FRAGOROSO SILENZIO

martedì 3 agosto 2010

Paese mio...Nuntereggae più...

E si,è proprio così...."NUNTEREGGAE PIU'"...Perchè?
Perchè in questo nostro paese c'è un elemento determinante che regola la nostra vita...e che io non condivido...
Non è la preparazione o il senso di giustizia,non è la consapevolezza civile o il senso di rispetto della persona,non è l'amore per la verità o il senso di eguaglianza nè tantomeno l'onestà...bensì la Fortuna!!!!!!!!( io la chiamo così...voi potete chiamarla come volete...)
In Italia devi essere fortunato a scuola...per avere una buona formazione...devi essere fortunato nell'incontrare le persone giuste,nel frequentare i luoghi opportuni,devi essere fortunato che le forze dell'ordine non ti prendano ad una manifestazione,che non ti "manganellino" come è accaduto agli aquilani a Roma.In fondo gli aquilani volevano solo dire che ciò che raccontano le televisioni e i giornali non è la verità...che all'Aquila le macerie sono lì,che la ricostruzione è lontana anni luce...Io personalmente ci sono stata tre giorni fa e ho visto la situazione disastrata...così come ho visto gruppi di persone che, con gli occhi vuoti,increduli,si guardavano intorno pensando di vivere in un tempo e in luogo non vero!Turismo lugubre, ha sussurato la mia amica...ho pensato" se serve per dire al mondo come stanno realmente le cose,ben venga...diversamente cosa possiamo fare?"Per non parlare della new town...quartieri che ricordano quelli costruiti per gli operai migranti ....che già hanno bisogno di manutenzione,case che avranno difficoltà il prossimo inverno...senza autobus,servizi....questo volevano dire gli aquilani...
Devi essere fortunato a lavorare in un'industria che non trasferisca l'attività in paesi lontani, a svegliarti la mattina e essere sicuro di poter continuare a lavorare per mantenere la famiglia,così come devi essere fortunato a lavorare in un luogo dove sono rispettate le norme di sicurezza per non rischiare la vita...anche perchè se cadi e muori...dicono che era il primo giorno di lavoro...così non solo perdi la vita ma ti considerano anche cretino perchè non "sapevi" lavorare…

Devi essere fortunato a trovarlo il lavoro…un lavoro che ti eviterà di entrare nell’esercito… di andare in missione, quelle missioni ri-votate e ri-finanziate dal governo e votate da tutti tranne dall’idv…

Devi essere fortunato a non ammalarti se vivi in un luogo dove l’ospedale è sotto “tagli” di posti letto e di personale…

Devi essere fortunato a non incappare in qualche inchiesta…
se per un motivo qualsiasi sei coinvolto in qualche inchiesta...che molte volte sono solo fuochi di paglia...sì, devi essere fortunato a incontrare un magistrato serio,capace,mosso da etica professionale e guidato dal diritto...diversamente finisci in carcere anche se solo "indagato" per reati di poco conto...Questo perchè nel nostro bel paese ogni magistrato "interpreta" la Legge...devi essere fortunato…se la interpreta a tuo favore, se la interpreta correttamente...così come devi essere fortunato a trovarti di fronte un magistrato che va oltre il proprio naso, che ama la verità e lavora per accertarla,un magistrato che sa distinguere un “delinquente” e un ragazzo per bene…che sa come tutelare la persona che vuole collaborare…
Questa interferenza della fortuna mi indigna...

Questa diversa applicazione della Legge mi indigna…

Questo diverso “modo” di lavorare mi indigna…

Gli ultimi avvenimenti in Abruzzo sottolineano quanto detto…

I signori arrestati per ….tangenti nella ricostruzione…( neanche sulla carta…)

Da:Repubblica.it

Misure cautelari diversificate e calibrate in rapporto al ruolo e alle responsabilità dei protagonisti di un sistema illecito finalizzato, secondo l'accusa, all'inserimento "nella lista di beneficiari per fatti e atti connessi alla ricostruzione post sisma del 6 aprile 2009". Il quadro probatorio è "incontestabile", sostiene il procuratore capo Alfredo Rossini, corroborato da "prove evidenti dei 'doni' e delle utilità che i privati hanno corrisposto al pubblico ufficiale (Daniela Stati) e alle persone a lei vicine".

Tangenti per ricostruire L'Aquila
Al via gli interrogatori in procura

Quel diamante nelle intercettazioni

Misure cautelari diversificate e calibrate…

nonostante questi signori abbiano responsabilità notevoli perché parliamo di “giochi”a discapito di TERREMOTATI!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Fortunati questi “signori”….

