FRAGOROSO SILENZIO

domenica 20 luglio 2014

E se gli insegnanti chiudessero bottega?





Una collega fotografa con oggettività la situazione della scuola,ciò che si vive ogni giorno e che spesso non diciamo perchè il rischio è che i genitori iscrivino i propri figli in altre scuole dove si "vendono" realtà diverse,sogni...
Perchè la scuola è anche questo,mercanteggiare alunni...ci si adopera tutto l'anno in virtù delle iscrizioni...E il tema dominante è: abbiamo mantenuto il numero degli alunni,allora va bene;
abbiamo perso un numero di alunni,la responsabilità è degli insegnanti; abbiamo iscrizioni in più, il merito è del Dirigente che è capace nelle relazioni con il territorio, con i genitori, con i famosi "utenti"...
E sì, la scuola come teatro,rappresentazione di una società che annaspa tra sogni e realtà...
I problemi della scuola e della società non si risolvono con gli slogan ma con il coraggio di chi ha idee e competenze,con il coraggio di chi non affida la felicità al bifidus e alla pancia piatta o a un deodorante che non irrita le ascelle...
Tanto meno i problemi si risolvono con finte riforme, con tagli mascherati da "riforme" che non fanno altro che distruggere ciò che resta della scuola pubblica...
I problemi non si risolvono dando "assolutamente" credito ai genitori che difendono ad oltranza il pargolo- genio che non viene compreso,ma che,in realtà, ben consapevole che sarà scusato, non fa il proprio dovere...nè ricorrendo al TAR...
I problemi non si risolvono proponendo l'apertura della scuola fino alle 22...le scuole cadono a pezzi, non ci sono spazi,non ci sono laboratori, non ci sono PC, non ci sono palestre,non ci sono soldi per attività...le prigioni hanno una finalità prevista dalla Costituzione...RIEDUCARE...e la scuola ha altre finalità...
I problemi non si risolvono con il taglio di un anno alla scuola superiore...vogliono l'ignoranza assoluta...vogliono cittadini INCONSAPEVOLI,non cittadini con un pensiero libero, critici,capaci di pensare e ragionare con la propria testa...

Sempre vigili


TUTTO QUELLO CHE SPARIRA' DAL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO

Uso del mio tablet, del mio computer, della mia linea adsl - computer, tablet e linea me li deve fornire la scuola

Acquisto di apps necessarie al mio lavoro, di tasca mia – me le deve comprare lo Stato

Portare da casa riduttori e prese triple – non c’è il riduttore? pazienza…. quando lo comprerete userò la LIM

Andare in soccorso ai colleghi per far ripartire un PC - lo fa il tecnico informatico Non c'è? Pazienza non so cosa farci.

Uso del mio materiale e del mio personale database di materiali digitali – pretendo di trovare tutto ciò che mi serve sul luogo di lavoro, altrimenti, pazienza, programmerò le lezioni con quello che c’è a scuola 

Telefonate varie da Dirigente, colleghi e genitori fuori dall’orario di lavoro – se avete bisogno, mi contattate a scuola

Gite scolastiche, ovviamente e da sempre gratis – non se ne parla proprio

Fare la psicologa, l’assistente sociale, la fisioterapista, l’infermiera – mi spiace, ma io faccio didattica, questa è la mia mansione. Le altre le svolga chi di dovere. 

Partecipare a qualunque riunione in corso d’anno che non sia prevista dal piano delle attività – il contratto parla chiaro: le attività devono essere programmate dal Dirigente PRIMA dell’inizio delle lezioni. Se non sa programmare il problema non è mio.

Avallare progetti e progettini vari, in collaborazione con gli Enti del territorio, Comune in primis, a costo zero – vuoi la mia partecipazione? Mi paghi

Sbrigare pratiche amministrative varie per gli alunni – non fa parte delle mie mansioni, le faccia chi di dovere.

Procurare libri e quant'altro per alunni in difficoltà - lo facciano le assistenti sociali.

Fingere interesse per proposte e progetti di una noia mortale proposti da Enti esterni alla scuola, con la pretesa di venirci a suggerire "come insegnare" (i famosissimi “orto e cucina”, ad esempio, propagandati come progetti altamente qualificanti) - non mi interessa, potete avere la mia presenza fisica, se devo, non la mia partecipazione mentale. Vedete di alzare il tiro, piuttosto, che siete noiosi e ripetitivi. 

