FRAGOROSO SILENZIO
martedì 21 agosto 2012
Calderoli e...Salus populi suprema lex esto
( La salvezza del popolo sia la legge suprema ) De legibus
Mentre Monti
dice che siamo vicini alla fine del tunnel , Passera generosamente gli fa eco :”Si la vedo la fine della crisi,ma
dipenderà molto da quello che riusciremo a fare...”
Non è che
questa gente soffre di allucinazioni?Di disturbi mentali??????
Ottimismo,scemenza,falsità,incompetenza...non
saprei,di fatto è che la gente è allo stremo, c’è chi si ammazza mentre questi
cialtroni sono in vacanza anche perché,
a loro dire, hanno lavorato troppo!!!!!!!!!!!
Intanto
riporto una notiziola che non ha avuto tanto clamore...
Sedici
uomini di scorta per l’ex ministro Calderoli...
Ma non
eravamo alla “Spending rew”????????????
Alla faccia
della “Roma ladrona” e altre scemenze dette da questi ladroni...
Per dirla
molto semplicemente ...Anche Calderoli ha goduto di servizi a gratis per lui ma pagati da noi...
Sulle
colline di Mozzo,in provincia di Bergamo, il signor Calderoli ha una villa e
otto uomini delle forze dell’ordine,poliziotti, carabinieri,finanzieri,dovevano
restare di guardia ogni giorno anche
quando il cosiddetto onorevole, non era in villa...
Questo
servizio d’ordine alla villa di famiglia è costato a noi una cifra come 900
mila euro in due anni...
Ma oltre
agli otto uomini di questo presidio fisso, Calderoli dispone anche di una
scorta personale di altri e otto (8) agenti, quattro a Roma e quattro a
Bergamo...Niente è stato tagliato!!!!!!!!!!!!!!!
Ora sembra
che il presidio alla villa sia stato tolto,ma la scorta no!!!!!!!!!!!
Nel nostro
paese sembra che le scorte siano ancora 600, che dire???????????
E questo si
va a sommare alla polemica della scorta per Fini!
Andate a
casa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Sempre
vigili
giovedì 16 agosto 2012
Nessun dorma...
Sono diversi
anni che il 16 Agosto mi ritrovo a scrivere delle visite che i politici si
degnano di fare alle carceri, guarda caso sempre il 15 Agosto, promettendo
grandi cose che poi, sistematicamente, vengono dimenticate nel tempo...e nulla
si fa!
E sono
stanca...
Sono stanca
delle parole della politica, delle parole di circostanza, delle parole vuote “vendute”
gratis a chi non ha prospettive.
(ANSA) - ROMA, 15 AGO - Nelle carceri italiane ci sono ad oggi 65.758 detenuti, 706 in meno rispetto al Ferragosto dell'anno scorso, quando erano 66.464. Il numero è stato comunicato dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria nel corso dei collegamenti che il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri ha avuto con le sale operative dei diversi corpi dello Stato. Degli oltre 65mila detenuti, quelli al 41 bis sono 685. E di questi, 40 si trovano reclusi in aree riservate.
Questa è la triste realtà...
E non voglio ri-citare Voltaire sul discorso delle carceri...
Lo scorso anno,in un intervento dei suoi, il
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva definito la
questione delle carceri italiane “una realtà che ci umilia in Europa e che ci
allarma per la sofferenza quotidiana di migliaia di esseri umani in condizioni
che definire disumane è un eufemismo”.
E il seguito??????????????
Cosa è stato fatto?
Come si è intervenuti?
Silenzio...
Silenzio perché nelle nostre carceri si
muore...nessuno deve ascoltare, nessuno deve vedere...silenzio!!!!!!!!!!!!
Silenzio.
Ma non possiamo rifugiarci nel
pensiero silente perchè il silenzio è ciò che rafforza il potere malvagio e
legittima la continua violazione dei diritti umani!
“Anche
quest’anno i Radicali trascorreranno il giorno di Ferragosto facendo visita ai
detenuti nelle carceri italiane.
