra
per dir "io sono il vincitore"
Complimenti
..mi chiedo..
siete come i supereroi?
cioè ..
quando non indossate la divisa
diventate umani oppure
rimanete sempre degli stronzi?

















Sempre vigili

sabato 29 novembre 2014

Renzi...all'amo non abbocco!


Contestazioni per il premier Matteo Renzi oggi a Reggio Calabria, Catania e in Irpinia. 

«Io non ci sto chiuso nel palazzo, ho fatto il sindaco. Contestazioni o non, staremo in mezzo alla gente tutte le settimane. Si stancheranno prima loro, noi non ci stanchiamo», ha detto Renzi parlando in Comune a Catania.

Che rispetto per milioni di persone che lottano per il lavoro;
che rispetto per chi lotta per arrivare alla fine del mese;
che rispetto per chi arriva ad uccidersi perchè non ha lavoro!!!!!!!!!
Che "spocchioso"che sei, che arrogante!!!!!!
Tu non ti stanchi... 
Chi si stancherebbe della bella vita????????Nessuno, di certo...
Non gli arroganti e gli insensibili come te!!!!!!!!!!!!


Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati
inutili cantanti di giorni sciagurati,
 
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
 
godetevi il successo, godete finchè dura,
che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
 
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna,
però non la sopporto la gente che non sogna.
 
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
 
io non perdono, non perdono e tocco!
 

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
 
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
 
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
 
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
 
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
 
io non perdono, non perdono e tocco!
 

Ma quando sono solo con questo naso al piede
 
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
 
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
 
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
 
per colpa o per destino le donne le ho perdute
 
e quando sento il peso d' essere sempre solo
 
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
 
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
 
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
 
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi,
le parlerò coi versi...
 

Venite gente vuota, facciamola finita,
voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
 
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito,
guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
 
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
 
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
 
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
 
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
 
io non perdono, non perdono e tocco!
 

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
 
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
 
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
 
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
 
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
 
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
 
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
 
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
 
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
 
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
 
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
 
se mi ami come sono,
per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano

Sempre vigili





martedì 11 novembre 2014

L'Aquila:Il fatto non sussiste...




Nelle mani dei potenti la giustizia non è che uno strumento di governo come gli altri.
(Georges Bernanos)



Grandi rischi, all'Aquila monta la sfiducia: "Inutile fare un processo quando è contro lo Stato"











La corte d'appello ribalta la sentenza di primo grado: assolti sei dei sette componenti della commissione accusati di aver rassicurato gli aquilani prima del sisma del 6 aprile 2009. Il pubblico grida: "Vergogna, li avete ammazzati un'altra volta"













" IL FATTO NON SUSSISTE"...I MORTI CI SONO, E SONO VERI!!!!!!!!!



Non c'è tirannia più crudele di quella che è perpetrata sotto lo scudo della legge e in nome della giustizia.
Montesquieu



SEMPRE VIGILI




mercoledì 22 ottobre 2014

Renzi e ciò che resta dell'Italia...


“Il mondo di grandezza ora è mutato, ristretto
a ciò che anche i più 
sciocchi possono capire;
Gli squallidi tesori d'un forziere d'
esilio
non comprendono il passaporto per quel mirabile 
paese,
benché vi si dica che ne siete i 
cittadini.
Lo 
scenario è cambiato, il clima è sciapo,
le 
maschere possenti sono facce, gli dei uomini,
quasi tutte le notti, sono lunghe e nessuna è magica,
ma ci sono stranieri anche laggiù...” 
BABETTE DEUTSCH



L'Italia che lotta...



















L'Italia che mente...














Sempre vigili

domenica 28 settembre 2014

Pd: caro Nanni Moretti e non solo...dove siete?



Da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/27/pd-caro-nanni-moretti-dove-sei/1135443/
Che dire?????????
Pd: caro Nanni Moretti, dove sei?

