FRAGOROSO SILENZIO

mercoledì 11 luglio 2012

Niki Aprile Gatti e l'Italia si vergogni...


“Per poter essere forte, diventa un artista della parola; perché la forza dell’ uomo è nella lingua, e la parola è più potente di ogni arma”...

Leggo e pubblico: da http://luccanews.tv

Niki Gatti, 26 anni: misterioso suicidio a Sollicciano


La madre vuole la verità. A cura di Rosario Brillante

09-07-2012 Ore 23:04


La madre di Niki Aprile Gatti, Ornella Gemini, da quattro anni sta conducendo una difficile battaglia insieme ai vari Comitati di Avezzano (paese origine di Niki) e della Toscana per pretendere la vrità sulla morte del figlio, coinvolto in un inchiesta partita da Arezzo e relativa ad una truffa informatica che gonfiava le bollette telefoniche dei fiorentini. L'appello di sostegno gira sul web e pubblichiamo volentieri questa storia tragica  misteriosa.
Il 19 di Giugno 2008 Niki Aprile Gatti, 26 anni,  incensurato, si reca a Rimini, su incarico di un familiare del proprio titolare per  capire i motivi per cui questi è stato arrestato. All'arrivo allo Studio Legale nel quale si doveva recare per avere informazioni e riferirne alla famiglia del titolare trova la polizia che lo arresta per reato di "truffa informatica".
 Viene portato al carcere di massima sicurezza di Sollicciano a Firenze e messo in isolamento.
Con lui altri 17 indagati, pure arrestati, vengono portati a Rimini.
Ma quale indagine coinvolge il giovane ventiseienne?
Operazione Premium. condotta dalla Procura di Firenze. Esattamente dai Pm Canessa e Monferini.
L'indagine era partita dalla denuncia di migliaia di persone, principalmente fiorentine, che si ritrovarono con le bollette del telefono gonfiate. Fu scoperto che il coinvolgimento di grosse società telefoniche e informatiche. La Telecom risulta non coinvolta dalle indagini, nonostante il rapporto di collaborazione instaurato con le società indagate.
 Niki resta tranquillo (come risulta dal colloquio con la psicologa del carcere e con le guardie carcerarie) ma chiede insistentemente di parlare con un magistrato per comprendere i reati contestati: chiede anche di poter telefonare a casa ma ricevo un rifiuto perché sottoposto ad isolamento.
Tuttavia il giorno 20 gli consegnano un telegramma, senza firma,  benché non potesse avere nessun tipo di contatto con l'esterno. Il telegramma risulta partito da casa di Niki alle ore 20:58 , nonostante il fatto che l'abitazione, per logica avrebbe dovuto essere sotto sequestro visto che in essa erano custoditi i PC dell'arrestato. Nel testo gli viene indicato il nome della'vvocato da nominare come difensore. Pensando che il " consiglio" ricevuto provenisse dalla madre, come dichiara al magistrato, cambia legale. L'avvocato indicato da Niki é collaboratore dello Studio di Bologna, dell'avvocato Umberto Guerini.
Un personaggio che  in una vecchia interrogazione parlamentare del 1990 ad opera di Luigi Cipiriani, viene citato per la storia di depistaggi nel processo sulla strage di Bologna: in una lettera, lo stesso giudice Persico indica al dott. Sica Umberto Guerini come uno dei partecipanti a riunioni tenute dal capocentro del controspionaggio di Firenze, Mannucci Benincasa, che si faceva chiamare 'capitano Manfredi', in caserme dei carabinieri allo scopo di 'intossicare' il processo sulla strage di Bologna
Niki nomina dunque l'avvocato e il giorno 23 viene sottoposto all'interrogatorio di garanzia al tribunale di Firenze. Risponde a tutte le domande del Magistrato senza avvalersi della facoltà di non rispondere. Gli viene detto che a seguito della sua collaborazione verrà probabilmente emanato l'ordine di scarcerazione e la disposizione degli arresti domiciliari.
In realtà è l'unico al quale viene confermata la custodia cautelare in carcere; per coloro che invece si avvalsero della facoltà di non rispondere  scattarono immediatamente gli arresti domiciliari.
