L'UPUPA

FRAGOROSO SILENZIO

sabato 21 novembre 2009

Crimini di Stato.............


Quante altre lettere come queste dobbiamo ancora leggere?

Quante altre volte dobbiamo lottare contro l’abuso di uno Stato che pratica la violenza?

Possibile che non ci sia un politico con senso di responsabilità civile che si interessi veramente,e non solo a Ferragosto, di tutte queste morti in carcere e smantelli tutto questo orrore?

Perché non si indaga seriamente? Dobbiamo veramente credere che lo Stato sia un criminale?

Dalla realtà di questi giorni e di altri e altri,dalle notizie di morte e violenza che leggiamo tutti i giorni,dalle denunce di tante famiglie a cui lo Stato ha tolto un figlio,un fratello,un marito,un papà....si dobbiamo crederlo…. lo Stato e i suoi rappresentanti….perpetrano continuamente delitti!!!!!!!!!!!

Queste lettere sono di due genitori che cercano verità e giustizia per i loro figli…

La prima è tratta dalla lettera che la madre di Niki Aprile Gatti ha scritto alla redazione di: Caffè News Magazine!!

E’ solo uno stralcio….perchè è lunghissima e dolorissima,ma potete leggerla integralmente su:http://caffenews.wordpress.com/

L’altra è del papà di Bianzino,pubblicata oggi da Grillo

http://www.beppegrillo.it/2009/11/gentilissimo_be.html?s=n2009-11-20

Cosa c’è da dire?Tutte e due le lettere accusano lo Stato…e come potrebbe essere diversamente?

Lo Stato ha preso i loro figli sani,in ottima salute…li ha riconsegnati a pezzi!!!!!!!!!!!!!!!!

Dico solo che….è ora di gridare BASTA! E' ora che la smettano di uccidere!!!!!!!!!I responsabili di queste atrocità devono essere severamente puniti e non trasferiti o allontanati momentaneamente...perchè questa gente è gente disturbata mentalmente e non può ricoprire posti pubblici...

Io dico...

Mi vergogno di essere un cittadino di questo Stato!!!!!!!!!!!!!

Sempre vigili

Ancora oggi penso sia un incubo e presto mi sveglierò e non è vero niente…

Sono Ornella Gemini, la mamma di Niki Aprile Gatti, di soli 26 anni, brevemente Vi racconto ciò che come uno tsunami ha colpito l’esistenza di Niki e la mia. Per saperne di più Vi invito a leggere il blog che ho aperto per combattere questa durissima battaglia…(http://nikiaprilegatti.blogspot.com)

Niki era incensurato, mai avuto problemi con la Giustizia, MAI, non beveva, non fumava ed era vegetariano da 7 anni… Un ragazzo davvero pulito, mi facevano tutti i clienti i complimenti quando lo lasciavo in negozio, per la sua educazione e gentilizza!!..............................

Niki è stato arrestato a Cattolica, in quanto la mattina viene chiamato dalla madre del suo titolare che lo avvisa che la sera precedente era stato arrestato il figlio, e lo prega di recarsi presso lo studio dell’avvocato di famiglia (oltre che aziendale) per avere notizie. In perfetta buona fede e senza alcun timore, Niki si reca nello studio dell’Avv. Marcolini, resta a parlare con lui e quando esce dal portone, viene arrestato proprio lì. Vi sembra una persona che aveva paura di essere arrestato anche lui? E’ scappato quando la madre del titolare lo ha chiamato?...........................

Comunque il titolare e un altro tecnico di San Marino, arrestato anche lui lo stesso giorno, vengono introdotti nel carcere di Rimini, Niki portato a Firenze……………………

Il lunedì mattina arriva il blindato della polizia penitenziaria e riesco solo a intravedere fra sbarre e gabbie lì dentro il mio Niki, mi si stringe il cuore… il mio prezioso, adorato Niki… Il blindato entra nel retro del tribunale, io lì, non mi fanno salire in aula, riservato solo agli avvocati… e come posso vederlo????

…………….Gli agenti iniziano ad urlare di allontanarmi, dovevo stare almeno a 20 metri di distanza… avrebbero arrestato anche me, se non mi fossi tenuta a tale distanza, e io piangevo come una disperata e cercavo il piu’ possibile di avvicinarmi, mi sembrava essere entrata in un vortice di follia e di folli. Comunque lo vedo e mi vede, ma un agente gli gira con le mani la testa dal lato opposto…

Niki aveva voluto parlare perché doveva spiegare il suo lavoro e che per lui era importante spiegare ed uscire di lì. Chiedo di vederlo anche in loro presenza, anche per pochi minuti, ERA IMPORTANTE , l’Avvocato si attiva per questo ma tutto inutile, la prassi da rispettare sono le 48 ore successive all’interrogatorio…

Non sono state sufficienti le 48 ore… dopo appena 20 ore era tutto FINITO, finiti i sogni Finita la tua e la mia vita!

Il giorno 24 giugno 2008 alle ore 13,15 mi arriva una telefonata sul cellulare, e ripeto CELLULARE con tono freddo mi dice: “Lei è la mamma di Aprile Gatti Niki?”. Ed io: “Si!” – e la voce metallica: “E’ il carcere di Sollicciano, una brutta notizia, suo figlio si è SUICIDATO!”.

Non ho mai assolutamente creduto al Suicidio, Niki era un ragazzo pieno di sogni e di aspettative, non si sarebbe mai suicidato, Niki era consapevole della sua genialita’ e mai per una” ipotesi di reato” avrebbe messo fine alla sua vita!.....................

C’è il verbale di un Agente che dichiara che Niki verso le ore 10 discorreva con lui circa il processo, dice che era tranquillo, …autopsia ora del decesso ore 10 (dove hanno parlato? Non è specificato.)

