FRAGOROSO SILENZIO

sabato 29 maggio 2010

Niki Aprile Gatti ...e l'incontro alla Sapienza


Martedì 25 maggio 2010,ho partecipato al convegno “SICURI DA MORIRE” promosso dal collettivo degli studenti di Scienze Politiche "La Sapienza".In questa occasione è stato ufficialmente presentato il libro: "Impìccati. Storie di morte nelle prigioni italiane" (DeriveApprodi, 2010),

libro che raccoglie le storie di otto persone, entrate vive in carcere ed uscite senza vita: Aldo Bianzino, Diana Blefari, Luigi Acquaviva, Sami Mbarka Ben Gargi, Stefano Frapporti, Camillo Valentini, Niki Aprile Gatti, Stefano Cucchi.

Erano presenti Luca Cardinalini (autore del libro)
Valentina Calderone (A buon diritto)
Mauro Palma (Antigone, Commissione europea contro la tortura)

All’incontro sono state invitate le famiglie di:
Stefano Cucchi
Niki Gatti Aprile

Il convegno,esempio di notevole sensibilizzazione ad un tema difficile e complesso per il nostro paese,è stato abilmente introdotto da una giovane studentessa del collettivo che ha mostrato un’ampia conoscenza del problema riportando dati e situazioni che sono un’onta per un paese civile. Dati e situazioni che sono state suffragate dalle dichiarazioni degli esperti presenti.

Il convegno si è aperto con una significativa frase di Neruda riportata sulla locandina: “Potranno recidere tutti i fiori, ma non potranno fermare la primavera”…

I partecipanti erano tutti studenti della Sapienza e questo mi ha confermato quanto siano nocive e qualunquiste le generalizzazioni sui giovani che molti fanno parlando di “bamboccioni” e quanto altro…denigrando o sminuendo l’impegno di tanti di loro nel sociale e nell’affrontare tematiche scomode per i più.

Di “diversamente giovani” come me, ve ne erano pochi,forse l’orario non è stato dei più consoni ad un pubblico adulto per motivi di lavoro.(15,30)

Non è intervenuta la famiglia Cucchi,era presente,invece la famiglia di Niki Aprile Gatti.

Il giornalista Luca Cardinalini,nel presentare il libro, ha citato alcuni casi riportati, casi che ci dimostrano come in carcere si muore.

E’ questo il vero argomento da affrontare…

Perché di carcere si parla, ma spesso sono i numeri a essere al centro dell'attenzione, più che le storie dei singoli individui.

Quando qualcuno muore è quasi sempre grazie alla forza e al coraggio dei familiari che la sua storia riesce a uscire dal silenzio e così la cronaca ne parla…ma a tempo, perché le notizie hanno vita breve…e vita breve hanno avuto tutti i protagonisti del libro che presi in custodia dallo Stato non hanno avuto l’attenzione,il rispetto,il diritto di essere prima di tutto “persone”.

Riporto alcuni concetti espressi da Cardinalini:

“In carcere si muore: suicidio, omicidio, overdose, malattia. Quello che non dovrebbe mai succedere è morire di carcere, per mano di chi ti ha in custodia o per negligenza di chi ti ha in cura. Le cifre non aiutano. Sapere che ogni anno circa 100 persone muoiono nelle carceri italiane, non rende l’idea. Intanto perché il numero è per difetto, molti vengono trasportati moribondi al pronto soccorso di un ospedale, lì muoiono e il numero resta in carico alla sanità pubblica e non all’istituzione penitenziaria.”

E ancora….

"La violenza non è l’unico linguaggio del carcere, ma è un linguaggio presente, direi quasi universale e comprensibile da tutti, stranieri compresi visto che sono ormai una percentuale significativa della popolazione carceraria. Oltre a quella fisica fatta di botte, che ci sono, ne esistono altre fatte di prevaricazione, soggezione, umiliazione che restano completamente nell’ombra. Restiamo alla violenza fisica: perfino al peggior criminale di guerra è garantito un processo e l’incolumità fisica, mi chiedo come sia possibile che in Italia, nel 2010, ci siano persone che vengano picchiati in una caserma o muoiano in carcere senza che parenti e avvocati sappiano nulla, senza che un direttore o un ministro si dimetta un minuto dopo".