Il giorno dopo 24 giugno 2008, dopo 5 giorni di carcere,  Niki si  "suicida" con un laccio da scarpe. Era alto 1m e 82cm e pesava 90 kg.
Pochi giorni dopo la sua morte, il suo appartamento a San Marino viene letteralmente svuotato da ladri ignoti; anche l'azienda nella quale lavorava come informatico, la Oscorp, sempre di San Marino, subisce un furto. Da due fatture, datate, antecedentemente all'arresto di Niki risultava priva di ogni bene: ceduti a terzi mobili e pc, benché fino al giorno 18  Giugno Niki lavorasse in quegli uffici.
 L'arrestato più noto sarà Piero Mancini, presidente dell' Arezzo Calcio e amministratore dell' internet provider Fly Net, concessionario di numeri «premium»: a seguire altri personaggi conosciuti.  Giuseppe Cimieri, Francesco Cimieri e Carlo Contini (poi esclusi dal procedimento ma subito coinvolti in un'altra inchiesta nello stesso anno), soci della Plug Easy di Londra: una società che - secondo le accuse - fungeva da schermo per i fruitori finali italiani del traffico telefonico e consentiva - come due società di San Marino - cospicue evasioni Iva e il riciclaggio degli ingenti profitti delle frodi: almeno 10 milioni di euro.
Uno degli indagati viene anche intercettato mentre parlava con Salvatore Menzo per aiutarlo a riciclare il denaro (si parla addirittura di 55 milioni di euro) tramite lo Stato di San Marino.
Nell'inchiesta Premium c'è di mezzo proprio il piccolo Stato, perchè una delle società indagate è la OSCORP con sede a San Marino, il cui socio di maggioranza è Serafino Vallorani. Niki Aprile Gatti. Il ragazzo arrestato e suicida, è  uno dei dipendenti.
Salvatore Menzo, uno degli indagati all'epoca, risulta indicato da un dossier della conferscenti umbra del 2010 come collegato con la cosca calabrese, molto radicata in Umbria, dei Farao-Marincola, che ha come business proprio gli affari con le società telefoniche e, grazie al caso Eutelia e soprattutto allo scoop di un giornalista del Manifesto, si scopre che, tramite un prestanome, possiedono anche una società off-shore proprio a Londra.
E a Londra ci sono le famose società incriminate dalla Premium.
Un' asse quindi che parte dalla Calabria, attraversa l'Umbria, passa per San Marino e approda a Londra.
Allo stato attuale, la morte di Niki è archiviata e non è dato sapere a che punto è l'inchiesta Premium. Ha fatto al stessa fine o giace in qualche cassetto?  


Sempre vigili

9 commenti:

  1. Risposte
    1. Quanto tempo si dovrà aspettare per sapere???????????? E quanto per avere giustizia????????????

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  2. Vogliamo sapere che fine ha fatto l'inchiesta "Premium".....vogliamo avere le risposte ai tanti interrogativi !!!!!!!!!

    Il Comitato Toscano Verità e Giustizia per Niki

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    1. Un grazie al comitato Toscano che si sta impegnando tantissimo...riusciremo ad avere giustizia!!!!!!!!!!!!!

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  3. Ricordo .....Giustizia per Niki

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    1. In tanti la chiedono ma qui non ci si decide a fare chiarezza!!!!!!!!!!!!!!!

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  4. Me la ricordo questa storia, seppur vagamente! Eppure, ne ho un ricordo come di una qualsiasi altra storia di cronaca nera letta casualmente in un quotidiano che, dopo qualche giorno, dimentichi. Invece, a leggere i particolari, mi sembra ci sia ben altro che semplice "cronaca nera" e la madre, secondo me, ha tutte le ragioni per volere la verità.

    Ciao Upupa.

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  5. Seguo da anni questa triste vicenda...

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  6. vergogna che si aggiunge a vergogna!

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