Abbiamo fatto opposizione all’archiviazione per suicidio, e mi opporrò fino alla fine dei miei giorni, Niki aveva una famiglia che lo adorava e che adorava e Mai Mai avrebbe messo fine ai suoi giorni per una ipotesi di reato………………….Erano stati arrestati in 18, fra questi nomi anche “noti” ha subito detto ai Pm di voler dire quello che sapeva, il suo lavoro, ma dopo 15 ore non ne aveva piu’ la possibilità….

Noi eravamo una tranquillissima famiglia di provincia, sani principi e tanto lavoro per vivere… poi un giorno sono arrivate… le mani dello Stato… e tutto è finito!

Niki non era un delinquente, non aveva neanche mai rubato una caramella, era un ragazzo stimato da tutti e tutti gli volevano bene per il suo carattere solare, socievole e sempre pronto alle battute… Mi hanno rovinato la Vita per sempre a me e alla mia famiglia per una “ipotesi di reato” se quando chiuderanno le indagini il reato non c’è, me lo ridaranno mio figlio? Lo rivoglio Vivo e in piedi come lo hanno preso!

Non a pezzi come me lo hanno fatto rivedere dopo appena 5 giorni…

Ornella Gemini

"Gentilissimo Beppe Grillo,
Il caso recente di Stefano Cucchi e, quello ancor più recente, di Giuseppe Saladino a Parma (Il Manifesto dell'11 novembre), hanno richiamato l'attenzione sui casi di Marcello Lonzi e di mio figlio Aldo Bianzino, anch'essi morti in carcere in circostanze tutte da chiarire (chissà quando e soprattutto se). Ora, volendo esaminare il caso di Aldo, bisogna precisare alcune cose.
Il P.M. dott. Giuseppe Petrazzini, che aveva fatto arrestare Aldo e la sua compagna la sera del venerdì 12 ottobre 2007, è lo stesso magistrato che ha in carico le indagini sul suo successivo decesso avvenuto nella notte tra il 13 e il 14, Aldo era stato messo in cella di isolamento nel carcere "Capanne" di Perugia. Era stato visto da un medico, che l'aveva riscontrato sano e da un avvocato d'ufficio, col quale aveva parlato verso le 17 di sabato. Non sono disponibili registrazioni di telecamere su ciò che è avvenuto successivamente, né, dopo il decesso, la cella risulta sia stata isolata e sigillata, né che siano stati chiamati per un intervento i reparti speciali di indagine dei Carabinieri. A detta degli altri detenuti del reparto, durante la notte Aldo aveva suonato più volte il campanello d'allarme ed aveva invocato l'assistenza di un medico, sentendosi anche, pare, mandare al diavolo dall'assistente del corridoio, la guardia carceraria Gian Luca Cantore, attualmente indagato. Fatto sta che verso le 8 del mattino di domenica le due dottoresse di turno, arrivate a svolgere il loro turno di servizio, trovarono il corpo di Aldo, con indosso solo un indumento intimo (e siamo a metà ottobre, non ad agosto). I suoi vestiti si trovavano nella cella, accuratamente ripiegati (cosa che Aldo, in 44 anni, non aveva fatto mai). Le due dottoresse provarono di tutto per rianimarlo, ma alla fine dovettero desistere: Aldo era morto. L'autopsia, svoltasi il giorno dopo, diede risultati controversi: si parlò prima di due vertebre poi di due costole, rotte, poi tutto fu negato. Di certo ci fu un'emorragia celebrale e un'altra di 200 ml. al fegato. Segni esterni di percosse o violenze, nessuno (i professionisti sanno come si fa C.I.A. insegna). Ora, l'emorragia cerebrale è stata imputata ad un aneurisma, quella epatica ad un maldestro tentativo di respirazione artificiale, che le due dottoresse respingono nel modo più assoluto (e ci mancherebbe, si tratta di medici, mica di personale non qualificato), ma nessun altro ha affermato d'aver fatto tentativi in tal senso. Ora, può accadere quando si è nelle mani delle "forze dell'ordine", lo abbiamo purtroppo visto in molti casi, basterebbe pensare al G8 di Genova, e magari al colloquio recentemente intercettato nel carcere di Teramo (i detenuti non si massacrano in reparto, ma sotto!). L'emorragia cerebrale potrebbe benissimo essere stata la conseguenza di uno stress per colpi ricevuti in altre parti del corpo, immaginatevi l'angoscia e il terrore di una persona in quelle condizioni. In ogni caso credo proprio di poter dire in tutta coscienza che Aldo è stato assassinato in un ambiente violento e omertoso, del quale non si riesce neppure a sapere i nomi del personale presente quella notte nel carcere. Quanto al dott. Petrazzini, mi sembra che dignità gli imporrebbe di passare ad altri il suo incarico, date le omissioni, invece di insistere come sta facendo, per ottenere l'archiviazione del caso.
Ma i veri assassini sono coloro che hanno voluto ed ottenuto una legge sulle "droghe" come l'attuale, persone che nella loro profonda ignoranza, considerano in modo globale, senza distinzioni. Una legge fascista e clericale, da Stato etico e peggio, da Stato che manda in galera (con le conseguenze che si sono viste) il poveraccio che coltiva per uso personale qualche pianta di cannabis, mentre, se la droga (quella pesante, cocaina o altre sostanze) circola nei festini dei potenti, non succede nulla. Vorrei dire comunque che un Paese che considera delitto la detenzione e l'uso di droghe, magari solo marijuana, o l'essere "clandestino", pur non avendo colpe e quasi sempre per sfuggire a condizioni di vita impossibili, uno Stato che avendo preso in custodia delle persone, è responsabile a tutti gli effetti delle loro vite e della loro salute, uno Stato che non riconosce come reato gravissimo la tortura, uno Stato che difende i forti e i potenti e non i deboli, è uno Stato che non può ritenersi civile e non può chiedere ai suoi cittadini (o sudditi?) di amare la propria patria." In fede Giuseppe Bianzino, Vercelli, 16 novembre 2009

domenica 15 novembre 2009

Lo Stato è la violenza sociale organizzata. Nikolaj Lenin


Carissimi amici,L’incarcerato simpaticamente direbbe “care teste di capra”,

diciamo che questo post segue” naturalmente” quello precedente …

Ritenuti validi i presupposti di quel che ho umilmente scritto e condiviso con voi ,dopo aver letto i commenti, rifletto e proseguo il mio riflettere sulla responsabilità dello Stato nei confronti dei propri cittadini e con gran dolore…….rifletto.