Molto più “tecnico” l’intervento di Palma che ha riportato la sua esperienza all’interno di Antigone e che ha offerto spunti molto significativi per il successivo dibattito. Un passaggio decisamente importante del suo articolato discorso è stato il parere espresso sullo strumento della “custodia cautelare”,strumento di per sé illegale… (in un sistema che di legale non ha più nulla. nota personale della sottoscritta).

Interessante anche l’intervento di Valentina Calderone di “A buon diritto” che ha puntato il dito sul problema “sicurezza” nelle carceri.

Molto “forte” e incisivo l’intervento del portavoce della famiglia di Niki che,invitato a prendere la parola, ha ribadito con assoluta decisione di non credere a quanto affermato dal carcere e dalla magistratura sulla morte del loro caro e posto l’attenzione sulle tante incongruenze costituzionali e amministrative del caso e in più ha sottolineato come,di fatto,per esempio, non sia stata applicata la circolare dello Stato”sui nuovi giunti” che regola e facilita l’entrata in carcere dei singoli soggetti e ha citato alcune motivazioni addotte dal magistrato nell’archiviare il caso, motivazioni “offensive” nei confronti non solo di Niki,ma anche della dignità della famiglia

che non condivide tale soluzione e pertanto continuerà a ricercare la verità…

Tale intervento ha voluto anche evidenziare il filo conduttore del libro…che è,di fatto, un messaggio di impunità chiaro e deciso dello stato ai singoli cittadini…

Le storie,e il portavoce ne ha elencate altre che non sono inserite nel libro,sono storie che dovrebbero allarmare e indignare chiunque, storie di assenza di diritti umani e di “ordinaria” violenza perpetrata dallo stato ai danni dei più deboli…

In questo intervento sono stati anche citati video che dimostrano l’eccessivo potere dato alle forze dell’ordine nelle singole situazioni da Genova, a Vicenza,al salone del libro a Torino ed altri che ben fanno intendere quel messaggio di impunità che regola e gestisce i comportamenti dello stato.

Il pubblico ha seguito attentamente e ha condiviso pienamente quanto detto dalla famiglia di Niki…

Molti gli interventi degli studenti che hanno posto l’accento anche sulla gestione dei CIE e degli abusi che in questi luoghi vengono perpetrati.

In questo convegno non c’erano né televisioni né giornalisti delle varie testate…

Forse ciò di cui dobbiamo preoccuparci seriamente è l’indifferenza della società civile a temi e problematiche che ci riguardano direttamente in quanto”uomini”…

Non possiamo girare la testa dall’altra parte quando vediamo cose che non ci illuminano il percorso ma ce lo rendono impervio e accidentato,l’impegno è e deve essere di tutti perché solo insieme riusciamo a far capire che le carceri non sono un mondo al di fuori del nostro mondo,ma sono un “pezzo” di questo che urla all’inciviltà…Non possiamo non pensare alle persone che sono “costretti” a vivere come topi in gabbia, dimenticati e oltraggiati da una realtà che offende e umilia la dignità di ciascuno di noi…

La Sapienza era l'Università frequentata da Niki....

Le parole di questa poesia dicono di più di quanto vogliano….



La verità è sempre quella,

la cattiveria degli uomini

che ti abbassa

e ti costruisce un santuario di odio

dietro la porta socchiusa.

Ma l'amore della povera gente

brilla più di una qualsiasi filosofia.

Un povero ti dà tutto

e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.

La verità è sempre quella,
la cattiveria degli uomini
che ti abbassa
e ti costruisce un santuario di odio
dietro la porta socchiusa.
Ma l'amore della povera gente
brilla più di una qualsiasi filosofia.
Un povero ti dà tutto
e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.


Carta | Le carceri sono fuorilegge. Appello e adesioni

www.carta.org

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giovedì 27 maggio 2010

Fin che la barca va....