Per Niki Aprile Gatti, per un’IPOTESI di reato, (si ipotizzava frode informatica…tutto da verificare e dimostrare…) non ci sono stati magistrati capaci, seri e responsabili…né misure cautelari diversificate e calibrate…

….C’è stato un carcere di massima sicurezza …responsabile della sua fine…

C’è stato un magistrato che ha archiviato….mosso solo dalla fretta di chiudere…neanche un po’ di curiosità nel cercare altre verità…verità che possono dire altre cose…

E l’illecito continua…perché non ci viene detto a che punto è l’inchiesta Premium?Perchè i risultati dell’inchiesta non vengono resi pubblici? Cosa hanno da nascondere?

Cosa rimane da pensare?

Tutto ciò non solo mi indigna…mi fa urlare BASTA!!!!!!!!!!!!!

Riconsegnateci un paese civile,smettete di mistificare,rubare,indebolire e ridicolizzare la nostra intelligenza… io non mollo!!!!

Sempre vigili


martedì 13 luglio 2010

Che aria tira…


La parte più rozza e culturalmente sprovveduta della popolazione maschile risponde alla propria inadeguatezza,anche nei paesi civili, con la violenza verso le donne:mai come in questi ultimi giorni si sono registrati casi di aggressioni a sfondo sessuale culminate in omicidi crudeli e alla apparenza inspiegabili. E’ il segno di una confusione diffusa in una parte di maschi insicuri e ansiosi,che ricorrono all’unico dato certo in loro possesso:la superiorità fisica . Nel mondo, una donna su tre subisce violenze da parte del marito o del compagno o di un altro membro della famiglia. E’ necessario ma scontato dire che la violenza sulle donne ha sempre interessato sia i loro corpi che i loro pensieri e, quel che più sconvolge è che questa è sempre stata scambiata / confusa con l'amore.

Anche se siamo ormai assuefatti al riepilogo quasi giornaliero di sciagure e crudeltà di ogni tipo, non può passare tuttavia inosservato il fatto che negli ultimi 20 giorni sono state otto le donne uccise da fidanzati o ex compagni abbandonati o respinti. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanita' la violenza contro le donne rappresenta la prima causa di morte per il sesso femminile fra i 25 e i 44 anni. I dati Istat del 2007fotografano una realtà impressionante: in Italia il 14,3% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza dal partner o dall'ex e ogni anno vengono uccise di media 100 donne dal marito, dal fidanzato o da un ex. Le denunce per violenza, ricevute da “Telefono Rosa” nel 2009, sono cresciute del 5% rispetto all'anno precedente e la stessa percentuale di aumento è già stata raggiunta nei soli primi sei mesi del 2010,è una vera emergenza. Intimidazioni, umiliazioni, ricatti, minacce, calci, percosse: ha infiniti aspetti e volti la violenza sulle donne e in alcuni casi sfocia nell’atto estremo, l'omicidio.

L’indignazione,il biasimo,l’orrore,la condanna verso tali atti non basta più è necessario intervenire con energia e determinazione su quella che è una situazione di forte pericolo, ormai sotto gli occhi di tutti.

Il capovolgimento della propria vita che hanno messo in atto le donne è un percorso, dagli anni settanta e anche prima,che non si è mai arrestato o subito pausa. Giorno dopo giorno le donne hanno conquistato spazi comunemente considerati maschili, lavoro e responsabilità che non lasciano dubbi sulla loro capacità e volontà di operare scelte. Il loro contributo allo sviluppo della società è indiscutibile e tanto hanno fatto perché la libertà e il rispetto dei diritti civili fosse una realtà percorribile da tutti. Il racconto di molte donne che hanno subito violenze è un “orrore”per chi ha avuto la fortuna di non conoscere situazioni aberranti cariche di dolore fisico e/o psicologico. Questa trasformazione del mondo sociale,culturale,economico promosso anche con il contributo delle donne però non voleva significare la sola uscita dall’anonimato o dalla marginalità in cui queste vivevano ma voleva essere una conquista di una presenza attiva e praticante nella società civile. Non voleva essere solo la denuncia di una posizione isolata e nascosta ma una “liberazione” da una schiavitù maschilista oggettivamente prevaricante e umiliante.

Si è così delineata una figura femminile più consapevole del ruolo sociale e che faticosamente si è impossessata degli gli spazi necessari per essere protagonista di quella società a cui apparteneva.

Oggi c’è “qualcosa” che sta distruggendo quell’immagine,ne sta sminuendo l’importanza e la significatività. E’ necessario tornare a discutere di tematiche che riguardano il senso dell’altro,del nostro essere l’altro,di ciò che riteniamo ci appartenga umanamente.

