FRAGOROSO SILENZIO

lunedì 23 giugno 2014

Ciao Niki...






Nessuno pensi  di tirarsi fuori...lentamente arriveremo alla verità e...
chi deve pagare pagherà...senza sconti.



Mai, non saprete mai come m'illumina
L'ombra che mi si pone a lato, timida,
Quando non spero più...

In cielo cerco il tuo felice volto,
Ed i miei occhi in me null'altro vedano
Quando anch'essi vorrà chiudere Iddio...

E t'amo, t'amo, ed è continuo schianto…

Inferocita terra, immane mare
Mi separa dal luogo della tomba
Dove ora si disperde
Il martoriato corpo...
Non conta... Ascolto sempre più distinta
Quella voce d'anima
Che non seppi difendere quaggiù...
M'isola, sempre più festosa e amica
Di minuto in minuto,
Nel suo segreto semplice...
Ungaretti



  




domenica 8 giugno 2014

In classe dobbiamo portare i nostri amori e non i nostri umori!









So di essere stata assente e di non aver scritto, ma gli ultimi fattacci mi hanno schifato...
Non ne voglio parlare...
E allora torno a scrivere sul tema che mi è caro: la scuola.
Ho letto con interesse l'articolo di D'avenia; non mi piacciono le etichette e rifuggo dalla generalizzazione,mi piace però potermi confrontare e riflettere...
Ho molto apprezzato il video, lo so è un pò lungo,ma molto interessante e invito i genitori e gli insegnanti a guardarlo...