Ogni volta che guardo Renzi, mi torna in mente Nanni Moretti. Soprattutto quando, a Piazza Navona, gridò: “Con questi leader non vinceremo mai”. Di Moretti, come di Benigni, oltre all’arte mi piace (piaceva?) quella loro propensione all’indignazione. Oggi la “loro sinistra” ha vinto. E loro, per questo, paiono sereni. Realizzati. Placati. E allora mi viene da chiedergli: caro Nanni, nel tuo diario oggi cosa scrivi? Ora che vedi il tuo leader pomiciare col noto trotzkista Marchionne; ora che ammiri il tuo leader riscrivere la Costituzione con Berlusconi (com’è che lo chiamavi? “Caimano”?); ora che le Carfagna (che tanto parevi detestare) si chiaman Boschi; ora che hai tutto il tempo di osservare il tuo leader usare lo stesso mix di incapacità fanfarona e arroganza tronfia che caratterizzavano il peggiore centrodestra d’Europa; ora che non c’è praticamente più differenza tra Pd e Forza Italia.
Ora che osservi tutto questo, caro Nanni, mi permetto di chiederti: ne valeva la pena? Sei politicamente felice? Sei ideologicamente realizzato? Valeva davvero la pena vincere così, a questo prezzo e a queste condizioni? Quando sei da solo, fingi anche tu un orgasmo politico a buon mercato o, come credo (e spero), hai la sensazione netta che il sol dell’Avvenire sia davvero sorto dalla parte sbagliata, proprio come in quella vecchia scena di Ecce bombo?
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Perdona l’ardire, caro Nanni, ma questo tuo (vostro) silenzio mette un po’ tristezza. Eravateintellettuali liberi, oggi parete artisti embedded. Fedeli alla linea, anche se la linea non c’è. Ieri raccontavi la fine del Pci, oggi sembri felice – o anche solo accondiscendente, che forse è peggio – per l’ascesa del primo “cazzaro” che passava. Odiavi Craxi, ma voti la sua brutta copia. Odiavi Berlusconi, ma sostieni il suo erede. E lo fai – immagino – perché lui non ha più la maglia dei “cattivi” ma indossa quella dei “buoni”: dei giusti, dei compagni, dei rinnovatori.
Senza offesa, caro Nanni, e te lo dico da uno dei tantissimi che molto ti deve e tanto ti stima, ma così come Benigni era meglio da Cioni Mario, tu eri meglio quando perdevi. Come molti di noi. Ma facevi i girotondi. Come molti di noi. Dicevi: “Anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza”. Ora, però, sei maggioranza in una società mediamente indecente. La tua indignazione servirebbe come il pane, ma evidentemente sei troppo impegnato pure tu a giocare all’ex incendiario divenuto pompiere. Peccato.


Sempre vigili



martedì 2 settembre 2014

Il primo giorno di scuola che vorrei...






Tolto il riferimento alla Gelmini, potremmo aggiungere riferimenti attuali,ma sempre inquietanti per la scuola… per il resto va bene così…mi piace così...


Il primo giorno che vorrei
Alessandro D'Avenia
10 settembre 2011

Che cosa avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola dai miei professori o cosa vorrei che mi dicessero se tornassi studente? Il racconto delle vacanze? No. Quelle dei miei compagni? No. Saprei già tutto. Devi studiare? Sarà difficile? Bisognerà impegnarsi di più? No, no grazie. Lo so. Per questo sto qui, e poi dall’orecchio dei doveri non ci sento. Ditemi qualcosa di diverso, di nuovo, perché io non cominci ad annoiarmi da subito, ma mi venga almeno un po’ voglia di cominciarlo, quest’anno scolastico. Dall’orecchio della passione ci sento benissimo.

Dimostratemi che vale la pena stare qui per un anno intero ad ascoltarvi. Ditemi per favore che tutto questo c’entra con la vita di tutti i giorni, che mi aiuterà a capire meglio il mondo e me stesso, che insomma ne vale la pena di stare qua. Dimostratemi, soprattutto con le vostre vite, che lo sforzo che devo fare potrebbe riempire la mia vita come riempie la vostra. Avete dedicato studi, sforzi e sogni per insegnarmi la vostra materia, adesso dimostratemi che è tutto vero, che voi siete i mediatori di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che voi possedete e volete regalarmi. Dimostratemi che perdete il sonno per insegnare quelle cose che – dite – valgono i miei sforzi. Voglio guardarli bene i vostri occhi e se non brillano mi annoierò, ve lo dico prima, e farò altro. Non potete mentirmi. Se non ci credete voi, perché dovrei farlo io?

