FRAGOROSO SILENZIO

lunedì 8 novembre 2010

Gelmini,Renzi...Perchè tacere?




Nell’era post-ideologica ciò che impera è una crisi di enormi proporzioni che investe il reale e l’immaginario. Non è solo la crisi economica però che deve preoccuparci ma anche la crisi di valori che rende i nostri giovani deboli,incerti e poco appassionati..

Così con negli occhi l’immagine dolorosa del crollo della domus dei gladiatori a Pompei e nelle orecchie le parole”appassionate” di Renzi: “Non chiediamo posti, ma senza chiederli, ce li prenderemo da soli: ci mettiamo in gioco perchè abbiamo sogni concreti da condividere”….”al passato dobbiamo dire grazie al futuro dobbiamo dire sì. Il futuro lo pretendiamo”.

Rifletto e penso…

Renzi ha ragione…Offensivi,invece, sono stati i fischi da parte degli iscritti al PD…

Diciamo con Carlo Levi che “le parole sono pietre”perché danno“corpo” alle idee e ai valori, ed io spero che le parole di Renzi diano corpo ad una diversa politica,una politica più attenta alla persona umana. Anche perché è con la parola e con l’agire che ci apriamo e inseriamo nel mondo umano. Aprirsi al mondo significa diventare consapevoli delle sue opportunità ma anche dei suoi problemi, è gettare uno sguardo sulla bellezza e crudezza del vivere il nostro tempo. In realtà il mondo di oggi è davvero cambiato,la globalizzazione con le sue luci e ombre ha ridisegnato il mondo come un grande villaggio,ma se è vero che non c’è merce che non possa essere trasportata ovunque, che non c’è angolo del mondo che sia escluso dalle opportunità di conoscenza che abbiamo noi stessi,è anche da considerare che le più grandi aziende hanno trovato in ciò l’occasione per aumentare in modo vertiginoso i loro profitti imponendo a tutti gli stessi consumi e le stesse abitudini .In questi termini globalizzare significa coinvolgere tutti in un’opportunità di progresso,ma anche appiattire la cultura locale,omogeneizzare i gusti e livellare l’inventiva umana. Oggi si insegue il bene materiale che ci dà sicurezza e conforto,si dimentica la capacità di pensiero, di immaginazione,di riflessione,capacità che ci rende “persone umane”e che ci consente di avere “vere” relazioni interpersonali. Dobbiamo essere educati a vedere l’altro,perché l’altro è me…

I segnali di allarme sono tanti e si fa sempre più strada la consapevolezza di dover fare qualcosa di decisivo per la salvezza di tutti…

Sono in corso cambiamenti radicali è vero, ma abbiamo un gran bisogno di “cittadini” a pieno titolo,cittadini in grado di pensare autonomamente , di mettere in discussione le scelte che vengono dall’alto,cittadini attivi e partecipativi alla vita del nostro paese. Cittadini creativi , con un pensiero critico sempre alla ricerca del nuovo , in grado di sperimentare e verificare la storia, i principi economici,la complessità globale e nello stesso tempo vedersi come soggetti di una nazione multietnica…di comprendere come la diversità sia una risorsa anche per la conoscenza…

Socrate diceva che” una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta” e fedele al suo principio, per questo morì.

Ma chi dovrebbe formare questi cittadini? La risposta è scontata:la scuola!!!!!!!!!!

Ma si sa…quando c’è la crisi si taglia…ma non si tagliano le spese folli dei nostri politici bensì i fondi alla sanità,alla cultura e alla scuola che non riesce più a sopravvivere.

La scuola è a pezzi e una grossa responsabilità l’ha il ministro Gelmini e il suo governo…

Sappiamo che l’Italia investe nella scuola e nell’Università meno di tanti altri paesi e solo la Slovacchia destina alla scuola una cifra più bassa del nostro paese. Questo fa sì che la scuola non sia più in grado di assolvere pienamente ai suoi compiti,in primis quello di “formare” cittadini consapevoli…e in un paese democratico questa è una necessità improrogabile.

