FRAGOROSO SILENZIO

domenica 20 marzo 2016

Roma c'è...


E brava Roma...

Da Dinamo-Press
Almeno ventimila persone rispondono all'appello della campagna #RomaNonSiVende. Contro gli sgomberi dei centri sociali e la privatizzazione del patrimonio pubblico scendono in piazza le reti di attivist, i cittadini, le reti solidali. Il corteo si è mosso attorno alle 16:30 da piazza Vittorio per dirigersi verso il Campidoglio. Mentre la testa della manifestazione ha quasi raggiunto la fine di via Cavour, la coda della manifestazione sta uscendo da piazza di Santa Maria Maggiore. Sui social network l'hashtag #RomaNonSiVende è Trending Topic, mentre in miglaiia partecipano al racconto collettivo della giornata.
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La campagna #RomaNonSiVende si sta opponendo con determinazione alla ristrutturazione neoliberale della città portata avanti dal prefetto-commissario Tronca. L'attacco agli spazi sociali, la privatizzazione del welfare, la messa in vendita dei beni comuni, i licenziamenti dei lavoratori pubblici, gli sfratti e gli sgomberi delle occupazioni abitative rientrano nella medesima strategia: ricondurre tutto all'interno delle leggi del mercato, mettere gli abitanti in concorrenza tra loro, dividere per controllare e sfruttare di più e meglio.
Ma noi non ci stiamo, Roma non ci sta. Di fronte a chi vuole cancellare la politica – dalle sedi decisionali ai muri della città – diciamo forte e chiaro che #DecideRoma#DecideLaCittà.
E mi sembra logico fare la guerra a chi non ha potere...




E controllare chi manifesta pacificamente...



E poi ecco le mie stelle al corteo...



Sempre vigili 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

domenica 13 marzo 2016

Papà stai zitto..






