FRAGOROSO SILENZIO

sabato 21 novembre 2009

Crimini di Stato.............


Quante altre lettere come queste dobbiamo ancora leggere?

Quante altre volte dobbiamo lottare contro l’abuso di uno Stato che pratica la violenza?

Possibile che non ci sia un politico con senso di responsabilità civile che si interessi veramente,e non solo a Ferragosto, di tutte queste morti in carcere e smantelli tutto questo orrore?

Perché non si indaga seriamente? Dobbiamo veramente credere che lo Stato sia un criminale?

Dalla realtà di questi giorni e di altri e altri,dalle notizie di morte e violenza che leggiamo tutti i giorni,dalle denunce di tante famiglie a cui lo Stato ha tolto un figlio,un fratello,un marito,un papà....si dobbiamo crederlo…. lo Stato e i suoi rappresentanti….perpetrano continuamente delitti!!!!!!!!!!!

Queste lettere sono di due genitori che cercano verità e giustizia per i loro figli…

La prima è tratta dalla lettera che la madre di Niki Aprile Gatti ha scritto alla redazione di: Caffè News Magazine!!

E’ solo uno stralcio….perchè è lunghissima e dolorissima,ma potete leggerla integralmente su:http://caffenews.wordpress.com/

L’altra è del papà di Bianzino,pubblicata oggi da Grillo

http://www.beppegrillo.it/2009/11/gentilissimo_be.html?s=n2009-11-20

Cosa c’è da dire?Tutte e due le lettere accusano lo Stato…e come potrebbe essere diversamente?

Lo Stato ha preso i loro figli sani,in ottima salute…li ha riconsegnati a pezzi!!!!!!!!!!!!!!!!

Dico solo che….è ora di gridare BASTA! E' ora che la smettano di uccidere!!!!!!!!!I responsabili di queste atrocità devono essere severamente puniti e non trasferiti o allontanati momentaneamente...perchè questa gente è gente disturbata mentalmente e non può ricoprire posti pubblici...

Io dico...

Mi vergogno di essere un cittadino di questo Stato!!!!!!!!!!!!!

Sempre vigili

Ancora oggi penso sia un incubo e presto mi sveglierò e non è vero niente…

Sono Ornella Gemini, la mamma di Niki Aprile Gatti, di soli 26 anni, brevemente Vi racconto ciò che come uno tsunami ha colpito l’esistenza di Niki e la mia. Per saperne di più Vi invito a leggere il blog che ho aperto per combattere questa durissima battaglia…(http://nikiaprilegatti.blogspot.com)

Niki era incensurato, mai avuto problemi con la Giustizia, MAI, non beveva, non fumava ed era vegetariano da 7 anni… Un ragazzo davvero pulito, mi facevano tutti i clienti i complimenti quando lo lasciavo in negozio, per la sua educazione e gentilizza!!..............................

Niki è stato arrestato a Cattolica, in quanto la mattina viene chiamato dalla madre del suo titolare che lo avvisa che la sera precedente era stato arrestato il figlio, e lo prega di recarsi presso lo studio dell’avvocato di famiglia (oltre che aziendale) per avere notizie. In perfetta buona fede e senza alcun timore, Niki si reca nello studio dell’Avv. Marcolini, resta a parlare con lui e quando esce dal portone, viene arrestato proprio lì. Vi sembra una persona che aveva paura di essere arrestato anche lui? E’ scappato quando la madre del titolare lo ha chiamato?...........................

Comunque il titolare e un altro tecnico di San Marino, arrestato anche lui lo stesso giorno, vengono introdotti nel carcere di Rimini, Niki portato a Firenze……………………

Il lunedì mattina arriva il blindato della polizia penitenziaria e riesco solo a intravedere fra sbarre e gabbie lì dentro il mio Niki, mi si stringe il cuore… il mio prezioso, adorato Niki… Il blindato entra nel retro del tribunale, io lì, non mi fanno salire in aula, riservato solo agli avvocati… e come posso vederlo????

…………….Gli agenti iniziano ad urlare di allontanarmi, dovevo stare almeno a 20 metri di distanza… avrebbero arrestato anche me, se non mi fossi tenuta a tale distanza, e io piangevo come una disperata e cercavo il piu’ possibile di avvicinarmi, mi sembrava essere entrata in un vortice di follia e di folli. Comunque lo vedo e mi vede, ma un agente gli gira con le mani la testa dal lato opposto…

Niki aveva voluto parlare perché doveva spiegare il suo lavoro e che per lui era importante spiegare ed uscire di lì. Chiedo di vederlo anche in loro presenza, anche per pochi minuti, ERA IMPORTANTE , l’Avvocato si attiva per questo ma tutto inutile, la prassi da rispettare sono le 48 ore successive all’interrogatorio…

Non sono state sufficienti le 48 ore… dopo appena 20 ore era tutto FINITO, finiti i sogni Finita la tua e la mia vita!