Oggi gli insegnanti lavorano in condizioni molto più difficili,l’importanza dell’avere rispetto a quella dell’essere ha notevolmente modificato la nostra società diventata aggressiva,maleducata,barbarica e la scuola si è adeguata…la scuola dovrebbe migliorare la società,ma oggi la scuola sopravvive ma non “influisce”!!!!!!!! 0ccorre allora ripensare la scuola e “rieducare” questo popolo e non a parole…l’insegnamento del “ribelle ubbidiente” Don Milani è sempre attuale.

La scure potente dei tagli ha eliminato ore di lezione e discipline fondamentali per “formare” i cittadini…

Da ogni parte si legge che occorre un insegnamento scientifico e tecnologico più incisivo …

E’ vero la scienza esercita un potere condizionante sul destino presente e l’evoluzione futura dell’umanità,ma gli individui singoli e le comunità sociali dovrebbero esercitare un controllo diretto e sistematico sull’uso e la destinazione che la ricerca consegue.

E’ vero che anche la scienza e l’economia sono importanti per la formazione del cittadino ma per dirla con Sciascia “ Nulla di sé e del mondo conoscono gli uomini se la letteratura non glielo insegna”.

Allora?

Sono gli studi umanistici che stimolano a pensare ,a ragionare autonomamente, a non conformarsi all’autorità,è attraverso la letteratura e le arti che si investiga l’animo umano,che si sperimentano sentimenti ed emozioni mai vissute, che si impara ad argomentare in modo coerente ed adeguato. E’ attraverso gli studi umanistici che si formeranno cittadini responsabili capaci di salvaguardare la democrazia.

Non abbiamo bisogno di individui qualificati ma non pensanti, di individui capaci ,utili ma docili…

Abbiamo bisogno di individui capaci di capire bene la complessità del mondo e per questo non basta la “logica” e le conoscenze tecnologiche…occorre immaginazione e ancor più l’empatia cioè la capacità di vivere l’altro come se stessi,di comprendere le sue emozioni,le sue difficoltà, i suoi desideri. Senza empatia non ci può essere una relazione significativa…Questa è una grande abilità che apprendiamo sin da piccoli attraverso il gioco immaginativo, quando il bambino gioca, l’altro ( vero o immaginario) è indispensabile e solo così,giocando, sperimenta sentimenti di amicizia,di piacere, di curiosità… abilità che perdiamo con la crescita o almeno che molti di noi perdono ma che va recuperata perché solo così si costruiscono rapporti “sani” e costruttivi.

Gli studi umanistici e lo studio delle arti ben costruiscono e amplificano questa abilità…la funzione primaria di questi studi è proprio quella di rafforzare la capacità di conoscere se stessi e gli altri…

Secondo Tagore le arti alimentano l’attenzione e la sensibilità verso gli altri e la formazione interiore.

Allora come scuola dobbiamo percorrere questo sentiero, dobbiamo essere ogni giorno allievi di Socrate e stimolare i nostri alunni a ricercare,sperimentare,riflettere e scoprire noi e l’altro. Solo in questo modo riusciremo a cambiare la società dell’apparire ,della corsa alla crescita economica…a formare persone in cui il pensiero critico sia una abitudine,un’esigenza vitale.

Una società dove le disuguaglianze siano eliminate e dove ognuno si veda riconosciuto il diritto di esserci. Ma per questo occorrono ore da destinare a tali insegnamenti!!!!!!!!

La scienza ha promesso la felicità?Non credo. Ha promesso la verità, e la questione è se con la verità si farà mai la felicità. ( Emil Zola)

Sempre vigili

giovedì 4 novembre 2010

lunedì 1 novembre 2010

Avessi fatto di più...


A Niki...

“In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
(….)
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole…(…)

Nazim Hikmet, 1948)



A te…

“ Nero e duro distacco che io sopporto al pari di te.

Perché piangi? Dammi meglio la mano, promettimi di ritornare in sogno.

Noi siamo come due monti…

Non ci incontreremo più a questo mondo.

Se solo, quando giunge mezzanotte,mi mandassi un saluto con le stelle.
(A.Achmatova)



venerdì 29 ottobre 2010

…che giornalismo d’Oc!!!!!!!!!!!!




E basta....