A due giorni dal racconto raccapricciante del delitto,i papà dei responsabili parlano dei loro rampolli come di ragazzi per bene,buoni e intelligentissimi. E poi parlano di sé; parlano dei loro sforzi di appartenere ad una società inclusiva, riconoscente del loro operato.
Avrei preferito che fossero rimasti zitti. Avrei preferito che avessero chiesto scusa alla famiglia di Luca e prima ancora a Luca stesso, vittima di una ferocia atavica.
Avrei preferito che i due papà non avessero mostrato un ego così strabordante da intimorire i più, da farli dubitare,quasi da spostare l’attenzione dalla ferocia mostrata dai pargoli alla loro capacità di educare che in qualche modo non ha funzionato nonostante lo sforzo costante.
Avrei preferito non vederli; loro e gli avvocati pronti a spiegare l’impossibile.
E non perché le colpe dei figli devono o non devono ricadere sui genitori,come ha detto qualcuno,ma perché sono convinta che i genitori, in un rapporto sano,devono essere al “fianco”dei figli, un passo indietro,e non davanti sempre e comunque. Specialmente di fronte a un delitto così atroce.
No, i genitori non devono difendere ad oltranza i propri figli;non si deve scambiare l’amore per un figlio con qualcosa di possibile a tutti i costi, specialmente quando questi sono persone adulte. Queste  persone hanno 30 anni e quindi sono adulti.
Essere adulti vuol dire avere una propria identità ben definita; vuol dire avere capacità di ragionamento, di distinzione tra bene e male; vuol dire anche sganciarsi da quella “educazione”familiare che, sicuramente mantiene in noi paletti fondamentali, ma che fa  posto alle nostre idee, al “nostro” vedere e sentire.
Avrei preferito sentir parlare della storia di Luca che, pur nella sua breve vita ne ha “ passate” tante, dall’adozione alla malattia,all’incontro con questi soggetti mostruosi. Soggetti malati nell’animo, deviati nell’essere soggetti sociali; soggetti che uccidono per vedere” l’effetto che fa”,senza movente se non quello del “ nulla umano”. Avrei preferito non ascoltare le dichiarazioni di questi “buoni ragazzi” che mostrano un’assenza di valori pari a un deserto desolato; avrei preferito non ascoltare quei particolari atroci, quelle infamie compiute sul corpo di un giovane di 23 anni. Luca non può raccontare più nulla, non della sua vita,non delle sue speranze, né dei suoi sogni; si sono arrogati il diritto di farlo tacere per sempre.
Avrei preferito non ascoltare tutto ciò, non parlare di voi.
Avrei preferito non dire: Oh mio Dio!!!
Avrei preferito non sapere come un ragazzo così giovane fosse diventato oggetto del vostro godimento, un mezzo per mettere in pratica la vostra efferatezza,la vostra visione malvagia del mondo.
E,ciò che mi sconvolge,è che questi giovani non mostrano alcuna vergogna a raccontare quanta sofferenza abbia provato Luca,né di come si sono addormentati accanto al cadavere.
E sì, ci vogliono le perizie psichiatriche,ma non per assolverli da tanta crudeltà,bensì per punirli adeguatamente. Forse.
Avrei preferito non sapere,così come hanno dichiarato,di quel desiderio proibito di “far mele” a qualcuno…
La “lucida”ideazione, pianificazione ed esecuzione dell’omicidio, ci narra la loro perversione,la loro miseria umana,una miseria ,forse, dovuta a una vita borghese senza impegni,senza responsabilità civili e personali, senza sentimenti di pietà ,mossa solo da un desiderio malvagio e crudele.
E’ come se la violenza, l’abuso di droga,il non rispetto di regole, fosse una realtà fatta di quei selfie che mostrano facce sorridenti, petti villosi, espressioni appaganti…ma la realtà è ben altra cosa.
La realtà è che una famiglia piangerà a vita un figlio,non avrà più il rumore dei passi per casa,l’odore di un giovane intorno,i sogni da realizzare. Chi ha il diritto di distruggere tutto ciò?
Questi giovani si sono assunti questo diritto, togliere la vita ad un altro essere umano e condannare una famiglia al “nulla eterno”.
E’ tempo di porci delle domande importanti, di chiederci quale sentiero perverso ha imboccato questa nostra società,quanto siamo corresponsabili di tanta ferocia,quanto ci adoperiamo per la costruzione di una società rispettosa dell’altro. E’ inutile indignarsi con chi grida alla pena di morte o con chi sostiene che la droga è l’attenuante e non l’ aggravante,è tempo di fermarsi, riflettere e ri-disegnare il cammino dell’umanità perché è in questa solitudine esistenziale che i mostri trovano di che cibarsi.

Sempre vigili



venerdì 23 ottobre 2015

Non "dorme quello spirto guerrier ch’entro mi rugge."