Un grande scrittore, citato anche da Saviano nell’ultimo intervento a “Che tempo che fa”,parlando dello Stato suggerisce ai cittadini ,per capire come stanno,di porsi una domanda:sei felice?

Non si parla della felicità emotiva,sentimentale ,non si parla di ciò che sistematicamente persegue l’uomo cioè la ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola la ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità .Anche perché la felicità non è una cosa che si possa determinare in maniera univoca ed oggettiva e non è neppure un modo d'essere universale, perché un certo modo può essere felicitante per una persona e non esserlo per un'altra.

Parliamo della felicità che sperimenta un cittadino attraverso i rapporti con lo Stato…

Allora quella stessa domanda io la rivolgo a voi,cari cittadini italiani:siete felici?

La risposta è sotto gli occhi di tutti ….Non ci sono dubbi,non solo non possiamo essere felici,ma siamo annientati da uno Stato che risulta essere criminale più dei criminali che rincorre.

Criminale è la parola giusta perché questo Stato “commette crimini” e dei peggiori…

Molti hanno conosciuto in questi giorni famiglie disperate ,famiglie a cui è stato tolto un figlio dallo Stato…

Giovani che sono stati arrestati per futili motivi,non per omicidio,non per mafia,non per rapina,non per concussione o terrorismo,ma possesso di erba,ipotesi di truffa informatica,furto di monete ai parcometri, giovaniche erano in ottima salute eche sono stati restituiti alle famiglie dentro una bara e martoriati di botte,ossa rotte,ematomi!!!!!!!!!!!

Ieri ho visto la trasmissione su :http://www.ustream.tv/recorded/2555004 dove si è affrontato il caso di Niki Aprile Gatti,(il video è sul sito) e sono state sottolineate tutte le incongruenze che emergono dai documenti dati dal carcere… le incongruenze di comportamento da parte dei referenti dello Stato,procedure legali non rispettate…

Ho potuto vedere le interviste di Maria Ciuffi,madre di Marcello Lonzi,della mamma di Giuseppe Saladino morto il 7 Ottobre e non il 6 Novembre,notizia affossata dai” bravi” giornalisti che non hanno voluto interessarsi del caso,del figlio di Aldo Bianzino ,un ragazzo di 16 anni rimasto solo,sempre per mano dello Stato, che chiede Giustizia perché ciò che è accaduto a lui non accada più…così giovane ha capito che la sua triste realtà può capitare a tutti…noi lo abbiamo capito?

In questi giorni c’è stato un accavallarsi di notizie devastanti perché i casi di giovani morti per mano dello Stato sono tanti,troppi…ai tanti,chi più diffuso, chi meno, chi taciuto, si aggiunge anche quello di Giuseppe Uva…postato da Grillo ieri…ancora Grillo che “deve”fare informazione…Non ci poniamo alcuna domanda?

Anche in questo diffondere le notizie lo Stato fa differenze…casi portati all’opinione pubblica …altri no…perché?

E’ lecito porsi delle domande:quanti casi di morte “provocata” sono insabbiati? Di quanti non conosciamo la storia?Quante famiglie stanno vivendo l’incubo eterno?

In questo clima di paura,di terrore,la ricerca di un senso mi sembra molto difficile perché quando il furore accompagna la follia il senso si perde, si dissolve nel “nulla eterno”….

Quale domanda dobbiamo porci nei confronti dello Stato?

Nel nostro paese ci sono 8 milioni di persone a rischio povertà…

In tre anni 150.000 precari perderanno definitivamente il posto di lavoro…

Da dieci anni lo Stato doveva mettere in atto ammortizzatori sociali…stiamo ancora aspettando….

Ognuno di noi conosce persone che sono in cassa integrazione e che non conoscono il loro futuro…tra qualche settimana la cassa integrazione termina…quale prospettiva?

Questa mattina i dipendenti di una nota casa di cura del mio paese sono saliti sul tetto…è un anno che lavorano senza stipendio…grazie allo scandalo della sanità in Abruzzo….e oggi da noi è una giornata tremendamente fredda…

I soldi della sanità abruzzese sono andati nelle tasche dei nostri cari amministratori che hanno comprato appartamenti a Roma,fatto vacanze da sballo, pagato mazzette per sistemare i figli,pagato “compagne”,comprato quadri e…potete immaginare…

Uno Stato i cui rappresentanti sono in maggioranza inquisiti per reati gravissimi,parliamo di concussione,di mafia…eppure continuano impietosamente a ricoprire le cariche politiche…invece i ragazzi arrestati per pochi grammi di droga muoiono…e continuiamo a far parlare i politici di immunità?

Dov’è l’imparzialità dello Stato?Dov’è il rispetto della legge? Dov’è “ la legge è uguale per tutti”?

Uno Stato che permette di legiferare una legge salva premier e che distrugge lo stato di Diritto…che anima la rivolta di chi crede nel diritto…e che stimola anche l’intervento di Saviano su Repubblica per scoraggiarne l’approvazione,Il suo intervento sa di preghiera…di implorazione…

Dobbiamo implorare lo Stato a rispettare il diritto?

Lo Stato sta diffondendo solo angoscia,terrore,ribrezzo nei suoi cittadini per i suoi metodi,per i suoi comportamenti,per il suo potere malato.....

C'è da essere felici?

Queste sono solo alcune riflessioni,ce ne potrebbero essere ancora tantissime e tutte mi portano a dire

Magari lo Stato non ci fosse….

Da….