La classe è... acqua
 scritto dal prof. Alessandro D'Avenia


Ho scritto queste righe per l’inserto La Lettura del Corriere della Sera, nell’ambito del dibattito sulla scuola affrontato dal giornale nelle ultime settimane.
***
Le parole abusate sono segnaletica della nostalgia, fosforescenze di ciò che perdiamo. Scuola: tutti ne parlano, mentre rantola.
Se dovessi distillare il succo di 14 anni di insegnamento, di incontri in ogni tipo di scuola e di migliaia di lettere di studenti, docenti e genitori, dovuti ai libri che ho scritto, direi con E.Canetti: “Ogni cosa che ho imparato dalla viva voce dei miei insegnanti ha conservato la fisionomia di colui che me l’ha spiegata e nel ricordo è rimasta legata alla sua immagine. È questa la prima vera scuola di conoscenza dell’uomo”. Così ne La lingua salvata definiva l’essenza della scuola: la viva voce e l’immagine dell’insegnante. Solo una discontinuità antropologica (e quindi economica) potrà cambiare la scuola, non belletti organizzativi spacciati per riforme. Una rivoluzione copernicana che ponga nell’ordine giusto conoscenza e amore: ogni crescita in estensione e profondità della nostra conoscenza del mondo presuppone un’estensione della nostra sfera di inter-esse, cioè d’amore.
Perché non chiudiamo le scuole e non carichiamo le lezioni su youtube risparmiando tempo e fatica? Perché siamo convinti che insegnare sia una relazione attuale: spazio e tempo condivisi nell’irripetibile dinamismo della vita e delle vite.
Se un ragazzo esteriormente somiglia più al padre o alla madre, interiormente (sguardo sul mondo, fiducia nella vita) corrisponde alla qualità della relazione tra i genitori. Così l’insegnamento, parte dell’educazione, si dà nella triplice relazione professore-studente, professore-genitori, professore-colleghi. Classe e studente somigliano alla qualità di queste tre relazioni. Posso soffermarmi solo sulla prima.
La qualità della relazione docente-studente determina l’apertura conoscitiva, a meno di non illudersi che istruzione ed educazione siano separabili. Si conosce soltanto ciò a cui la nostra intelligenza ri-conosce un valore (il cuore intelligente di Finkielkraut) segnalato da tutto l’essere dell’in-segnante. Non ci può essere educazione (né insegnamento) in differita, perché la relazione coinvolge tutti i livelli della persona (corporeo, intellettivo, spirituale). Il moscone del cogito cartesiano continua a sbattere contro il vetro che non vede: cervelli riempiti di nozioni, addestramento pavloviano a ripetere, miglioramento solo con la sanzione dell’errore. L’insegnamento invece avviene solo in atto, perché solo la vita integrale educa. Si insegna con tutto: sguardo, tono di voce, movenze del corpo, disposizione dei banchi, brillare degli occhi, segni su un compito, cellulare spento… e parole. Una relazione funziona quando genera i beni specifici per cui la si instaura, se quella scolastica non genera attenzione, motivazione, curiosità, non è solo per carenza di stipendio, mura scorticate, vuota burocrazia, giovani e famiglie d’oggi, ma per carenza di relazione. Che cosa è necessario perché essa sia e sia generativa?
La molecola d’acqua è relazione tra due atomi d’idrogeno e uno d’ossigeno, uno dà all’altro ciò di cui l’altro ha bisogno. Anche a scuola è così: la classe è acqua!
Nella relazione scolastica tre sono gli elementi indispensabili: amore per ciò che si insegna (conoscenza e passione: studium), amore per il chi a cui si insegna (empatia: non sentimentalismo, ma riconoscimento dello studente come soggetto di un “inedito stare al mondo” e non oggetto da cui ottenere prestazioni), amore per ilcome si insegna (creatività didattica che rinnova ogni lezione in base ad allievi e contesto: metodo). Senza questi tre elementi la relazione non si dà e genera contro-effetti: noia, avversione, disinteresse. Per questo credo in una personalissima trinità di professori.
Uno. I docenti in atto. Curando faticosamente i tre elementi, trasformano il loro “dìcere”(dire) in “docère”(mostrare): pongono le condizioni dell’imparare non lo pretendono e i ragazzi sono pro-vocati a lavorare sodo (a noia non si oppone divertimento, ma interesse) e a diventare teste fredde e cuori caldi (al contrario di come sono oggi). Generano il desiderio mimetico di raggiungere autonomamente la Luna che il dito mostra, svincolano il sapere dalla pur necessaria prestazione e lo orientano a diventare vita: la cultura come strumento per leggere la realtà con totale apertura, senza subire luoghi comuni e ideologie. Generano simbolicamente, fanno venire alla luce i ragazzi, per ciascuno dei quali hanno una pagina del registro con i punti di forza, non smettono di studiare, prestano libri, offrono un caffè ad uno studente in crisi, fanno una lezione fuori dal programma, dedicano tempo fuori dalla lezione… Tengono il filo come Arianna (amano e sono presenti a distanza) mentre lo studente si addentra nel labirinto e lo decodifica grazie alla cultura che si confronta con la svolte della vita e le sue forme a volte spaventose come il Minotauro. Aiutano i ragazzi a trasformare il loro destino in destinazione: ad ora ad ora m’insegnavate come l’uom s’etterna (Dante a Brunetto). La loro classe è convivio, hanno l’autorità di chi assapora la vita e la porge.
Due. Gli “in-docenti”. Per vari motivi (stanchezza, difficoltà relazionali, equilibrio personale, stipendio…), pur avendo competenza nella materia, non riescono a trasmetterla. Mancano due terzi della relazione (empatia e metodo), somigliano ad un postino che consegna lettere senza busta e/o destinatario. Non propongo disastrose simbiosi o voti politici, ma asimmetria relazionale (non è distacco: emblematico il recente Detachment), in cui la materia è terreno comune di ricerca, non trincea: “la fiducia non si guadagna se ci sforza di guadagnarla, ma se si partecipa alla vita degli allievi, in modo immediato e naturale e se si prende su di sé la responsabilità che da ciò deriva” (Buber). L’indocente non insegna, perché non impara dai ragazzi, la sua classe si appiattisce sulla prestazione (programma ed esame diventano l’orizzonte di autorità).
Tre. Gli “in-decenti”. Non conoscono ciò che insegnano e trasformano la classe, presto connivente, in chiacchierificio e poltiglia educativa.
Ogni discorso sulla scuola è secondario senza i docenti in atto. Non basta l’anzianità come criterio esclusivo di merito nelle graduatorie, ma i tre elementi segnalati e trasversali (docenti, indocenti,indecenti hanno tutte le età). La scuola si liberi degli indecenti; aiuti gli indocenti a (ri)diventare se stessi; punti sui docenti, che ne sono le mura di carne e sangue: ce n’è almeno uno nella nostra vita e gli dovremmo, se non il doppio dello stipendio, almeno un grazie.
La Lettura del Corriere della Sera, 25 maggio 2014 (link) 


mercoledì 23 aprile 2014

Specialità della casa : solidarietà!