Questa mattina tutti i quotidiani danno grande importanza al Bunga Bunga…politicamente è molto importante, si chiede qualcuno…ma non è così…è solo un’altra porcata a cui i giornalisti danno risalto…non si parla dell’immondizia,delle discariche,della disoccupazione che incalza, non di politica,ma solo di scandali!!!!!!!!! Così la “gente” parla di bunga bunga…è di quello che vogliono farci parlare…

Altro che Bunga bunga…

La festa a casa di Berlusconi non mi interessa, non sono fatti miei,posso non condividere ma non altro …si diverte con minorenni? Sono problemi di chi deve indagare…a me interessa come mai la “ragazza” era in questura fermata e nel mentre arriva una telefonata da palazzo Chigi e la ragazza viene rilasciata…Una “cara” amica del presidente la va a prendere…

Voglio sapere chi ha fatto la telefonata dalla Questura? Chi sono i funzionari ,nome e cognome,che hanno cambiato idea sulla ragazza? Cosa resta di quell’arresto? Chi ha organizzato il tutto? Si continua ad aggirare la legge, a frantumare certezze e legalità…Lui si diverte anche con il telefono…mostrandosi agli interlocutori in tutta la sua prepotenza e arroganza.

Perché non ha telefonato per tutti gli altri ragazzi arrestati per un’ipotesi di reato??????????

Ci sono migliaia di arrestati che marciscono in cella e qui,molte volte vengono uccisi, ma di questo nessuno si interessa…l’ultima notizia

Bologna, si suicida detenuto
"E' una ecatombe senza fine"

Trentadue anni, sloveno, si è impiccato nelle docce del carcere della Dozza. E' il cinquantasettesimo caso dall'inizio dell'anno.

Intanto…

Giovani senza lavoro
boom nell'ultimo mese

Più di uno su 4 è disoccupato

Rilevazioni di Istat e Eurostat: l'indice degli inoccupati in Italia è all'8,3%, tra i ragazzi schizza al 26,4% (un mese fa era al 25%). Ma Sacconi parla di "trend positivo"

Metterlo in ridicolo è poco…guardate il video

Sempre vigili

lunedì 25 ottobre 2010

l'Italia e la Fiat




L’Italia è un peso per la Fiat o la Fiat è un peso per l’Italia?

Il Big Boss ha parlato…il filosofo di ferro ha dichiarato che gli utili della Fiat non provengono dall’Italia, che su dieci macchine vendute in Italia tre sono di marchio straniero…e poi ha dichiarato: «Siamo al 118esimo posto su 139 per efficienza del lavoro e al 48esimo posto per la competitività del sistema industriale. Siamo fuori dall'Europa e dai Paesi a noi vicini, il sistema italiano ha perso competitività anno per anno da parecchi anni e negli ultimi 10 anni l'Italia non ha saputo reggere il passo con gli altri Paesi. Non è colpa dei lavoratori».

Marchionne è ingiusto? Di certo non sottolinea alcuni elementi fondamentali per capire l’oggi,non esalta il grande patrimonio professionale italiano che in questi anni si è raggiunto e colpevolizza invece i lavoratori dichiarando che in occasioni di “partite” importanti un’alta percentuale di operai si “ammala”…secondo me è un problema di gestione…e quindi suo…o no?

Ancora, è ingeneroso nei confronti del paese che negli anni ha elargito enormi somme a favore della Fiat…sminuisce il ruolo della Fiom dicendo che ha solo il 12,5 % degli iscritti…vuole aumentare lo stipendio degli operai e parla di “efficienza” del lavoro,non curando però quegli elementi che incidono direttamente sulla soddisfazione lavorativa e che possiamo così semplificare:elementi di

- mantenimento, che comprendono il salario, le politiche amministrative e le condizioni di lavoro, ma che da soli non possono determinare la soddisfazione lavorativa;

- motivazionali, come il senso del successo, l’importanza percepita del proprio lavoro, l’autonomia e lo sviluppo delle proprie competenze, visti dai lavoratori come elementi di crescita del proprio potenziale.

Di fatto, nel tempo, gli italiani si sono abituati a pensare alla Fiat come un’industria in continua perdita e che produce veicoli non di alta qualità…la realtà è che nel nostro paese manca una politica industriale efficace ed efficiente. E Marchionni così si esprime: "Leggo il giornale tutti i giorni alle 6 ,c'è una varietà di orientamenti politici e sociali incredibile, tutti parlano e non si capisce dove va il Paese"…tuttavia ritiene che "si può avere fiducia nell'Italia, ci sarebbero soluzioni più facili, ma credo che sia possibile costruire qui una condizione diversa, sennò non mi sarei mai impegnato".

