FRAGOROSO SILENZIO

domenica 11 dicembre 2011

L’indignazione è ovunque...







Niente tagli agli stipendi dei parlamentari...

"Non si può fare, è un'ingerenza del governo...”

“Quanto guadagnano i parlamentari italiani? Dopo le piccole riduzioni applicate a fine settembre scorso, per quanto riguarda i deputati lo stipendio base, che viene indicato come indennità, ammonta a 5.246,97 euro netti al mese, che scendono a 5.007,36 per chi svolge un'altra attività lavorativa. Se poi il deputato versa la quota aggiuntiva per la reversibilità dell'assegno vitalizio (cioè per far percepire il trattamento al proprio coniuge in caso di morte), allora l'indennità netta scende rispettivamente a 4.995,34 e a 4.755,73 euro. Questi importi non conteggiano le tasse locali, che mediamente incidono per circa 250 euro al mese. È prevista poi una riduzione del 10% per la parte del reddito che supera i 90 mila euro lordi all'anno e del 20% sopra i 150 mila euro.

E questa è solo l'indennità. Perché poi ci sono altre voci che fanno lievitare la busta paga. Ogni deputato infatti percepisce una diaria mensile pari a 3.501,11 euro netti, anche se tale somma viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza nelle sedute di assemblea con votazione elettronica. Per scongiurare però la decurtazione, è sufficiente partecipare al 30% delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.
E rispetto ai colleghi europei? Il confronto è solo indicativo,perché indennità e rimborsi vengono erogati secondo criteri differenti. In ogni caso, facendo il raffronto delle retribuzioni legate alle voci fisse, i parlamentari italiani percepiscono in media 11.700 euro netti al mese, mentre la media dell'area euro è di 5.339 euro. I parlamentari austriaci incassano 8.882 euro al mese, gli olandesi 7.177, i tedeschi 7.009, i francesi 6.892, gli irlandesi 6.839 e via via a scendere gli altri, con una differenza: in molti Paesi ci sono da aggiungere a queste voci i rimborsi, ma solo per le spese realmente effettuate. In Italia i rimborsi invece sono diventati parte dello stipendio con un regime forfettario che in molti casi non richiede giustificativi delle spese sostenute.”DA:Corriere della sera

Per il resto?????????????
Non si parla di ingerenza,si mettono in campo parole come Equità, rigore, crescita...
E gli italiani?
Credono,per esempio, a quelle quattro lacrime del ministro...
Dimenticando che la situazione disastrosa dell’Italia è dovuta alla politica,una politica becera, incapace e festaiola...
E che questi politicanti, che ancora paghiamo profumatamente,ad un certo punto, non hanno voluto fare il lavoro sporco, non hanno voluto né dire né fare e hanno ceduto il passo a chi il lavoro sporco lo ha dovuto fare...
Questo non lo dobbiamo dimenticare...
Ora possiamo criticare( ed è un dovere), perché possano essere attivati principi realmente equi, perché si suggeriscano percorsi rigorosi per tutti,ma non dobbiamo dimenticare che per anni li abbiamo lasciati fare...credendo,per esempio, ai contenuti delle campagne elettorali come: niente tasse...
Che poi i comuni, grazie a questi falsi discorsi, non avevano soldi per i servizi e andavano a bussare casa per casa dei cittadini, poco importava...Che poi Equitalia ti fa perdere la casa per 63 euro...ma lo stato deve far cassa!!!!!!!!!!!


Repubblica Genova / Cronaca /
Perde la casa per 63 euro
bufera su Equitalia

E tutto perché i signori parlamentari sono stati “seriamente” impegnati ad impoverire il paese...e a creare un “sistema” per mettere al riparo se stessi, le grandi ricchezze, gli evasori,gli imbroglioni della finanza, ecc.

Che poi l’Agenzia dell’entrate accerti la mia dichiarazione dei redditi...fa ridere,io sono un dipendente pubblico e le tasse mi vengono ritirate alla fonte, così come mio marito... e invece parte l’accertamento...a cosa al CUD?...
Così però l’Agenzia delle entrate dimostra che in un anno ha compiuto un numero elevato di accertamenti...( non ci vuole molto a verificare la mia dichiarazione)e il suo dovere è compiuto...però professionisti di alto livello che dichiarano scarsi 20000 euro e si permettono auto di lusso, ville, vacanze e altro...a quanto l’accertamento???????
Un sistema pagliaccio!!!!!!!!!!!
Le storie di vita che si leggono e si ascoltano raccontano una realtà indiscutibilmente disagiata,impoverita, miserabile...e “questi”dicono che non si possono ridurre lo stipendio?
E’ un’offesa alla nostra intelligenza, alla nostra condizione di cittadini “affamati” e il trionfo della loro stupida arroganza!