E non mi parlate dei vostri stipendi, del sindacato, della Gelmini, delle vostre beghe familiari e sentimentali, dei vostri fallimenti e delle vostre ossessioni. No. Parlatemi di quanto amate la forza del sole che brucia da 5 miliardi di anni e trasforma il suo idrogeno in luce, vita, energia. Ditemi come accade questo miracolo che durerà almeno altri 5 miliardi di anni. Ditemi perché la luna mi dà sempre la stessa faccia e insegnatemi a interrogarla come il pastore errante di Leopardi. Ditemi come è possibile che la rosa abbia i petali disposti secondo una proporzione divina infallibile e perché il cuore è un muscolo che batte involontariamente e come fa l’occhio a trasformare la luce in immagini. Ci sono così tante cose in questo mondo che non so e che voi potreste spiegarmi, con gli occhi che vi brillano, perché solo lo stupore conosce.

E ditemi il mistero dell’uomo, ditemi come hanno fatto i Greci a costruire i loro templi che ti sembra di essere a colloquio con gli dei, e come hanno fatto i Romani a unire bellezza e utilità come nessun altro. E ditemi il segreto dell’uomo che crea bellezza e costringe tutti a migliorarsi al solo respirarla. Ditemi come ha fatto Leonardo, come ha fatto Dante, come ha fatto Magellano. Ditemi il segreto di Einstein, di Gaudì e di Mozart. Se lo sapete, ditemelo.

Ditemi come faccio a decidere che farci della mia vita, se non conosco quelle degli altri. Ditemi come fare a trovare la mia storia, se non ho un briciolo di passione per quelle che hanno lasciato il segno. Ditemi per cosa posso giocarmi la mia vita. Anzi no, non me lo dite, voglio deciderlo io, voi fatemi vedere il ventaglio di possibilità. Aiutatemi a scovare i miei talenti, le mie passioni e i miei sogni. E ricordatevi che ci riuscirete solo se li avete anche voi i vostri sogni, progetti, passioni. Altrimenti come farò a credervi? E ricordatemi che la mia vita è una vita irripetibile, fatta per la grandezza, e aiutatemi a non accontentarmi di consumare piccoli piaceri reali e virtuali, che sul momento mi soddisfano, ma sotto sotto sotto mi annoiano.

Sfidatemi, mettete alla prova le mie qualità migliori, segnatevele su un registro, oltre a quei voti che poi rimangono sempre gli stessi. Aiutatemi a non illudermi, a non vivere di sogni campati in aria, ma allo stesso tempo insegnatemi a sognare e ad acquisire la pazienza per realizzarli quei sogni, facendoli diventare progetti.

Insegnatemi a ragionare, perché non prenda le mie idee dai luoghi comuni, dal pensiero dominante, dal pensiero non pensato. Aiutatemi a essere libero. Ricordatemi l’unità del sapere e non mi raccontate solo l’unità d’Italia, ma siate uniti voi dello stesso consiglio di classe: non parlate male l’uno dell’altro, vi prego. E ricordatemelo quanto è bello questo Paese, parlatemene, fatemi venire voglia di scoprire tutto quello che nasconde prima ancora di desiderare una vacanza a Miami. Insegnatemi i luoghi prima dei non luoghi. E per favore, un ultimo favore, tenete ben chiuso il cinismo nel girone dei traditori. Non nascondetemi le battaglie, ma rendetemi forte per poterle affrontare e non avvelenate le mie speranze, prima ancora che io le abbia concepite. Per questo, un giorno, vi ricorderò.


Sempre vigili



sabato 23 agosto 2014

Renzi...stupiscimi...valorizzami!