Il 15 agosto, intorno alle 14, il leader
radicale Marco Pannella e la deputata Rita Bernardini si recheranno infatti al
carcere Castrogno di Teramo, insieme a una delegazione radicale composta da
Gianmarco Ciccarelli, membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani e dai
radicali teramani Renato Ciminà e Orazio Papili.
Le pessime condizioni della struttura
abruzzese - dove Pannella e i Radicali hanno effettuato diverse visite
ispettive - sono purtroppo note e al suo interno si sono consumati, dall’inizio
dell’anno, già quattro suicidi.”
Che
pagliacciata...che noiosi,che venditori di fumo, che traditori di diritti...
Sono 100 i
morti in carcere di questo anno...
Cosa si
aspetta?
Non mi piace ascoltare le solite
frasi di convenienza o di giudizio scontato,mi piace invece pensare che “noi
ascoltiamo” chi spesso non può avere voce,chi ha giocato male il primo tempo
della vita,chi ha sbagliato, chi non riesce a venirne fuori...
Sono profondamente disgustata dai
comportamenti di politici, istituzioni,addetti,associazioni...
Non si fa abbastanza!
..."Mostrami la prigione,mostrami
il carcere,
mostrami il detenuto la cui vita è andata male,
ed io ti mostrerò,ragazzo mio,mille ragioni
per cui è solo un caso se al suo posto non ci siamo noi."
Phil Ochs
mostrami il detenuto la cui vita è andata male,
ed io ti mostrerò,ragazzo mio,mille ragioni
per cui è solo un caso se al suo posto non ci siamo noi."
Phil Ochs
Sempre vigili
mercoledì 8 agosto 2012
Gelmini e l'eccesso di democrazia...
“ L’indignazione è sempre la premessa,ma occorre un
seguito:la ribellione”
di Luciana
Castellina
E allora iniziamo questa ribellione perché non se ne può
più!
Io continuo a dire
che siamo in un paese a dir poco strano...
Un paese dove:
viene istituzionalmente sancito che una
vetrina di una banca vale più della vita umana;
un “folle puttaniere” ha governato per oltre
dieci anni dicendo che tutto andava bene mentre la “crisi” già mordeva il
sedere a tanti italiani;
cacciato il folle e
la sua corte si accetta il Prof che fa capire chiaramente che il Parlamento non
ha poi quell’importanza che noi “semplici” cittadini gli attribuiamo;
il Prof rinuncia alle
“vacanze” per fare il giro dell’Europa a vendere l’immagine di un Italia
offesa,umiliata per un “eccesso di democrazia”come ha dichiarato la Gelmini
ospite di Omnibus...
La “signora” ha criticato i sindacati che, fomentando gli
scioperi e portando in piazza “gente incazzata”, non hanno permesso al governo
di fare quelle riforme necessarie al paese...
Peccato che la “signora” abbia dimenticato che gli unici interessi del
governo di cui ha fatto parte erano le leggi salva capo ...capo rincorso da
tribunali che tentavano di incriminarlo...
Peccato che quell’”eccesso di democrazia” abbia permesso alla signora di essere nominata ministro della pubblica istruzione...
Peccato che quell’”eccesso di democrazia” abbia permesso alla signora di essere nominata ministro della pubblica istruzione...
Peccato, sempre per quell’eccesso di democrazia ,che la
signora possa essere andata in Calabria
a superare l’esame di Stato...
Peccato che così democraticamente le sia stato permesso di
completare la sua opera prima:la distruzione della scuola pubblica e dell’università...
Le parole dell’ex
ministro Gelmini, sono un’offesa a chi sa cos’è la DEMOCRAZIA e che per questa
lotta,scrive,discute,lavora!
Che strano questo paese ...e strani i suoi abitanti!
Sempre vigili
lunedì 30 luglio 2012
E' possibile una politica diversa? Non con la stupidità...
E’ possible una politica diversa?