Andare al lavoro con due linee di febbre, emicrania, malesseri vari, “per non mettere in difficoltà la scuola” – scordatevi anche questo

Chiedere a mio marito di stare lui a casa dal lavoro quando mio figlio è malato – sto a casa io, perché è un mio diritto. 

Fare foto, documentazione e quant’altro con i miei mezzi – vuoi le foto? Mi procuri una fotocamera digitale e, soprattutto, mi paghi il tempo che impiego sia a fare le foto che a scaricarle e ordinarle

Pagarmi la formazione, di qualunque tipo – me la paga la scuola, altrimenti arrivederci e grazie.

Sopportare, da fine maggio in poi, 30-35° senza condizionatore, e nemmeno un ventilatore a soffitto – o mi crei condizioni di lavoro umane, o io incrocio le braccia.

Fare a proprie spese le fotocopie per la verifica in classe - se la fotocopiatrice è rotta oppure non c'è carta, non si fa la verifica

Stampare con la mia stampante tutto ciò che riguarda avvisi e materiale scolastico - non c'è il toner? Pazienza il materiale non si stampa

Correzione delle verifiche di sabato pomeriggio e domenica - le verifiche si correggono A SCUOLA. Ci vogliono tempi troppo lunghi? Pazienza aspetterete

Correggere le prove invalsi facendole rientrare come ore di programmazione pur non essendo d'accordo sulla loro validità didattica - pazienza le correggerà il ministro di turno mai stato insegnante

Compilare a casa il registro elettronico perché a scuola non c'é connessione e fare l'appello la mattina col tuo smartphone perché il preside vuole controllare gli assenti - Non c'è il Wi-Fi? Non funziona? peccato, l'appello salta.

Fermarsi a fine lezione o durante intervallo per spiegare ancora a chi ti fa qualche domanda e farlo volentieri! - fine dell'orario di lavoro? A casa. Subito. 

VEDIAMO, POI, COME SARA' LA QUALITA' DELLA SCUOLA..... VOGLIO PROPRIO VEDERE..... ALTRO CHE "AMMORTIZZATORE SOCIALE"! SIAMO NOI INSEGNANTI L'AMORTIZZATORE SOCIALE DELLA SCUOLA..... MA ADESSO BASTA. CHE CIASCUNO SI ASSSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA'


domenica 6 luglio 2014

Altro che Yes-man!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!