C’è barca e barca…

Noi poveri lavoratori dipendenti siamo tutti “appassionatamente”dentro la barca dei debiti dell’ Italia…ma ,siccome solo noi abbiamo soldi... ci bloccano lo stipendio che già era da fame e che tra qualche anno sarà un SUSSIDIO…e così continuiamo noi a pagare le altre barche…E ce ne sono di Barche…C’è quella “mitica” di Briatore…che da quando è stata sequestrata all’allegra famigliola, che in tempo di crisi per i più,la abitava in attesa dei lavori ad una altrettanto “mitica” casa,ha provocato ansia sia alla madre,pare abbia avuto problemi di latte, che al pargolo…Infatti è stato dichiarato che il “dorato pargolo” piange in continuazione da quella mattina… però…ha già capito cos'è il Lusso …

Nathan Falco Briatore Risente Del Sequestro Dello Yacht

Martedì, 25 Maggio 2010: Excite Italia

Anche il bambino di Elisabetta e Flavio è sotto shock dopo che gli hanno tolto la sua prima dimora, cambiandogli i ritmi vitali

(F1, Briatore Indagato per Contrabbando


…Poi c’è la barca…,riduttivo chiamarla così,di Piersilvio…


IL NATANTE È STATO REALIZZATO DAI CANTIERI DEL GRUPPO FERRETTI

Varato lo yacht di Pier Silvio Berlusconi

La nuova imbarcazione un «Custom line 124» è lunga 37 metri ed è costata circa 18 milioni di euro

MILANO - La crisi c'è, ma non per tutti. Mentre a Roma il governo varava una manovra da 24 miliardi di euro, ad Ancona è stato varato infatti il nuovo yacht da 37 metri di proprietà del vicepresidente di Mediaset Pier Silvio Berlusconi un «Custom line 124», da 18 milioni di euro realizzato dai cantieri del gruppo Ferretti.

IL NUOVO YACHT - Lo yacht che è dotato di 4 suite e una sala fitness può raggiungere una velocità di 27 nodi e può ospitare fino a dieci persone oltre alle sei di equipaggio. Come spiega nel dettaglio il quotidiano Romagna Oggi, si tratta della «prima unità del modello 124', nuova ammiraglia della flotta planante di Custom Line. Il maxi yacht misura oltre 37 metri ed è stato realizzato nello stabilimento produttivo di Ancona». E proprio nel capoluogo è avvenuto il tradizionale battesimo con tanto di bottiglia di spumante infranta sulla chiglia.

Berlusconi e gli yacht, passione di famiglia

Altri due esemplari analoghi, già venduti, sono in produzione nei cantieri marchigiani. Il nuovo modello farà il suo debutto ufficiale al Festival de la Plaisance di Cannes, il prossimo settembre.

IL PRECEDENTE - Tre anni fa Pier Silvio Berlusconi aveva già scelto i cantieri anconetani per un altro yacht, chiamato «Suegno», della lunghezza di 30 metri e costato circa dieci milioni di euro.

Redazione online- Il Corriere della sera
27 maggio 2010

Se riflettiamo al costo di questo gingillo …è più di metà della manovra “lacrime e sangue”…

Ma posso incavolarmi o no?

Case mitiche,barche mitiche,ruberie e frodi mitiche…ecco cosa sanno fare i nostri politici…BASTA!

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mercoledì 19 maggio 2010

Casa,dolce casa....



Scrive Renos K. Papadopoulos, psicoterapeuta di fama internazionale: “Tutti sanno che “casa” è qualcosa di più della casa fisica concreta che fornisce protezione e (si spera) calore umano e nutrimento a tutti i membri della famiglia. Casa può anche esser considerata una categoria psicologica che riunisce i processi psicologici di base che facilitano il primo sviluppo umano”.

La “casa” si colloca in uno spazio a confine tra il concreto e il simbolico, uno spazio che mette in relazione la casa fisica alla sua rappresentazione simbolica e alla sua funzione psicologica.