E’ possibile una
politica che si interessi del bene comune ?
E’ possibile raccogliere gli insegnamenti di Calamandrei?
E’ possibile ricominciare???????????
Da Sciascia a Calamandrei...
...“solo con la partecipazione collettiva e solidale alla vita politica un popolo può tornare padrone di sé". Sono le esortazioni, rivolte agli italiani, da Piero Calamandrei (Firenze 1889-1956),
Piero Calamandrei
Milano, 26 gennaio 1955
Milano, 26 gennaio 1955
“L’art.34 dice: “i capaci ed i
meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più
alti degli studi.” E se non hanno mezzi! Allora nella nostra Costituzione c’è
un articolo, che è il più importante di tutta la Costituzione, il più
impegnativo; non impegnativo per noi che siamo al desinare, ma soprattutto per
voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. Dice così: “E’ compito della
Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale, che,
limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il
pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i
lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. E’
compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona
umana. Quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare
la scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando
questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta
nell’articolo primo “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”
corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c’è questa possibilità per
ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza con il proprio
lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà
chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica. Una
democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia
soltanto una uguaglianza di diritto è una democrazia puramente formale, non è una
democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di
concorrere alla vita della Società, di portare il loro miglior contributo, in
cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a
questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la Società. E allora voi
capite da questo che la nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto
in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza,
un impegno, un lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto
lavoro vi sta dinnanzi! E’ stato detto giustamente che le Costituzioni sono
delle polemiche, che negli articoli delle Costituzioni, c’è sempre, anche se
dissimulata dalla formulazione fredda delle disposizioni, una polemica. Questa
polemica di solito è una polemica contro il passato, contro il passato recente,
contro il regime caduto da cui è venuto fuori il nuovo regime. Se voi leggete
la parte della Costituzione che si riferisce ai rapporti civili e politici, ai
diritti di libertà voi sentirete continuamente la polemica contro quella che
era la situazione prima della Repubblica, quando tutte queste libertà, che oggi
sono elencate, riaffermate solennemente, erano sistematicamente disconosciute:
quindi polemica nella parte dei diritti dell’uomo e del cittadino, contro il
passato. Ma c’è una parte della nostra Costituzione che è una polemica contro
il presente, contro la Società presente. Perché quando l’articolo 3 vi dice “E’
compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine economico e sociale
che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” riconosce, con questo,
che questi ostacoli oggi ci sono, di fatto e che bisogna rimuoverli. Dà un
giudizio, la Costituzione, un giudizio polemico, un giudizio negativo, contro l’ordinamento
sociale attuale, che bisogna modificare, attraverso questo strumento di
legalità, di trasformazione graduale, che la Costituzione ha messo a
disposizione dei cittadini italiani. Ma non è una Costituzione immobile, che
abbia fissato, un punto fermo. E’ una Costituzione che apre le vie verso
l’avvenire, non voglio dire rivoluzionaria, perché rivoluzione nel linguaggio
comune s’intende qualche cosa che sovverte violentemente; ma è una Costituzione
rinnovatrice, progressiva, che mira alla trasformazione di questa Società, in
cui può accadere che, anche quando ci sono le libertà giuridiche e politiche,
siano rese inutili, dalle disuguaglianze economiche e dalla impossibilità, per
molti cittadini, di essere persone e di accorgersi che dentro di loro c’è una
fiamma spirituale che, se fosse sviluppata in un regime di perequazione
economica, potrebbe anch’essa contribuire al progresso della Società. Quindi
polemica contro il presente, in cui viviamo e impegno di fare quanto è in noi
per trasformare questa situazione presente.