Adesso gli insegnanti dicono basta!
Lucio Ficara Venerdì, 22 Agosto 2014
È l’elenco fatto da un gruppo di brillanti insegnanti calabresi e pubblicato nella loro pagina facebook (Docenti contro la legge Aprea), in cui emergono, in modo impressionante, tutti i torti subiti in questi anni dagli insegnanti. Adesso gridano questi insegnanti è ora di dire basta! Ecco di seguito il lungo elenco di quanto subito negli ultimi 5 anni dai docenti italiani

Avete aumentato gli alunni per classe e non abbiamo detto nulla.
Non ci avete rinnovato il contratto e ci siamo messi pazientemente in attesa
Non ci avete pagato gli scatti e abbiamo abbassato la testa.
Avete levato ore di diritto, storia, geografia, arte, economia, latino, laboratori ecc e siamo rimasti muti.
Eravate arrivati ad un passo dalla privatizzazione, ma è caduto il Governo e con esso il D.L.
Avete spinto al suicidio alcuni docenti precari, minando l'equilibrio psicofisico di tutti gli altri.
Avete portato il Liceo Classico alla chiusura e siamo rimasti impassibili e attoniti
Avete lasciato che le scuole cadessero ferendo gli alunni, talvolta mortalmente, e abbiamo pianto i ns studenti e curato le ferite
Avete tagliato migliaia di cattedre, mandandoci in esubero, e abbiamo taciuto
Avete tagliato il sostegno e abbiamo consolato le famiglie disperate
Ci avete diffamato e bollato come docenti fannulloni, umiliandoci, e ci siamo curati il mal di fegato
Avete minacciato la chiusura delle Gae e siamo rimasti increduli
Avete minacciato di togliere la possibilità di lavorare in altre province e abbiamo abbozzato
Avete minacciato le 36 ore a parità di stipendio, manifestammo e ci avete chiuso in un vicolo romano per menarci con i manganelli
Avete detto in tv: rottamiamo e scatafasciamo la Scuola Media e non ci siamo mossi
Avete minacciato il taglio di 1 anno di Scuola Superiore, protestammo, e ci avete deriso
Avete fatto una bando di concorso a cattedra con dei criteri, e poi li avete cambiati dopo averlo espletato
Avete ridotto all’osso le immissioni in ruolo, e abbiamo sofferto
Abbiamo protestato contro l’Invalsi e ci avete sanzionato
Abbiamo espresso un’opinione in collegio docenti e i ds sceriffo hanno chiamato persino i carabinieri
Avevamo i sindacati dalla nostra e ci hanno svenduto
Avete permesso che alunni genitori e politici si facessero beffe di noi e abbiamo sopportato
Avete detto che l’egualitarismo produce guasti e minacciate la meritocrazia fascista dei diseguali
Abbiamo vinto un referendum contro i finanziamenti alle scuole private e lo avete scavalcato
Abbiamo discusso con voi in occasioni di pubblico confronto e ci avete insultato
Ci siamo trasferiti al nord perché avete tagliato i posti di lavoro e avete minacciato la chiamata diretta
Volevamo fare lo sciopero degli scrutini ma abbiamo fatto il nostro dovere per amore dei ragazzi
Avete introdotto gli ispettori e ci avrete fatto perdere tempo
Ci state dicendo che a settembre arriverà la sorpresa per la Scuola, secretando ingiustamente il Piano di Riforma, e attendiamo con pazienza
Ma se ci userete ancora come bancomat per pagare debiti che non sono nostri, allora diventeremo ribelli smascherando tutta la vs incompetenza e ipocrisia!





lunedì 11 agosto 2014

Grazie perchè...





"Io mi riposo dentro i tuoi occhi...Io coi tuoi occhi vedo di più...
Grazie perchè anche lontano tendo la mano e trovo la tua..tendo la mano e tu ci sei..."