Essa è un luogo psicologicamente importante, un luogo vestito emozionalmente, sentirsi a casa significa sentirsi al sicuro, sentirsi protetti, ed è uno stato d'animo molto legato alla famiglia. “Casa” è il luogo della famiglia, è lo spazio nel quale si realizzano le relazioni affettive e in cui si svolge la parte più importante della vita familiare e privata.

Allora la simbolizzazione affettiva di “casa”è: luogo del proprio Sé. Così la casa è il luogo che ci protegge dal mondo esterno,che ci garantisce il nostro “essere” e che racchiude il nostro mondo interiore, è lo spazio nel quale riusciamo a sentirci sicuri tanto da poterci liberare da ogni ansia,preoccupazione,stanchezza.

Parlare di “casa” oggi,vuol dire parlare di un sogno per molti,di un obiettivo spesso irraggiungibile per tanti,di un traguardo per alcuni,di sacrifici immensi per i più…E allora il detto “casa,dolce casa”non è veritiero per tutti ,se non nell’immaginario…

Perché? Perché i cittadini che aspirano a far proprio quel detto,non sono tutti uguali…e perché le case non sono tutte uguali…

Esempio…non è una casa “normale” quella con vista sul Colosseo di Claudio Scajola, ministro,profumatamente pagato da noi,che da infaticabile uomo politico,impegnato per poche ore alla settimana in Parlamento,tra un consiglio dei ministri, un vertice economico,una riunione finalizzata a capire come fregare i cittadini, si è talmente distratto da non accorgersi che qualcuno è andato dal notaio al posto suo per pagare con 900mila euro(tutti assegni circolari) il prezzo della casa appena acquistata. Chissà quanto si è considerato “bravo e fortunato” per aver pagato così poco,una casa così bella…

E che dire di quella casa romana di Guido Bertolaso? Ristrutturata da Diego Anemone? «Mi ha aggiustato solo le tapparelle» si è affrettato a dichiarare il capo della protezione civile.

E che dire della “casa” lasciata dal nostro caro premier alla ex moglie?

E della villa in Sardegna,luogo di feste mega in compagnia di giovani ancelle?

Sono case vere…non miraggi!!!!!!!!!!

All’Aquila invece la casa è un miraggio per ancora 25mila persone!La ricostruzione dov’è? Quanti anni si devono aspettare?

Intanto ascoltiamo,leggiamo e ci indignamo per le rivelazioni sui loschi affari della cricca! Non basta,però, indignarsi,occorre individuare con certezza gli appartenenti alla cricca e cacciarli definitivamente,mandarli a… casa…

Afferma la signora Maria Teresa Verda, moglie dell'onorevole Claudio Scajola,

a Repubblica: «La posizione di mio marito è quella di un granello - dice -. Un granello rispetto a una tempesta di sabbia».Subito l’ex ministro risponde: «Non condivido il contenuto dell’articolo»…

La moglie è molto incisiva : «Se non parla ancora è per non creare problemi a persone molto più coinvolte di lui in questa vicenda»…e prosegue:

«Tutte le volte che sale in alto, ma veramente in alto, succede qualcosa. Sembra quasi che qualcuno gli voglia male. Qualcuno che lo invidia. Ma attenzione( la minaccia…), dice la signora,perché mio marito è uno capace, uno tosto. Che non molla mai. Lo vedrete anche questa volta».

Poverino…e poverina lei…

Anche lei non sapeva chi aveva pagato la sua casa…ma come mai ?però il messaggio lo ha inviato…

La Todini nome nuovo per il dopo Scajola? Questa signora la casa la possiede? O dovremo comprarla anche a lei?

E intanto i 28 miliardi della manovra,più o meno,come sempre saranno “munti” dai nostri stipendi…

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Però…i giovani con tanta ironia…

giovedì 13 maggio 2010

Niki Aprile Gatti...e l'intervista della madre a Grillo

E ancora una volta ...GRAZIE A GRILLO....