Però
vedete, la Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va
avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si
muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna
metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse,
la propria responsabilità; per questo una delle offese che si fanno alla
Costituzione è l’indifferenza alla politica, indifferentismo, che è, non qui
per fortuna, in questo uditorio, ma spesso in larghi strati, in larghe
categorie di giovani, un po’ una malattia dei giovani. La politica è una brutta
cosa. Che me ne importa della politica. E io quando sento fare questo discorso,
mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina, che qualcheduno di voi
conoscerà di quei due emigranti, due contadini che traversavano l’oceano, su un
piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro
stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca, con delle onde
altissime e il piroscafo oscillava. E allora uno di questi contadini,
impaurito, domanda a un marinaio “ ma siamo in pericolo?” e questo dice
“secondo me, se continua questo mare, tra mezz’ora il bastimento affonda.”
Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno, dice: “Beppe, Beppe,
Beppe”,….“che c’è!” … “Se continua questo mare, tra mezz’ora, il bastimento
affonda” e quello dice ”che me ne importa, non è mica mio!” Questo è l’
indifferentismo alla politica.
E’
così bello e così comodo. La libertà c’è, si vive in regime di libertà, ci sono
altre cose da fare che interessarsi di politica. E lo so anch’io. Il mondo è
così bello. E vero! Ci sono tante belle cose da vedere, da godere oltre che ad
occuparsi di politica. E la politica non è una piacevole cosa. Però, la libertà
è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando
si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno
sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai. E vi
auguro, di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi
auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia
non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno, che sulla
libertà bisogna vigilare,vigilare, dando il proprio contributo alla vita
politica.
La
Costituzione, vedete, è l’affermazione scritta in questi articoli, che dal
punto di vista letterario non sono belli, ma l’affermazione solenne della
solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune, che se va
affondo, va affondo per tutti questo bastimento. E’ la Carta della propria
libertà. La Carta per ciascuno di noi della propria dignità d’uomo. Io mi
ricordo le prime elezioni, dopo la caduta del fascismo, il 6 giugno del 1946; questo
popolo che da venticinque anni non aveva goduto delle libertà civili e
politiche, la prima volta che andò a votare, dopo un periodo di orrori, di
caos: la guerra civile, le lotte, le guerre, gli incendi, andò a votare. Io
ricordo, io ero a Firenze, lo stesso è capitato qui. Queste file di gente
disciplinata davanti alle sezioni. Disciplinata e lieta. Perché avevano la
sensazione di aver ritrovato la propria dignità, questo dare il voto, questo
portare la propria opinione per contribuire a creare, questa opinione della
comunità, questo essere padroni di noi, del proprio paese, della nostra patria,
della nostra terra; disporre noi delle nostre sorti, delle sorti del nostro
paese. Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la
vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il
senso civico, la coscienza civica, rendersi conto, questo è uno delle gioie
della vita, rendersi conto che ognuno di noi, nel mondo, non è solo! Che siamo
in più, che siamo parte di un tutto, tutto nei limiti dell’Italia e nel mondo.
Perché dobbiamo ri-farci sempre al passato?
Perché tra tutti gli sfaccendati che paghiamo profumatamente non c’è
alcuno che ragioni in termini di bene comune , tutti pensano ai propri
interessi...
Sempre vigili
giovedì 19 luglio 2012
Genova 20 -21 luglio 2001...
Non c'è bisogno di parole,anzi si...di una sola... VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!
Sempre vigili
mercoledì 11 luglio 2012
Niki Aprile Gatti e l'Italia si vergogni...
“Per poter essere forte, diventa un artista della parola; perché la forza dell’ uomo è nella lingua, e la parola è più potente di ogni arma”...
Leggo e pubblico: da http://luccanews.tv
Niki Gatti, 26 anni: misterioso suicidio a Sollicciano
La madre vuole la verità. A cura di Rosario Brillante
09-07-2012 Ore 23:04
La madre di Niki Aprile Gatti, Ornella Gemini, da quattro anni sta conducendo una difficile battaglia insieme ai vari Comitati di Avezzano (paese origine di Niki) e della Toscana per pretendere la vrità sulla morte del figlio, coinvolto in un inchiesta partita da Arezzo e relativa ad una truffa informatica che gonfiava le bollette telefoniche dei fiorentini. L'appello di sostegno gira sul web e pubblichiamo volentieri questa storia tragica misteriosa.