Se la legge è uguale per tutti

Gustavo Zagrebelsky, la Repubblica, 17-09-2008

“Nel principio della legalità c´è il riconoscimento della uguale dignità morale di tutti gli uomini, nell´osservanza individuale della legge c´è la garanzia della pace e della libertà di ognuno. Attraverso l´astrattezza della legge, della legge fatta non per un solo caso ma per tutti i casi simili, è dato a tutti noi sentire nella sorte altrui la nostra stessa sorte».

Sempre vigili

venerdì 6 novembre 2009

Stato...ma chi sei?


“Lo Stato sono io”…Così era solito dire il Re di Francia,l’allora Luigi XIV….

Non è per niente scontata la domanda di cosa sia lo stato, per noi europei del XXI secolo. Si può dire che è l'insieme di istituzioni, da una parte, e società civile dall'altra, unite in maniera molte volte non armonica.

Possiamo dire che lo Stato siamo noi,che lo Stato è l’insieme di ognuno di noi e non un’entità astratta,un “centro” lontano che decide sopra di noi.

Gli elementi costitutivi di uno Stato sono :il territorio,la popolazione,la sovranità,l’ordinamento giuridico.

Quindi uno Stato è l'organizzazione politica e giuridica sovrana di una comunità strutturata in forma stabile su di un determinato territorio; è considerato un ente necessario in quanto senza di esso non vi sarebbe una comunità sociale organizzata.

La sovranità è considerata da molti studiosi l’elemento fondamentale per la costituzione di uno stato. Senza di essa lo Stato non sarebbe autonomo ed indipendente,non avrebbe i poteri necessari per governarsi,ma sarebbe parte di un altro Stato.-

La sovranità si va ad identificare con il potere esclusivo dello Stato,di fare leggi,di governare, di prendere decisioni….Negli stati moderni la sovranità appartiene al popolo e si manifesta nella legge,secondo regole previste dalla Costituzione.

Ed è proprio dal modo in cui viene esercitata la sovranità che dipende la condizione dei cittadini.

E’ lo Stato che stabilisce chi è cittadino e chi invece non lo è. Il popolo così è l'insieme dei cittadini dello Stato ed è il suo elemento personale,la nostra Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo (Art.1) che la esercita soprattutto attraverso il diritto-dovere del voto. In questa prospettiva i cittadini sono gli elettori dei politici e i fruitori dei servizi gestiti dallo Stato. E diciamo che il buon

cittadino è colui che:

a. fa l’utile dello Stato

b. contribuisce al valore etico dello Stato e non solo alla materialità

Il gioco della convivenza all’interno dello Stato non è totalmente libero,ma regolato da norme precise che impongono limiti all’azione dei cittadini e dello stesso Stato in nome del bene comune.

E’ attraverso l’ordinamento giuridico e l’apparato burocratico che si stabilisce il rapporto tra lo Stato e il cittadino,ed è poi la burocrazia che fa da cerniera tra le Istituzioni e i cittadini.

Le leggi dello Stato,le regole della convivenza civile,non sono purtroppo sempre rispettate da tutti…in ogni settore dell’attività umana esistono coloro che,per interesse personale o per abitudine alla violenza o alla disonestà,compiono delitti o infrangono comunque le prescrizioni. Qualora vengono scoperti,devono essere sottoposti a giudizio. Di ciò si incarica la Magistratura che,come dice la Costituzione,amministra la giustizia “in nome del popolo”: in una democrazia,cioè governo del popolo,infatti soltanto in nome suo è pensabile poter emettere una sentenza.

Le norme e le leggi dello Stato non possono però negare i diritti umani fondamentali e riconosciuti universalmente.

Diciamo però che sono le regole e le leggi che definiscono i rapporti fra i cittadini e fra Stato e cittadini. Rapporto basato sulla collaborazione,cooperazione e sulla condivisione di obiettivi finalizzati alla soddisfazione di un’ambizione: il benessere dei cittadini. Tale rapporto si manifesta con un sentimento di fiducia tra cittadini e Istituzioni,fiducia che si costruisce nel tempo e si consolida quando le aspettative del cittadino non sono disattese o deluse. Il discorso della fiducia è essenziale in quanto se ho fiducia vuol dire che credo nella correttezza, nell’onesta e nella trasparenza dell’Istituzione che è risultata affidabile.

Quindi discutere di questo rapporto significa toccare un tema, oggi divenuto problema, delicato e complesso e che da anni impegna sociologi e studiosi di ogni Paese.

Un interesse così forte e molto sentito si spiega perché da diversi anni c’è un divario tra le aspettative dei cittadini e le risposte dello Stato.

Questo divario diventa sempre maggiore in quanto spesso le decisioni dello Stato sono dettate da interessi interni allo Stato stesso che non riconosce più gli interessi primari dei cittadini e ancor peggio non riconosce più i cittadini come suo elemento personale e quindi “spiega” le decisioni come necessità.

Il quadro si fa complesso e complicato nel momento ,molto frequente, in cui gli interessi contrastanti si sovrappongono: sia l’Istituzione che parti della società civile avanzano interessi contrastanti di difficilissima risoluzione.

Il cittadino oggi si attende soluzioni rapide, costruttive e risposte chiare e positive alle difficoltà

sociali ed economiche che lo assillano così sono in molti ad accusare lo Stato di mancanza di

efficacia ed efficienza.

La lentezza delle risposte e l’inefficacia delle soluzioni hanno alimentato una notevole sfiducia

verso le istituzioni. A questa sfiducia e al disorientamento del cittadino, ha

contribuito la difficoltà di dialogo interno alle istituzioni, allo Stato, con particolare

riferimento agli attriti nati in questi anni di difficoltà.

Questa crisi di fiducia fra cittadino e Stato ha cause diverse, spesso di tipo razionale ed emotivo e che comunque investono la sfera personale e civile del singolo cittadino che non riconosce più lo Stato garante di se stesso. Il risultato è che in molti parlano dello Stato con disgusto o di disprezzo.

Ciò significa che quel rapporto di collaborazione,condivisione, di cooperazione è in frantumi…

Cosa ha determinato questa considerevole perdita di fiducia?