Il giorno 24 giugno 2008 alle ore 13,15 mi arriva una telefonata sul cellulare, e ripeto CELLULARE con tono freddo mi dice: “Lei è la mamma di Aprile Gatti Niki?”. Ed io: “Si!” – e la voce metallica: “E’ il carcere di Sollicciano, una brutta notizia, suo figlio si è SUICIDATO!”.

Non ho mai assolutamente creduto al Suicidio, Niki era un ragazzo pieno di sogni e di aspettative, non si sarebbe mai suicidato, Niki era consapevole della sua genialita’ e mai per una” ipotesi di reato” avrebbe messo fine alla sua vita!.....................

C’è il verbale di un Agente che dichiara che Niki verso le ore 10 discorreva con lui circa il processo, dice che era tranquillo, …autopsia ora del decesso ore 10 (dove hanno parlato? Non è specificato.)

Abbiamo fatto opposizione all’archiviazione per suicidio, e mi opporrò fino alla fine dei miei giorni, Niki aveva una famiglia che lo adorava e che adorava e Mai Mai avrebbe messo fine ai suoi giorni per una ipotesi di reato………………….Erano stati arrestati in 18, fra questi nomi anche “noti” ha subito detto ai Pm di voler dire quello che sapeva, il suo lavoro, ma dopo 15 ore non ne aveva piu’ la possibilità….

Noi eravamo una tranquillissima famiglia di provincia, sani principi e tanto lavoro per vivere… poi un giorno sono arrivate… le mani dello Stato… e tutto è finito!

Niki non era un delinquente, non aveva neanche mai rubato una caramella, era un ragazzo stimato da tutti e tutti gli volevano bene per il suo carattere solare, socievole e sempre pronto alle battute… Mi hanno rovinato la Vita per sempre a me e alla mia famiglia per una “ipotesi di reato” se quando chiuderanno le indagini il reato non c’è, me lo ridaranno mio figlio? Lo rivoglio Vivo e in piedi come lo hanno preso!