Si può avere fiducia nell’Italia…un’Italia allo sbando perchè manca di un governo della e per la crisi,un governo in grado di individuare una strada per intercettare la possibilità di rincominciare a crescere, a produrre,a camminare insieme ad altri paesi come la Germania e la Francia. Questo è un problema della politica che tutto fa tranne che affrontare i problemi reali di un paese che “soffre” una carenza sistemica di una politica troppo attenta ai fatti di “palazzo” e latitante nella quotidianità di gente comune,una politica che ha smarrito il senso del “bene comune”,così ,nell’immenso panorama politico del nostro paese, ogni partito, ogni corrente,ogni associazione parla,ognuno dà la propria interpretazione,la propria ricetta,ma è solo un parlare per parlare non per agire,è una frantumazione delle idee,delle opinioni, delle energie non finalizzate alla ricerca di una soluzione unitaria…

Ognuno di questi soggetti politici e non,coltiva il proprio orto dimenticando l’insieme,la totalità…la collettività.

Lo abbiamo visto con Fini e lo abbiamo visto ieri con il discorso di Vendola che, pur di abbracciare il maggior numero di votanti, parla alla chiesa,ai cattolici…ognuno salva il proprio orto. Rischiamo un secondo Berlusconi? Vendola propone una narrazione non una soluzione..

Sono anni che sentiamo “narrare” …come se si narrasse ciò che non ci appartiene,non abbiamo bisogno di narrazioni,abbiamo bisogno di FATTI!!!!!!!!!!

Abbiamo bisogno di un’alternativa forte alla situazione attuale,è vero che l’Italia ha bisogno di qualcuno che parli al cuore,ma la politica dei risultati non può parlare né al cuore né alla pancia degli italiani,deve parlare il linguaggio dell’economia,del crescere a livello produttivo,del cavalcare positivamente la globalizzazione…

Vogliamo una politica dei contenuti non delle leadership…

Nel nostro paese le imprese soffrono, la scuola è alla deriva, si perdono migliaia i posti di lavoro,le famiglie non sanno come far quadrare i conti,le carceri sono al collasso, ad oggi sono 56 i suicidi nelle celle che sono diventate trappole, l’Università è ansimante,l’immondizia non è mai sparita dalle strade di alcune città…e il Parlamento continua a parlare di Lodo,di Montecarlo e Antigua…

E’ ora di cambiare…

Sempre vigili

domenica 17 ottobre 2010

Il popolo c'è...






Il popolo “pensante”, che lavora duramente per (molte volte) meno di mille euro al mese e che va a casa la sera non certo di ritrovare il lavoro l’indomani; il popolo corretto, operoso che ha a cuore il bene comune a differenza di chi ci governa, ha sfilato pacificamente per le strade di Roma chiedendo solo LAVORO…

Questo popolo non ha chiesto fama o ricchezze,solo lavoro…invocando DIGNITA’…

«La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata».

Così recita l’articolo 1 della Carta di Nizza all’interno del capo I destinato appunto alla dignità, prima della libertà, uguaglianza, solidarietà, giustizia e cittadinanza.

Ma come va intesa la dignità umana? Qual è la relazione tra la dignità e

i diritti inviolabili dell’uomo?

Non intendo addentrarmi in definizioni prettamente filosofiche né ricostruire storicamente il percorso evolutivo di questo concetto; da più parte,però, si legge che con il termine dignità, si usa riferirsi al sentimento che proviene dal considerare importante il proprio valore morale, la propria onorabilità e di ritenere importante tutelarne la salvaguardia e la conservazione.

E…

Nel Preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo si legge"Il riconoscimento della dignità personale e dei diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della famiglia umana costituiscono il fondamento della libertà e della pace nel mondo".

E ancora… all'Art. 1 si dice che: "tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti", mentre agli Artt. 2 e 3 si parla rispettivamente di "persona" e di "individuo".

Allora?

Per noi che viviamo in una società democratica questi concetti ci dovrebbero apparire ormai affermati ma non è così…sono diritti che occorre ri-conquistare giorno dopo giorno e che sono lontani dall’essere considerati scontati come richiederebbe la realtà di un paese civile.