“Quando muore il corpo sopravvive quello che hai fatto,il messaggio che hai dato” R.Levi Montalcini

Nella mia città un’iniziativa più che lodevole della libreria Mondadori di Gemini Ornella,:”il libro sospeso”…
Una campagna di solidarietà che aiuta chi non può più leggere, chi deve scegliere tra il nutrire il corpo per sopravvivere o il cervello per capire perché deve sopravvivere e non vivere!
Dai libri s’imparano più cose che dall’ascolto,si può riflettere, si può distinguere…
Oggi tante persone non possono più farlo…la crisi attanaglia,distrugge, morde là dove non pensavamo e i libri, a volte, ci consolano, ci ripagano di tanta ingiustizia!
 E allora chi può va in libreria,compra un libro e lo lascia “sospeso”…per chi non può comprarlo,per dare una possibilità di volare a chi le ali non le ha più!!!!!!!!!!!
Grazie
Sempre vigili

domenica 13 aprile 2014

Carcere...Giallo sulla morte di Niki Aprile Gatti,ispezione nel carcere di Sollicciano


Oggi su Marsicalive…
Giallo sulla morte di Niki Gatti, ispezione di Battista e Bonafede nel carcere di Sollicciano

Leggi tutto: http://www.marsicalive.it/?p=70601#ixzz2ykndXozd 



Bonafede e Di Battista ispezione a Sollicciano, il carcere più duro d’Europa
Il 17 marzo Alessandro Di Battista (M5s) ha depositato un’ interrogazione parlamentare destinata al Ministero della Giustizia per far chiarezza sulla morte dell’informatico Niki Aprile Gatti avvenuta nel carcere di Sollicciano il 24 giugno 2008. Il ragazzo è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta Premium (numerazioni 899) insieme ad altre 17 persone  ed è stato l’unico a non avvalersi della facoltà di non rispondere. Niki era incensurato e per presunta frode informatica da Cattolica è stato tradotto, solo lui, al carcere fiorentino, considerato uno dei più duri d’Europa, e ciò è confermato anche dal un fatto accaduto in questi ultimi giorni: l’Inghilterra ha vietato l’estradizione di Hayle Abdi Badre, cittadino somalo accusato dalla Procura di Firenze di reati finanziari, perchè sarebbe potuto essere recluso a Sollicciano. L’istituto fiorentino, insieme ad altri, viene considerato non idoneo per la detenzione. Infatti la Corte Europea ha condannato l’Italia per condizioni inumane e degradanti, poiché è stato ( e viene tuttora) violato l’articolo 3 della Convenzione  europea sui diritti umani. Sollicciano nel corso del tempo è stato interessato da diverse morti, alcune da accertare. I deputati Di Battista e Alfonso Bonafede (Vice Presidente della Commissione Giustizia) si sono recati presso il carcere di Sollicciano, proprio per verificare il numero dei suicidi, degli atti di autolesionismo e le condizioni in cui versa la struttura. L’Istituto è entrato in funzione nel 1983, ma sembra una struttura molto più vecchia: è fatiscente, le mura in alcuni punti sono marce a causa delle infiltrazioni di acqua, non ci sono differenze fra celle ed uffici entrambi versano in condizioni di degrado. I detenuti hanno lamentato l’impossibilità di fare attività rieducative, o semplicemente guardare la televisione. Il personale ha lamentato la scarsità di mezzi finanziari per la manutenzione della struttura e sono sotto organico. Ma ciò che ha destato sorpresa è un’incongruenza fra i dati dell’Istituto e quelli delle associazioni che si occupano di morti in carcere. Il 24 aprile 2009 sul dossier di Ristretti Orizzonti, ripreso poi dai quotidiani nazionali, da blog e da un’interrogazione parlamentare dei Radicali, risulta che a Sollicciano è morto un ragazzo marocchino:Ihssane Fakhreddineinvece dai documenti, visionati da Bonafede e Di Battista, è risultata un’altra persona, di altra nazionalità ed oggi sono scomparsi i riferimenti su Ihssane Fakhreddine. Nessuno in questi anni ha sollevato questa divergenza, come mai? Si apre uno scenario pieno di dubbi e interrogativi ed i deputati del Movimento 5 stelle vogliono assolutamente fare chiarezza e continueranno ad indagare.
Samanta DI Persio

Sempre vigili


domenica 6 aprile 2014

Ministro Boschi,si comincia dalla cultura!