Questo è un post dedicato alla chiarezza,all'onestà intellettuale,alla giustizia e alla verità che ci è negata da chi ha il potere...
Il bavaglio non lo metteranno mai a chi crede,a chi pretende la verità,a chi, per i loro intrighi,ha perso quanto di più importante ci possa essere nella vita:un figlio!!!!!!!!!
Questo è il video della madre di Niki che, ancora una volta, denuncia le incongruenze raccontate da una giustizia zoppa ,deficitaria e offensiva nei confronti del vivere civile...



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domenica 9 maggio 2010

L'Italia specialista di ...Archiviazioni...


“Forse oggi l’obiettivo principale non è di scoprire cosa siamo,ma piuttosto di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire ciò che potremmo diventare.” Michel Foucault

In questo periodo sono spesso assente dai blog, ho qualche difficoltà a scrivere e a leggere…

La mia “rabbia” monta come la panna…e il mio disincanto è un fiume in piena.

Io ho sempre creduto, più che alla giustizia in sé, all’uomo che la amministra e la storia ha esempi importanti di grandi giuristi, uomini di encomiabile equità…Guardando ciò che accade intorno a noi però questa mia convinzione comincia a vacillare,come vacilla l’idea di uguaglianza,di rispetto delle norme,di diritto..insomma sono un castello in rovina e lontana appare la fase di ristrutturazione…perché…

Ci sono storie che entrano nelle nostre case in punta di piedi ed altre che vi irrompono sconvolgendo quel barlume di equilibrio che faticosamente, noi poveri illusi, abbiamo costruito, non pensando che tutto può succedere…

E così tutto assume un colore diverso,un significato inaspettato, un senso sbagliato.

Nel tempo dell’apparire,dello scontro tra realtà e desiderio,della ricerca di ogni bene di consumo,del cogliere l’attimo,ci si dimentica di queste storie che ci circondano,che entrano nelle nostre case ma che,a volte,non riescono a restarci o a coinvolgerci.

E per queste storie,invece, dovremmo indignarci,dovremmo lottare,gridare perché sono storie tragiche,di violenza,di sorprusi, di negazione di diritti.

Storie che distruggono famiglie, che mettono in ginocchio anche i più forti,che annullano sogni,aspettative,aspirazioni. Storie che ti piegano e che ti fanno annaspare in una spasmodica ricerca di chiarezza. Storie consumate dal disinteresse,dalla superficialità e dal qualunquismo. Storie nascoste ,mistificate da chi ha il potere e il dovere di far conoscere i fatti e che,invece, toglie voce a chi non l’ha più per non lasciare trasparire nulla dei drammi che si consumano nei luoghi sacri dello stato come caserme e carceri…

Il problema non è solo l’eccessivo individualismo,l’assenza di empatia,l’incapacità di leggere le emozioni altrui,ma l’inesistenza di quegli atteggiamenti morali dei quali questo arido tempo ha grande bisogno:compassione,altruismo,solidarietà.

C’è grande distacco, separazione dalla compassione perché troppo spesso viene confusa con la pietà, pur essendo due cose differenti.

“Mentre la compassione riflette l'anelito del cuore a immedesimarsi e soffrire con l'altro, la pietà è una serie controllata di pensieri intesi ad assicurarci il distacco da chi soffre”. (Paul C. Roud)

Sicuramente con questa falsa equazione, Compassione=pietà, ci mettiamo al riparo dall’agire per l’altro,e rimaniamo protetti dal nostro sentire.

Quel che succede,però, resta lì, e il deserto emotivo che opprime, desertifica ogni cosa.

E di questo ci dobbiamo interessare… di questa desertificazione dell’anima…che ha bruciato i luoghi della riflessione,ha inaridito il cuore,che non ci fa più “sentire”…

Rinverdire tutto ciò ci porterebbe a comprendere meglio dove stiamo andando e dove ci stanno portando gli organi di potere che negano l’accaduto,i misfatti, le violenze perpetrate sui nostri figli, come nella storia di:Marcello Lonzi,Francesco Mastrogiovanni,Aldo Bianzino,Manuel Eliantonio,Vito Daniele, Giuseppe Uva e tante altre ancora,dimenticate,archiviate,come se nulla fosse successo.