L’affermazione di tali diritti la troviamo anche nella nostra Carta Costituzionale, e che cos’è la Costituzione se non un patrimonio di diritti affermati da consegnare alle generazioni future?
In essa è delineata la sostanza del nostro vivere civile, fondata sui capisaldi della eguaglianza e della dignità inviolabile di ogni persona, e sono delineati i confini dei nostri diritti e delle nostre libertà che le istituzioni democratiche devono promuovere, sviluppare, proteggere e garantire.

Ecco il popolo “pensante” ieri ha voluto ri-sottolineare con forza tali diritti nonostante le strategie terroristiche di alcuni rappresentanti di governo miranti a dissuaderlo. Ma il popolo ha la pelle dura e la vende a caro prezzo…e non hanno attecchito le diverse dichiarazioni e gli avvertimenti di pericolo di ministri al governo perché mentre il Parlamento, che è l’organo centrale della democrazia costituzionale, è stato sostanzialmente neutralizzato… il popolo no…il popolo c’è!

Il popolo c’è e rivendica ciò che gli è stato abilmente tolto…democrazia, legalità e lavoro!

Il popolo non si affida più a fede, speranza e carità…

Il popolo chiede risposte ad una crisi generalizzata voluta e promossa da imprenditori rampanti alla ricerca di facili guadagni possibili in luoghi di non diritto,dove lo sfruttamento legalizzato consente loro di guadagnare molte volte…pagando meno i lavoratori e rivendendo i manufatti al prezzo corrente nel nostro paese…il tutto con il benestare dei politici…e di una politica tollerante.

Il popolo ha mostrato di aver riscoperto la voglia di discutere, di partecipare attivamente alla vita produttiva del paese,alla dialettica politica ormai incancrenita da cui era stato vigliaccamente escluso. Ci si ri-appropria della sovranità…

Una grande manifestazione non solo operaia ma sociale…studenti universitari, insegnanti,lavoratori pubblici, segnata quindi da una grande partecipazione, colorata e pacifica. False le dichiarazioni di Maroni e di altri politici che volevano solo seminare tensioni e preoccupazioni…e scoraggiare i partecipanti,non volevano gente organizzata,gente contestatrice di un governo latitante e inefficiente,di un governo che non tutela i diritti incontestabili…

Le polemiche del giorno dopo non sminuiscono l’importanza e la sostanza di questa manifestazione,molte volte si deve avere l’intelligenza di tacere…di fronte alla volontà del popolo.

E vergognoso è l’atteggiamento di tanti personaggi politici che sì avrebbero voluto l’insuccesso… e ancora una volta mostrano l’incapacità di leggere correttamente la realtà.

Nel nostro paese si respira un’aria rarefatta…c’è un vuoto pieno di niente, un disagio sociale che dilaga ovunque,l’illusorietà di una vita normale è fittizia…

Un disagio sociale che può manifestarsi con gravi episodi di intolleranza,di violenza che lascia inorriditi gli “uomini”…d'altronde una politica che fa mostra di una violenza verbale inaudita e di dossieraggi finalizzati alla distruzione dell’avversario cosa ha da insegnare?

Il popolo non accetta più passivamente il racconto artificioso di una realtà che non esiste…

Il Popolo non cova più…agisce!!!!!!!!!!!

Uomo…

« [...] Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che avresti prescelto. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti; tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori che sono divine.- [...]»(Giovanni Pico della Mirandola, Oratio de hominis dignitate)

Sempre vigili



lunedì 11 ottobre 2010

L'adolescenza:un'età in bilico





I giovanissimi di oggi sono quelli che sono cresciuti imparando l’alfabeto e navigando in Internet, a spedire SMS e a chattare,sono quelli che non hanno visto il muro di Berlino e che hanno conosciuto subito la globalizzazione, sono quelli che sono cresciuti conoscendo il significato della parola “precario” e che non sanno che 40 anni fa anche le donne italiane portavano il “fazzoletto” in testa e non potevano sedere vicino agli uomini in chiesa…

Questi sono i giovani che popolano le nostre scuole,le nostre piazze…

“L’adolescente può essere paragonato ad una nave che ha lasciato il territorio ben noto dell’infanzia per attraversare il mare sconosciuto che lo separa dall’ età adulta e proprio come un marinaio ha bisogno di punti di riferimento per tracciare la rotta…ma ha bisogno anche di libertà perché non esiste un solo percorso, una sola rotta,uguale per tutti per raggiungere il porto…”

“ Mi sembra di contare poco o nulla . La gente infelice non interessa a nessuno. C’è soltanto la mia famiglia a cui interesso ,o meglio, per essere precisi, sulla quale peso.” Eleonora 13 anni.

