FRAGOROSO SILENZIO

venerdì 12 marzo 2010

Capire l'oggi con le parole di ieri......


"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di
delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la
condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.

Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini?
Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per
interesse e tornaconto personale.

La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma
preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto.

Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto,
pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.

Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto,
è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto,
sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto
seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi
atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della
gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo.

Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della
forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio,
presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di
famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda
di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da
fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio
carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole
rappresentare."


Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Benito
Mussolini...

Riporto di seguito l’originale, molto interessante………

Roma 1° maggio 1945

«Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme, dai partigiani del Nord Italia.

Non si hanno sulla loro morte e sulle circostanze antecedenti dei particolari di cui si possa essere sicuri. Così pure non si conoscono con precisione le colpe, violenze e delitti di cui Mussolini può essere ritenuto responsabile diretto o indiretto nell’alta Italia come capo della sua Repubblica di Sociale.

Per queste ragioni è difficile dare un giudizio imparziale su quest’ultimo evento con cui la vita del Duce ha fine. Alcuni punti però sono sicuri e cioè: durante la sua carriera, Mussolini si macchiò più volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e libero, gli avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e la privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero non avrebbe mai posto al governo un Mussolini). Fra tali delitti ricordiamo, per esempio: la soppressione della libertà, della giustizia e dei diritti costituzionali del popolo (1925), la uccisione di Matteotti (1924), l’aggressione all’Abissinia, riconosciuta dallo stesso Mussolini come consocia alla Società delle Nazioni, società cui l’Italia era legata da patti (1935), la privazione dei diritti civili degli Ebrei, cittadini italiani assolutamente pari a tutti gli altri fino a quel giorno (1938).

Tutti questi delitti di Mussolini furono o tollerati, o addirittura favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo capo, si fa complice di questi delitti.

Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di questi delitti. Perché il popolo tollerò favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel miglior dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani).

Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto.

Mussolini, uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.

In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.

Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l’amante più valido, così Mussolini predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la abbandonerà quando non potrà più servirsene, così Mussolini con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti , anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare. Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo. Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti, i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com’è nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s’immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.»

Pagina di diario, pubblicata su Paragone Letteratura, n. 456 -febbraio 1988, riportato in opere Meridiani Mondadori, Milano 1988, vol. I, pp. L-LII



Siamo ancora nel 1945.....


Sempre vigili

sabato 6 marzo 2010

La libertà è un virus...voglio essere contagiata!



“Se gli editori e i direttori fanno di tutto per sottrarre alla stampa alcuni argomenti,non è per paura di essere perseguiti,ma per timore dell’opinione pubblica. In questo paese la viltà intellettuale è il peggior nemico che uno scrittore o un giornalista debba affrontare(…).Le idee impopolari si possono mettere a tacere,e i fatti inopportuni si possono tenere all’oscuro,senza bisogno di nessun bando ufficiale.(…) Ma lo stesso tipo di velata censura opera anche su libri e periodici,come sul teatro,il cinema,la radio. Per ogni dato momento c’è un’ortodossia,un corpo di idee che,presumibilmente,tutti i benpensanti accetteranno senza batter ciglio. Non è espressamente proibito dire questo o quest’altro,ma non “va fatto”…(…)Una opinione che vada veramente controcorrente,non ottiene quasi mai la giusta considerazione,né sulla stampa popolare né su quella intellettuale.

Ora, quando si chiede la libertà di parola e di stampa,non si chiede libertà assoluta. Finchè ci saranno società organizzate,vi deve sempre essere, e in ogni caso vi sarà sempre, un certo tipo di censura. Ma la libertà, come disse Rosa Luxemburg,è “libertà per l’altro”.(…)

Se la libertà intellettuale,che senza dubbio è stata una delle caratteristiche della civiltà occidentale,significa davvero qualcosa,vuol dire allora che ognuno avrà diritto a esprimere e a pubblicare ciò che secondo lui è la verità…(…)E’ proprio chi dovrebbe soprattutto salvaguardare la libertà,cioè l’intellighenzia letteraria e scientifica,che sta cominciando a disprezzarla in teoria come in pratica….(…).

Se si ama la democrazia si devono combattere i suoi nemici con non importa quali mezzi. E quali sono i suoi nemici?Risulta sempre che non sono soltanto quelli che la attaccano apertamente e consapevolmente,ma coloro che “obiettivamente” la mettono in pericolo con la diffusione di dottrine sbagliate.(...)

Conosco bene tutti gli argomenti contro la libertà di pensiero e di parola,gli argomenti che affermano che non può esistere e quelli che dicono che non dovrebbe esistere. Rispondo semplicemente che non mi convincono e che la nostra civiltà nell’arco di quattrocento anni si è basata sull’avviso opposto.