Qualche giorno fa è stata archiviata anche la storia di Niki Aprile Gatti…

Passiamo attraverso le persone e le cose…

E sembra quasi che la vita non abbia più voglia di vivere…

In tutte queste storie chi parla sono le carte, ma evidentemente hanno poca voce e destano poco interesse nelle persone che le devono leggere,i magistrati…

Carte che dimostrano inequivocabilmente la realtà; carte tali da escludere qualsiasi riserva o incertezza,eppure, dai magistrati,viene affermato il contrario, senza un procedimento logico, per cui, dalla constatazione dei fatti, si arriva ad una falsa verità nei cui confronti non è possibile alcuna critica…

Alcuna critica? No,io critico, non mi auto-censuro…ed esprimo tutto il mio biasimo nei confronti di chi ha dimenticato di essere, prima di tutto, uomo e contemporaneamente giudice…magistrato…

Amministrare la giustizia significa fare le cose giuste,rendere la parola a chi è stata tolta,è fare in modo che nessuno si senta meno…che io sia come te,che tu non riceva un torto…

Non è così nel nostro paese…
Nel nostro paese si nega l’evidenza…

Abbiamo letto tutti nel blog della mamma di Niki,le cose come stanno…

http://nikiaprilegatti.blogspot.com/

vergognatevi…vergognatevi di toglierci la giustizia…

Vergognatevi di negare la realtà…

Chi riesce a mistificare la realtà non è un uomo giusto.A lui dico…

Non si deve interpretare la legge,si deve applicare…e applicare la legge significa leggere correttamente i fatti,è pericoloso fare diversamente perché così si puniscono non i colpevoli ma gli innocenti,si punisce una seconda volta chi ha già subito…

Stefano Rodotà, in un articolo su Repubblica ha scritto:” I regimi non cambiano solo quando si è di fronte ad un colpo di stato o ad una rottura frontale. Mutano pure per effetto di una erosione lenta , che cancella principi fondativi di un sistema…”

Questa erosione, nel nostro paese,galoppa da anni,sta corrodendo ogni elemento del sistema stato;c’è una pericolosa deviazione dalla verità e una rischiosa ramificazione della corruzione anche nella giustizia…che ama la spettacolarità del suo agire,si presenta come roccia senza appigli né spigoli e poi diffonde bugie d’annata…

Che fine ha fatto l’indagine in cui è stato coinvolto Niki?

A che punto sono le indagini? Dove sono e cosa fanno i coinvolti?

Non si può gridare allo scandalo,mettere alla gogna persone e non dimostrarne le responsabilità…un magistrato ha il dovere di provare le imputazioni in breve tempo,anzi prima di emettere custodie cautelari deve avere le prove certe e non solo sospetti…perché un magistrato, a differenza di altri, se compie errori, questi si abbattono sulle persone come mannaie…

Niki per questa indagine è morto…voglio sapere a che punto è il lavoro dei magistrati che se ne occupano; è diritto di ogni cittadino sapere,ed è loro dovere informare…

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giovedì 29 aprile 2010

L’impietoso spettacolo di una politica che fa “corrente”a basso voltaggio…


Per poter essere forte,diventa un artista della parola;perché la forza dell’uomo è nella lingua,e la parola è più potente di ogni arma. Ptahhopte

Il teatro è stracolmo,sembra un assedio e gli spettatori aspettano solo di essere “convinti” dall’opera messa in scena…

Il testo convince. Convince quegli spettatori miopi che non riescono a vedere la confusione dei ruoli né lo strano palcoscenico su cui si svolge l’amena scenetta…

Nel tempo dell’apparire non si legge tra le righe,non si è attenti all’interpretazione autentica né al malizioso ammiccare…

Il pubblico si fa trascinare da quel “fare”allusivo del primo attore che,per meravigliare,non sottolinea la vulnerabilità dei suoi colleghi,ma esalta un ottimismo buonista senza legittima cittadinanza.