Non a pezzi come me lo hanno fatto rivedere dopo appena 5 giorni…

Ornella Gemini

"Gentilissimo Beppe Grillo,
Il caso recente di Stefano Cucchi e, quello ancor più recente, di Giuseppe Saladino a Parma (Il Manifesto dell'11 novembre), hanno richiamato l'attenzione sui casi di Marcello Lonzi e di mio figlio Aldo Bianzino, anch'essi morti in carcere in circostanze tutte da chiarire (chissà quando e soprattutto se). Ora, volendo esaminare il caso di Aldo, bisogna precisare alcune cose.
Il P.M. dott. Giuseppe Petrazzini, che aveva fatto arrestare Aldo e la sua compagna la sera del venerdì 12 ottobre 2007, è lo stesso magistrato che ha in carico le indagini sul suo successivo decesso avvenuto nella notte tra il 13 e il 14, Aldo era stato messo in cella di isolamento nel carcere "Capanne" di Perugia. Era stato visto da un medico, che l'aveva riscontrato sano e da un avvocato d'ufficio, col quale aveva parlato verso le 17 di sabato. Non sono disponibili registrazioni di telecamere su ciò che è avvenuto successivamente, né, dopo il decesso, la cella risulta sia stata isolata e sigillata, né che siano stati chiamati per un intervento i reparti speciali di indagine dei Carabinieri. A detta degli altri detenuti del reparto, durante la notte Aldo aveva suonato più volte il campanello d'allarme ed aveva invocato l'assistenza di un medico, sentendosi anche, pare, mandare al diavolo dall'assistente del corridoio, la guardia carceraria Gian Luca Cantore, attualmente indagato. Fatto sta che verso le 8 del mattino di domenica le due dottoresse di turno, arrivate a svolgere il loro turno di servizio, trovarono il corpo di Aldo, con indosso solo un indumento intimo (e siamo a metà ottobre, non ad agosto). I suoi vestiti si trovavano nella cella, accuratamente ripiegati (cosa che Aldo, in 44 anni, non aveva fatto mai). Le due dottoresse provarono di tutto per rianimarlo, ma alla fine dovettero desistere: Aldo era morto. L'autopsia, svoltasi il giorno dopo, diede risultati controversi: si parlò prima di due vertebre poi di due costole, rotte, poi tutto fu negato. Di certo ci fu un'emorragia celebrale e un'altra di 200 ml. al fegato. Segni esterni di percosse o violenze, nessuno (i professionisti sanno come si fa C.I.A. insegna). Ora, l'emorragia cerebrale è stata imputata ad un aneurisma, quella epatica ad un maldestro tentativo di respirazione artificiale, che le due dottoresse respingono nel modo più assoluto (e ci mancherebbe, si tratta di medici, mica di personale non qualificato), ma nessun altro ha affermato d'aver fatto tentativi in tal senso. Ora, può accadere quando si è nelle mani delle "forze dell'ordine", lo abbiamo purtroppo visto in molti casi, basterebbe pensare al G8 di Genova, e magari al colloquio recentemente intercettato nel carcere di Teramo (i detenuti non si massacrano in reparto, ma sotto!). L'emorragia cerebrale potrebbe benissimo essere stata la conseguenza di uno stress per colpi ricevuti in altre parti del corpo, immaginatevi l'angoscia e il terrore di una persona in quelle condizioni. In ogni caso credo proprio di poter dire in tutta coscienza che Aldo è stato assassinato in un ambiente violento e omertoso, del quale non si riesce neppure a sapere i nomi del personale presente quella notte nel carcere. Quanto al dott. Petrazzini, mi sembra che dignità gli imporrebbe di passare ad altri il suo incarico, date le omissioni, invece di insistere come sta facendo, per ottenere l'archiviazione del caso.
Ma i veri assassini sono coloro che hanno voluto ed ottenuto una legge sulle "droghe" come l'attuale, persone che nella loro profonda ignoranza, considerano in modo globale, senza distinzioni. Una legge fascista e clericale, da Stato etico e peggio, da Stato che manda in galera (con le conseguenze che si sono viste) il poveraccio che coltiva per uso personale qualche pianta di cannabis, mentre, se la droga (quella pesante, cocaina o altre sostanze) circola nei festini dei potenti, non succede nulla. Vorrei dire comunque che un Paese che considera delitto la detenzione e l'uso di droghe, magari solo marijuana, o l'essere "clandestino", pur non avendo colpe e quasi sempre per sfuggire a condizioni di vita impossibili, uno Stato che avendo preso in custodia delle persone, è responsabile a tutti gli effetti delle loro vite e della loro salute, uno Stato che non riconosce come reato gravissimo la tortura, uno Stato che difende i forti e i potenti e non i deboli, è uno Stato che non può ritenersi civile e non può chiedere ai suoi cittadini (o sudditi?) di amare la propria patria." In fede Giuseppe Bianzino, Vercelli, 16 novembre 2009

domenica 15 novembre 2009

Lo Stato è la violenza sociale organizzata. Nikolaj Lenin


Carissimi amici,L’incarcerato simpaticamente direbbe “care teste di capra”,

diciamo che questo post segue” naturalmente” quello precedente …

Ritenuti validi i presupposti di quel che ho umilmente scritto e condiviso con voi ,dopo aver letto i commenti, rifletto e proseguo il mio riflettere sulla responsabilità dello Stato nei confronti dei propri cittadini e con gran dolore…….rifletto.

Un grande scrittore, citato anche da Saviano nell’ultimo intervento a “Che tempo che fa”,parlando dello Stato suggerisce ai cittadini ,per capire come stanno,di porsi una domanda:sei felice?

Non si parla della felicità emotiva,sentimentale ,non si parla di ciò che sistematicamente persegue l’uomo cioè la ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola la ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità .Anche perché la felicità non è una cosa che si possa determinare in maniera univoca ed oggettiva e non è neppure un modo d'essere universale, perché un certo modo può essere felicitante per una persona e non esserlo per un'altra.

Parliamo della felicità che sperimenta un cittadino attraverso i rapporti con lo Stato…

Allora quella stessa domanda io la rivolgo a voi,cari cittadini italiani:siete felici?

La risposta è sotto gli occhi di tutti ….Non ci sono dubbi,non solo non possiamo essere felici,ma siamo annientati da uno Stato che risulta essere criminale più dei criminali che rincorre.

Criminale è la parola giusta perché questo Stato “commette crimini” e dei peggiori…

Molti hanno conosciuto in questi giorni famiglie disperate ,famiglie a cui è stato tolto un figlio dallo Stato…

Giovani che sono stati arrestati per futili motivi,non per omicidio,non per mafia,non per rapina,non per concussione o terrorismo,ma possesso di erba,ipotesi di truffa informatica,furto di monete ai parcometri, giovaniche erano in ottima salute eche sono stati restituiti alle famiglie dentro una bara e martoriati di botte,ossa rotte,ematomi!!!!!!!!!!!