Mi chiedo:che influenza sociale hanno i modelli di donna proposti dai media?E ancora: in che modo questi modelli condizionano gli stili di vita e i comportamenti nel mondo della donna?

Quella donna che i media spogliano e rivestono con estrema semplicità e disinvoltura è il modello di riferimento?Una donna in bilico tra l’ambiguo e la schiettezza…

In realtà questi modelli di donna sono segnali irrispettosi dell’individualità e della sensibilità della donna stessa e inoltre dimostra una intenzionale volontà di condizionare …

E’ un’immagine femminile svuotata,sminuita di valori e di essenza..dove libertà e indipendenza si intendono ormai acquisite, definitivamente conquistate…non è così e le cronache lo dimostrano.

Le donne devono riappropriarsi della consapevolezza del tracciato loro imposto dal mondo maschile e demolirlo con la forza e la caparbietà che le distingue,in politica,nella società,nella cultura.

Di certo,non solo i media, ma la “caduta” etica e morale del nostro paese ha aiutato molto il diffondersi di un’idea sbagliata di donna..e ha contribuito a creare il clima malsano in cui sfociano gli atti violenti a cui assistiamo…

Pensiamo a come il nostro premier considera la donna ..al suo sentirsi Play-old… che però non gli impedisce la continua “caccia” a giovani ragazze…

La cronaca ci racconta episodi di violenza sfrenata nei confronti delle donne che per troppo tempo sono rimaste prigioniere del loro stesso sentimento,della loro dedizione e del senso di vergogna …

L’amore come alibi per atti delittuosi ..comportamenti ossessivi, comportamenti che sanno di patologie nascoste o occultate…di cui le donne pagano il prezzo più alto.

Di certo i comportamenti possessivi che alcuni uomini mettono in pratica nei confronti delle donne è il risultato di moltissimi elementi non solo culturali o sociali ma psicologici che hanno origini lontane…L’esperto di Psicopatologia forense Vincenzo Mastronardi, dell’università di Roma La Sapienza, così commenta i fatti di questi giorni….

Di fronte all’abbandono da parte di una donna, scatta il rifiuto di prendere atto della realtà e scatta quella che l’esperto chiama «la sindrome di Sansone»: «si preferisce dire `muoia Sansone con tutti i Filistei´, perciò si uccide chi ha osato rifiutare, ma a quel punto anche la propria vita non ha più senso e ci si uccide».

Casi come questi stanno diventando sempre più numerosi, rileva Mastronardi: «sempre più uomini avvertono l’enorme divario fra se stessi e la capacità di gestire il rapporto con una donna che sfugge alla propria capacità di conquista». In passato, prosegue, il rapporto con le donne era «un territorio di caccia effettivo e molto sotto controllo, all’insegna di un’egemonia che gli uomini sentivano molto chiaramente».

Ciò non basta a capire e a fare in modo che tali episodi non si ripetano…

Occorre realizzare un’educazione finalizzata ,incisiva e trasversale che impegni ciascuno di noi nel ”rifondare”un terreno positivo e accogliente di incontro.

Sempre vigili

Donna, non sei soltanto l'opera di Dio
Rabindranath Tagore

Donna, non sei soltanto l' opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.
I poeti ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immoralità.
Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d' estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.
Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.
Per metà sei donna, e per metà sei sogno.

lunedì 5 luglio 2010

le parole "addomesticate" della politica....


Il” tipo umano” che si avvia a occupare la scena della storia,imponendo una nuova unità di tempo,di luogo e di azione,un’unità drammatica,il cui avvento si può già presentire dietro le macerie della cultura e sotto la maschera mortuaria della civiltà.

( Ernest Jungher)

Come i bambini giochiamo a far “finta” che tutto vada bene…c’è un solo particolare però…quei” bambini” che giocano non siamo noi cittadini…lavoratori,studenti,pensionati,bensì i nostri politici. Politici che di fronte ad una crisi senza tregua continuano a divertirsi,a mistificare una realtà che,giorno dopo giorno, diventa emergenza “estrema”.

Così…leggiamo…

Italia sempre più povera, ora si risparmia anche sul cibo

Dunque per l'istituto di statistica «la riduzione della spesa media mensile per consumi in termini reali appare alquanto significativa».

Brancher dai giudici: «Mi dimetto». Chiesto il rito abbreviato

Il neoministro per l'attuazione del federalismo, Aldo Brancher, giunto nell'aula del tribunale di Milano al processo che lo vede imputato in uno stralcio del caso Antonveneta, ha dichiarato la sua «decisione irrevocabile di dimettersi da ministro».

Berlusconi: Fini farà la fine di Rutelli...