L’attore non vuole prendere in considerazione la possibilità di un fallimento e per questo sa che occorre conoscere i dettagli per convincere…ma non quelli oggettivi,perché il dettaglio principe è l’emotività!!!!!!!

Così non usa le logiche politicistiche nella scelta degli atteggiamenti o delle parole,non usa la coerenza,ma con ammirevole maestria tiene conto delle emozioni,delle aspirazioni,dei sogni…
E’ attraverso questo”sentimentale” agire che “addomestica” il pubblico…e così il plauso sembra unanime e i più non distolgono lo sguardo da quella recita di un mondo che non c’è!

E’ inutile chiedersi perché lo spettacolo abbia tanto successo…necessità di un oblio,di un sogno, di dimenticare la sveglia carica e il timore di un risveglio inesorabile,spietato…

E questo timore,che è destinato a crescere con il passare del tempo, va allontanato con ogni mezzo.

L’attore è un artista del nascondere, del mistificare,dell’illudere,fa presa sull’atteggiamento ben pensante dello spettatore che,con qualche sorpresa, riconosce proprie quelle emozioni,quei sentimenti,così abilmente ricamati,dimenticando però di trovarsi di fronte all’illusione, all’irreale, alla finzione, naturale contrapposizione di una realtà inadeguata e indegna.

Perché meravigliarsi se l’attore riesce a convincere che in tre anni sconfiggerà il cancro,

che il nucleare è sicuro,che è normale ,in un paese civile,che a decidere sia una sola persona,che chi non sposa la sua idea sia un reietto?

Così l’attore mette in atto il suo ricatto nei confronti del suo pubblico: so di cui hai bisogno….

Ciò che conta è che lo spettacolo vada avanti e che nel suo “tempo” si consumi il ricatto!

Il trucco sta nel “vendere” semplici gratificazioni, anche eteree, da far provare prima che la sveglia suoni…

In un mondo che ormai non esiste più le meraviglie della manipolazione devono farci indignare!

L’assistere quotidianamente agli spettacoli di pessimo gusto forniti dai nostri politici e che hanno il solo scopo di distogliere l’attenzione sui reali problemi del paese mi fa veramente indignare!!!!!!!!

L’irritazione resta alta anche quando questi si mascherano di “desiderio di democrazia”…

Mi interrogo ogni giorno non solo su questi politici,ma anche su un popolo che li ha eletti,che li continua a legittimare, ad ascoltare…

Non ripropongo l’elenco dei tanti problemi che affliggono il paese, ma mi sento una persona in astinenza di democrazia...

Ecco chi sono i nostri politici...


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domenica 18 aprile 2010

"… libertà va cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta”


( Purgatorio,canto I,vv71-72)

Le parole sono quelle che Virgilio,parlando di Dante, indirizza a Catone…

Catone , essendo pagano e suicida, dovrebbe stare fra i grandi spiriti del Limbo nel I cerchio o fra i suicidi nel VII cerchio dell’Inferno, e, invece, lo troviamo come custode del Purgatorio. Questa scelta di Dante , apparentemente strana, può essere spiegata studiando la vita di Catone.

Catone morì ad Utica nel 16 a.C. Scelse il suicidio piuttosto che rinunciare alla libertà politica che ormai Cesare aveva tolto a chi, come lui, era un pompeiano. Ed è proprio “libertà” la parola che ci aiuta a capire perché Catone si trova nel Purgatorio , egli è morto per difendere la propria libertà e quindi si trova nel Purgatorio come simbolo della libertà dal peccato che le anime dei pentiti cercano. E ancora…una delle ragioni della sua collocazione in questa cantica può essere il giudizio positivo che molti grandi del passato avevano di Catone.