Caro Ciccio Bello,
è arrivato il momento di scriverti. Ti do del tu, perché il lei va dato a persone di alto spessore etico, io mi regolo così. Questo è ciò che ho da dirti; fai come vuoi,ascoltami, ignorami, boicottami...rifletti e rispondi, fai tu.
Ieri, in quella misera “sala professori”,(si perché la mia scuola è ancora in fase di ristrutturazione dal terremoto del 2009,quindi siamo in affitto altrove),i miei colleghi parlavano dei 500 euro che tu, gentilmente, ci hai voluto “donare”…(un po’ come gli 80 euro sulla busta paga di alcuni lavoratori), la carotina …noi miseri che sappiamo accontentarci!
 Ho verificato ciò che dicevano i colleghi, hai veramente accreditato 500  euro sul mio conto, a che titolo?
Sono una tua mantenuta? Come mai tanta confidenza, tanta familiarità ,tanta generosità?
E’ una sorta di finta elemosina?
Pensi di dover ricevere un grazie?
Hai sbagliato indirizzo,non sono una tua mantenuta, non appartengo alla tua famiglia,non ho bisogno di elemosina.
Mi sono così arrabbiata e tu non immagini quanto. Perché? Mi hai offesa, e mi sono ancora più offesa leggendo la lista di cose che potrei comprare con quei soldi!
Ma veramente pensi che in 35 anni di servizio io non abbia studiato, non mi sia aggiornata, non abbia comprato testi specifici e significativi per il mio lavoro?
Io non seguo logiche “modaiole”come chi mi governa,e non credere che questa astuta manovra possa  cancellare “ La buona scuola” che è una  brutta,brutta copia della scuola inclusiva e accogliente dei miei primi anni di servizio. Erano anni ruggenti per la scuola,piano piano il ruggito è diventato un lamento,oggi non si lamenta più,boccheggia !!!!!  Non c’è carta, non ci sono sussidi, i PC sono chimere, però c’è il registro elettronico…sono stati comprati tablet all’uso che, a distanza di un mese di scuola, sono in affanno e  già mostrano  segni di insofferenza…
Ma ci hai accreditato 500 euro!
Io non mi faccio trattare come un alunno che deve frequentare un corso di recupero né come una povera cretina che in questi anni ha dimenticato che il mondo corre, che  le cose cambiano e che occorre correre per stargli dietro, ma con interesse e partecipazione, sentendosi parte di ogni cambiamento e conquista. Per questo, carissimo, ho letto sempre e molto, comprandomi libri, seguendo spettacoli teatrali e non, andando a concerti, mostre,manifestazioni e sì, anche a quelle contro chi ha portato la scuola a creare disuguaglianze e non ad eliminarle…
Ma a te questo non interessa,ci credo, come può interessarti il lavoro di un insegnante che tutti i giorni lotta per far crescere le “ali” ai propri alunni? Per te non devono volare, non devono pensare, non devono usare le parole giuste! E qui ti sbagli perché io non mi arrendo, lotterò fino alla fine perché i miei alunni non abbandonino i loro sogni e coltivino quello più importante: il desiderio di un mondo migliore!!!!!!!!
In questo mondo dominato dal  rispetto,  dalla libertà di espressione, dal desiderio di riuscire e di fare la cosa giusta, tu non sei contemplato!
Sì, perché il tuo di mondo è falso, bugiardo, squallido,prepotente e arrogante,visto che ti permetti di umiliare migliaia di docenti con 500 euro!
Io non li voglio!!!!!! Non mi servono, non mi gratificano, non ripagano la mia vita di “ povero insegnante”…
Anche perché io sono abituata a vivere con poco;sono avvezza ai sacrifici visto che tu e gli altri avete astutamente sminuito il mio lavoro, assottigliato sempre di più il mio stipendio, negato il pagamento di ore aggiuntive, di diarie per i viaggi di istruzione, e potrei continuare. Mi hai bloccato lo stipendio per 6 anni e ora mi  dai 500 euro?
Quando quel giorno, infausto, hai scritto sulla lavagna “antica” con il gessetto colorato “ più soldi agli insegnanti”…il mio cuore ha fatto un balzo, mi son detta: “Vuoi vedere che sblocca gli stipendi e ci restituisce il mal tolto?” Me tapina, me illusa, me sognatrice e credulona!!
Sei anche tu un mistificatore, un incantatore di serpenti!
A me non incanti però e i 500 euro te li ridò! Ah, è vero non è possibile,perché ci hai voluto umiliare anche in questo, ci hai voluto togliere anche un qualsiasi guizzo di  dignità…
Va bene, li lascio lì…volevo offrirti una cena anche se tu sei abituato ad altro, a costi diversi, ma dai un aperitivo ci sta!!!!!!!!

Sempre vigili




sabato 17 ottobre 2015

La passione ribelle...