Fini? Si commenta da solo. Lui si sente già fuori dal partito, ma non sa dove andare né con chi. Io vado avanti e sono pronto anche alla conta interna.

Sapienza, contro i tagli della Gelmini esami in strada a lume di candela

«Una tragedia. Stanno uccidendo l’Università»: è unanime la considerazione espressa dai presidi delle facoltà umanistiche, da docenti e ricercatori, riuniti nell’Aula I di Lettere della Sapienza, memore di antiche assemblee. Con loro anche con il rettore Luigi Frati. E per protesta gli esami di Lettere si terranno in piena notte.

Mentre l’Italia non è a dieta,il governo perde un ministro appena nominato…noi curiosi di sapere come va a finire la guerriglia tra Fini e Berlusconi…ma poi è tutto vero?

Intanto Fini continua a far parlare di sé…”sembra” un “giovane dissidente”...invece alla Sapienza si studiano forme alternative per avere attenzione da un governo che ama l’ignoranza e il pensiero debole….

In attesa di vedere come il premier “ghe pensa lu”…

Un Sms dalla prigione nel deserto libico è l'appello di 245 eritrei all'Italia:

Signore, signori - Siamo colpiti da malattie contagiose, la tortura è una pratica comune e, quel che è peggio, siamo rinchiusi in celle sotterranee dove la temperatura supera i 40 gradi".Questo messaggio giunto in Italia proviene da 245 eritrei che stanno morendo nel deserto del Sahara, in Libia.

Un dramma senza fine quello degli oltre 200 profughi eritrei prigionieri in un carcere libico nel cuore del deserto del Sahara: fuggiti dalle persecuzioni della guerra in patria sono precipitati in un girone infernale anche peggiore, i centri di detenzione libici promossi e finanziati anche con i soldi italiani.

Tutto tace…la stampa non se ne interessa, solo l’Unità…

Il quotidiano L'Unità, che per primo ha dato conto della terribile sorte di queste persone, denuncia il silenzio da parte dei media calato attorno alla vicenda soprattutto tenendo conto del fatto che l'Italia ha in qualche modo delle responsabilità. Una parte di questi profughi eritrei, infatti, si trovava a bordo della nave respinta dalla marina militare italiana nell'estate del 2009. Cosa chiedono i rifugiati? Molto semplice: chiedono che l'Italia intervenga per far cessare subito le malattie, le violenze e le torture e, ancora, scongiurare il rischio che altre persone perdano la vita.

Qui la legge bavaglio non c’entra…è che la stampa italiana, tutta presa dalle “beghe” interne, di quelle si occupa,dimenticando che così rischiamo una sorta di isolamento culturale che ci pone a confine del mondo. Nessuno si occupa di questi oltre duecento eritrei che rinchiusi in due stanze sotterranee vengono sistematicamente torturati ,senza cibo e acqua,senza medicine,senza vestiti…molti di loro hanno gambe e braccia fratturate….umiliati e derisi da un paese che il governo dichiara nostro amico…

Il silenzio sceso sul dramma di queste “persone”non può essere definito semplicemente “vergognoso”..quasi a liquidare il problema,perché è un Silenzio colpevole,delittuoso e responsabile…

E’ un silenzio che racconta e testimonia la colpevolezza di tutti nel voltare la testa altrove,nel non vedere ciò che di mostruoso genera la “desertificazione dell’anima” …

Fate in modo che qualcuno li aiuti…

IO TI CHIESI

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei

come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

Hermann Hesse

Sempre vigili

giovedì 1 luglio 2010

Diritto e civiltà...



..."Mostrami la prigione,mostrami il carcere,
mostrami il detenuto la cui vita è andata male,
ed io ti mostrerò,ragazzo mio,mille ragioni
per cui è solo un caso se al suo posto non ci siamo noi."
Phil Ochs

"Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri - scriveva Voltaire - poiché è da essi che si misura il grado di civiltà di una nazione ...

La mia non è un’attrazione per le catastrofi è indignazione per chi, in questo paese, non si pone domande,non indaga,non cerca di capire,non ama frequentare … il dubbio. Eppure il dubbio genera la riflessione,col dubbio si conquista la libertà. Il dubbio …è la nostra sete di sapere,l’incapacità di accontentarsi…quasi un’inseguimento perenne della verità… Il dubbio … è dimostrazione di profonda intelligenza…

Allora in “onore”del dubbio,indago, cerco e mi interrogo…

D’altronde come non interrogarsi sull’istituzione “carcere”,sulle sue finalità,sulla reale capacità di assolvere alla sua funzione…Ieri, Informare per resistere, ha pubblicato l’ennesima notizia di un suicidio in carcere,dall’inizio dell’anno i suicidi sono 31! E’ un bollettino di guerra!