Sempre vigili

giovedì 1 dicembre 2011

Ma perchè ci penso?




Aumentano le tensioni e le preoccupazioni sul proprio futuro personale e professionale perché con l’esplosione della crisi tutti i nodi sono venuti al pettine.
La nave non cambia rotta per uscire dalla spirale, le riforme strutturali eque stentano, si ripropongono ricette antiche che non ci hanno salvato e che “affamano” i più. Si spendono parole, tante parole, pochi i fatti concreti e costruttivi...Cambia lo stile non la sostanza...
E’ necessario modificare questa società...perchè...

... la mondializzazione dell’economia, la globalizzazione dei mercati,lo sviluppo inesorabile delle tecnologie, la velocità delle informazioni e il loro costante aumento sono le caratteristiche fondamentali di questi decenni. La sfida è saper gestire correttamente e consapevolmente tutto ciò. Di contro continueremo ad avere una società dell’informazione e non della conoscenza,una società basata sull’accettazione apatica e non critica.
Nella società della conoscenza, le conoscenze sono il fondamento dell’economia e dello sviluppo sociale, infatti gli individui realizzano la loro libertà e la loro autonomia, sulla capacità di accedere ai saperi, alle competenze, all’ apprendimento e quindi sulla possibilità di sviluppare tali competenze.
Conoscere,apprendere e saper utilizzare le proprie conoscenze diventano parole “piene” che permettono di mettere a nudo i caratteri specifici delle moderne società e delinearne il futuro.
Per lavorare significativamente verso questo traguardo è obbligatorio considerare le persone come “risorse umane”, come il nuovo capitale del paese e impegnarsi seriamente perché l’istruzione non sia a tempo bensì permanente.
Quindi è necessario un cambiamento radicale dell’idea di istruzione per essere al passo del nuovo tempo.
La scuola è chiamata a svolgere un ruolo centrale nel processo dell’istruzione permanente, un percorso diverso da quello messo in atto in questi ultimi decenni dai vari Centri Territoriali che hanno svolto un ruolo sì necessario e propositivo, ma non esaustivo.
E’ la scuola che deve aprirsi a nuove categorie come: creatività, l’internazionalità, l’interistituzionalità,l’intersocialità...ma questa scommessa è tutta da giocare perché oggi la scuola vive una situazione di difficoltà e di disinteresse da parte dei governanti,degli addetti e non solo. Occorre prendere in esame i nuovi soggetti della formazione, promuovere l’innovazione e la valorizzazione delle diversità, attivare un ripensamento globale e radicale della pedagogia e della didattica per sperimentare “nuove” didattiche, efficaci e significative. Solo in questo modo si aiuteranno i giovani nella ricerca della propria identità e ad orientarsi nel vasto mondo contemporaneo. E’ necessario guardare la scuola come un luogo in cui interagiscono più persone le cui identità sono in continua evoluzione, un luogo dove l’identità personale si costruisce in modo relazionale e si struttura gradualmente nel tempo in una quotidianità ricca di affettività. Accanto a percorsi strutturati e formali,pertanto, è importante promuovere attività volte ai vari piani della vita affettiva, per imparare a riconoscerla e comprenderla. E’ un compito complesso che rende necessario e indispensabile non solo un’ampia formazione iniziale ma una “formazione permanente” dei docenti che deve avere un ruolo primario per le strategie di cambiamento e per la qualità del sistema formativo.
Per anni,invece, l’obiettivo principale dei vari corsi di formazione è stato la diffusione di modelli e strategie che l’amministrazione intendeva istituzionalizzare e non una formazione finalizzata a migliorare la qualità dei docenti con percorsi efficaci e rispondenti alle loro richieste...di cui la più pressante è sempre “sviluppare la professionalità”. Quindi occorre maggiore attenzione alla “centralità” della domanda dei docenti per una tipologia formativa finalizzata alle aree tematiche privilegiate indicate dai docenti stessi.