All'uomo irrazionale interessa solamente avere ragione. All'uomo razionale interessa imparare.
( Karl Popper )

Non credo sia blasfemo dire che gli italiani si dissetano all’unico abbeveratoio che conoscono: la televisione.
I più non leggono i giornali e tanto meno  libri; in pochi navigano in Internet con lo scopo di informarsi,di ampliare le proprie conoscenze, di confrontare notizie.
Così ,quando la Lega, all’insegna del motto” le idee non si arrestano”,i “ dotti” italiani pensano che sia cosa buona e giusta! Non che il concetto sia sbagliato,è l’uso che ne fa e la situazione in cui lo sbandiera che dovrebbe far riflettere.
Anche le promesse fatte per un ventennio dal mistificatore,dal milione di posti di lavoro, al ponte sullo Stretto,alle grandi riforme costituzionali,al taglio degli stipendi dei parlamentari,erano cosa buona e giusta,ma la realtà è stata ben altra…
Una realtà amara, piena di falsi annunci, di false lotte all’evasione,di false preoccupazioni per i cittadini che interessano solo in quanto limoni da spremere.
Rassicurarli con il “faremo,cercheremo,innoveremo…” è deriderli,è privarli di quella dignità cognitiva che i cittadini, pochi, tentano continuamente di rivendicare nelle manifestazioni,là dove non vengono malmenati,arrestati o denunciati…o nei Blog di denuncia,nei tanti siti specifici…
Come osi protestare?
E questi cittadini,in Internet, non giocano al massacro,come fa qualcuno, non cercano un soffio virtuale,provano a confrontarsi, a capire come sopravvivere ad una dirigenza nazionale inetta e becera capace solo di coniare slogan moschicidi.
E’ la TV che fa da padrona per la formazione dell’opinione pubblica generale,ma ci si sofferma spesso alla “forma” delle parole e non alla sostanza. E così, i vari figuranti dei salotti allestiti per l’uso, più parlano e più il vuoto prende forma e si riempie di niente.
Solo trucchi studiati per anestetizzare le menti, per distogliere l’attenzione e dirigerla su altro.
Forse per non raccontare che il paese ormai è al collasso ed ha bisogno della badante tedesca?
Così, per nascondere l’inevitabile, si alzano i toni e non per risolvere i problemi per crearne…
Così accade che i politicanti di bell’aspetto disprezzano con saccenza la cultura,l’esperienza, lo studio, ma quando la politica non riconosce ,anzi,disprezza la cultura vuol dire che il paese oltre alla disoccupazione mortificante,alla povertà che avanza implacabile,alla corruzione dilagante,ha un altro grande problema: un’ignoranza degenerativa che mostra debolezza,mancanza di capacità e conoscenze per attuare cambiamenti reali e necessari, eccessivamente sbandierati e dichiarati già FATTI.
E’ quello che ha fatto,a mio avviso,il ministro Boschi accusando i “ professoroni” di aver sempre ostacolato le riforme,dimenticando volontariamente che questi “ professoroni” un potere politico non l’hanno mai avuto e il più delle volte non sono stati ascoltati.
E’ vero che nel passato i tanti professori di diritto hanno avuto reazioni a dir poco negative su alcune riforme,ma non si può sempre buttare il bambino con l’acqua sporca.
Competenza è anche confrontarsi e  saper distinguere…
Cosa che non ha fatto neanche il “ segugio” Nardella  che puntualmente e con ostentata sicurezza indica la via da seguire…la sua!
Visto che, in breve tempo, ha scalato la piramide della carriera e della notorietà e la TV benedice.
Come reggeremo le sfide globali????????
Con un esercito di scalatori della notorietà o con idee,competenze,valori di cittadinanza e di bene comune????
L’urgenza Nazionale  la superiamo con il giovane uomo che ha fretta e che si dichiara “ rullo compressore” ?????????
Lo spero!!!!!!!!!!!
Sempre vigili





martedì 18 marzo 2014

Niki Aprile Gatti, Alessandro Di Battista e un'altra interrogazione parlamentare...







"L'indifferenza è la paralisi dell'anima,è una morte prematura" A Checov

Il Movimento cinque stelle si occupa di nuovo di Niki…e lo fa con un’interrogazione parlamentare presentata da Alessandro  Di Battista …
Questa una parte del testo.



"Qualche giorno fa ho parlato con la mamma di Niki Gatti. Niki il 24 giugno 2008 fu ritrovato morto nella sua cella. Il reato a lui contestato: frode informatica. Fu arrestato insieme ad altre 17 persone, solo Niki ha risposto ai magistrati durante l’interrogatorio di garanzia, tutti gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Tanti misteri: un livido a forma di cerchietto sul braccio, testimonianze dei compagni di cella divergenti, un furto nell’azienda dove lavorava e uno nella sua abitazione e tutti gli indagati sono tornati liberi. Niki ha collaborato con la giustizia, ma per lui giustizia ancora non c’e’ stata: la sua morte archiviata come suicidio. La madre Ornella Gemini chiede verità e giustizia da quasi 6 anni, il Ministro della Giustizia ha il dovere di intervenire per rispondere agli interrogativi. 
Io ho appena depositato un’interrogazione al riguardo. Mi auguro che il Ministro Orlando risponda rapidamente e che vi siano giornalisti e blogger interessati ad approfondire la vicenda e riaccendere dei riflettori su uno dei migliaia di casi italiani ancora troppo oscuri. Un abbraccio a Ornella e alla sua famiglia."