Il 19 di Giugno 2008 Niki Aprile Gatti, 26 anni, incensurato, si reca a Rimini, su incarico di un familiare del proprio titolare per capire i motivi per cui questi è stato arrestato. All'arrivo allo Studio Legale nel quale si doveva recare per avere informazioni e riferirne alla famiglia del titolare trova la polizia che lo arresta per reato di "truffa informatica".
Viene portato al carcere di massima sicurezza di Sollicciano a Firenze e messo in isolamento.
Con lui altri 17 indagati, pure arrestati, vengono portati a Rimini.
Ma quale indagine coinvolge il giovane ventiseienne?
Operazione Premium. condotta dalla Procura di Firenze. Esattamente dai Pm Canessa e Monferini.
L'indagine era partita dalla denuncia di migliaia di persone, principalmente fiorentine, che si ritrovarono con le bollette del telefono gonfiate. Fu scoperto che il coinvolgimento di grosse società telefoniche e informatiche. La Telecom risulta non coinvolta dalle indagini, nonostante il rapporto di collaborazione instaurato con le società indagate.
Niki resta tranquillo (come risulta dal colloquio con la psicologa del carcere e con le guardie carcerarie) ma chiede insistentemente di parlare con un magistrato per comprendere i reati contestati: chiede anche di poter telefonare a casa ma ricevo un rifiuto perché sottoposto ad isolamento.
Tuttavia il giorno 20 gli consegnano un telegramma, senza firma, benché non potesse avere nessun tipo di contatto con l'esterno. Il telegramma risulta partito da casa di Niki alle ore 20:58 , nonostante il fatto che l'abitazione, per logica avrebbe dovuto essere sotto sequestro visto che in essa erano custoditi i PC dell'arrestato. Nel testo gli viene indicato il nome della'vvocato da nominare come difensore. Pensando che il " consiglio" ricevuto provenisse dalla madre, come dichiara al magistrato, cambia legale. L'avvocato indicato da Niki é collaboratore dello Studio di Bologna, dell'avvocato Umberto Guerini.
Un personaggio che in una vecchia interrogazione parlamentare del 1990 ad opera di Luigi Cipiriani, viene citato per la storia di depistaggi nel processo sulla strage di Bologna: in una lettera, lo stesso giudice Persico indica al dott. Sica Umberto Guerini come uno dei partecipanti a riunioni tenute dal capocentro del controspionaggio di Firenze, Mannucci Benincasa, che si faceva chiamare 'capitano Manfredi', in caserme dei carabinieri allo scopo di 'intossicare' il processo sulla strage di Bologna
Niki nomina dunque l'avvocato e il giorno 23 viene sottoposto all'interrogatorio di garanzia al tribunale di Firenze. Risponde a tutte le domande del Magistrato senza avvalersi della facoltà di non rispondere. Gli viene detto che a seguito della sua collaborazione verrà probabilmente emanato l'ordine di scarcerazione e la disposizione degli arresti domiciliari.
In realtà è l'unico al quale viene confermata la custodia cautelare in carcere; per coloro che invece si avvalsero della facoltà di non rispondere scattarono immediatamente gli arresti domiciliari.
Il giorno dopo 24 giugno 2008, dopo 5 giorni di carcere, Niki si "suicida" con un laccio da scarpe. Era alto 1m e 82cm e pesava 90 kg.
Pochi giorni dopo la sua morte, il suo appartamento a San Marino viene letteralmente svuotato da ladri ignoti; anche l'azienda nella quale lavorava come informatico, la Oscorp, sempre di San Marino, subisce un furto. Da due fatture, datate, antecedentemente all'arresto di Niki risultava priva di ogni bene: ceduti a terzi mobili e pc, benché fino al giorno 18 Giugno Niki lavorasse in quegli uffici.