“Gli insegnanti studiano?
No. Gli insegnanti,cioè coloro che fanno un lavoro che proprio di studio dovrebbe nutrirsi,non studiano più. Magari alcuni vorrebbero farlo, ma non possono. Ne sono scoraggiati,e impediti. Vien loro richiesto altro,quindi ad altro si dedicano. Una volta tornavano a casa da scuola e avevano tutta la libertà di studiare. Aprivano i loro libri amati e leggevano, studiavano,approfondivano argomenti. Per esempio gli insegnanti di Lettere rileggevano Dante,o andavano a scovarsi qualche articolo di Giovanni Getto sul Barocco,o si divoravano l’ultimo libro di Roland Barthes, di Andrea Zanzotto, di Elsa Morante, o si rintanavano in pomeriggi interi in biblioteca a consultare manoscritti rari.
Oggi, anche se volessero,non potrebbero farlo. Intanto, vanno a casa sempre più tardi ( e in prospettiva,viste le ultime trovate ministeriali staranno a scuola tutto il giorno ad accudire gli allievi ). Devono andare a rintanarsi non in biblioteca a studiare, ma in lunghe riunioni e commissioni,a occuparsi di offerte formative, salute, uscite didattiche,orientamento in uscita,bisogni educativi speciali detti BES, e centomila altre faccende che con i libri non hanno proprio un becco di niente a che fare. Devono essere presenti ai consigli di classe,ai collegi docenti , ai consigli d’istituto. Devono seguire i corsi di aggiornamento on line ( sulle competenze,sulla sicurezza nelle scuole e sulla scuola rovesciata,non certo su Dante!) .Devono preparare le prove comuni,le griglie di valutazione,i test,le simulazioni dei test, i giudizi, le certificazioni, i verbali, ( non certo un nuovo studio sui Sepolcri di Foscolo !) . Fare corsi di sostegno, corsi di recupero, correggere le prove Invalsi che non si capisce mai chi deve correggere e, novità delle novità, approntare i criteri di autovalutazione e quindi di auto valutarsi,naturalmente secondo criteri che una apposita e nutrita commissione abbia prima definito in altre apposite ed estenuanti riunioni.
Parentesi sulle riunioni:non facciamo che riunirci. Credo che succeda in qualsiasi ambito lavorativo – scuola,industria,commercio,amministrazione,università,ospedali.Riunione selvaggia! Abbiamo tutti quanto maturato questa smania, questo perverso desiderio di autocostrizione.Chissà perché,chissà cosa ci piace del riunirci di continuo. Smettiamo di lavorare,per riunirci. E ci riuniamo per stabilire criteri,regole,priorità,analizzare dati,meccanismi,impostare strategie,prendere o rimandare decisioni,mettere al voto,creare nuove commissioni, e naturalmente programmare nuove riunioni. Cosa ci è preso? E’ come se invece di vivere facessimo riunioni su come impostare la vita. Che intanto passa…
Tornando a noi, gli insegnanti oggi hanno a che fare moltissimo con macchine fotocopiatrici,lavagne interattive e burocrazia,pochissimo con i libri. Infatti non è raro trovare, tra di noi, gente che non legge neanche un libro. E un insegnante che non legge libri mi sembra, come posso dire?, un pesce a cui non piaccia nuotare. Mi fa tristezza.”

Da “La passione ribelle” di P. Mastrocola

Sempre vigili




giovedì 20 agosto 2015

Namastè...ma non a voi!








Diceva Pirandello: "Beato paese, il nostro, dove certe parole vanno tronfie per via, gorgogliando e sparando a ventaglio la coda, come tanti tacchini." 