Non occorre sempre andare indietro nel tempo,basta soffermarsi all’oggi!!!!!!!!Gli italiani non hanno più fiducia nel Parlamento,nella Magistratura,nei sindacati,nelle banche….

Nel nostro paese ci sono migliaia di inchieste che riguardano la corruzione, i finanziamenti illeciti ai partiti,collusioni,giri di mazzette…,legami con le mafie e massoneria…L’elenco è lunghissimo!

E di certo non aiuta il clima bellicoso di accuse e polemiche tra politici,giudici e magistrati,l’eccessiva lentezza processuale…

E poi …la vergogna del sistema carcerario che offende e denigra un paese civile.

Lo Stato attraverso una delle sue Istituzioni, nate per rieducare, uccide i propri cittadini…e “preferisce” così l’eliminazione alla rieducazione,preferisce le botte al dialogo,preferisce distruggere invece di costruire…

L’istituzione carceraria usa , la tortura fisica,la tortura dell’isolamento,il non rispetto dei diritti umani anziché la differenziazione della condanna,della pena…

E la politica è complice di questa realtà…non solo, ma la giustifica e la legalizza con le “efferrate” leggi e disposizioni dei vari ministri della giustizia..Qui dovrei riportare i tanti nomi dei ragazzi uccisi in carcere …ma l’elenco è disponibile nei vari siti ufficiali delle singole Istituzioni carcerarie…anche le “morti da accertare” sono di fatto morti provocate da ….chi? E' come se lo Stato dicesse:


« Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
»
canto III,Inferno,vv 49\51

Questo clima di diffidenza, di sfiducia che si è diffuso quindi è il risultato di un “tradimento” delle Istituzioni nei confronti del cittadino e non basterà un vento gelido del Nord a spazzarlo via….

Sempre vigili

lunedì 26 ottobre 2009

Agisci rettamente e non aver paura di nessuno all'infuori di te stesso.......Marco Aurelio


“Devi,dunque puoi” Aristotile….

Etica e morale sono temi oggetto dello studio della filosofia. Generalmente né la psicologia né la PNL affrontano tale argomento e questo, a mio avviso,è un errore perché avere le idee chiare su tale argomento è molto importante per promuovere una corretta crescita personale,per meglio comprendere se stessi, per essere un buon cittadino,per non essere un “moralista bacchettone”…

Cerco di avere le idee chiare anch’io…

Allora mi chiedo: "che differenza c’è tra etica e morale"?

Mi aiuta Remo Bodei, insegnante di Storia della filosofia all'Università di Pisa che ha incontrato

gli studenti del Liceo Classico "Plauto" di Spinaceto, per discutere questioni relative all'etica e/o alla morale…Così si esprime il prof.:

“Per me la distinzione tra etica e morale è questa: l'etica generalmente riguarda il rapporto con gli altri, la dimensione pubblica, mentre la morale riguarda sostanzialmente la voce della coscienza, il rapporto con se stessi. La distinzione è puramente convenzionale...

Allora l’Etica…

“L'etica si gioca in questo rapporto, spesso conflittuale, tra le regole e l'osservanza, o la non osservanza, di esse. Molte volte, paradossalmente, è morale violare l'etica, violare la tradizione.,

E ancora…

Alla domanda di una studentessa che chiedeva fino a che punto le regole dell’etica incidono sulla libertà di ognuno,così risponde il prof.

“Incidono nella misura in cui, a livello di senso comune, non contrastano con la regola giuridica: alterum non ledere , cioè non far male o comunque non togliere possibilità all'altro. Ma incidono soprattutto con il fatto che il limite della libertà non è soltanto, come si dice, "la licenza", cioè fare quello che ci piace, ma il limite è la libertà è quello di scegliere ciò che noi crediamo sia giusto se ci trovassimo al posto degli altri. Quindi la libertà e l'etica camminano assieme. Il problema è che l'etica non sia il riflesso di situazioni invecchiate o di comandamenti che vengono imposti attraverso la violenza, come si diceva prima. Cioè l'etica non è una camicia di forza, non è una corazza. È anzi qualche cosa che dovrebbe, per così dire, lubrificare i rapporti tra le persone, quindi delle regole che vengono elaborate da noi stessi con convinzione o ascoltando ciò che la tradizione ci ha tramandato o ascoltando, nei momenti in cui la tradizione non serve, in cui mi trovo davanti a problemi inediti, quella che è la voce della coscienza; l'etica favorisce la libertà, non la reprime. Dovete pensare però che i problemi etici sono più complicati di questo rapporto, in apparenza accademico, tra libertà e condizionamenti. Il problema dell'etica è il problema di vivere una vita più degna. Cosa sarebbe il mondo senza regole? E cosa sarebbe il mondo in cui soltanto ciò che è la legge dei padri, cioè di individui morti che non conoscevano le nostre situazioni avesse valore? L'etica quindi deve favorire la libertà. E non si può imporre come l'altro oggetto che abbiamo scelto, cioè la mazza ferrata, attraverso delle operazioni in cui si è costretti ad agire in un certo modo. Però, siccome l'etica è complessa, noi dobbiamo riconoscere anche che le regole etiche, "essendo l'uomo - come diceva Kant - un legno storto", cioè qualcosa che non si può raddrizzare e farne un essere completamente morale, le regole sono anche il frutto di una certa dose massiccia di violenza, di manipolazione e di convinzione, fatta su minorenni, per così dire. Quindi di fronte all'etica c'è sempre il grande problema del male. E il male non è solo, per i bambini, rubare la marmellata. Il male è questa presenza inquietante per cui noi possiamo essere sempre indotti, molte volte anche senza saperlo, a distruggere una persona, il suo piano di vita, attraverso tanti comportamenti: la maldicenza, il tramare contro di loro, fino a giungere alle forme più perverse di tortura o di assassinio. Quindi dovete ragionare in questi termini per rispondere alla domanda: a che serve l'etica? A parte dire "serve" è riduttivo, perché "serve" sembra che l'etica sia uno strumento, mentre l'etica è la fibra stessa della nostra esistenza. E quindi mantenendo però il termine tra virgolette "a che serve l'etica?", l'etica serve a farci vivere meglio. Dovremmo immaginare come sarebbe il mondo se non ci fossero delle regole. Sarebbe in balia della prepotenza delle mazze ferrate, delle ghigliottine, delle corde per impiccare o contemporaneamente dei dogmi della religione o della volontà dispotica di qualche sovrano.