Non a caso una “buona” formazione deve saper creare sinergie tra la realtà esterna e la realtà interna alla scuola, tra i cambiamenti imposti da “fuori” e le innovazioni che derivano dal desiderio di crescere.
Dunque obiettivo fondamentale è creare le condizioni per cui ciascun docente possa dare pieno sviluppo alla sua professionalità in modo da contribuire costruttivamente allo sviluppo del sistema formativo .
Ciò comporta un profondo cambiamento teorico ed operativo nel campo dell’educazione permanente , cambiamento che promuova una dimensione strategica della formazione che si traduca in opportunità di apprendimento in diverse sedi e in un percorso di continuum di vita, professionalità e carriera in una progettualità fattiva e spendibile nella realtà scolastica.
Ci devono essere tempi garantiti dedicati alla formazione perché insegnanti “esperti” sono una risorsa non solo per il sistema formativo in quanto dispongono di un patrimonio di conoscenze e di competenze da spendere anche per la realizzazione di una società più consapevole.
La scuola è sempre di più sollecitata ad assumere impegni nuovi e con atti decisionali che spesso sono molto distanti dal passato, ma che colgono pienamente il presente e il futuro. La capacità di orientarsi correttamente, di leggere in profondità i diversi fenomeni, di affrontare i problemi, dipenderà dalla preparazione dei docenti che quotidianamente non si lasciano distrarre dalle parole dette dai più, parole che spesso alimentano la confusione, l’ambiguità,che scompaiono e ricompaiono, si modificano in nome di
“ sospette” riforme,parole che si svuotano e rischiano di perdere di senso, seminando incertezze. I docenti però non seguono la “moda”, mettono in campo la loro professionalità a tutela specifica degli alunni e non per l’esistenza dell’art. 34 della Costituzione ma perché questo è il loro compito primario.
Questo è solo un aspetto del fermento che c’è all’interno della scuola, un mondo che da sempre è stato una fucina di idee, idee che sistematicamente sono state affossate dai diversi ministri succeduti alla direzione dell’Istruzione, idee “rubate” da altri paesi ma boicottate nel nostro in nome dei tagli.
Tagli che hanno demoralizzato i docenti, che hanno reso sempre più difficile il lavoro quotidiano, che hanno favorito l’impoverimento delle scuole, che hanno cancellato l’attività progettuale che promuoveva l’arricchimento della formazione,che non permettono attività finalizzate alla piena realizzazione della personalità di ciascuno. Si è tornati ad una scuola ad un binario solo, sono stati tagliati tutti gli altri...e nonostante tutto i docenti continuano a far vivere la scuola, a volte arrampicandosi sugli specchi, a volte facendo ricorso a tutta la creatività posseduta, sempre di più gratuitamente purchè gli alunni “vivano” positivamente il tempo scolastico e diventino liberi cittadini...
Fino a quando??????????
L’età media dei docenti è molto alta,sono spesso dei vecchi “giovani” che non conoscono il termine “scialla” o “ vaporizzati”...
E dovremo resistere fino a 65 anni...e oltre!
Cosa racconteremo agli alunni? Come ci vedranno? Come riusciremo ad essere in sintonia, in empatia con loro?
Come riusciremo a leggere in chiave futuristica i diversi problemi? Come faremo a rispondere anche fisicamente alle loro richieste? Con la forza dei nonni?
La “resistenza” ha un limite...
Sempre vigili

domenica 27 novembre 2011

Italia,Italia...e tutto naufraga...











Morti e dispersi ieri sera nelle acque brindisine per il naufragio di un barca a vela ...Gloria, di 12 metri, partita cinque giorni fa dalla Turchia con a bordo circa 70\80 persone... migranti cingalesi, afghani e pakistani, tutti uomini e tra questi quattro minorenni tra i 16 e i 17 anni. La barca a vela, battente bandiera americana, si è incagliata sulla scogliera e rovesciata mentre tentava di approdare clandestinamente sulle coste pugliesi. I soccorritori hanno tratto in salvo 39 persone.
Uno dei sopravvissuti si chiama Hussein...