Se libertà vuol dire veramente qualcosa,significa il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuol sentire. La gente comune approva ancora vagamente questa idea e in base ad essa agisce”

George Orwell,1943

« Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze ed a cercare, ricevere, ed insegnare informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo informativo indipendentemente dal fatto che esso attraversi le frontiere »

( Dichiarazione Universale Dei Diritti Umani )


« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.(…)

(Art.21 della Costituzione)

Ci sono diversi modi per uccidere la libertà d'informare e di comunicare. L'ultimo, escogitato dal nostro governo, è di regime…

Contro l'oscuramento della legalità repubblicana e contro ogni bavaglio è necessaria una risposta unitaria capace di andare ben al di là dei confini di parte PERCHE' NOI....

Noi vogliamo sentire…Noi vogliamo sapere…

E per sapere dobbiamo comprare dei libri,quei pochi quotidiani ancora liberi,navigare in Internet alla ricerca di notizie in quei siti ancora liberi…

Questo perché …Padrini e padroni decidono cosa dobbiamo e possiamo sapere…

Io non voglio avere né padrini né padroni…voglio sapere!!!!!!!!!!!!!

Sempre vigili

domenica 28 febbraio 2010

La rivolta delle carriole.....

E così gli aquilani hanno deciso di fare da soli…di caricare quelle tonnellate e tonnellate di macerie e toglierle dalle strade,piazze,vicoli…

Macerie che a distanza di 11 mesi dal terremoto sono ancora lì…come a ricordare l’incapacità di chi all’Aquila è andato a fare passerelle,comizi, a vendere sogni a chi i sogni li aveva visti infrangersi per sempre, a promettere velocità negli interventi,case per tutti, ricostruzione … legittimando,invece, ruberie di ogni specie!

All’Italia è stato fatto sapere che le case sono state consegnate…ci sono migliaia di persone che sono ancora negli alberghi,presso parenti e aspettano!!!!!!!!!!

Aspettano autorizzazioni per iniziare i lavori nelle case considerate B,C…

I “così efficienti” ancora non sanno come fare le ordinanze; non si sa dove sono i tanti soldi inviati dai cittadini…i contributi dello stato…

Così questa mattina…


L'AQUILA
La giornata delle carriole
"Via le macerie ricostruiamo la città"

Mobilitazione degli aquilani per liberare la città dalle macerie e sollecitare le istituzioni a ricostruire L'Aquila. Hanno partecipato in migliaia alla manifestazione, seimila secondo le forze dell'ordine. Tra la folla anche Sabina Guzzanti e alcuni gruppi di turisti stranieri che hanno partecipato alla catena umana. Di mano in mano, moltissimi secchi hanno portato fuori dal centro le macerie del sisma. Qualche disordine all'inizio della manifestazione quando alcune persone hanno forzato le transenne della "zona rossa", subito dopo aperta a tutti. La protesta si è poi svolta pacificamente senza incidenti. I detriti sono passati da piazza Palazzo a corso Principe Umberto, a corso Vittorio Emanuele e, di lì, fino a piazza Duomo, in una catena umana ininterrotta. Al termine della manifestazione un cumulo "simbolico" di macerie è stato depositato davanti alla sede del Consiglio regionale.

L'AQUILA - "Oggi finalmente è un giorno importante per L'Aquila...". Sorride il preside della facoltà di Lettere, Giannino Di Tommaso. Sorride contento nel vedere che, in piazza Duomo, assieme a lui ci sono altri seimila aquilani che protestano. Studenti, docenti, commercianti, professionisti, piccoli artigiani, mamme con bimbi al seguito: fanno tutti parte del "popolo delle carriole" che si è dato appuntamento per manifestare contro quelle macerie che soffocano la città. Quattro milioni e mezzo di metri cubi che bloccano la ricostruzione.
E così, alle 10 del mattino, gli aquilani "di buona volontà" armati appunto di carriole, guanti, piccozze e secchi, si sono presentanti davanti ad uno dei recinti della zona rossa, quello che blocca l'accesso a piazza Palazzo (area simbolo della città). Ad attenderli, però, hanno trovato 200 uomini delle forze dell'ordine tra polizia, carabinieri ed esercito. Ma il servizio di sicurezza attivato per bloccare l'accesso alla piazza in macerie, nulla ha potuto contro la pressione di migliaia di persone contro la recinzione. Al grido di "L'Aquila libera", "Aprite", e "Vergogna", la folla ha superato - di forza - lo sbarramento. A quel punto i militari (coordinati dal questore Stefano Cecere), non hanno reagito, ma semplicemente gestito con attenzione il defluire della folla, limitando l'accesso all'area "pericolosa". Superata la tensione iniziale, (non senza qualche rischio di incolumità per quelle 400 persone che hanno superato il varco senza autorizzazione) è scattata la raccolta macerie. Le carriole cariche di detriti sono state portate fuori da piazza Palazzo, per poi percorrere corso Vittorio Emanuele fino a piazza Duomo, tra gli applausi della folla. Non solo, una "catena umana" da piazza Palazzo a corso Vittorio ha permesso ai manifestanti di passarsi secchi e carriole, carichi di detriti.