Ieri ho visto la trasmissione su :http://www.ustream.tv/recorded/2555004 dove si è affrontato il caso di Niki Aprile Gatti,(il video è sul sito) e sono state sottolineate tutte le incongruenze che emergono dai documenti dati dal carcere… le incongruenze di comportamento da parte dei referenti dello Stato,procedure legali non rispettate…

Ho potuto vedere le interviste di Maria Ciuffi,madre di Marcello Lonzi,della mamma di Giuseppe Saladino morto il 7 Ottobre e non il 6 Novembre,notizia affossata dai” bravi” giornalisti che non hanno voluto interessarsi del caso,del figlio di Aldo Bianzino ,un ragazzo di 16 anni rimasto solo,sempre per mano dello Stato, che chiede Giustizia perché ciò che è accaduto a lui non accada più…così giovane ha capito che la sua triste realtà può capitare a tutti…noi lo abbiamo capito?

In questi giorni c’è stato un accavallarsi di notizie devastanti perché i casi di giovani morti per mano dello Stato sono tanti,troppi…ai tanti,chi più diffuso, chi meno, chi taciuto, si aggiunge anche quello di Giuseppe Uva…postato da Grillo ieri…ancora Grillo che “deve”fare informazione…Non ci poniamo alcuna domanda?

Anche in questo diffondere le notizie lo Stato fa differenze…casi portati all’opinione pubblica …altri no…perché?

E’ lecito porsi delle domande:quanti casi di morte “provocata” sono insabbiati? Di quanti non conosciamo la storia?Quante famiglie stanno vivendo l’incubo eterno?

In questo clima di paura,di terrore,la ricerca di un senso mi sembra molto difficile perché quando il furore accompagna la follia il senso si perde, si dissolve nel “nulla eterno”….

Quale domanda dobbiamo porci nei confronti dello Stato?

Nel nostro paese ci sono 8 milioni di persone a rischio povertà…

In tre anni 150.000 precari perderanno definitivamente il posto di lavoro…

Da dieci anni lo Stato doveva mettere in atto ammortizzatori sociali…stiamo ancora aspettando….

Ognuno di noi conosce persone che sono in cassa integrazione e che non conoscono il loro futuro…tra qualche settimana la cassa integrazione termina…quale prospettiva?

Questa mattina i dipendenti di una nota casa di cura del mio paese sono saliti sul tetto…è un anno che lavorano senza stipendio…grazie allo scandalo della sanità in Abruzzo….e oggi da noi è una giornata tremendamente fredda…

I soldi della sanità abruzzese sono andati nelle tasche dei nostri cari amministratori che hanno comprato appartamenti a Roma,fatto vacanze da sballo, pagato mazzette per sistemare i figli,pagato “compagne”,comprato quadri e…potete immaginare…

Uno Stato i cui rappresentanti sono in maggioranza inquisiti per reati gravissimi,parliamo di concussione,di mafia…eppure continuano impietosamente a ricoprire le cariche politiche…invece i ragazzi arrestati per pochi grammi di droga muoiono…e continuiamo a far parlare i politici di immunità?

Dov’è l’imparzialità dello Stato?Dov’è il rispetto della legge? Dov’è “ la legge è uguale per tutti”?

Uno Stato che permette di legiferare una legge salva premier e che distrugge lo stato di Diritto…che anima la rivolta di chi crede nel diritto…e che stimola anche l’intervento di Saviano su Repubblica per scoraggiarne l’approvazione,Il suo intervento sa di preghiera…di implorazione…

Dobbiamo implorare lo Stato a rispettare il diritto?

Lo Stato sta diffondendo solo angoscia,terrore,ribrezzo nei suoi cittadini per i suoi metodi,per i suoi comportamenti,per il suo potere malato.....

C'è da essere felici?

Queste sono solo alcune riflessioni,ce ne potrebbero essere ancora tantissime e tutte mi portano a dire

Magari lo Stato non ci fosse….

Da….

Se la legge è uguale per tutti

Gustavo Zagrebelsky, la Repubblica, 17-09-2008

“Nel principio della legalità c´è il riconoscimento della uguale dignità morale di tutti gli uomini, nell´osservanza individuale della legge c´è la garanzia della pace e della libertà di ognuno. Attraverso l´astrattezza della legge, della legge fatta non per un solo caso ma per tutti i casi simili, è dato a tutti noi sentire nella sorte altrui la nostra stessa sorte».

Sempre vigili