 
Questo è per te
di Leonard Cohen 

Questo è per te
è il mio intero cuore
è il libro che ti avrei letto
quando fossimo stati vecchi
Adesso sono un'ombra
Sono senza pace come un impero
Tu sei la donna
che mi ha reso libero
Ti ho vista guardare la luna
Non hai esitato
ad amarmi con essa
Ti ho vista onorare gli anemoni
colti tra le rocce
mi hai amato con essi
Sulla sabbia liscia
tra i ciottoli e la spiaggia
mi hai accolto nel cerchio
meglio ancora di come si accoglie un ospite
Tutto ciò è accaduto
nella verità del tempo
nella verità della carne
Ti ho vista con un bambino
mi hai portato al suo profumo
e alle sue visioni
senza chiedermi sangue
Su tantissimi tavoli di legno
adornati con cibo e candele
mille sacramenti
che hai portato nel tuo cesto
Ho visitato la mia creta
Ho visitato la mia nascita
fino a quando sono tornato piccolo
ed impaurito abbastanza
da nascere di nuovo
Ti ho voluta per la tua bellezza
mi hai dato più di te stessa
Hai condiviso la tua bellezza
questo è tutto ciò che ho appreso stanotte
mentre ricordo gli specchi
dai quali sei scomparsa
dopo che hai donato loro
ciò che essi ti chiedevano
per la mia iniziazione
Adesso sono un'ombra
desidero ardentemente
giungere alla fine del mio peregrinare
e vado avanti
con l'energia della tua preghiera
e procedo
in direzione della tua preghiera
poiché tu sei inginocchiata
come un mazzolino di fiori
in una grotta di ossa
dietro la mia fronte
e mi muovo in direzione di un amore
che hai sognato per me




domenica 20 luglio 2014

E se gli insegnanti chiudessero bottega?





Una collega fotografa con oggettività la situazione della scuola,ciò che si vive ogni giorno e che spesso non diciamo perchè il rischio è che i genitori iscrivino i propri figli in altre scuole dove si "vendono" realtà diverse,sogni...
Perchè la scuola è anche questo,mercanteggiare alunni...ci si adopera tutto l'anno in virtù delle iscrizioni...E il tema dominante è: abbiamo mantenuto il numero degli alunni,allora va bene;
abbiamo perso un numero di alunni,la responsabilità è degli insegnanti; abbiamo iscrizioni in più, il merito è del Dirigente che è capace nelle relazioni con il territorio, con i genitori, con i famosi "utenti"...
E sì, la scuola come teatro,rappresentazione di una società che annaspa tra sogni e realtà...
I problemi della scuola e della società non si risolvono con gli slogan ma con il coraggio di chi ha idee e competenze,con il coraggio di chi non affida la felicità al bifidus e alla pancia piatta o a un deodorante che non irrita le ascelle...
Tanto meno i problemi si risolvono con finte riforme, con tagli mascherati da "riforme" che non fanno altro che distruggere ciò che resta della scuola pubblica...
I problemi non si risolvono dando "assolutamente" credito ai genitori che difendono ad oltranza il pargolo- genio che non viene compreso,ma che,in realtà, ben consapevole che sarà scusato, non fa il proprio dovere...nè ricorrendo al TAR...
I problemi non si risolvono proponendo l'apertura della scuola fino alle 22...le scuole cadono a pezzi, non ci sono spazi,non ci sono laboratori, non ci sono PC, non ci sono palestre,non ci sono soldi per attività...le prigioni hanno una finalità prevista dalla Costituzione...RIEDUCARE...e la scuola ha altre finalità...
I problemi non si risolvono con il taglio di un anno alla scuola superiore...vogliono l'ignoranza assoluta...vogliono cittadini INCONSAPEVOLI,non cittadini con un pensiero libero, critici,capaci di pensare e ragionare con la propria testa...

Sempre vigili


TUTTO QUELLO CHE SPARIRA' DAL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO

Uso del mio tablet, del mio computer, della mia linea adsl - computer, tablet e linea me li deve fornire la scuola

Acquisto di apps necessarie al mio lavoro, di tasca mia – me le deve comprare lo Stato

Portare da casa riduttori e prese triple – non c’è il riduttore? pazienza…. quando lo comprerete userò la LIM

Andare in soccorso ai colleghi per far ripartire un PC - lo fa il tecnico informatico Non c'è? Pazienza non so cosa farci.