Ad esempio, Cicerone lo definisce straordinario, Virgilio lo pone come custode dei Campi Elisi e, Lucano racconta di come si fosse rifiutato di consultare l’oracolo di Delfi.
Catone è dunque salvato per le sue qualità morali e diventa quindi il simbolo positivo del Purgatorio e la sua scelta di libertà diventa un esempio per tutte le anime…
Di personaggi come Catone ce ne sono nella storia e dovrebbero insegnarci molto,anche a condannare chi invece “sberleffa” la libertà…che sia libertà di parola,libertà d’azione,di pensiero,di dire…ciò che pensiamo!

Gli antichi greci avevano stabilito che per dire la verità occorreva "dire tutto" ciò che si aveva in mente.

Dire…dire a tutti il nostro pensiero,condividere le nostre conoscenze,le informazioni che riusciamo ad avere,così si combatte il silenzio…

Silenzio che ,nel tempo, è stato inteso in modi diversi;è stato visto come un simbolo di forza, come saggezza e spesso è stato inteso anche in senso negativo. Talvolta gli scrittori e i poeti ne hanno parlato con il tentativo di esorcizzarlo,considerandolo una disgrazia per la loro arte.

Altri lo hanno inteso come l’equivalente della debolezza d’animo; in molti hanno visto nella gente silenziosa la massima espressione di scarsa intelligenza.

Dante,in un passaggio della Divina Commedia (Inferno, I), dà al silenzio un significato totalmente nuovo. Dà al concetto un valore talmente negativo da intenderlo come morte e mancanza di calore . Un senso simile gli è attribuito anche da Manzoni,in un passo del Cinque Maggio,qui è sinonimo d’oscurità intesa anche in senso mentale,come miseria intellettuale…

Il silenzio fa proliferare le ingiustizie,diffonde le mafie in nome dell’omertà intesa come patto di lealtà…

«Non c'è dubbio che nel codice d'onore dei mafiosi il silenzio è d'obbligo e la collaborazione con le forze di polizia, con i giudici, con la giustizia è semplicemente “infamia”, che mette ogni individuo al bando, fuori dal “patto” sociale mafioso. (…) In realtà l'omertà non “deriva” dalla mafia e dalle associazioni mafiose, ma semmai costituisce uno dei fenomeni presenti nella società e negli ambienti in cui la mafia alligna». La frase di Mellini (da Il giudice e il pentito. Dalla giustizia dell'emergenza all'emergenza della giustizia, 1986) è il centro della questione…

A ogni livello, a cominciare dalla scuola, bisognerebbe iniziare a demolire il concetto di omertà, privandolo di quel finto significato di altre parole …come rispetto, onore, lealtà, coraggio, complicità. I giovani devono imparare che giustizia e lealtà, rispetto e verità,giustizia e coraggio,si costruiscono in mille modi…ma non con l'omertà.

L'omertà nasce dalla paura e la mafia si rafforza con questa, grazie all'omertà la mafia fa più paura. Occorre una forte educazione che parta dai simboli, dalle parole…

L'omertà all'interno delle associazioni mafiose è scontata , per esempio la 'ndrangheta che non ha pentiti importanti, è diventata la più pericolosa delle mafie. Ma l'omertà può assumere tante forme, e presentarsi con abiti diversi…anche con nomi diversi, l'omertà è sempre in agguato…e ognuno di noi rischia di frequentarla…

Frequentiamo e pratichiamo l’omertà quando non ci informiamo,quando non andiamo a fondo alle cose,quando non vogliamo sapere,quando ci accontentiamo di quello che ci raccontano,quando facciamo finta di…non vedere…quando non ci prendiamo cura dell’Altro…

Il nostro Presidente del Consiglio vorrebbe tanti italiani assidui frequentatori dell’omertà…viste le sue recenti dichiarazioni…

Secondo lui non si deve parlare di mafia…perché parlandone questa diventa FAMOSA!

Ma quante scemenze dovremo ancora ascoltare da questa persona?

Nessuno può dirgli che siamo stanchi delle sue stupide esternazioni?

Guardate questo video…è di Daniele Verzetti,il fantastico Rockpoeta…le sue parole sono illuminanti!

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Marina Berlusconi: "Saviano, non è censura"
Lo scrittore: "Mio dovere difendere la libertà"