“Quanto a chiedere aiuto alle persone che conosco,è fatica sprecata:non potranno darmene. Non mi capiscono, anzi,si sono accorte che esisto?Voglio scappare da questo mondo,non ce la faccio proprio a essere come tutti gli altri. Come fanno ad essere così allegri? Che cosa avranno da ridere se tutto intorno niente va per il verso giusto?” Eduardo, 12 anni

E il malessere arriva così,un po’ alla volta,s’insinua nella testa dei giovanissimi nei pomeriggi passati nella solitudine della loro camera a contatto diretto con il PC e il cellulare…e se questo non squilla ecco che si fa strada il pensiero che nessuno si preoccupa di loro, che nessuno li cerca, che nessuno li pensa… Di esempi se ne possono riportare a migliaia ma la sostanza è sempre la stessa:il senso di solitudine , di esclusione e di incomprensione che alberga nei loro cuori e trova cittadinanza nella loro mente. Secondo il rapporto di Mintel,il numero dei ragazzi con un computer in camera è destinato a crescere;il 92% dei ragazzi ha dichiarato che ha accesso ad Internet dal proprio PC;quattro su dieci mandano e ricevono e-mail regolarmente; il 50% preferisce trascorrere il tempo nella propria stanza.

Certo non è facile essere oggi un giovanissimo: la famiglia e la scuola lo sollecitano a progredire ma sono tante le seduzioni a cui sono sottoposti. Per lui\lei il momento decisivo è ancora quello in cui gli si apre davanti il mondo sconosciuto dell’innamoramento, del corpo, del sesso, argomenti così vasti e inesplorati, imbarazzanti da affrontare in famiglia,argomenti che spesso affronta la scuola e non sempre con il dovuto successo…

A volte la difficoltà di comunicare rende il mondo una realtà complicata,spesso confusa ma straordinariamente promettente e allettante…e se si è intelligenti a sfuggire ad alcune trappole tutto è a portata di mano.

E’ un mondo difficile da “possedere” e tanti sono gli ostacoli da superare…

La scoperta della propria autonomia,per esempio, è un momento cruciale, poiché non si hanno ancora l’esperienza e la cultura necessarie per “ inventare” un modo di fare assolutamente originale, si imitano dei modelli. A volte il modello può essere il fratello, la sorella, oppure un familiare che abbia un ruolo importante,una cugina particolare, una zia o addirittura un cantante, un attore…Tutto sta nello scegliere il modello giusto!

Il problema è che non si è ancora capaci di distinguere tra ciò che è apparenza e ciò che è sostanza.

Sappiamo anche che lo sviluppo dell’indipendenza è fondamentale per ognuno di noi. Quando l’adolescenza inizia a manifestarsi , si acquista consapevolezza di esistere anche individualmente,si scopre che è possibile avere idee proprie , senza ripetere quelle dei genitori o degli insegnanti,ci si accorge che in certe circostanze è possibile imporre il proprio punto di vista,che gli altri incominciano a tener conto delle nostre parole come qualcosa che possiede valore in sé… Diventa così importante trovare dei “luoghi” dove dimostrare a se stessi di valere e di poter ricoprire un ruolo ben preciso, ecco perché diventano indispensabili gli amici,i compagni di scuola e grande importanza viene data ai consigli di questi mentre è bassa la percentuale di coloro che si prendono la responsabilità di decidere da soli…

Si oscilla facilmente tra comportamenti opposti, da una parte cresce il desiderio di stare in disparte quasi a nascondere i propri problemi convinti che nessuno li possa capire, dall’altra diventa indispensabile la ricerca del gruppo di coetanei per parlare,raccontarsi,confrontare le esperienze e trovare le risposte a domande che sarebbe difficile porre ad adulti…

Questo oscillare tra sicurezze e desiderio di consiglio fa sì che i ragazzi siano molto influenzabili,siano critici nei confronti dei genitori e di loro stessi.