Così il prof. Bodei..ci ha detto anche a che serve l’etica…ma un’altra domanda ….

Qual è il compito dell’etica?

La moralità può attraversare le nostre vite. Lo vediamo dal modo in cui rispondiamo alle sollecitazioni del mondo e delle persone. La sofferenza di un essere umano può apparirci come un semplice fatto che capita a quella persona oppure come un grido di ingiustizia, a cui rispondiamo con tutto il nostro essere. La differenza tra queste risposte dipende dalla nostra visione delle cose, dai sentimenti e dai pensieri che sappiamo portare dentro la situazione. Ma gli stessi pensieri e sentimenti sono oggetto anch'essi di risposte morali. Proviamo sentimenti come la colpa o la vergogna per il modo in cui abbiamo agito e siamo in grado di ridescrivere la situazione e guardarla con occhi nuovi. La moralità è di per sé aperta alla critica e alla revisione. E una critica importante è proprio rivolta contro il giudizio morale, che appare fondato solo sulla forza dell'autorità, sull'arroganza o sul moralismo. La moralità è intrinsecamente persuasiva e critica. L'etica, come disciplina riflessiva e come discorso pubblico, esplora le diverse vie della critica morale. Il ragionamento è importante. La capacità di confrontare giudizi e punti di vista isolati e distanti mette in luce le nostre incoerenze. Ma le incoerenze non sono mai solo errori nel ragionamento, ma anche debolezze e resistenze personali, che superiamo migliorando noi stessi. Il progresso delle concezioni morali ha seguito spesso la via di una maggiore coerenza tra i giudizi. Ma la strada può anche essere quella del rivolgimento radicale, come quando un intero sistema di giudizio viene superato, per esempio un modo di vedere la sessualità o di percepire i rapporti sociali o le differenze tra le razze. Qual è il compito dell'etica? Quello di limitarsi a ricostruire le modalità della critica morale o di spingersi a raccomandare il cambiamento personale e il miglioramento degli individui?

Allora possiamo dire che comportarsi in modo etico produce un gran beneficio all’uomo, gli consente di percepire il senso di essere nel giusto?!?!

E’ questa…la virtù?

Quei prudenti che s'adombrano delle virtù come de' vizi,
predicano sempre che la perfezione sta nel mezzo;
e il mezzo lo fissan giusto in quel punto dov'essi sono arrivati,
e ci stanno comodi

Alessandro Manzoni

E i nostri politici?Praticano la virtù?

Così si esprimeva Montesquieu……..

La virtù, in una repubblica, è cosa semplicissima: è l'amore della repubblica: è un sentimento, e non una serie di nozioni; l'ultimo cittadino dello Stato può provare, quel sentimento, come il primo. Una volta che il popolo ha buoni principi, vi si attiene più a lungo dei cosiddetti gentiluomini. E’ raro che la corruzione cominci da lui. Esso ha tratto sovente dalla mediocrità dei propri lumi un attaccamento più forte per quello che è stabilito. L'amore della patria conduce alla bontà dei costumi, la bontà dei costumi porta all'amore della patria. Quanto meno possiamo soddisfare le nostre passioni particolari, tanto più ci abbandoniamo a quelle generali….”(Montesquieu, “Lo spirito delle leggi”, V, cap. 1)



giovedì 22 ottobre 2009

Il ministro Tremonti ...mea culpa...






