FRAGOROSO SILENZIO

lunedì 28 ottobre 2013

Carceri...Non stare a guardare,agisci...





La Toscana si fa portavoce di una iniziativa interessante che potrebbe risolvere situazioni difficile e inumane nelle nostre carceri...e le altre Regioni???????????


“Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.”
[Martin Luther King]



Leggo e pubblico...
da: "La Nazione"

«Presidente, svuotiamo le carceri» La Toscana lancia l’idea-modello
Rossi scrive a Napolitano: «Trasferiremo 300 detenuti in sei mesi»

Gli istituti di pena regionali hanno una capienza massima di 3261carcerati ma registrano 4.168 presenze
di Sandro Bennucci
Firenze, 28 ottobre 2013 - «HO SENTITO il dovere di rispondere al messaggio inviato alle Camere dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, scrivendo a lui e al ministro della giustizia, Annamaria Cancellieri: se la proposta che faccio verrà accolta, nel giro di 6 mesi saranno avviati a misure alternative (arresti domiciliare o affidamento in prova) almeno 300 tossicodipendenti detenuti in Toscana».
Preoccupato? No,
 Enrico Rossi è addirittura sconvolto dalle cifre che rimbalzano sul suo tavolo: gli istituti penitenziari di questa regione rischiano di esplodere. Hanno una capienza massima di 3.261carcerati ma in realtà, ormai da tempo, registrano 4.168 presenze. Sovraffollamento inumano,oltre che pericoloso. Capace di forti stati di disagio, con forme di violenza incontrollabili. Fino ai suicidi.
Ci sono 907 detenuti in più, di cui almeno 300 potrebbero uscire beneficiando delle misure alternative. Infatti, ben 1.186 reclusi sono conseguenza della legge Giovanardi-Fini, che mette marijuana e hashish sullo stesso piano di cocaina ed eroina e reintroduce il limite di quantità, oltre il quale l’uso personale diventa spaccio. Rossi pensa che la revisione della Giovanardi-Fini abbia più efficacia di un provvedimento di amnistia o indulto. Ma c’è il rischio che passi molto tempo prima che la maggioranza parlamentare che sostiene il governo Letta, così divisa sui temi della giustizia, possa trovare un faticoso accordo. Da qui la «mano tesa» della Toscana: l’iniziativa che, portava avanti insieme agli uffici regionali del Dap (Dipertimento dell’amministrazione penitenziaria) e al Ministero potrebbe trasferire i detenuti tossicodipendenti in strutture di accoglienza più adeguate. Con la collaborazione della Regione.

Presidente Rossi, lo sa che in Parlamento giacciono varie proposte «svuota carceri»?
«Sì, ma a quanti pestaggi e a quanti suicidi dovremmo ancora assistere prima che si faccia qualcosa di veramente concreto? C’è un’emergenza alla quale bisogna porre rimedio in tempi brevissimi. Anche le Regioni devono avvertire il richiamo di Napolitano: la Toscana è pronta a fare la sua parte e a farsi carico di un esperimento che potrebbe poi essere esportato in tutt’Italia».
Ma a chi spetterebbe, praticamente, la decisione di avviare i detenuti tossicodipendenti alle misure alternative?
«Il progetto dovrà essere costruito insieme al Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza. Ma naturalmente sarà il magistrato, in piena autonomia, valutare le condizioni giuridiche, caso per caso».
Considerata la scarsità di spazi (mancano anche residenze protette per anziani e disabili) dove pensa di ricavare 300 posti per persone che, comunque, dovranno essere sorvegliate?
«Almeno 30-40 posti saranno disponibili, già da novembre, in strutture gestite da organizzazioni aderenti al coordinamento delle comunità di accoglienza. Gli altri saranno progressivamente a disposizione anche fra quelle che abbiamo usato per l’emergenza profughi del Nord Africa. La Regione Toscana è disponibile ad assumersi gran parte delle spese di questo progetto che stimiamo possano raggiungere i 4 milioni l’anno».
Ci sono molte emergenze in questo momento, compresa quella idrogeologica, che vede la Toscana periodicamente devastata da frane e alluvioni: perchè lei mette in cima alla sua agenda il sovraffollamento delle carceri che è competenza dello Stato?
«Per una questione di civiltà, oltre che di ordine pubblico. La Regione non può far finta di non vedere quello che succede a Sollicciano, a Livorno e in altri istituti di pena strapieni. Del resto, l’assistenza sanitaria è nostra. Noi interveniamo nelle carceri per fornire i materassi e il loro periodico rinnovo, oltre a un kit igienico per i detenuti. E a Firenze, alla Madonnina del Grappa fondata da don Facibeni, stiamo realizzando una casa famiglia per le mamme carcerate a Sollicciano, con l’obiettivo di ospitarle insieme ai loro bambini da zero a tre anni. Perchè non è giusto che degli innocenti, così piccini, vivano da reclusi».
Quale segnale aspetta dal ministro Cancellieri?
«Che dia il via libera a un accordo di programma Ministero-Regione Toscana. Entro qualche settimana si potrebbe fare il primo trasferimento di una trentina di detenuti. Penso che, nel giro di 6 mesi, 300 tossicodipendenti possano lasciare il carcere. Anche così si risponde allo spirito del messaggio di Napolitano».

L'indifferenza e il disinteresse sono solo due dei tanti problemi di questa realtà che dobbiamo combattere...
Sempre vigili



4 commenti:

  1. Cara Iolanda, come sai vivo all'estero da oltre 50'anni, sentendo sempre questi problemi delle carceri, in Italia, credo che ci sia necessaria una grande riforma che non si debba stare in carcere anni in attesa del giudizio.
    Ciao e buona settimana cara amica.
    Tomaso

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  2. Sì, è ora di rendere umana anche la vita dei carcerati
    , che, a dire il vero, avrebbe dovuto essere umana da sempre..Non ci sono più alibi, occorre che si agisca in questa direzione.

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  3. Oltre a queste carceri ci sono le nuove carceri nate dopo la legge Basaglia del 1978 (i nuovi manicomi) dove avvengono tutt'ora un bel numero di suicidi senza che l'opinione pubblica dica niente cosa sono queste strutture? Semplice le Varie Comunità Protette sparse in tutta Italia. Chiudere questi nuovi lager l'unica soluzione per la dignità di queste persone.

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  4. Alcuni sono dei veri lager e soprattutto non dimenticherei neanche i centri d’identificazione ed espulsione (CIE).
    Saluti a presto.

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