Quando la Rai non sa fare il proprio mestiere…
Come in ogni luogo di lavoro,anche nella scuola,c’è chi lavora tantissimo e che fa del proprio lavoro una priorità e quindi si aggiorna, studia, si confronta, e chi no.
Non discuto, non difendo la categoria per partito preso,non perché gli insegnanti devono formare le nuove generazioni, non perché, per esempio in Giappone sono le uniche persone che non devono fare l’inchino all’imperatore,ma  perché non riesco più ad ascoltare  personaggi tendenziosi,giornalisti pennivendoli,parolai che parlano,parlano…
L’informazione è una “cosa seria” e purtroppo la Rai dà spazio e voce a questi professionisti della menzogna che amano diffondere falsi concetti e idee sbagliate sulla politica, sui lavoratori, sui manifestanti,sugli studenti impegnati politicamente,sulla scuola.
Ieri mattina, su Rai 3, Agorà ha dato piena legittimità a questo mio pensiero.
Alcuni personaggi dovrebbero essere banditi dalla TV,ma…
Un giornalista dell’Unità, per controbattere la docente Raiola, sul problema della assunzione dei precari con la buona scuola ( che di buono non ha nulla ), non ha trovato altro da dire che la solita frase stantia e poco veritiera: “terron vai a lavorare”…
La collega portava avanti un discorso logico e difficile,ma i professionisti  della stupidità,prigionieri delle loro stesse difficoltà cognitive, hanno pensato bene di mistificare tale discorso e la realtà stessa. L’unico ospite della trasmissione, onesto intellettualmente e risentito per  tali atteggiamenti, è stato Rinaldi…
La conduttrice, altra intelligenza brillante, ha “suggerito” un paragone a dir poco inappropriato e offensivo per chi invece lavora per difendere i diritti sul posto di lavoro…
La Puglisi ha dato sfoggio della sua incapacità di lettura della realtà, politicamente inadatta e superficiale, e Crepet il solito Radical chic che ha sostenuto una posizione oggettivamente inesistente nella scuola. Ora parlo io..
“Signor Crepet,
l'onestà intellettuale vuole che prima di parlare una persona si documenti.
Lei ha asserito che gli insegnanti lavorano 18 ore settimanali, dimenticando che le 18 ore sono di insegnamento frontale. Dimenticando, volutamente,il lavoro che ciascun insegnante compie per potersi presentare preparato per quelle 18 ore .  Un docente progetta, studia, semplifica,adatta il percorso per ogni suo allievo, potenzia…calibra le conoscenze e le competenze che gli alunni devono acquisire. Ciò che abbiamo davanti, ogni mattina,non è un macchinario senza anima, né una scrivania piena di fogli, sono ragazzi “unici” che  chiedono di essere protagonisti della loro vita, che partecipano a ciò che imparano, che chiedono attenzione e comprensione. Quindi il lavoro non manca,non crede????? Perché si arroga il diritto di dire cose che non sono vere?
Io ho letto quasi tutti i suoi libri e ho utilizzato molto il suo “ Non siamo capaci di ascoltarli” Riflessioni sull’infanzia e adolescenza.
Mi chiedo : Lei pensa una cosa e scrive un’altra? Non so, ma il suo intervento in trasmissione è stato arrogante,presuntuoso e offensivo…
Lei scrive, parlando della scuola e della famiglia:…nulla è più come qualche decennio fa…eppure sembra difficile per tutti trovare nuova autorevolezza  e disponibilità a guardarsi con spirito critico”
Ecco, dov’è il suo spirito critico? E la sua autorevolezza?
E’ dire fate:” 18 ore, è ora di lavorare?
Lei sa che a queste vanno aggiunte,le riunioni collegiali, come consigli di classe, collegi docenti, ecc. incontri scuola famiglia, preparazione lezioni, correzioni compiti, compilazione documenti, partecipazione a commissioni varie,uscite didattiche,studio delle nuove tecnologie che dobbiamo usare, ma che la scuola non ci fornisce e quindi tutto lavoro oltre?????
Ma forse per lei tutto questo non conta, NON VA CONTEGGIATO, NON VA CONSIDERATO…
La lascio,perché io, a differenza sua, non sono mai offensiva,mi piace definirmi onesta intellettualmente.”



martedì 11 agosto 2015

Il tempo vola



A te...
Lo so lo sai il tempo vola...
Ma mantiene intatta l'emozione... 
So che ci sei.





"Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come l'abisso da un estremo all'altro,
Ringrazio qualunque divinità esista
Per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato, né gridato.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
Il mio capo è insanguinato, ma indomito.
Oltre questo luogo d'ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretta sia la porta,
Quanto carica di punizioni la sentenza,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.
William Ernest Henley