Avanti il prossimo (31) - In Italia c'è la pena di morte-INFORMARE PER RESISTERE

Da: /www.rainews24.it/

Dall'inizio dell'anno i suicidi certi in Italia sono 32 (3 casi sono dubbi), mentre altri 60 sono morti per malattia o per "cause da accertare". Il totale dei detenuti morti nel 2010 sale così a 96. Negli ultimi 10 anni i suicidi avvenuti nelle carceri italiane sono stati 589…

Ma sono tutti suicidi?

E se si…Perchè? Una delle cause viene individuata nel sovraffollamento…

“Sovraffollamento”,un eufemismo secondo Antigone che dà i dati reali dei detenuti in Italia…oltre 68000 e lo stesso sindacato degli agenti penitenziari, il 25 maggio, in un comunicato,denuncia che i detenuti sono 68.058 e indica la “classifica” degli indici di sovraffollamento su base regionale…L’Emilia Romagna è la regione più a rischio…

Non possiamo attribuire al sovraffollamento la responsabilità dei numerosi suicidi,ma dobbiamo chiederci quali reali cause sono all’origine di tutta questa situazione ormai considerata “estrema”!Dobbiamo anche dire che con l’indulto,(comunque lo vogliamo intendere),le carceri si erano alleggerite,e forse era il momento di realizzare quelle riforme strutturali necessarie, invece il problema si è “accantonato”, non si è voluto affrontare e ora le carceri si stanno riempiendo al ritmo di 1300 detenuti al mese…

Le carceri non sono mai state “giardini”ma ora sono “gironi infernali”,territori dove tutto o quasi è possibile. E’ il non luogo…

Tenuto conto che la società di oggi non si pone il problema di trovare risposte alternative al carcere e inoltre il “garantismo” è valido solo per i ricchi e per i potenti…questo “non luogo”diviene la negazione dell’essere persona, lo squallore della società in cui viviamo, il marcio che nessuno vorrebbe mai vedere ma che esiste e di cui dobbiamo farci carico,dove le condizioni di vita sono spesso durissime…sovraffollamento,alimentazione,sanità,solitudine,disagio psicologico…

Per l’opinione pubblica il detenuto è il “delinquente” che ha commesso un reato e che va punito. Tante volte si dimentica invece che è anche un figlio, un padre, un marito, un fratello. Insomma, una persona.

Il carcere è sì il luogo dove le persone scontano la pena per il reato commesso,ma deve anche essere il luogo dove nessuno perde la dignità,l’amore per se stesso e per gli altri,dove le tante storie umane non diventano storie di “ordinaria follia”.

Ma se il carcere è mal gestito,come lo è l’amministrazione della Giustizia,ciò è da imputare a molti fattori, anche a leggi che non vengono mai applicate!

Mi riferisco per esempio alla circolare 3337\ 5787 del 7-2- 1992 che istituiva tra le diverse aree quella educativa o del trattamento negli istituti penitenziari…e si perché l’altro grande problema è che “padrone” dei giorni dei detenuti è l’ozio assoluto,non ci sono opportunità di lavoro,di attività finalizzate al recupero,tranne in qualche Istituto!A distanza di circa dieci anni dalla circolare citata,si dovrebbe fare il punto della situazione…ma non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare!

Non dobbiamo dimenticare però che in questi”non luoghi” ci sono detenuti,polizia penitenziaria,medici,psicologi ed educatori,tutte figure professionali importanti e necessarie anche se in numero non sufficiente.

Si sa …i tagli sono necessari,obbligatori,anche se non per tutti!

Inutili le lamentele dei direttori degli Istituti che denunciano carenza di personale e carenza di fondi…i dati sono molto eloquenti. Sembra quasi che il nostro paese sia il paese delle belle parole,belle parole che servono ad imbrattare fogli…belle parole destinate a rimanere tali!

La legge 395/90 art.5,comma 2,stabilisce per esempio, che la polizia penitenziaria deve”partecipare,anche nell’ambito di gruppi di lavoro,alle attività di osservazione e di trattamento rieducativo dei detenuti…”Per la stessa legge la Polizia penitenziaria deve garantire l’ordine all’interno dell’istituto e ne deve tutelare la sicurezza.

Quindi la polizia penitenziaria è chiamata a realizzare almeno due finalità:

- Dare effettiva esecuzione al provvedimento che comporta la restrizione della libertà;

- Dare effettiva attuazione alla funzione rieducativa della pena secondo i dettami dell’art.27,comma3, della Costituzione.

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del detenuto.

E’così nelle carceri italiane? E’ possibile? Secondo alcune notizie no.