La famiglia deve così affrontare l’arduo compito di trovare un nuovo equilibrio anche se percepisce il disagio di una nuova “situazione”…i genitori, molte volte,sono consapevoli che il loro figlio sta diventando grande,ma possono “tardare” ad ammetterlo ed essere spaventati dalle richieste di autonomia e libertà avanzate. L’adolescenza è anche definizione dell’identità, ma l’acquisizione dell’identità è un processo che dura anni e si costruisce attraverso la sperimentazione e l’identificazione che fanno sì che l’adolescente mostri una molteplicità di volti a seconda dell’ambiente in cui è; così spesso i genitori si mostrano increduli di fronte a fotografie dei propri figli,fatte dagli altri, che non li rappresentano.

L’identità finale è frutto della sintesi di alcuni ruoli sperimentati e vissuti nei diversi momenti, ma per conquistarla il cammino risulta spesso colmo di ostacoli, faticoso e gravoso.

E i “disseminatori” di ostacoli sono facilmente individuabili…gli adulti!!!!!!!!!

Sono gli adulti che spesso sono di ostacolo alla crescita dei giovani,alla loro speranza,al loro desiderio di conquista, di affermazione…

Qualcuno ricorderà il suggerimento di San Paolo nella lettera agli Efesini : “Voi padri, non esasperate i vostri figli!”

Il problema grande è la mancanza di “ascolto”…i giovani non vengono ascoltati e molte volte quando ci parlano sono creduti a metà…così si fa strada in loro quel senso di impotenza, di poca credibilità che sfalda la loro auto- stima,la loro idea di “essere capace di..”

Troviamo il tempo per ascoltarli,per dialogare con loro,per “convincerli” a parlare ,a raccontare,ma dobbiamo essere noi adulti che dobbiamo tener viva l’abitudine di raccontare…e non pretenderla da loro. Il loro disagio molte volte è dovuto anche alla nostra inadeguatezza, alla nostra ansia,alla nostra distrazione….e poco si fa per loro!!!

Ed ecco che i giovanissimi si trasformano in “maleducati”, in arroganti e presuntuosi ..ai nostri occhi…ma è solo un modo per darsi voce, per dimostrare che esistono….

Noi adulti dovremmo essere flessibili,disponibili,accompagnarli nel cammino della crescita cercando anche di ricordare le nostre preoccupazioni,le nostre debolezze,i nostri dolori a quell’età…

Alleviare i loro “pesanti” pensieri è il nostro compito,ma cosa facciamo?

Non abbiamo tempo,siamo stanchi di un lavoro che è sempre più difficile trovare, di un vivere logorante come le loro lamentele…e intanto dimentichiamo che gli adulti siamo noi…

Dimentichiamo che loro sono la “carica” che salverà il mondo,sono loro che hanno un’idea del mondo più attuale,sono loro che non si stupiscono della diversità in mezzo alla quale hanno imparato a crescere…

Il loro futuro,però, non dipende solo da loro…potranno fare strada e diventare “persone” valide se gli adulti sapranno dar loro spazio,quello spazio “vitale”necessario ad affermarsi,di fatto sono gli adulti che devono guardare avanti con occhi diversi e rendersi conto del grido d’aiuto lanciato dai giovani…

Non facciamo abbastanza per loro…la società non è attenta né attrezzata per favorirli; la scuola che dovrebbe essere per eccellenza il luogo dell’ascolto non sempre riesce in questo compito; la Famiglia a volte latita anche per impreparazione; i giornali non parlano di loro né le TV “ sprecano” tempo con trasmissioni specifiche;non ci sono strutture in cui il giovanissimo può rivolgersi in caso di bisogno; non si creano spazi adeguati ai loro bisogni…né si dicono “parole” incoraggianti…nessuno parla di loro…dei loro sogni,delle loro speranze,delle aspettative…E il futuro?

Così si spengono i sogni!!!!!!!!!!!

Si parla di loro solo quando le cronache ci riportano tristi episodi o tragedie…ma è troppo tardi!!!!!!!!!!!

Sempre vigili