“«Sedici anni, sedici anni». Puoi chiedere qualsiasi cosa ad Hussein. Ma lui risponde sempre così. «Sedici anni, sedici anni». Le uniche due parole che sa dire in italiano.
L'ultima difesa rimasta a questo gruppo di migranti ragazzini scampato alla morte attraversando il mare in cerca di futuro. Due parole imparate a memoria prima di partire, perché chi è minorenne può chiedere di restare anche se non ha i documenti in regola. E stavolta qualche minorenne c'è per davvero”.
"Sarebbero almeno una decina" i morti del naufragio di un barcone di immigrati che si è rovesciato al largo di Brindisi nel tardo pomeriggio. Lo dice Fabiano Amati, coordinatore protezione civile della regione, secondo cui “i morti sarebbero una decina” e una settantina i sopravvissuti. Ma la confusione è estrema, anche perchè non si sa quanti migranti fossero effettivamente sull’imbarcazione, e perchè numerosi, forse una trentina, hanno raggiunto la terraferma da soli.”

Il sogno Italia, per i dispersi, si è infranto in quegli scogli, in quelle acque gelide di una notte cupa e ventosa...
Una vera beffa per chi non ce l’ha fatta, un destino iniquo e ingiusto ha spazzato le loro vite e le loro speranze...
Hanno attraversato il mare pagando i trafficanti di uomini, stretti “disumanamente”,fiduciosi di trovare un futuro migliore, un futuro senza fame...
Ma un vento “cattivo” ha seminato paura, disperazione e morte...
Doveva essere l’alba, l’alba di una nuova vita e invece un buio freddo e assassino ha inghiottito vite,storie umane...
Cosa avranno pensato quegli uomini quando le acque gelide li hanno sopraffatti, quali immagini di persone care, quali ricordi di momenti dolci vissuti si sono sovrapposti nella loro mente come in un film di altri tempi?
Oggi, per tutti gli uomini, è un’alba “nera”...


I trafficanti di uomini...sono Uomini??????
“In nessun luogo al mondo,
né in cielo,né in fondo al mare,
né nelle più remote gole montane,
puoi sottrarti alle conseguenze
del male che hai fatto”
( Dhammapada)

Sempre vigili

mercoledì 23 novembre 2011

Su la testa...




Siamo così...








Don Gallo: “La Chiesa paghi le tasse e sia povera”
“L’emendamento dei radicali sulla richiesta di contribuzione del Vaticano all’economia del Paese”, non solo è “giusto”, ma rappresenta anche “un’occasione per la Chiesa stessa per recuperare la strada maestra della sobrietà e della vicinanza con gli ultimi”. Lo ha detto don Andrea Gallo, intervenendo alla festa dell’Anpi a Toirano, in occasione della presentazione del suo libro “Di sana e robusta Costituzione”. Il fondatore della comunità per tossicodipendenti “San Benedetto al Porto” ha richiamato la platea ai valori fondanti del testo costituzionale, criticando “il moralismo della Chiesa” – soprattutto in tema di sessualità – ed esaltando la necessità per le donne di rivendicare con forza i loro diritti “se non ora quando”. Don Gallo non ha risparmiato critiche a un governo che “colpisce sistematicamente il bene pubblico in tutte le sue forme” (a partire dalla scuola) e nei confronti di “soggetti che ne distorcono il significato”. L’attacco è rivolto soprattutto a Comunione e Liberazione, ribattezzata per l’occasione “Comunione e Lottizzazione”. Don Gallo ha concluso citando Don Milani: “Le uniche due armi che ha il popolo sono il voto e lo sciopero”. Ma “di fronte a un periodo come questo non basta uno sciopero di un giorno. Ci vorrebbe di almeno un mese!” di Giovannij Lucci

Sempre vigili

mercoledì 16 novembre 2011

Questione di stile...





Dopo una lunga attesa Mario Monti scioglie la riserva e presenta la sua squadra che ha già giurato davanti al Presidente Napolitano...
Speriamo sia un giuramento e non uno spergiuro. Ora tra luci ed ombre si proceda a lavorare...
Le parole d’ordine dovranno essere credibilità, serietà, trasparenza ...termini sconosciuti alla politica, concetti astrusi per il potere...ma questo governo non è” Il potere”???????
Non è una questione di termini bensì di comportamento...dell’agire di ciascuno.
Avrà la forza di ribaltare il sistema? Un sistema ingordo che trasborda di corruzione, di falsità, di privilegi?
Riserviamoci di esprimere un giudizio quando avremo letto il programma...
Ci aspettiamo discontinuità con il passato, un passato ambiguo e contraddittorio che ci ha umiliato a livello mondiale...
Ci aspettiamo...
Sempre vigili