E le notizie sono ancor più allarmanti nel momento in cui si parla di” suicidi” nelle carceri…perché non ci sono solo i suicidi dei detenuti,ma anche quelli degli agenti penitenziari.

Da:/www.polpenuil.it/

Sempre dal comunicato Stampa del 25 maggio il segretario della UIL PA Penitenziari,Eugenio Sarno,nel commentare il suicidio di un agente a Pesaro, rende noto che si tratta del quarto suicidio di agenti penitenziari dall’inizio dell’anno e tutti a maggio…

Sui suicidi delle forze di polizia penitenziaria non esistono molti studi e sono i rappresentanti sindacali che tentano di tenere il conto..E’ certo che negli ultimi tempi le statistiche(quattro suicidi in un mese) sembrano impazzite..e i numeri aumentati. Cosa è accaduto? Forse il carcere è un ambiente degradante per chi è dentro e per chi ci lavora?Non faccio la solita retorica di stipendi bassi,di turni massacranti,di orari impossibili,di pendolari…difficoltà di inserimento in città sconosciute…

Perché poi ci sono tanti altri casi di cronaca …

Un uomo originario di Bari, il 47enne Domenico Di Giglio, agente di Polizia Penitenziaria in pensione, ha ucciso la moglie Emanuela Pettenò e poi si è tolto la vita.

Omicidio-suicidio a Monteforte Irpino, in provincia di Avellino. Un 49enne agente di polizia penitenziaria in servizio al carcere di Bellizzi Irpino, Isidoro De Marco, ha ucciso la moglie Anna Montuori

Allora il problema è più grande di quanto non raccontano le parole…ma forse lo possono meglio raccontare i fatti che leggiamo ogni giorno o quasi negli articoli di quei pochi “Non- pennivendoli” che caparbiamente si interessano del carcere…

Le tante “nefandezze” pubblicamente denunciate, nefandezze solleticate da istinti primitivi e malvagi,hanno bisogno di giustificazioni ? Condanniamo chi è già stato condannato…

Da:

http://urladalsilenzio.wordpress.com/2010/06/18/confessioni-di-una-guardia/

Vi lascio alla confessione di una guardia…contenuta nella lettera di Patrizia Pugliese,docente di lettere presso il carcere di Tolmezzo.E’ sempre la guardia che parla…

“ Sai quanta gente mi sono ritrovata dentro…Ed erano miei amici…Ad un tratto ero obbligato a non vederli non solo come amici,ma anche come uomini…Ma..”pezzi”…”

“Ma chi vuoi che parli?Prova a dire tu queste cose…vedrai come ti rompono le palle…Come Saviano finiresti…non ho mai visto in tanti anni di carcere un educatore,un professionista esterno denunciare questo stato di cose…Tanto a chi vuoi gliene freghi dei detenuti?”

“Certo che avvengono i pestaggi in tutte le carceri italiane…Io no..mai pestato nessuno…Non ci riesco…Quando vedo mi allontano…Non voglio vedere e sentire le urla…Sembrano quelle dei maiali…Quando vengono uccisi…”

“Si usano le buste nere, da spazzatura,per non lasciare tracce e su quelle si pesta…Poi si sanno i punti da colpire…Ma nessuno ti dirà mai che è stato pestato…”



Con quale voce,con quale emozione, con quale spensieratezza, con quale amore,con quale gioia,con quale speranza guardi tuo figlio,tua figlia la sera o la mattina quando rientri a casa?

Con quali mani fai loro una carezza…Mani sporche di sangue,di dolore,di solitudine…


“…un agente educato e formato è il miglior operatore della riabilitazione”( V. Andreoli-2000,Le due città,Anno I, dicembre,DAP,Roma,1.26)

...........a poche ore da questo post un'altra morte nel carcere...il dramma diventa tragedia!!!!!!!!

www.ansa.it

INFORMARE PER RESISTERE

Sempre vigili

venerdì 18 giugno 2010

Lettera al Ministro Gelmini...La Prova nazionale e dintorni....



Caro Ministro,

è arrivato proprio il momento di scriverle. Non spero,logicamente,che lei legga quanto ho da dirle,mi auguro però che qualcuno legga e le riferisca.