L'arrestato più noto sarà Piero Mancini, presidente dell' Arezzo Calcio e amministratore dell' internet provider Fly Net, concessionario di numeri «premium»: a seguire altri personaggi conosciuti. Giuseppe Cimieri, Francesco Cimieri e Carlo Contini (poi esclusi dal procedimento ma subito coinvolti in un'altra inchiesta nello stesso anno), soci della Plug Easy di Londra: una società che - secondo le accuse - fungeva da schermo per i fruitori finali italiani del traffico telefonico e consentiva - come due società di San Marino - cospicue evasioni Iva e il riciclaggio degli ingenti profitti delle frodi: almeno 10 milioni di euro.
Uno degli indagati viene anche intercettato mentre parlava con Salvatore Menzo per aiutarlo a riciclare il denaro (si parla addirittura di 55 milioni di euro) tramite lo Stato di San Marino.
Nell'inchiesta Premium c'è di mezzo proprio il piccolo Stato, perchè una delle società indagate è la OSCORP con sede a San Marino, il cui socio di maggioranza è Serafino Vallorani. Niki Aprile Gatti. Il ragazzo arrestato e suicida, è uno dei dipendenti.
Salvatore Menzo, uno degli indagati all'epoca, risulta indicato da un dossier della conferscenti umbra del 2010 come collegato con la cosca calabrese, molto radicata in Umbria, dei Farao-Marincola, che ha come business proprio gli affari con le società telefoniche e, grazie al caso Eutelia e soprattutto allo scoop di un giornalista del Manifesto, si scopre che, tramite un prestanome, possiedono anche una società off-shore proprio a Londra.
E a Londra ci sono le famose società incriminate dalla Premium.
Un' asse quindi che parte dalla Calabria, attraversa l'Umbria, passa per San Marino e approda a Londra.
Allo stato attuale, la morte di Niki è archiviata e non è dato sapere a che punto è l'inchiesta Premium. Ha fatto al stessa fine o giace in qualche cassetto?
Sempre vigili
sabato 30 giugno 2012
Prigioni vergogna...dov’è la costituzione?
E noi??????????? Noi dove siamo??????????
In questi ultimi tempi ascoltiamo solo numeri,numeri che raccontano la
crisi che ci attanaglia, che ci toglie la speranza di un futuro migliore, numeri
che ci portano a riflettere su quanto hanno rubato i nostri cari politici,
numeri che si affollano nelle menti di chi non ce la fa a sbarcare il
lunario...
E sono numeri anche questi...quelli dei suicidi in carcere...
Riflettiamo molto su questi numeri,perché ne siamo responsabili
civilmente...
Non siamo responsabili per le bugie dette dai governanti,delle azioni
truffaldine dei politicanti, di chi tenta di nascondere ciò che ci aspetta...ma
di questi suicidi dobbiamo caricarcene il peso!
Spesso pensiamo ai tanti detenuti come numeri,ma sono uomini e donne
che hanno una storia e spesso difficile, una famiglia che soffre e lotta per
loro, ma che si scontra con una giustizia malata e ingiusta e che ingessata in
se stessa non offre possibilità alcuna...
Non mi piace ascoltare le solite frasi di convenienza o di giudizio
scontato,mi piace invece pensare che “noi ascoltiamo” chi spesso non può avere
voce,chi ha giocato male il primo tempo della vita,chi ha sbagliato, chi non
riesce a venirne fuori...
Pensare a una lunga catena di giorni tutti uguali,chiusi in una cella
sovraffollata, senza fare nulla,senza speranza,senza...
La mente può perdere la razionalità e tutto può sembrare
migliore...anche la morte!
Notizie di oggi...
TERAMO. Nuovo suicidio in carcere a Teramo, a distanza di 24 ore dal
precedente analogo drammatico evento.
Come racconta Donato Capece,
segretario del sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe questa mattina
verso le 11.30 circa una detenuta si è suicidata impiccandosi con un lenzuolo
alla finestra della sua cella nel penitenziario abruzzese, a sole 24 ore dal
suicidio di un altro ristretto sempre a Teramo. La donna, T.L., etiope di 55
anni, era stata condannata a 18 anni per omicidio ed il suo fine pena era nel
2030.