Il ministro dell’Economia, parlando ad un convegno organizzato dalla Banca Popolare di Milano, ha detto:
“Non credo che la mobilità sia di per sé un valore. Per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso è la base su cui costruire una famiglia. La stabilità del lavoro è alla base della stabilità sociale”. A imporre forme di lavoro più flessibili, secondo Tremonti, è stata la globalizzazione che “non ha trasformato il quantum di lavoro ma la qualità di lavoro, passato da fisso a mobile. Era inevitabile fare diversamente”.
All’interno dello stesso governo, il ministro Brunetta si è affrettato ad esprimere il disaccordo e a prendere le distanze dicendo che «La sua è una soluzione del Novecento che non va più bene in questo secolo, non si può tornare indietro».
"La cultura del posto fisso è un ritorno al passato non possibile che negli anni scorsi ha creato problemi". E' quanto ha dichiarato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.
Ovviamente - ha aggiunto Marcegaglia - nessuno è a favore della precarietà e insicurezza in un momento come questo, in particolare. Però noi siamo per la stabilità delle imprese e dei posti di lavoro che peraltro non si fa per legge.
Apertura anche dal sindacato: "Se il governo è davvero interessato al superamento della precarietà, apra un tavolo di confronto", ha detto il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani.
"La polemica della sinistra sulle dichiarazioni di Tremonti e sul posto fisso è l'ennesima conferma della malafede di molti esponenti della sinistra - afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una dichiarazione - Confermo la mia completa sintonia con il ministro Tremonti. Per noi, come dimostrano i provvedimenti presi in questi mesi a tutela dell'occupazione, è del tutto evidente che il posto fisso è un valore e non un disvalore”.
Ora io che non mi intendo di economia rifletto attenendomi alle varie dichiarazioni , alle mie conoscenze ed esperienze…
Il posto fisso è l’espressione di una cultura diffusa nel nostro paese e in nome di questa, anni fa ,e le cose oggi non sono molto cambiate, i genitori erano disposti a “pagare” per dare un “posto fisso”al proprio figlio…posto che non era assolutamente riferibile solo all’occupazione pubblica,ma illimitatamente a tutti i settori della produzione…
I “pagamenti”il più delle volte erano in “contanti”…per non lasciare traccia del denaro e venivano consegnati a politici locali che assicuravano l’assunzione…( nel mio paese sono stati pagati anche 20 milioni per un posto alla Micron)…Non dimentichiamo che in alcuni luoghi del nostro bel paese la maggioranza alle elezioni si ottiene ancora con “la pasta,le banconote a metà,la promessa di un posto di lavoro”….
Ma non più trasparente è il comportamento delle istituzioni che,in ambito locale, hanno dato “incentivi” in termini di finanziamenti a fondo perduto ad industriali “dichiarati “ interessati alla realizzazione di posti di lavoro,industriali che hanno costruito cattedrali nel deserto perché una volta ottenuti i finanziamenti e aperta la fabbrica, dopo qualche mese,hanno abbandonato tutto e i poveri lavoratori sono tornati a casa anche dopo aver pagato la “mazzetta” per entrare…
Era il mito del posto fisso,in nome del quale tutto si faceva…e si fa,perché non possiamo dire diversamente!
Forse con modalità diverse ma non per questo meno subdole….
Ora dopo 30 anni il Ministro ritorna con questo mito…dimenticando quanto detto e fatto in questi anni …
A me sembra che il discorso del ministro sia mancante di una seconda parte…cioè…secondo me ,doveva dire quello che ha detto, ma avrebbe dovuto continuare e dire :si fa così…
Questo non lo ha detto…
Ma si sa che l’Italia è il paese delle contraddizioni…oggi si fa un’affermazione,domani puntualmente arriva la smentita…
Allora Tremonti avrebbe dovuto ricordare la Legge 30,fatta dal governo a cui appartiene,e dire aboliamo subito quella Legge….
Invece butta lì l’affermazione dell’importanza del posto fisso,ma non dichiara ciò che intende fare..ancora solo parole…
Questo governo ha fatto della flessibilità un punto fermo, ma forse non ha ben inteso che flessibilità non significa precarietà…
Negli anni passati quando,in molti, contestavano questo concetto di flessibilità,sostenendo che ai giovani veniva preclusa ogni possibilità di progettare la propria vita,di pianificare il futuro,il governo rispondeva che occorreva modernizzarsi,guardare oltre la logica del posto fisso,perché l’Italia doveva diventare competitiva…
E in nome della competitività si è provveduto a “precarizzare”il lavoro..con il risultato di aver diffuso nel paese la sensazione di instabilità per cui ogni giovane è divenuto più insicuro,incerto e indeciso…
Instabilità che rende impossibile l’idea di formare una famiglia,comprare una macchina,accedere a un mutuo…
Così in nome della competitività si è provveduto a precarizzare anche la società..perchè di fatto il nostro paese con questo sistema non è cresciuto di più e lo dimostrano i dati forniti dai sondaggi effettuati.
E come poteva crescere se un precario ha uno stipendio di 600 euro …ed è fortunato quando lo ha…
Quale prospettiva di vita con uno stipendio simile?
Secondo me i giovani vogliono solo un lavoro che permetta loro di praticare il “vizio” più vecchio del mondo…VIVERE!!!!!!!!!!!!!
Occorre trovare soluzioni efficaci,soluzioni che risolvano il precariato in maniera definitiva e per questo è necessaria una sinergia tra governo, sindacato e lavoratori...
E comunque ogni giorno si” buttano” sull’opinione pubblica notizie che non hanno nulla a che fare con i problemi reali del nostro paese…
Si continua a “dire” e non a “fare”…
Sempre vigili
da vedere queste vignette!!!!!!!!!!!

http://www.corriere.it/gallery/Cronache/vuoto.shtml?2009/10_Ottobre/occupati/1&7

E' interessante leggere....

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/occupazione/indagine-axa/indagine-axa.html
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/occupazione/no-brunetta/no-brunetta.html
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/occupazione/marcegaglia-postofisso/marcegaglia-postofisso.html
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200910articoli/48573girata.asp
http://www.camera.it/parlam/leggi/03030l.htm

Legge 14 febbraio 2003, n. 30
"Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro"

sabato 17 ottobre 2009

Brachino e il calzino…

Mi piace riportare le parole di Giovenale da…(le ragioni della satira)

Come dar voce all'ira,
che mi rode d'arsura il fegato,
quando vedo un predone
che, costretto il pupillo al marciapiede,
schiaccia la gente con la masnada dei suoi,
o un altro condannato a vuoto in tribunale?
Cosa è mai l'infamia, se il denaro è al sicuro?

Arretrino i tribuni,
la precedenza è alla ricchezza:
chi è giunto a Roma appena ieri,
con i piedi segnati dalla schiavitú,
nemmeno alle cariche sacre
deve cedere il passo,
perché fra noi piú sacra d'ogni cosa
è la maestà del denaro,
anche se questa ricchezza funesta
non ha un tempio per venerarla
come l'hanno Pace, Fede e Vittoria,
Virtú e Concordia, i cui nidi risuonano
di gorgheggi al ritorno degli uccelli,
e al denaro non abbiamo eretto un altare.

Ma per questo e per altro siamo disposti a “fare”….

Sul giudice Mesiano Berlusconi aveva tuonato: ne vedremo delle belle…

Così i suoi adepti subito all’opera…ma….

Il risultato del video è a dir poco paradossale, insulso…

Forse volevano dire:Guardate qui..questo è il grande uomo che ha imposto la maxi multa al Presidente…

Un uomo qualunque,insignificante …

Come si permette un “omucolo” di multare l’Eletto?

E l’Eletto cosa fa? Si vendica…ordina agli scagnozzi di registrare,filmare…

Si chiama ritorsione o no? E per fare ciò il presidente del consiglio usa tutti i suoi mezzi privati:le TV!!!!!!!!!!!

E meno male che non è andato a Porta a Porta…TV che dovrebbe essere pubblica….

Guai a toccare i soldi dell’Eletto…

Ma a mio avviso, è ciò che era nelle intenzioni di chi ha “commissionato” il video che è pericoloso…

La prima domanda:Cosa si aspettava di filmare?