Ho diversi argomenti da esporle…Non scrivo cavalcando l’onda dell’emotività bensì attenendomi a norme e regolamenti,da lei voluti,approvati e applicati che hanno condannato la Scuola ad una “irreparabile” agonia. Come ha potuto notare ho scritto Scuola con la lettera maiuscola per farle capire la grande “considerazione” che io ho di questa istituzione,cosa che non posso dire di lei in quanto si è abbondantemente adoperata per trasformarla in breve tempo in una scuola inefficace,ancor di più… inutile,di più ..dannosa e irrispettosa sia dell’intelligenza del cuore che di quella della ragione. Posso sinceramente affermare che diverse sono le problematiche che scuotono la scuola, ma fra queste, un posto di primo piano è occupato dall’importanza che dà lei e la sua parte politica a questa Istituzione e quindi il diverso peso assegnato alla formazione rispetto ai Paesi a noi vicini. Viviamo un periodo buio per il destino della scuola pubblica grazie a chi, sistematicamente, mira a destrutturarla,impoverirla,svuotarla di significatività ,presentandola solo come causa di eccessivi costi che obbligatoriamente vanno ridotti. Io che con la scuola pubblica ho una “corrispondenza d’amorosi sensi” rimpiango gli anni passati quando le Riforme erano costruttive e coerenti perché finalizzate al miglioramento. E’ vero che quando si parla di scuola,riesce difficile comprendere l’oggetto di cui si parla…però non voglio perdermi in dettagli,ma richiamare la sua attenzione sulla scuola come”scenario simbolico” dove nasce e cresce la cultura,dove si mettono da parte le ingerenze,si riducono gli ostacoli e si mettono in pratica atteggiamenti collaborativi,dove ci si predispone a dare e ricevere,a condividere pensieri,emozioni,conoscenze ed esperienze. In questi termini la Scuola è il LUOGO della “persona”,ma perché questa persona si sviluppi armoniosamente, si migliori, si completi,occorre tempo,quel tempo che lei ci ha impietosamente tolto.( riduzione dell’orario scolastico)

Vede Ministro, la crescita non è solo un fatto fisiologico,si diventa giovani e adulti se si è in grado di affrontare un complesso di compiti di sviluppo che riguardano ciascuno in quanto singolo e in quanto membro della società…Un giovane ha il compito di migliorare il mondo in cui vivranno i suoi figli e questo dipende anche dal modo in cui questo giovane studierà…

In una società complessa è solo la cultura e l’intelligenza a consentire lo sviluppo,queste permettono di scegliere,di valutare,di comprendere le scelte altrui, di decidere responsabilmente,di acquisire un’idea positiva dei diritti e dei doveri…

Dobbiamo costruire”identità” a partire dalle differenze e abbiamo l’obbligo civile di promuovere una scuola come strumento di decondizionamento e non viceversa come vogliono alcuni partiti,compreso il suo. Oggi nella nostra società,purtroppo, le disuguaglianze sociali ed economiche si acuiscono, prevale la logica del più forte e si è diffusa un’idea selettiva e autoritaria che sminuisce e riduce il ruolo della scuola e dell’educazione. Io sono convinta della centralità del ruolo della scuola e del suo peso determinante per lo sviluppo qualitativo del sistema sociale ed economico e che attraverso l’istruzione si eserciti la piena democrazia. Considero la scuola e l’istruzione un “bene comune” da tutelare e promuovere nell’interesse dell’intera comunità,ben oltre le logiche “modaiole” e temporanee di chi ci governa. Questa mia convinzione giustifica e spiega i nostri diversi punti di vista, Ministro,e le nostre differenti posizioni provenienti da mondi culturali diversi,a volte molto lontani. Vede Ministro, per garantire la “sopravvivenza” di questa MIA Scuola servono idee,passione e coraggio…Per avere questo coraggio, però, la Scuola ha bisogno della “coscienza” di una funzione insostituibile nella società,di ragioni e di strumenti, consapevole, come sono, che lo Stato non si regge sulla non conoscenza e sulla non coscienza morale e civile.

Nietzsche era solito dire che “chi ha trovato un perché per vivere e operare riesce a risolvere quasi ogni come”…

La nostra scuola ha vissuto momenti “gloriosi” di efficacia ed efficienza;molti degli “ammodernamenti” introdotti negli ultimi anni si sono dimostrati deleteri,forse perché sotto la spinta di un pedagogismo disorientato,ma ancor più sotto la spinta del quantitativo di risorse da tagliare a favore di altre “sirene” che ammaliano di più…

Nei suoi anni “ruggenti” la scuola ha sostenuto la crescita del paese, è diventata meno esclusiva, si è aperta alla società,ha ridotto le disuguaglianze così come chiedeva la Costituzione; oggi nessuno dovrebbe aver dubbi sull’urgenza di rimettere in moto la crescita economica e come riuscirci se non con un’efficace politica dell’istruzione? Per troppi anni la scuola è stata amministrata con una visione capovolta rispetto alla logica e al buonsenso. Tale visione ha alimentato,al suo interno, un processo distruttivo che coinvolge tutti,alunni,docenti,collaboratori,mortificando il loro senso di responsabilità.