domenica 13 novembre 2011

L'Italia sta in piedi solo perché non sa da che parte cadere. Roberto Gervaso




S’è dimesso...dopo 1283giorni...
Tanti sono i giorni di vita del governo appena “caduto”...
1283 giorni di show...
Ma lo spettacolo non è finito,ora inizia la parte migliore...
Oggi...
Chi poteva governare dopo Berlusconi?
Nessuno visto che a destra e a sinistra dilaga una mediocrità imbarazzante.
Nessuno dei politicanti in carriera ha il carisma e la personalità per farlo.
Allora ci “becchiamo” il governo tecnico che, secondo i più,potrà mettere in campo tutte quelle “riforme”che salveranno l’Italia.
Sarà possibile? Sarà semplice?
Ma quali le riforme all’orizzonte?
Privatizzazioni,liberalizzazione delle professioni, mani nelle nostre tasche in nome di un sempre più impossibile e improponibile attaccamento al paese, imposizioni e divieti di ogni genere.
Silenzio sarà la parola d’ordine.
Giustizia ,scuola e sanità, le tre sorelle con un destino politico che le accomuna, genuflesse di fronte ai tanti boicottaggi e agli ulteriori tagli...ma si sa il “pubblico” non piace,va demolito definitivamente...
E così avremo banche sempre più potenti, stipendi liquefatti, impennata della povertà e mense della Caritas super affollate...
Di certo per il groviglio di politicanti, di dirigenti, di industriali ed imprenditori, i detentori del potere reale, nulla cambierà, o meglio avranno strumenti in più per ridurci al silenzio.
D’ora in poi sarà il silenzio a parlare.
Sarà il silenzio a dirci dove va il nostro paese,un silenzio assordante perché riempito di assenza di libertà, di diritti, di futuro ...



Piangi, che ben hai donde, Italia mia,
Le genti a vincer nata
E nella fausta sorte e nella ria.
Se fosser gli occhi tuoi due fonti vive,
Mai non potrebbe il pianto
Adeguarsi al tuo danno ed allo scorno...
G.Leopardi



Sempre vigili


venerdì 11 novembre 2011

Non siamo eguali…

Leggo e Pubblico…http://www.globalproject.info

Brava Vanessa!!!!!!!!!!!!



E se gliel’ ha cantata!