Ieri...
TERAMO. Nelle prime ore di questa mattina, erano circa
le 7.20, un detenuto 44enne, di origini italiane, si è suicidato impiccandosi
nella cella del carcere di Teramo.
L'uomo, detenuto per reati vari, ha
utilizzato le lenzuola in dotazione ai carcerati. M.P., avrebbe finito di scontare le pena nell’agosto
del 2017. A nulla sono serviti i pur tempestivi soccorsi da parte dei
poliziotti penitenziari in servizio, così come si è rilevato vano l’intervento
del medico di turno nel carcere e il successivo intervento del 118 che hanno
solo potuto constatare il decesso.
Solo ieri a Pescara si è riusciti a sventare il suicidio di un altro detenuto che ha tentato di impiccarsi.
Solo ieri a Pescara si è riusciti a sventare il suicidio di un altro detenuto che ha tentato di impiccarsi.
E ora...
Lettera dei detenuti della casa circondariale di Fuorni (Salerno) da: http://www.detenutoignoto.com/
I detenuti della casa circondariale di Fuorni
(Salerno) comunicano che in data 02.07.2012 inizieranno una protesta non
violenta, con una durata di giorni tre, per chiedere l’attenzione del Tribunale
di Sorveglianza di Salerno.
Tale protesta
si svolgerà secondo la seguente forma:
- Vi sarà una totale
astensione dal ritirare il vitto, che quotidianamente consegna questa
amministrazione, il cosiddetto sciopero del carrello;
- Si effettueranno tre
serie di battiture delle inferriate con cadenza di trenta minuti ciascuna a
partire dalle ore 7 e secondo la seguente modalità: 7.00 - 7.30, 15.00- 15.30
, 22.30 -23.00
Questa
decisione è stata presa col fine di ottenere l’attenzione del Tribunale di
Sorveglianza di Salerno, affinchè sia ripristinato l’uso delle misure
alternative, applicando e rispettando i contenuti della “famosa” legge Gozzini
che è puntualmente disattesa dal nostro Tribunale.
Inoltre
chiediamo l’applicazione della Legge 26 Novembre 2010 (C.D. Legge
Salva-carceri). Tale norma in questo istituto non è assolutamente considerata
nonostante sia stata appositamente concepita per far fronte al
sovraffollamento, piaga che affligge l’intero “pianeta carcerario” ma che
potrebbe in particolar modo risollevare l’istituto in cui ci troviamo ammassati
in oltre 500, nonostante questa struttura sia in grado di ospitare meno della
metà dei detenuti che effettivamente vi sono. Tutto ciò aggiunge alla pena che
stiamo scontando un’ulteriore condanna che è quella di sopravvivere stipati in
celle roventi , vedendo calpestati ogni giorno non solo i nostri diritti
ma anche quello che è il Principio basilare della nostra Costituzione
secondo cui : “La pena deve tendere alla rieducazione del condannato e non può
consistere in trattamenti contrari al senso di umanità” (articolo 27).
Infine
chiediamo al Magistrato di Sorveglianza un dibattito aperto con questa
amministrazione affinchè vi siano delle visite periodiche per un reale
controllo delle condizioni in cui ci troviamo, solo in questo modo il
magistrato potrà rendere Giusto e “Umano” (secondo l’articolo sopra citato)
il suo operato, avendo ben presente le stato in cui ci troviamo che ci
costringe a vivere in condizioni disumane e degradanti, in un luogo così
saturo in cui non vi è spazio sufficiente per ciascun detenuto.
Fiduciosi
che questa direzione comprenda appieno le motivazioni della nostra protesta e
certi che appoggerà le nostre richieste
Porgiamo
distinti saluti,
I Detenuti
della Casa Circondariale di Salerno, Fuorni.
Sempre vigili
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