Di una buona scuola pubblica ha bisogno ogni paese che abbia a cuore il suo futuro,una scuola delle pari opportunità, una scuola capace di rispondere ai bisogni di ciascuno,equa,solidale e democratica.

Vede Ministro, circa quaranta anni fa ho ricevuto una lettera da Don Milani,quel cattocomunista che ha inventato il motto”I care” “M’importa,ho a cuore”, colui che rivendicava il diritto dei poveri a combattere i ricchi, non per “invidia”( non lo pensi!),ma per giustizia sociale, colui che diceva che” i ragazzi nascono eguali e se in seguito non lo sono più,è colpa nostra e dobbiamo rimediare”(Lettera a una professoressa)…

Io ho creduto in quelle parole e nella scuola le ho fatte mie,ma come me, migliaia di insegnanti che lottano perché la scuola sia di tutti, senza Gianni e Pierino…senza disuguaglianze né prevaricazioni,orgogliosi di guardare negli occhi i ragazzi, pronti a raccogliere i “cocci” per le eventuali delusioni e a gioire per i loro successi…

Vorrei dirle che io “ho a cuore…”ogni mio singolo alunno,la sua storia,la sua emozionalità,le sue speranze…i suoi desideri e per questo,non perché lo preveda la legge,ogni anno organizzo piani di studio personalizzati…perché Pierino è molto diverso da Gianni…i due hanno bisogni diversi…Margherita, invece, ha il cuore “sanguinante” e non ha bisogno di sintassi o di matematica…ha bisogno di un supporto all’anima… di una parola che le dia la possibilità di credere ancora…

Ho anche ricevuto,qualche anno fa,la lettera di Vittorino Andreoli,attento osservatore e studioso del comportamento degli adolescenti…Mi dice…” Un sentimento profondo ci accumuna:entrambi amiamo i ragazzi,che devono essere educati a crescere, a maturare, a vivere.”( Lettera a un insegnante,2006) Andreoli sostiene,con me, che la scuola deve essere per i giovani un luogo protetto in cui provare ad allargare le ali,in cui cominciare a vivere…e ancora… P.Crepet,noto studioso, ha detto:” Un educatore è un istruttore di volo”…che ne pensa Ministro?

Per questo mi chiedo e le chiedo:Che significato ha una prova nazionale sterile,inadatta e,a mio giudizio, inutile? Dove sono quelle “ali” in questa prova? Alunni “costretti” a sottoporsi ad una prova che non ha nè buonsenso nè logica, una prova che,come quella di questo anno scolastico,va dall’autostoppista al giro d’Italia,dalla foresta tropicale ad esercizi di matematica poco comprensibili…Tale prova, non si illuda, non contribuisce a modernizzare il sistema e a garantire agli studenti una preparazione più seria e rigorosa…

La mia classe è stata “classe- campione” e per questo è stata “isolata” dalle altre,non ha potuto affrontare la prova nella propria classe,è stata dislocata all’ultimo piano,in un angusto corridoio anche senza finestre,alla presenza del Presidente d’esame,persona sconosciuta…

In questa situazione sono stati violati i principi “base” della pedagogia,della psicologia, della didattica…

La mia classe è stata”violentata” psicologicamente e le sono stati negati principi legalmente riconosciuti: pari opportunità,uguaglianza…Inoltre nella prova c’è stata una pericolosa “infrazione” delle regole riferibili a questo test es. la presenza di domande che non si riferivano al brano da commentare e altre ancora.

Grande confusione…Disagio dei ragazzi,difficoltà a comprendere,per questi, come si possano mettere in atto intenzionalmente comportamenti atti a distruggere il clima sereno e facilitante sempre esistente a scuola. Non si preoccupi Ministro,non sono tanto incauta né sprovveduta da prendermela con il Presidente…perché ha solo applicato il regolamento e le sue disposizioni…

Io chiedo a lei,che non è “estranea”a creare confusione ..lo abbiamo visto con le sue “esternazioni” sugli esami di maturità…inizialmente ha detto che per essere ammessi all’esame erano necessari tutti sei…poi ha “disdetto”…anche con un cinque …va bene…gli insegnanti usino il “buonsenso”…

Vede Ministro, gli insegnanti il buonsenso lo usano ogni giorno,ogni ora di lezione,ogni attimo …Noi le “trovate” le lasciamo ad altri…

L’obbedienza non è più una virtù…e non pensiamo che…”Solo i figlioli degli altri qualche volta paiono cretini…”Don Milani

Mi vuole chiamare”cattocomunista”? Sarebbe un onore!!!!!!!!!!!!!

Sempre vigili