Leggo e pubblico…
Lettera di un collega.
- Non scriverò più nessuna “Lettera aperta”; dopotutto si tratta solo di uno spreco di tempo e di energia. Ad una lettera, per esser tale, necessita un destinatario che la legga. E poi, a ben pensarci, di “aperto”, ormai, guardandomi intorno non vedo proprio più niente.
Funziona così, nelle finte democrazie. In quei sistemi che tendono a limitare la diffusione della cultura e dell’istruzione. Un popolo allevato dalla televisione spazzatura, incollato ogni giorno all’immondizia catodica rovesciatagli sistematicamente addosso da decine di mariedefilippi; un popolo educato alla sottocultura dell’apparire ad ogni costo, stile Grande Fratello... Un popolo così, insomma, può bere qualunque cosa.
Con un paio d’ore di Tv, scrupolosamente somministrate in prima serata, la gente che lavora dieci ore al dì, sette giorni alla settimana ad una manciata di euro all’ora la manipoli come vuoi. La convinci a sentirsi libera proprio mentre la incateni con la tua incessante propaganda. La esorti a gioire proprio mentre la derubi. Le sviluppi interiormente una crescente riconoscenza per come la fai sentire viva e felice di telefonare o di guidare “senza limiti” proprio mentre la isoli e la blocchi. Proprio mentre la uccidi.
Quindi fate un po’ quello che volete. Pensate pure ciò che i vostri padroni hanno già pensato per voi. Da anni hanno soffiato nelle vostre zucche il discredito nei confronti degli insegnanti dei vostri figli. Insegnanti fannulloni, ignoranti, disonesti. Sono loro, i vostri padroni, ad avervi spinti ad aspettare i professori all’uscita da scuola aggredendoli e picchiandoli per aver osato rimandare il vostro bimbo. Sono proprio loro. Quelli che da decenni lavorano affinché vostro figlio impari sempre di meno, affinché cresca soltanto in ignoranza e indifferenza. Loro, sì. Quelli che spingono i vostri bebè a non leggere, a non studiare la storia, a fregarsene della politica, a sbattersi dieci ore al giorno davanti a Facebook. Loro: quelli dei “saperi minimi”, dei “debiti” scolastici che si sanano col minimo impegno, quelli dei quiz da quattro soldi; quelli stessi che adesso la menano con la “valutazione dei docenti” e la “qualità del sistema scolastico italiano”!
Continuate così, continuate a creder a ‘sta gente. Quella gente che quando si trova all’opposizione critica le scelte di chi governa e che poi, quando si trova a governare, lascia tutto esattamente come l’ha trovato.
Continuate a credere a queste persone, anche adesso.
Vi stanno dicendo che l’insegnante del vostro “bambino” ha troppi privilegi, rispetto a voi, rispetto al vostro duro lavoro quotidiano. Vi spiegano che bisogna farlo sgobbare di più e pagarlo di meno e non vi dicono che questo abbasserà ulteriormente la qualità di un lavoro già stressante e stressato, sempre più ridotto all’osso dai loro tagli, economici e culturali. Non vi dicono che dopo cinque o sei ore di seria e ininterrotta docenza il cervello fuma, le parole cominciano a mancare il bersaglio. Non ve lo dicono perché a loro non frega niente, e forse anche perché di queste cose non capiscono un’acca. Vedrete che performances saremo in grado di garantirvi, cari genitori, all’ottava ora della giornata! Vi hanno convinti che tutto ciò comporterà un risparmio enorme in termini di costi di supplenza, senza ammettere che le supplenze brevi non le fa quasi più nessuno, da anni. Classi abbandonate a loro stesse, o fatte uscire in anticipo, per ridurre le spese. E per quel che riguarda le supplenze lunghe, cosa dovrebbe mai cambiare? Pagare un precario o un insegnante di ruolo non dovrebbe essere la stessa cosa? E come la mettiamo con tutti quei laureati che da decenni aspettano una cattedra che non arriva mai, disposti a qualsiasi umiliazione pur di rimanere attaccati al carrozzone? Li prendono a settembre e li mollano a giugno. Quarantenni, cinquantenni, sessantenni, con figli e nipoti, che sperano un giorno di avere il loro posto in una scuola che li tratta con lo stesso rispetto con cui utilizza le proprie strutture. Gente che va in pensione prima di riuscire a entrare in ruolo; gente che ogni anno si mette in coda per lavorare e che se perde il giro un attimo resta fuori per sempre.
Ma loro, no: loro vi aizzano contro di noi. Vi dicono: basta coi privilegi ai professori! E ve lo dicono dall’alto dei loro scranni, del loro sistematico assenteismo in Parlamento, dei loro stipendi stellari, dei loro inciuci, dei loro panfili, delle loro multinazionali, delle loro tangenti, dei loro "PACS" (che non però permettono a tutti gli altri cittadini... giornalisti a parte, si capisce), delle loro televisioni, dei loro giornali, delle loro finanziarie, delle loro interminabili dinastie.
Furbissimi, voi! Bravi, sì. Prendetevela con noi, coi nostri milletrecento euro al mese, con le nostre auto scassate. Noi sì, noi davvero siamo i privilegiati. Che ci facciano stare a scuola anche d’estate senza saper bene cosa fare; che ce li facciano sudare ‘sti fiumi di denaro che finiscono nelle nostre tasche. Che ci costringano a correggere i compiti a scuola, dove mancano i locali per farlo, dove i computer si contano sulle punte delle dita di una mano se non si considerano quelli che non funzionano. Dove c’è sempre un motivo per cui il riscaldamento non funziona, la fotocopiatrice non si accende, la carta è finita.
Non scriverò nessuna lettera aperta a nessuno. Son così stufo di tutta questa ipocrisia.
Avete smesso di informarvi e di pensare; punto e basta. La scuola che ha formato voi e che sta formando i vostri figli ha raggiunto in pieno l’obiettivo. Ma la colpa di ciò non attribuitela a noi insegnanti. La scuola italiana è stata distrutta da chi l’ha ridisegnata in modo criminale negli ultimi vent’anni. Da chi ha usato l’istruzione per render la gente sempre più manipolabile, sempre più succube del potere. Per derubare le persone di un’istituzione che in una società sana dovrebbe essere sacra. Per derubarle della loro Scuola.
Una scuola sempre più degenere, sempre più miserabile, giunta ormai al punto di indurre le sue stesse vittime a rivoltarlesi contro ed a pretenderne, a gran voce, la progressiva e inesorabile distruzione".


Pietro Ratto, 4 luglio 2014

giovedì 3 luglio 2014

Renzi,Reggi,Giannini...Profumo di schifezze!








Da "Tecnica della scuola"
3 Luglio 2014


“No al piano di attacco del governo alla Scuola Pubblica e ai docenti”
Noi non c'eravamo illusi. Noi non dormivamo sogni tranquilli con un ministro al Miur come la Giannini, proveniente dalle fila di Scelta Civica, piccolo partito montiano e lobbistico.
Noi stavamo come si suol dire in campana, dopo il tentativo, immediatamente respinto, dell'ex ministro Profumo di portare l'orario dei professori a 24 ore settimanali a stipendio invariato.
Noi sapevamo che era solo questione di tempo per un nuovo pesante attacco al sistema istruzione italiano, obiettivo che s'intende raggiungere con una subdola manovra diversiva per l'opinione pubblica, spesso disinformata, colpendo i docenti.
Già perché,  dietro la rivoluzionaria proposta del sottosegretario Reggi del Pd che mostra davvero una conoscenza complessa e profonda della scuola italiana, da lui definita un "ammortizzatore sociale", in effetti si cela il disegno di svilirne sempre di più la qualità, mortificando la professionalità degli insegnanti tagliando un anno delle superiori, portandoli a quattro dagli attuali cinque, con un inevitabile abbassamento dell'offerta formativa.
Sapevamo anche che l'attacco neoliberista sarebbe stato sferrato a scuole chiuse, d'estate, per cogliere spiazzati i docenti e per impedire mobilitazioni massicce della categoria e degli studenti, anch'essi vittime del cinismo del Miur, studenti che peraltro con un comunicato hanno già detto un secco no al piano del governo.
Noi sapevamo altresì che saremmo stati oggetto di "morbose attenzioni" da parte del governo del fare del premier Renzi, che ha urgenza di dimostrare all'Inquisizione dell'Ue che l'Italia sta attuando le famose riforme.
Con la promessa di queste scudisciate a sangue, il capo del governo, pochi giorni fa, ha strappato una timida apertura dalla Merkel, colei che decide ormai dei nostri destini, alla flessibità sui patti di stabilità. Apertura e chiusura immediata ieri a Bruxelles dove Renzi cercando di dire che all'Europa serve crescita, incompatibile con le persistenti politiche rigoriste in atto, è stato gelato dal premier olandese, membro di rilievo del direttorio Ue.
Non vogliamo ripetere cose dette e ridette sulla quantità e qualità di lavoro da noi svolto, non riconosciuto e retribuito con stipendi tra i più bassi di Europa e bloccati da sette anni.
Noi non abbiamo da discolparci di alcunchè facendo l'ennesima autodifesa della nostra categoria, fatta passare come parassitaria e fannullona a causa delle politiche di disattenzione e di deprezzamento a cui da tempo è sottoposta la Scuola Pubblica italiana.
Noi semplicemente ora ci siamo stancati e dalle parole intendiamo passare ai fatti, con proteste compatte e diffuse su tutto il territorio nazionale, per dire un no determinato e perentorio al "pacchetto" Reggi, alle sue 36 ore di cui 18  gratis, alle scuole non attrezzate aperte fino alle 22, ad una premialità assegnata a chi smanicherà di più all'ombra dei dirigenti, alla decurtazione di un anno di scuola superiore, al licenziamento di 120.000 supplenti e precari, all'aumento dei giorni di scuola a 230, a stipendi da fame e bloccati, ad annunci demagogici , subdoli e distraenti. Ma diciamo a no anche qualsiasi aumento delle ore lavorative, tese solo ad annientare i precari contando sulla resistenza fisica dei docenti di ruolo.
Restituiteci tutto quello che ci avete tolto finora con i tagli. Vogliamo l’abolizione della Riforma Gelmini. Fermate il dimensionamento e la chiusura delle scuole , cestinate il ddl Aprea o GIannini, non chiudete le graduatorie d'istituto, non create classi pollaio, non rendete il nostro lavoro ancora più difficile, metteteci in condizioni di potere insegnare, restituiteci le compresenze, le discipline accorpate, i docenti in sovrannumero, i laboratori e le ore sottratte a tutte le discipline. Vigileremo sul nuovo contratto in cui proverete ad inserire l'aumento delle ore lavorative a scapito dei precari. Se valorizzare, per voi, significa raggirarci e tagliarci ulteriormente allora non ci provate. La Resistenza dei docenti della Scuola Pubblica italiana è iniziata!
di Docenti contro la Legge Aprea
Sempre vigili





lunedì 23 giugno 2014

Ciao Niki...






Nessuno pensi  di tirarsi fuori...lentamente arriveremo alla verità e...
chi deve pagare pagherà...senza sconti.



Mai, non saprete mai come m'illumina
L'ombra che mi si pone a lato, timida,
Quando non spero più...

In cielo cerco il tuo felice volto,
Ed i miei occhi in me null'altro vedano
Quando anch'essi vorrà chiudere Iddio...

E t'amo, t'amo, ed è continuo schianto…

Inferocita terra, immane mare
Mi separa dal luogo della tomba
Dove ora si disperde
Il martoriato corpo...
Non conta... Ascolto sempre più distinta
Quella voce d'anima
Che non seppi difendere quaggiù...
M'isola, sempre più festosa e amica
Di minuto in minuto,
Nel suo segreto semplice...
Ungaretti



  




domenica 8 giugno 2014

In classe dobbiamo portare i nostri amori e non i nostri umori!









So di essere stata assente e di non aver scritto, ma gli ultimi fattacci mi hanno schifato...
Non ne voglio parlare...
E allora torno a scrivere sul tema che mi è caro: la scuola.
Ho letto con interesse l'articolo di D'avenia; non mi piacciono le etichette e rifuggo dalla generalizzazione,mi piace però potermi confrontare e riflettere...
Ho molto apprezzato il video, lo so è un pò lungo,ma molto interessante e invito i genitori e gli insegnanti a guardarlo...

La classe è... acqua
 scritto dal prof. Alessandro D'Avenia


Ho scritto queste righe per l’inserto La Lettura del Corriere della Sera, nell’ambito del dibattito sulla scuola affrontato dal giornale nelle ultime settimane.
***
Le parole abusate sono segnaletica della nostalgia, fosforescenze di ciò che perdiamo. Scuola: tutti ne parlano, mentre rantola.
Se dovessi distillare il succo di 14 anni di insegnamento, di incontri in ogni tipo di scuola e di migliaia di lettere di studenti, docenti e genitori, dovuti ai libri che ho scritto, direi con E.Canetti: “Ogni cosa che ho imparato dalla viva voce dei miei insegnanti ha conservato la fisionomia di colui che me l’ha spiegata e nel ricordo è rimasta legata alla sua immagine. È questa la prima vera scuola di conoscenza dell’uomo”. Così ne La lingua salvata definiva l’essenza della scuola: la viva voce e l’immagine dell’insegnante. Solo una discontinuità antropologica (e quindi economica) potrà cambiare la scuola, non belletti organizzativi spacciati per riforme. Una rivoluzione copernicana che ponga nell’ordine giusto conoscenza e amore: ogni crescita in estensione e profondità della nostra conoscenza del mondo presuppone un’estensione della nostra sfera di inter-esse, cioè d’amore.
Perché non chiudiamo le scuole e non carichiamo le lezioni su youtube risparmiando tempo e fatica? Perché siamo convinti che insegnare sia una relazione attuale: spazio e tempo condivisi nell’irripetibile dinamismo della vita e delle vite.
Se un ragazzo esteriormente somiglia più al padre o alla madre, interiormente (sguardo sul mondo, fiducia nella vita) corrisponde alla qualità della relazione tra i genitori. Così l’insegnamento, parte dell’educazione, si dà nella triplice relazione professore-studente, professore-genitori, professore-colleghi. Classe e studente somigliano alla qualità di queste tre relazioni. Posso soffermarmi solo sulla prima.
La qualità della relazione docente-studente determina l’apertura conoscitiva, a meno di non illudersi che istruzione ed educazione siano separabili. Si conosce soltanto ciò a cui la nostra intelligenza ri-conosce un valore (il cuore intelligente di Finkielkraut) segnalato da tutto l’essere dell’in-segnante. Non ci può essere educazione (né insegnamento) in differita, perché la relazione coinvolge tutti i livelli della persona (corporeo, intellettivo, spirituale). Il moscone del cogito cartesiano continua a sbattere contro il vetro che non vede: cervelli riempiti di nozioni, addestramento pavloviano a ripetere, miglioramento solo con la sanzione dell’errore. L’insegnamento invece avviene solo in atto, perché solo la vita integrale educa. Si insegna con tutto: sguardo, tono di voce, movenze del corpo, disposizione dei banchi, brillare degli occhi, segni su un compito, cellulare spento… e parole. Una relazione funziona quando genera i beni specifici per cui la si instaura, se quella scolastica non genera attenzione, motivazione, curiosità, non è solo per carenza di stipendio, mura scorticate, vuota burocrazia, giovani e famiglie d’oggi, ma per carenza di relazione. Che cosa è necessario perché essa sia e sia generativa?
La molecola d’acqua è relazione tra due atomi d’idrogeno e uno d’ossigeno, uno dà all’altro ciò di cui l’altro ha bisogno. Anche a scuola è così: la classe è acqua!
Nella relazione scolastica tre sono gli elementi indispensabili: amore per ciò che si insegna (conoscenza e passione: studium), amore per il chi a cui si insegna (empatia: non sentimentalismo, ma riconoscimento dello studente come soggetto di un “inedito stare al mondo” e non oggetto da cui ottenere prestazioni), amore per ilcome si insegna (creatività didattica che rinnova ogni lezione in base ad allievi e contesto: metodo). Senza questi tre elementi la relazione non si dà e genera contro-effetti: noia, avversione, disinteresse. Per questo credo in una personalissima trinità di professori.
Uno. I docenti in atto. Curando faticosamente i tre elementi, trasformano il loro “dìcere”(dire) in “docère”(mostrare): pongono le condizioni dell’imparare non lo pretendono e i ragazzi sono pro-vocati a lavorare sodo (a noia non si oppone divertimento, ma interesse) e a diventare teste fredde e cuori caldi (al contrario di come sono oggi). Generano il desiderio mimetico di raggiungere autonomamente la Luna che il dito mostra, svincolano il sapere dalla pur necessaria prestazione e lo orientano a diventare vita: la cultura come strumento per leggere la realtà con totale apertura, senza subire luoghi comuni e ideologie. Generano simbolicamente, fanno venire alla luce i ragazzi, per ciascuno dei quali hanno una pagina del registro con i punti di forza, non smettono di studiare, prestano libri, offrono un caffè ad uno studente in crisi, fanno una lezione fuori dal programma, dedicano tempo fuori dalla lezione… Tengono il filo come Arianna (amano e sono presenti a distanza) mentre lo studente si addentra nel labirinto e lo decodifica grazie alla cultura che si confronta con la svolte della vita e le sue forme a volte spaventose come il Minotauro. Aiutano i ragazzi a trasformare il loro destino in destinazione: ad ora ad ora m’insegnavate come l’uom s’etterna (Dante a Brunetto). La loro classe è convivio, hanno l’autorità di chi assapora la vita e la porge.
Due. Gli “in-docenti”. Per vari motivi (stanchezza, difficoltà relazionali, equilibrio personale, stipendio…), pur avendo competenza nella materia, non riescono a trasmetterla. Mancano due terzi della relazione (empatia e metodo), somigliano ad un postino che consegna lettere senza busta e/o destinatario. Non propongo disastrose simbiosi o voti politici, ma asimmetria relazionale (non è distacco: emblematico il recente Detachment), in cui la materia è terreno comune di ricerca, non trincea: “la fiducia non si guadagna se ci sforza di guadagnarla, ma se si partecipa alla vita degli allievi, in modo immediato e naturale e se si prende su di sé la responsabilità che da ciò deriva” (Buber). L’indocente non insegna, perché non impara dai ragazzi, la sua classe si appiattisce sulla prestazione (programma ed esame diventano l’orizzonte di autorità).
Tre. Gli “in-decenti”. Non conoscono ciò che insegnano e trasformano la classe, presto connivente, in chiacchierificio e poltiglia educativa.
Ogni discorso sulla scuola è secondario senza i docenti in atto. Non basta l’anzianità come criterio esclusivo di merito nelle graduatorie, ma i tre elementi segnalati e trasversali (docenti, indocenti,indecenti hanno tutte le età). La scuola si liberi degli indecenti; aiuti gli indocenti a (ri)diventare se stessi; punti sui docenti, che ne sono le mura di carne e sangue: ce n’è almeno uno nella nostra vita e gli dovremmo, se non il doppio dello stipendio, almeno un grazie.
La Lettura del Corriere della Sera, 25 maggio 2014 (link) 


mercoledì 23 aprile 2014

Specialità della casa : solidarietà!








“Quando muore il corpo sopravvive quello che hai fatto,il messaggio che hai dato” R.Levi Montalcini

Nella mia città un’iniziativa più che lodevole della libreria Mondadori di Gemini Ornella,:”il libro sospeso”…
Una campagna di solidarietà che aiuta chi non può più leggere, chi deve scegliere tra il nutrire il corpo per sopravvivere o il cervello per capire perché deve sopravvivere e non vivere!
Dai libri s’imparano più cose che dall’ascolto,si può riflettere, si può distinguere…
Oggi tante persone non possono più farlo…la crisi attanaglia,distrugge, morde là dove non pensavamo e i libri, a volte, ci consolano, ci ripagano di tanta ingiustizia!
 E allora chi può va in libreria,compra un libro e lo lascia “sospeso”…per chi non può comprarlo,per dare una possibilità di volare a chi le ali non le ha più!!!!!!!!!!!
Grazie
Sempre vigili

domenica 13 aprile 2014

Carcere...Giallo sulla morte di Niki Aprile Gatti,ispezione nel carcere di Sollicciano


Oggi su Marsicalive…
Giallo sulla morte di Niki Gatti, ispezione di Battista e Bonafede nel carcere di Sollicciano

Leggi tutto: http://www.marsicalive.it/?p=70601#ixzz2ykndXozd 



Bonafede e Di Battista ispezione a Sollicciano, il carcere più duro d’Europa
Il 17 marzo Alessandro Di Battista (M5s) ha depositato un’ interrogazione parlamentare destinata al Ministero della Giustizia per far chiarezza sulla morte dell’informatico Niki Aprile Gatti avvenuta nel carcere di Sollicciano il 24 giugno 2008. Il ragazzo è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta Premium (numerazioni 899) insieme ad altre 17 persone  ed è stato l’unico a non avvalersi della facoltà di non rispondere. Niki era incensurato e per presunta frode informatica da Cattolica è stato tradotto, solo lui, al carcere fiorentino, considerato uno dei più duri d’Europa, e ciò è confermato anche dal un fatto accaduto in questi ultimi giorni: l’Inghilterra ha vietato l’estradizione di Hayle Abdi Badre, cittadino somalo accusato dalla Procura di Firenze di reati finanziari, perchè sarebbe potuto essere recluso a Sollicciano. L’istituto fiorentino, insieme ad altri, viene considerato non idoneo per la detenzione. Infatti la Corte Europea ha condannato l’Italia per condizioni inumane e degradanti, poiché è stato ( e viene tuttora) violato l’articolo 3 della Convenzione  europea sui diritti umani. Sollicciano nel corso del tempo è stato interessato da diverse morti, alcune da accertare. I deputati Di Battista e Alfonso Bonafede (Vice Presidente della Commissione Giustizia) si sono recati presso il carcere di Sollicciano, proprio per verificare il numero dei suicidi, degli atti di autolesionismo e le condizioni in cui versa la struttura. L’Istituto è entrato in funzione nel 1983, ma sembra una struttura molto più vecchia: è fatiscente, le mura in alcuni punti sono marce a causa delle infiltrazioni di acqua, non ci sono differenze fra celle ed uffici entrambi versano in condizioni di degrado. I detenuti hanno lamentato l’impossibilità di fare attività rieducative, o semplicemente guardare la televisione. Il personale ha lamentato la scarsità di mezzi finanziari per la manutenzione della struttura e sono sotto organico. Ma ciò che ha destato sorpresa è un’incongruenza fra i dati dell’Istituto e quelli delle associazioni che si occupano di morti in carcere. Il 24 aprile 2009 sul dossier di Ristretti Orizzonti, ripreso poi dai quotidiani nazionali, da blog e da un’interrogazione parlamentare dei Radicali, risulta che a Sollicciano è morto un ragazzo marocchino:Ihssane Fakhreddineinvece dai documenti, visionati da Bonafede e Di Battista, è risultata un’altra persona, di altra nazionalità ed oggi sono scomparsi i riferimenti su Ihssane Fakhreddine. Nessuno in questi anni ha sollevato questa divergenza, come mai? Si apre uno scenario pieno di dubbi e interrogativi ed i deputati del Movimento 5 stelle vogliono assolutamente fare chiarezza e continueranno ad indagare.
Samanta DI Persio

Sempre vigili