Viva l’Italia, ma quella del 99%
di Augusto Illuminati


Non siamo eguali! Non siamo assolutamente eguali! Gliel’ha gridato così bene Vanessa in faccia a Diego Della Valle durante Servizio pubblico di Santoro che non è il caso di aggiungerci niente. Una scarpa in faccia allo scarparo mastelliano. Sì, il 99% non è eguale al residuo 1% e poco importa se quell’1% sia composto da politici corrotti o da politici falliti, da imprenditori di successo o da magliari assatanati. Ci dividono il reddito e i progetti, il bilancio del passato e le volontà di futuro. La divisione non passa fra generazioni o fra politica e società civile, non passa neppure fra garantiti e non garantiti –come vorrebbero compassionevoli riformisti e allucinati insurrezionalisti– ma fra chi pratica la democrazia e rifiuta di pagare la crisi e chi usa la crisi per accrescere i profitti e strangolare la democrazia. Di volta in volta (e fa poco differenza, se non tattica) in nome del partito della gnocca o delle larghe intese, dell’Europa o della sovranità nazionale, della Bce o di Bankitalia, rinserrati nel bunker di Bab al-Graziolya o indaffarati a comporre un governo da Fini a Di Pietro. Il partito dell’amore contro il partito della sfiga. E finiamola pure con il moralismo, perché è spassoso ridere di Scilipoti e Brunetta, ma –siamo oggettivi– che dire di Rutelli o di Bocchino, delle bischerate di Renzi o di Fini passato dalla sala operativa di Genova 2001 alle risse di Ballarò? Eguali un cazzo! E le intercettazioni di Lavitola dovrebbero distrarci dai guai che ci arrivano dalla corrispondenza di Draghi o dagli impegni libici di Napolitano e dai suoi appelli sacrificali? Tutti i “regalini” del cavalier Pompetta alle olgettine sono molto meno dei soldi che dobbiamo cacciare di tasca nostra per salvare le banche, sanare le difficoltà delle multinazionali e bombardare, in conto Usa, ieri la Libia domani l’Iran.
Il cerchio magico intorno al recalcitrante Berlusconi, a differenza di quello bossiano che mira a proteggere dai suoi nemici il capo ritronato, si mostra piuttosto intenzionato a salvare il salvabile sacrificando il capo, diluendo e scaricando il prezzo dei sacrifici “richiesti dall’Europa” e dai mercati su uno schieramento più vasto, che arrivi per lo meno al Pd. L’elusivo balletto dei commissariamenti reciproci copre la cruda realtà di una devastante manovra finanziaria per far pagare al 99% i debiti dell’1% (le cifre reali saranno un po’ diverse, ma senz’altro in un rapporto inferiore a 1-10), per far passare l’ideologia liberista del pareggio di bilancio e il ricatto del default, stroncando il tenore di vita e la volontà democratica della grande maggioranza.
Non siamo eguali, dunque, non lo siamo proprio per niente. Loro sono eguali, anche se litigano: Confindustria, moderati di ogni sorta, tromboni virtuosi alla Montezemolo o arroganti alla Marchionne, banchieri, faccendieri, speculatori, deputati peones, portavoce, ecc., oggi tutti confluenti, con la benedizione della Chiesa e del Colle, verso le larghe intese e il passo indietro. Un passo indietro per stangare meglio il 99%.
Dicono di voler salvare l’Italia, ma vogliono salvarla come stanno “salvando” la Grecia e come avrebbero voluto risanare negli anni scorsi l’Argentina e l’Islanda. Che per fortuna non ci sono state e oggi respirano meglio di noi. Vogliono salvarci introducendo l’obbligo costituzionale di pareggio del bilancio –una follia cui ha aderito con entusiasmo il Pd e su cui peraltro stanno cominciando i ripensamenti–, vogliono salvarci con i licenziamenti facili, segando le detrazioni fiscali da lavoro dipendente e gli assegni familiari quindi i salari (questa è la botta di imminente arrivo ma già ratificata nella manovra d’agosto), vogliono salvarci innalzando ancora le aliquote Iva e scatenando l’inflazione. Insomma, in nome del liberismo e nell’interesse della speculazione finanziaria, vogliono distruggere l’Italia e asservire l’euro al dollaro. Questo è il dato primario, in via secondaria esistono disaccordi se il salvatore debba essere Berlusconi o Tremonti (già bolliti), Casini o Bersani, Monti o Gianni Letta (risparmiateci l’avvocaticchio Alfano o lo sbirro Maroni). Sul programma economico e fiscale tutti d’accordo, con piccole varianti su pensioni e patrimoniale, ma senza la minima idea di come uscire dalla crisi.
Noi stiamo da un’altra parte, con idee ancora non abbastanza elaborate (inutile vantarsi) ma che si muovono nella direzione giusta. Default controllato, battaglia in un quadro europeo senza nostalgie sovraniste, orientamento verso i Bricks più che verso Usa di nuovo bellicosi, reddito di esistenza, difesa dei diritti del lavoro ex-garantito insieme a quelli della maggioranza ormai intermittente e precaria, cittadinanza ai migranti stabili e nativi (un ossimoro che denuncia le assurdità della nostra legislazione), riconversione dell’economia, riscrittura della Costituzione nella logica dei beni comuni, della proprietà del comune. Siamo convinti che questa sia la strada per salvare l’Italia, che non è minacciata dal debito ma dal modo in cui Euro Tower e Palazzo Koch (altro che Palazzo Grazioli) vogliono farcelo pagare.
Viva l’Italia, allora, ma viva l’Italia del 14 dicembre, l’Italia del 99% che è derubata ma resiste, che vogliono scippare dei referendum, del reddito e delle pensioni, che descrivono opulenta, stravaccata nei ristoranti e incollata ai cellulari oppure sognano sprofondata nell’austerità e pavesata di tricolori, sempre tuttavia docile e responsabile, vittima gaudente o riflessiva ma ognora sottomessa. Non andrà così, responsabili e moderati rischiano una grossa delusione, gettate un’occhiata distratta a Oakland.

Intanto a Roma i Draghi Ribelli sfidano di nuovo il decreto di Alemanno...






Ma le manifestazioni sono in tutta Italia…

Sempre vigili