Inoltre l'Onorevole si augura che vi siano giornalisti e blogger interessati ad approfondire la vicenda di Niki e riaccendere i riflettori su questo caso ancora senza verità...

Quella depositata dall’On. Alessandro Di Battista,è la quarta interrogazione parlamentare a chiedere che si faccia luce sulla misteriosa morte di Niki Aprile Gatti.

Queste le altre interrogazioni....
      Questo è il nuovo indirizzo del Blog di Niki Aprile Gatti....dopo l'attacco informatico e la rimozione del Blog, la mamma ne ha realizzato un altro...

http://nikiaprilegatti.com/


Quanto occorre aspettare ancora?
Non ci prenderete mai per stanchezza!!!!!!!!!!!
Sempre vigili

venerdì 28 febbraio 2014

Maroni rompe i maroni...









Si grida al cambiamento,lo si invoca,lo si pretende…
La realtà è che nessuno vuole il cambiamento perché il sistema non lo consente,pena ritorsioni da chi il sistema lo ha consolidato.
Ma il paese soffre…
Così accade che l’Italia è al 48 posto della lista dei paesi per tasso di alfabetizzazione infatti
cinque italiani su cento sono analfabeti, trentotto su cento leggono con difficoltà una scritta semplice, l’abitudine alla lettura di libri non coinvolge più del venti per cento della popolazione.
Il linguista Tullio De Mauro cita vari studi, concludendo che nel 2008 soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.
19 dicembre 2013-repubblica.it
L'Italia è tra i paesi peggiori d'Europa per abbandono delle aule: lascia i banchi troppo presto il 17,6% degli alunni, con punte del 25% nel Mezzogiorno. A renderlo noto è l'Anief (l'associazione che riunisce gli insegnanti italiani), che sottolinea come ci stiamo allontanando troppo dalla media dei 28 Paesi dell'Ue, scesa quest'anno al 12,7%, e all'obiettivo comunitario del raggiungimento del 10% entro il 2020. Sono ancora cinque le nazioni ancora molto lontane da questa meta; tra loro anche l'Italia, che per numero di 18-24enni che hanno lasciato gli studi prima del tempo è riuscita a fare peggio anche della Romania, che è al 17,4%.
E ancora…
Come se non bastasse, poi, in Italia la spesa in istruzione è sempre più misera: tanto che (dati Ocse alla mano) il nostro Paese si piazza per investimenti nella scuola al 31esimo posto tra i 32 considerati. Solo il Giappone fa peggio di noi. Per non parlare degli stipendi degli insegnanti, tra i più bassi: con 32.658 dollari l'anno nel 2010 nella scuola primaria (contro i 37.600 della media Ocse), 35.600 dollari nella scuola media (39.400 Ocse) e 36.600 nella secondaria superiore contro 41.182 dell'area Ocse.
Il problema è complesso, ma nessuno ne parla anche perché i media sono distratti dal nulla,la politica intenta a celebrare se stessa, la società intera a proclamare i tanti debiti che affliggono i più…
Nessuno si pone il problema…occorre mettere in campo scelte concrete per riconoscere il valore e il lavoro della scuola.
Scelte da tempo attese di “concreta valorizzazione del sistema pubblico di istruzione e formazione,quale risorsa decisiva per la ripresa della crescita dell’intero paese”…
E cosa leggiamo???
In Lombardia Maroni ha archiviato una petizione con 15 mila firme promossa dall’associazione “ Non uno di meno” che chiedeva l’abolizione dei buoni scuola. Risorse regionali che finiscono nelle tasche delle scuole private, mentre le risorse per la scuola pubblica sono state falcidiate…da 24 milioni a 5 milioni, per i buoni scuola si è passati da 33 milioni a 30 milioni…
E ancora …
La regione ha pensato bene di rivedere i criteri di calcolo per accedere ai buoni scuola.
Per le famiglie con figli alla scuola pubblica, per avere il contributo che va da 60 euro a 290, occorre dimostrare di avere un ISEE non superiore a 15000 euro, per le famiglie che scelgono le private,con un buono di 2000 euro,il tetto ISEE è stato alzato a 38000!!!!!!!!!!!!!
Non animus surdis.
( Non cantiamo ai sordi)

Sempre vigili