La seconda:Voleva dimostrare che Mesiano è un tipo “strano”e quindi fuori di testa?

Quindi “mancante delle garanzie o dei requisiti necessari…” per emettere una sentenza…

Ciò che più nausea è la volontà di promuovere un’opera di denigrazione,di offesa alla dignità personale,che mira a stabilire un clima di sospetto intorno ad un giudice che,in quelle immagini,non ha altri difetti che essere “uomo”…

In una democrazia degna di questo nome tutto ciò non accade…

Qui è stata calpestata la libertà individuale…

La libertà di essere se stessi nella quotidianità…

***************************************************************************************

E un oratore disse: Parlaci della Libertà.
E lui rispose:
Alle porte della città e presso il focolare vi ho veduto, prostrati, adorare la vostra libertà,
Così come gli schiavi si umiliano in lodi davanti al tiranno che li uccide.

*******************************************************************

Dite, maestro' -disse l'allievo- 'esiste la Libertà'? E il maestro rispose: 'se in ogni uomo esiste l'idea, allora esiste anche la Libertà'.
- E chi la vende la Libertà?
- Non si vende.
- Perché?
- Perché è già tua!

*******************************************************************

Sempre vigili



sabato 10 ottobre 2009

Chi legge Piero Calamandrei?


Spesso nello scrivere ho citato Piero Calamandrei,ma oggi più che mai mi sembra opportuno perché a distanza di anni,le sue parole sono profetiche e chiariscono ulteriormente la situazione che stiamo vivendo. Le parole di seguito riportate sono di un discorso tenuto al Parlamento nel 1948:

“In un regime parlamentare il Ministro,anche nei suoi atti discrezionali,è tenuto a dare al Parlamento la giustificazione politica dei motivi che lo hanno spinto ad agire in un dato modo. Non può dire:il padrone sono io!Magari lo pensa,magari sarà vero;ma finchè v’è il Parlamento, queste cose si possono pensare ma è meglio non dirle”.
Nel nostro Parlamento queste cose non solo si pensano,ma si mettono in atto,si concretizzano e ci si comporta come se così fosse!
Di fatto il nostro Premier aveva ,sin dall’inizio,un solo scopo impadronirsi del paese…e con caparbietà e costanza si è adoperato perché questo accadesse…
Si è costruito un partito,poi il Parlamento, nominando i “suoi” ministri e i propri adepti nelle varie dirigenze… e così ha iniziato l’ascesa al palcoscenico internazionale…
Non ha dimenticato però una cosa fondamentale… che per la buona riuscita di tutto ciò,doveva rendere il popolo “ignorante”… distruggere la capacità di scegliere,di valutare... i meriti e le capacità di chi sta per ricoprire cariche pubbliche…e come e cosa fare? Semplice distruggere la scuola pubblica…
E ancora una volta mi viene in aiuto Piero Calamandrei con un discorso del 1950…
“Quando la scuola pubblica è cosa forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non è pericolosa. (…)Ma rendiamoci ben conto che mentre la scuola pubblica è espressione di unità, di coesione, di uguaglianza civica, la scuola privata è espressione di varietà, che può voler dire eterogeneità di correnti decentratrici, che lo Stato deve impedire che divengano correnti disgregatrici. La scuola della Repubblica, la scuola dello Stato, non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta.
Solamente in questo modo e in altri più precisi, che tra poco dirò, si può avere il vantaggio della coesistenza della scuola pubblica con la scuola privata. La gara cioè tra le scuole statali e le private. Che si stabilisca una gara tra le scuole pubbliche e le scuole private, in modo che lo Stato da queste scuole private che sorgono, e che eventualmente possono portare idee e realizzazioni che finora nelle scuole pubbliche non c’erano, si senta stimolato a far meglio, a rendere, se mi sia permessa l’espressione, “più ottime” le proprie scuole. Stimolo dunque deve essere la scuola privata allo Stato, non motivo di abdicazione. Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime.
Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto:
- rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
- attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
- dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!
Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. » E’la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito […].”
Questo è quanto diceva Calamandrei…e ancora..”Difendiamo la scuola democratica: la scuola che corrisponde alla Costituzione democratica che ci siamo voluti dare; la scuola che è in funzione di questa Costituzione che può essere strumento,perché questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà”.
La sua attualità è sconcertante…
Ma il “viaggio” di questo nostro governo verso il raggiungimento dell’obiettivo prosegue con incessante perseveranza…
Nomina Dirigenti compiacenti,di partito,con “mezzucci” da strapazzo che poi però portano disastri ovunque,nella scuola con concorsi riservati e con criteri di graduatoria ridicoli( è stato valuto qualsiasi servizio,anche il più stupido,ma non l’essere stato nominato, dall’allora Provveditore Agli studi,psicopedagogista per dieci anni….),nelle amministrazioni pubbliche con altrettanti imbrogli…questo perché dovevano essere manipolabili,dovevano sempre dire sì e non opporsi alle scellerate “innovazioni”…
Ed è così che si arriva alla “meritocrazia”…
http://blog.panorama.it/italia/2009/10/09/rivoluzione-brunetta-ministro-rock-che-lavora-in-un-palazzo-a-rete-lenta/
Ora quei Dirigenti compiacenti dovranno dire chi è meritevole e chi no…
Tutti i “farabutti” logicamente sono farabutti e quindi “fuori”!!!!!!!!!!!
“La democrazia non è …la tirrania della quantità sulla qualità,del numero cieco sull’intelligenza individuale,della massa analfabeta sui pochi competenti colti; ma deve,per dare i suoi frutti,essere consapevole scelta dei valori individuali operata non in una ristretta cerchia di privilegiati della cultura,ma nell’ambito di tutto un popolo reso capace dall’istruzione di giudicare i più degni”.
Qualcuno vuol dire a questi “ignoranti” che è l’ora di andare a casa?E qualcuno deve dire al Premier che non è stato eletto dal popolo....lui lo dice per avere più credibilità e forza,ma non è così....
Il video mostra chi è il ministro Brunetta …..