Uso del mio materiale e del mio personale database di materiali digitali – pretendo di trovare tutto ciò che mi serve sul luogo di lavoro, altrimenti, pazienza, programmerò le lezioni con quello che c’è a scuola 

Telefonate varie da Dirigente, colleghi e genitori fuori dall’orario di lavoro – se avete bisogno, mi contattate a scuola

Gite scolastiche, ovviamente e da sempre gratis – non se ne parla proprio

Fare la psicologa, l’assistente sociale, la fisioterapista, l’infermiera – mi spiace, ma io faccio didattica, questa è la mia mansione. Le altre le svolga chi di dovere. 

Partecipare a qualunque riunione in corso d’anno che non sia prevista dal piano delle attività – il contratto parla chiaro: le attività devono essere programmate dal Dirigente PRIMA dell’inizio delle lezioni. Se non sa programmare il problema non è mio.

Avallare progetti e progettini vari, in collaborazione con gli Enti del territorio, Comune in primis, a costo zero – vuoi la mia partecipazione? Mi paghi

Sbrigare pratiche amministrative varie per gli alunni – non fa parte delle mie mansioni, le faccia chi di dovere.

Procurare libri e quant'altro per alunni in difficoltà - lo facciano le assistenti sociali.

Fingere interesse per proposte e progetti di una noia mortale proposti da Enti esterni alla scuola, con la pretesa di venirci a suggerire "come insegnare" (i famosissimi “orto e cucina”, ad esempio, propagandati come progetti altamente qualificanti) - non mi interessa, potete avere la mia presenza fisica, se devo, non la mia partecipazione mentale. Vedete di alzare il tiro, piuttosto, che siete noiosi e ripetitivi. 

Andare al lavoro con due linee di febbre, emicrania, malesseri vari, “per non mettere in difficoltà la scuola” – scordatevi anche questo

Chiedere a mio marito di stare lui a casa dal lavoro quando mio figlio è malato – sto a casa io, perché è un mio diritto. 

Fare foto, documentazione e quant’altro con i miei mezzi – vuoi le foto? Mi procuri una fotocamera digitale e, soprattutto, mi paghi il tempo che impiego sia a fare le foto che a scaricarle e ordinarle

Pagarmi la formazione, di qualunque tipo – me la paga la scuola, altrimenti arrivederci e grazie.

Sopportare, da fine maggio in poi, 30-35° senza condizionatore, e nemmeno un ventilatore a soffitto – o mi crei condizioni di lavoro umane, o io incrocio le braccia.

Fare a proprie spese le fotocopie per la verifica in classe - se la fotocopiatrice è rotta oppure non c'è carta, non si fa la verifica

Stampare con la mia stampante tutto ciò che riguarda avvisi e materiale scolastico - non c'è il toner? Pazienza il materiale non si stampa

Correzione delle verifiche di sabato pomeriggio e domenica - le verifiche si correggono A SCUOLA. Ci vogliono tempi troppo lunghi? Pazienza aspetterete

Correggere le prove invalsi facendole rientrare come ore di programmazione pur non essendo d'accordo sulla loro validità didattica - pazienza le correggerà il ministro di turno mai stato insegnante

Compilare a casa il registro elettronico perché a scuola non c'é connessione e fare l'appello la mattina col tuo smartphone perché il preside vuole controllare gli assenti - Non c'è il Wi-Fi? Non funziona? peccato, l'appello salta.

Fermarsi a fine lezione o durante intervallo per spiegare ancora a chi ti fa qualche domanda e farlo volentieri! - fine dell'orario di lavoro? A casa. Subito. 

VEDIAMO, POI, COME SARA' LA QUALITA' DELLA SCUOLA..... VOGLIO PROPRIO VEDERE..... ALTRO CHE "AMMORTIZZATORE SOCIALE"! SIAMO NOI INSEGNANTI L'AMORTIZZATORE SOCIALE DELLA SCUOLA..... MA ADESSO BASTA. CHE CIASCUNO SI ASSSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA'