FRAGOROSO SILENZIO
giovedì 3 luglio 2014
Renzi,Reggi,Giannini...Profumo di schifezze!
Da "Tecnica della scuola"
3 Luglio 2014
“No al piano di attacco del governo alla Scuola Pubblica e ai docenti”
Noi non c'eravamo illusi. Noi non dormivamo sogni tranquilli con un
ministro al Miur come la Giannini, proveniente dalle fila di Scelta Civica,
piccolo partito montiano e lobbistico.
Noi stavamo come si suol dire in campana, dopo il tentativo, immediatamente
respinto, dell'ex ministro Profumo di portare l'orario dei professori a 24 ore
settimanali a stipendio invariato.
Noi sapevamo che era solo questione di tempo per un nuovo pesante attacco
al sistema istruzione italiano, obiettivo che s'intende raggiungere con una
subdola manovra diversiva per l'opinione pubblica, spesso disinformata,
colpendo i docenti.
Già perché, dietro la rivoluzionaria proposta del sottosegretario
Reggi del Pd che mostra davvero una conoscenza complessa e profonda della
scuola italiana, da lui definita un "ammortizzatore sociale", in
effetti si cela il disegno di svilirne sempre di più la qualità, mortificando
la professionalità degli insegnanti tagliando un anno delle superiori,
portandoli a quattro dagli attuali cinque, con un inevitabile abbassamento
dell'offerta formativa.
Sapevamo anche che l'attacco neoliberista sarebbe stato sferrato a scuole
chiuse, d'estate, per cogliere spiazzati i docenti e per impedire mobilitazioni
massicce della categoria e degli studenti, anch'essi vittime del cinismo del
Miur, studenti che peraltro con un comunicato hanno già detto un secco no al
piano del governo.
Noi sapevamo altresì che saremmo stati oggetto di "morbose
attenzioni" da parte del governo del fare del premier Renzi, che ha
urgenza di dimostrare all'Inquisizione dell'Ue che l'Italia sta attuando le
famose riforme.
Con la promessa di queste scudisciate a sangue, il capo del governo, pochi
giorni fa, ha strappato una timida apertura dalla Merkel, colei che decide
ormai dei nostri destini, alla flessibità sui patti di stabilità. Apertura e
chiusura immediata ieri a Bruxelles dove Renzi cercando di dire che all'Europa
serve crescita, incompatibile con le persistenti politiche rigoriste in atto, è
stato gelato dal premier olandese, membro di rilievo del direttorio Ue.
Non vogliamo ripetere cose dette e ridette sulla quantità e qualità di
lavoro da noi svolto, non riconosciuto e retribuito con stipendi tra i più
bassi di Europa e bloccati da sette anni.
Noi non abbiamo da discolparci di alcunchè facendo l'ennesima autodifesa
della nostra categoria, fatta passare come parassitaria e fannullona a causa
delle politiche di disattenzione e di deprezzamento a cui da tempo è sottoposta
la Scuola Pubblica italiana.
Noi semplicemente ora ci siamo stancati e dalle parole intendiamo passare
ai fatti, con proteste compatte e diffuse su tutto il territorio nazionale, per
dire un no determinato e perentorio al "pacchetto" Reggi, alle sue 36
ore di cui 18 gratis, alle scuole non attrezzate aperte fino alle 22, ad
una premialità assegnata a chi smanicherà di più all'ombra dei dirigenti, alla
decurtazione di un anno di scuola superiore, al licenziamento di 120.000
supplenti e precari, all'aumento dei giorni di scuola a 230, a stipendi da fame
e bloccati, ad annunci demagogici , subdoli e distraenti. Ma diciamo a no anche
qualsiasi aumento delle ore lavorative, tese solo ad annientare i precari
contando sulla resistenza fisica dei docenti di ruolo.
Restituiteci tutto quello che ci avete tolto finora con i tagli. Vogliamo
l’abolizione della Riforma Gelmini. Fermate il dimensionamento e la chiusura
delle scuole , cestinate il ddl Aprea o GIannini, non chiudete le graduatorie
d'istituto, non create classi pollaio, non rendete il nostro lavoro ancora più
difficile, metteteci in condizioni di potere insegnare, restituiteci le
compresenze, le discipline accorpate, i docenti in sovrannumero, i laboratori e
le ore sottratte a tutte le discipline. Vigileremo sul nuovo contratto in cui
proverete ad inserire l'aumento delle ore lavorative a scapito dei precari. Se
valorizzare, per voi, significa raggirarci e tagliarci ulteriormente allora non
ci provate. La Resistenza dei docenti della Scuola Pubblica italiana è
iniziata!
di Docenti contro la
Legge Aprea
Sempre vigili
lunedì 23 giugno 2014
Ciao Niki...
Nessuno pensi di tirarsi fuori...lentamente arriveremo alla verità e...
chi deve pagare pagherà...senza sconti.
Mai, non saprete mai come m'illumina
L'ombra che mi si pone a lato, timida,
Quando non spero più...
In cielo cerco il tuo felice volto,
Ed i miei occhi in me null'altro vedano
Quando anch'essi vorrà chiudere Iddio...
E t'amo, t'amo, ed è continuo schianto…
Inferocita terra, immane mare
Mi separa dal luogo della tomba
Dove ora si disperde
Il martoriato corpo...
Non conta... Ascolto sempre più distinta
Quella voce d'anima
Che non seppi difendere quaggiù...
M'isola, sempre più festosa e amica
Di minuto in minuto,
Nel suo segreto semplice...
Ungaretti
domenica 8 giugno 2014
In classe dobbiamo portare i nostri amori e non i nostri umori!
So di essere stata assente e di non aver scritto, ma gli ultimi fattacci mi hanno schifato...
Non ne voglio parlare...
E allora torno a scrivere sul tema che mi è caro: la scuola.
Ho letto con interesse l'articolo di D'avenia; non mi piacciono le etichette e rifuggo dalla generalizzazione,mi piace però potermi confrontare e riflettere...
Ho molto apprezzato il video, lo so è un pò lungo,ma molto interessante e invito i genitori e gli insegnanti a guardarlo...
La classe è... acqua
scritto dal prof. Alessandro D'Avenia
Ho scritto queste righe per l’inserto La Lettura del Corriere della Sera,
nell’ambito del dibattito sulla scuola affrontato dal giornale nelle ultime
settimane.
***
Le parole abusate sono segnaletica della nostalgia, fosforescenze
di ciò che perdiamo. Scuola: tutti ne parlano, mentre rantola.
Se dovessi distillare il succo di 14 anni di insegnamento, di
incontri in ogni tipo di scuola e di migliaia di lettere di studenti, docenti e
genitori, dovuti ai libri che ho scritto, direi con E.Canetti: “Ogni cosa che
ho imparato dalla viva voce dei miei insegnanti ha conservato la fisionomia di
colui che me l’ha spiegata e nel ricordo è rimasta legata alla sua immagine. È
questa la prima vera scuola di conoscenza dell’uomo”. Così ne La lingua salvata definiva l’essenza della scuola: la viva voce e l’immagine dell’insegnante. Solo una
discontinuità antropologica (e quindi economica) potrà cambiare la scuola, non
belletti organizzativi spacciati per riforme. Una rivoluzione copernicana che
ponga nell’ordine giusto conoscenza e amore: ogni crescita in estensione e
profondità della nostra conoscenza del mondo presuppone un’estensione della
nostra sfera di inter-esse, cioè d’amore.
Perché non chiudiamo le scuole e non carichiamo le lezioni su youtube risparmiando tempo e fatica? Perché
siamo convinti che insegnare sia una relazione attuale: spazio e tempo
condivisi nell’irripetibile dinamismo della vita e delle vite.
Se un ragazzo esteriormente somiglia più al padre o alla madre,
interiormente (sguardo sul mondo, fiducia nella vita) corrisponde alla qualità
della relazione tra i genitori. Così l’insegnamento, parte dell’educazione, si
dà nella triplice relazione professore-studente, professore-genitori,
professore-colleghi. Classe e studente somigliano alla qualità di queste tre
relazioni. Posso soffermarmi solo sulla prima.
La qualità della relazione docente-studente determina l’apertura
conoscitiva, a meno di non illudersi che istruzione ed educazione siano
separabili. Si conosce soltanto ciò a cui la nostra intelligenza ri-conosce un valore (il cuore intelligente di Finkielkraut) segnalato da tutto
l’essere dell’in-segnante. Non ci può essere educazione (né
insegnamento) in differita,
perché la relazione coinvolge tutti i livelli della persona (corporeo,
intellettivo, spirituale). Il moscone del cogito cartesiano continua a sbattere
contro il vetro che non vede: cervelli riempiti di nozioni, addestramento
pavloviano a ripetere, miglioramento solo con la sanzione dell’errore.
L’insegnamento invece avviene solo in atto, perché solo la vita integrale
educa. Si insegna con tutto: sguardo, tono di voce, movenze del corpo,
disposizione dei banchi, brillare degli occhi, segni su un compito, cellulare
spento… e parole. Una relazione funziona quando genera i beni specifici per cui
la si instaura, se quella scolastica non genera attenzione, motivazione,
curiosità, non è solo per carenza di stipendio, mura scorticate, vuota
burocrazia, giovani e famiglie d’oggi,
ma per carenza di relazione. Che cosa è necessario perché essa sia e sia generativa?
La molecola d’acqua è relazione tra due atomi d’idrogeno e uno
d’ossigeno, uno dà all’altro ciò di cui l’altro ha bisogno. Anche a scuola è
così: la classe è acqua!
Nella relazione scolastica tre sono gli elementi indispensabili:
amore per ciò che si insegna (conoscenza e passione: studium), amore per il chi a cui si insegna (empatia:
non sentimentalismo, ma riconoscimento dello studente come soggetto di un
“inedito stare al mondo” e non oggetto da cui ottenere prestazioni), amore per
ilcome si insegna
(creatività didattica che rinnova ogni lezione in base ad allievi e contesto: metodo). Senza questi tre
elementi la relazione non si dà e genera contro-effetti: noia, avversione,
disinteresse. Per questo credo in una personalissima trinità di professori.
Uno. I docenti in
atto. Curando faticosamente i
tre elementi, trasformano il loro “dìcere”(dire) in “docère”(mostrare): pongono
le condizioni dell’imparare non lo pretendono e i ragazzi sono pro-vocati a lavorare sodo (a noia non si oppone
divertimento, ma interesse) e a diventare teste fredde e cuori caldi (al
contrario di come sono oggi). Generano il desiderio mimetico di raggiungere
autonomamente la Luna che il dito mostra, svincolano il sapere dalla pur
necessaria prestazione e lo orientano a diventare vita: la cultura come
strumento per leggere la realtà con totale apertura, senza subire luoghi comuni
e ideologie. Generano simbolicamente, fanno venire alla luce i ragazzi, per
ciascuno dei quali hanno una pagina del registro con i punti di forza, non
smettono di studiare, prestano libri, offrono un caffè ad uno studente in
crisi, fanno una lezione fuori dal programma, dedicano tempo fuori dalla
lezione… Tengono il filo come Arianna (amano e sono presenti a distanza) mentre lo
studente si addentra nel labirinto e lo decodifica grazie alla cultura che si
confronta con la svolte della vita e le sue forme a volte spaventose come il
Minotauro. Aiutano i ragazzi a trasformare il loro destino in destinazione: ad ora ad ora m’insegnavate come
l’uom s’etterna (Dante a
Brunetto). La loro classe è convivio, hanno l’autorità di chi assapora la vita
e la porge.
Due. Gli “in-docenti”. Per vari motivi (stanchezza, difficoltà
relazionali, equilibrio personale, stipendio…), pur avendo competenza nella
materia, non riescono a trasmetterla. Mancano due terzi della relazione (empatia e metodo),
somigliano ad un postino che consegna lettere senza busta e/o destinatario. Non
propongo disastrose simbiosi o voti politici, ma asimmetria relazionale (non è
distacco: emblematico il recente Detachment),
in cui la materia è terreno comune di ricerca, non trincea: “la fiducia non si guadagna se ci sforza di guadagnarla, ma se si
partecipa alla vita degli allievi, in modo immediato e naturale e se si prende
su di sé la responsabilità che da ciò deriva” (Buber). L’indocente non
insegna, perché non impara dai ragazzi, la
sua classe si appiattisce sulla prestazione (programma ed esame diventano
l’orizzonte di autorità).
Tre. Gli “in-decenti”. Non conoscono ciò che insegnano e
trasformano la classe, presto connivente, in chiacchierificio e poltiglia
educativa.
Ogni discorso sulla scuola è secondario senza i docenti in atto.
Non basta l’anzianità come criterio esclusivo di merito nelle graduatorie, ma i
tre elementi segnalati e trasversali (docenti, indocenti,indecenti hanno tutte le età). La scuola si
liberi degli indecenti;
aiuti gli indocenti a (ri)diventare se stessi; punti sui docenti, che ne sono le mura di
carne e sangue: ce n’è almeno uno nella nostra vita e gli dovremmo, se non il doppio
dello stipendio, almeno un grazie.
mercoledì 23 aprile 2014
Specialità della casa : solidarietà!
“Quando muore il corpo sopravvive
quello che hai fatto,il messaggio che hai dato” R.Levi Montalcini
Nella mia città un’iniziativa più che lodevole della
libreria Mondadori di Gemini Ornella,:”il libro sospeso”…
Una campagna di solidarietà che aiuta chi non può
più leggere, chi deve scegliere tra il nutrire il corpo per sopravvivere o il
cervello per capire perché deve sopravvivere e non vivere!
Dai libri s’imparano più cose che dall’ascolto,si
può riflettere, si può distinguere…
Oggi tante persone non possono più farlo…la crisi
attanaglia,distrugge, morde là dove non pensavamo e i libri, a volte, ci
consolano, ci ripagano di tanta ingiustizia!
E allora chi
può va in libreria,compra un libro e lo lascia “sospeso”…per chi non può
comprarlo,per dare una possibilità di volare a chi le ali non le ha
più!!!!!!!!!!!
Grazie
Sempre vigili
domenica 13 aprile 2014
Carcere...Giallo sulla morte di Niki Aprile Gatti,ispezione nel carcere di Sollicciano
Oggi su Marsicalive…
Giallo sulla morte di Niki Gatti, ispezione di Battista e
Bonafede nel carcere di Sollicciano
Leggi tutto: http://www.marsicalive.it/?p=70601#ixzz2ykndXozd
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Bonafede e Di
Battista ispezione a Sollicciano, il carcere più duro d’Europa
Il 17 marzo Alessandro Di Battista (M5s) ha depositato un’ interrogazione parlamentare destinata al Ministero della
Giustizia per far chiarezza sulla morte dell’informatico Niki Aprile Gatti avvenuta nel carcere di Sollicciano il 24 giugno
2008. Il ragazzo è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta Premium
(numerazioni 899) insieme ad altre 17 persone ed è stato l’unico a non
avvalersi della facoltà di non rispondere. Niki era incensurato e per presunta
frode informatica da Cattolica è stato tradotto, solo lui, al carcere
fiorentino, considerato uno dei più duri d’Europa, e ciò è confermato anche dal
un fatto accaduto in questi ultimi giorni: l’Inghilterra ha vietato l’estradizione di Hayle Abdi Badre, cittadino somalo accusato
dalla Procura di Firenze di reati finanziari, perchè sarebbe potuto
essere recluso a Sollicciano. L’istituto fiorentino, insieme ad altri,
viene considerato non
idoneo per la detenzione. Infatti la Corte
Europea ha condannato l’Italia per condizioni inumane e degradanti, poiché è
stato ( e viene tuttora) violato l’articolo 3 della Convenzione europea
sui diritti umani. Sollicciano nel corso del tempo è stato interessato da
diverse morti, alcune da accertare. I deputati Di Battista e Alfonso Bonafede (Vice Presidente della Commissione Giustizia) si
sono recati presso il carcere di Sollicciano, proprio per verificare il numero
dei suicidi, degli atti di autolesionismo e le condizioni in cui versa la
struttura. L’Istituto è entrato in funzione nel 1983, ma sembra una struttura
molto più vecchia: è fatiscente, le mura in alcuni punti sono marce a causa
delle infiltrazioni di acqua, non ci sono differenze fra celle ed uffici
entrambi versano in condizioni di degrado. I detenuti hanno lamentato
l’impossibilità di fare attività rieducative, o semplicemente guardare la
televisione. Il personale ha lamentato la scarsità di mezzi finanziari per la
manutenzione della struttura e sono sotto organico. Ma ciò che ha destato
sorpresa è un’incongruenza
fra i dati dell’Istituto e quelli delle associazioni che si occupano di morti in carcere. Il 24
aprile 2009 sul dossier di Ristretti Orizzonti, ripreso poi dai quotidiani
nazionali, da blog e da un’interrogazione parlamentare dei Radicali, risulta
che a Sollicciano è morto un ragazzo marocchino:Ihssane Fakhreddine, invece
dai documenti, visionati da Bonafede e Di Battista, è risultata un’altra
persona, di altra nazionalità ed oggi sono scomparsi i riferimenti su Ihssane Fakhreddine. Nessuno in questi anni ha sollevato
questa divergenza, come mai? Si
apre uno scenario pieno di dubbi e interrogativi ed i deputati del Movimento 5
stelle vogliono assolutamente fare chiarezza e continueranno ad indagare.
Samanta DI Persio
Sempre vigili
domenica 6 aprile 2014
Ministro Boschi,si comincia dalla cultura!
All'uomo irrazionale interessa solamente avere ragione. All'uomo razionale interessa imparare.
( Karl Popper )
Non credo sia blasfemo dire che gli italiani si
dissetano all’unico abbeveratoio che conoscono: la televisione.
I più non leggono i giornali e tanto meno libri; in pochi navigano in Internet con lo
scopo di informarsi,di ampliare le proprie conoscenze, di confrontare notizie.
Così ,quando la Lega, all’insegna del motto” le idee
non si arrestano”,i “ dotti” italiani pensano che sia cosa buona e giusta! Non
che il concetto sia sbagliato,è l’uso che ne fa e la situazione in cui lo sbandiera che dovrebbe far riflettere.
Anche le promesse fatte per un ventennio dal
mistificatore,dal milione di posti di lavoro, al ponte sullo Stretto,alle grandi
riforme costituzionali,al taglio degli stipendi dei parlamentari,erano cosa buona
e giusta,ma la realtà è stata ben altra…
Una realtà amara, piena di falsi annunci, di false
lotte all’evasione,di false preoccupazioni per i cittadini che interessano solo
in quanto limoni da spremere.
Rassicurarli con il “faremo,cercheremo,innoveremo…”
è deriderli,è privarli di quella dignità cognitiva che i cittadini, pochi,
tentano continuamente di rivendicare nelle manifestazioni,là dove non vengono
malmenati,arrestati o denunciati…o nei Blog di denuncia,nei tanti siti
specifici…
Come osi protestare?
E questi cittadini,in Internet, non giocano al
massacro,come fa qualcuno, non cercano un soffio virtuale,provano a
confrontarsi, a capire come sopravvivere ad una dirigenza nazionale inetta e
becera capace solo di coniare slogan moschicidi.
E’ la TV che fa da padrona per la formazione dell’opinione
pubblica generale,ma ci si sofferma spesso alla “forma” delle parole e non alla
sostanza. E così, i vari figuranti dei salotti allestiti per l’uso, più parlano
e più il vuoto prende forma e si riempie di niente.
Solo trucchi studiati per anestetizzare le menti,
per distogliere l’attenzione e dirigerla su altro.
Forse per non raccontare che il paese ormai è al
collasso ed ha bisogno della badante tedesca?
Così, per nascondere l’inevitabile, si alzano i toni
e non per risolvere i problemi per crearne…
Così accade che i politicanti di bell’aspetto
disprezzano con saccenza la cultura,l’esperienza, lo studio, ma quando la
politica non riconosce ,anzi,disprezza la cultura vuol dire che il paese oltre
alla disoccupazione mortificante,alla povertà che avanza implacabile,alla
corruzione dilagante,ha un altro grande problema: un’ignoranza degenerativa che
mostra debolezza,mancanza di capacità e conoscenze per attuare cambiamenti
reali e necessari, eccessivamente sbandierati e dichiarati già FATTI.
E’ quello che ha fatto,a mio avviso,il ministro
Boschi accusando i “ professoroni” di aver sempre ostacolato le
riforme,dimenticando volontariamente che questi “ professoroni” un potere
politico non l’hanno mai avuto e il più delle volte non sono stati ascoltati.
E’ vero che nel passato i tanti professori di
diritto hanno avuto reazioni a dir poco negative su alcune riforme,ma non si può
sempre buttare il bambino con l’acqua sporca.
Competenza è anche confrontarsi e saper distinguere…
Cosa che non ha fatto neanche il “ segugio” Nardella che puntualmente e con ostentata sicurezza
indica la via da seguire…la sua!
Visto che, in breve tempo, ha scalato la piramide
della carriera e della notorietà e la TV benedice.
Come reggeremo le sfide globali????????
Con un esercito di scalatori della notorietà o con
idee,competenze,valori di cittadinanza e di bene comune????
L’urgenza Nazionale
la superiamo con il giovane uomo che ha fretta e che si dichiara “ rullo
compressore” ?????????
Lo spero!!!!!!!!!!!
Sempre vigili
martedì 18 marzo 2014
Niki Aprile Gatti, Alessandro Di Battista e un'altra interrogazione parlamentare...
"L'indifferenza è la paralisi dell'anima,è una morte prematura" A Checov
Il Movimento
cinque stelle si occupa di nuovo di Niki…e lo fa con un’interrogazione
parlamentare presentata da Alessandro Di
Battista …
Questa una
parte del testo.
"Qualche
giorno fa ho parlato con la mamma di Niki Gatti. Niki il 24 giugno 2008 fu
ritrovato morto nella sua cella. Il reato a lui contestato: frode informatica.
Fu arrestato insieme ad altre 17 persone, solo Niki ha risposto ai magistrati
durante l’interrogatorio di garanzia, tutti gli altri si sono avvalsi della
facoltà di non rispondere. Tanti misteri: un livido a forma di cerchietto sul
braccio, testimonianze dei compagni di cella divergenti, un furto nell’azienda
dove lavorava e uno nella sua abitazione e tutti gli indagati sono tornati
liberi. Niki ha collaborato con la giustizia, ma per lui giustizia ancora non
c’e’ stata: la sua morte archiviata come suicidio. La madre Ornella Gemini
chiede verità e giustizia da quasi 6 anni, il Ministro della Giustizia ha il
dovere di intervenire per rispondere agli interrogativi.
Io ho appena
depositato un’interrogazione al riguardo. Mi auguro che il Ministro Orlando
risponda rapidamente e che vi siano giornalisti e blogger interessati ad
approfondire la vicenda e riaccendere dei riflettori su uno dei migliaia di
casi italiani ancora troppo oscuri. Un abbraccio a Ornella e alla sua
famiglia."
Inoltre l'Onorevole si augura che vi siano giornalisti e blogger interessati ad approfondire la vicenda di Niki e riaccendere i riflettori su questo caso ancora senza verità...
Quella depositata dall’On. Alessandro Di Battista,è la quarta
interrogazione parlamentare a chiedere che si faccia luce sulla misteriosa
morte di Niki Aprile Gatti.
Queste le altre interrogazioni....
- Legislatura
16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-04216
24 giugno 2008 Niki Aprile Gatti, 26 anni, muore dopo appena 4 giorni dal suo arresto nel carcere di Sollicciano (FI) apparentemente per un suicidio inspiegabile, in cui sebbene le indagini a quanto - Legislatura
16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03187
quanto risulta all’interrogante: si apprende da notizie di stampa che il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze ha deciso di archiviare l’indagine sulla morte di Niki Aprile Gatti - Legislatura
16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 468 del 06/12/2010
utenti interessati. (4-04215) LANNUTTI – Al Ministro della giustizia – Premesso che: il 24 giugno 2008 Niki Aprile Gatti, 26 anni, muore dopo appena 4 giorni dal suo arresto nel carcere di - Legislatura
16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 383 del 19/05/2010
‘interrogante: si apprende da notizie di stampa che il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze ha deciso di archiviare l’indagine sulla morte diNiki Aprile Gatti avvenuta in carcere mentre era - Legislatura
16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 400 del 06/07/2010
morte di Niki Aprile Gatti, che fu arrestato e venne trasferito a Firenze, nel carcere di Sollicciano. Si è trattato di uno stranissimo suicidio, e la mamma chiede ragione e giustizia. Trenta giorni dopo
Questo è il nuovo indirizzo del Blog di Niki Aprile Gatti....dopo l'attacco informatico e la rimozione del Blog, la mamma ne ha realizzato un altro...
http://nikiaprilegatti.com/
http://nikiaprilegatti.com/
Quanto occorre aspettare ancora?
Non
ci prenderete mai per stanchezza!!!!!!!!!!!
Sempre
vigili
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