Agli angoli di piazza Palazzo oltre un centinaio di persone hanno provveduto alla raccolta differenziata delle macerie, insieme a tecnici che si occupano di separare materiale da recuperare e materiale da smaltire. Uomini delle forze dell'ordine si sono disposti ai lati della piazza per controllare che nessuno si allontanasse nelle vie limitrofe, alcune delle quali ancora da mettere in sicurezza. Al termine della manifestazione un cumulo "simbolico" di macerie è stato depositato davanti alla sede del Consiglio regionale. Il 'popolo delle carriole si è dato appuntamento anche domenica prossima, per ripulire la zona del Castello.

Ore 13.32 - La manifestazione è terminata. Piazza Duomo si svuota al grido"L'Aquila! L'Aquila!"
La manifestazione è terminata, piazza Duomo comincia a svuotarsi. Un primo gruppo di manifestanti ha salutato con un applauso e al grido "L'Aquila! L'Aquila!" la riuscita della protesta. Intanto un altro gruppo è ancora in piazza e fa capannello intorno al sindaco Massimo Cialente al quale vengono poste diverse domande: dalla richiesta delle case per i single che ancora mancano, al mancato ripristino del pedaggio autostradale gratis per i pendolari dalla costa, alle iniziative da intraprendere subito per ricostruire il centro storico.

Ore 13.19 - Depositate le carriole di detriti davanti al Consiglio regionale
Depositate alcune carriole di detriti davanti alla sede del Consiglio regionale, per ricordare alle istituzioni la necessità di affrontare e risolvere subito il problema della macerie. I manifestanti si spostano di nuovo verso la Villa Comunale. In piazza Duomo restano delle decine di cassonetti riempiti di detriti sismici.

Ore 13.04 - Un piccolo corteo con le macerie "simbolo" verso la villa Comunale
Un piccolo corteo con alcune carriole si dirige verso la villa Comunale per depositare "simbolicamente" la macerie davanti alla sede del Consiglio regionale. In piazza Duomo restano ancora migliaia di persone con il sindaco Massimo Cialente.

Da:“Il Centro”;” La repubblica"



Sempre vigili

domenica 21 febbraio 2010

La tribù balla...


Nel terzo libro della politica, Aristotile scriveva:-La tirannide è il governo di uno solo a vantaggio di chi governa,l’oligarchia a vantaggio dei ricchi,la democrazia a vantaggio dei poveri-.

Continuava commentando questa sua definizione:- che siano i pochi o i molti a governare è accidentale per l’oligarchia e la democrazia – i ricchi sono pochi dappertutto,i poveri molti. La reale differenza fra democrazia e oligarchia è la povertà e la ricchezza-.

Ci sono vari modi di essere un uomo politico:nei regimi autoritari egli non deve rendere conto al popolo del suo operato e nei casi più estremi non ha responsabilità verso nessuno, nei sistemi di governo democratici invece è delegato dal popolo ed ha verso di esso i maggiori doveri, non è dunque da solo a gestire il potere e la sua forza consiste nel non essere un despota,ma un uomo illuminato,capace di condurre i cittadini verso il progresso materiale e culturale,capace di sacrificare la sua esistenza,per l’avanzamento della società, per il miglioramento dell’umanità, soprattutto di quella che gli è stata affidata.

E ci sono tanti modi di intendere la politica…ma oggi nel nostro paese…

I partiti non rappresentano più i cittadini. I deputati non rappresentano più il popolo italiano, ma sono al servizio di chi li ha nominati e con questi corrompono e lucrano…

E allora io non so cosa mi fa “arrabbiare” di più…se:

- L’Italia priva di regole che vola sempre più basso

- L’intreccio tra criminalità e politica

- Le “escort” diventate protagoniste indiscusse della politica e il “silenzio”delle DONNE

- Il dietrofront del governo sulla corruzione

- La moltiplicazione delle auto blu che sono diventate 627 mila

- La protezione civile che mortifica il nome che porta

- La grande truffa della ricostruzione e dei ponteggi all’Aquila

- Il sindaco dell’Aquila “ospitato” in un appartamento di lusso,con piscine ed altro,appartenente al Consorzio Federico II che poi ha vinto gli appalti milionari

- La cena fatta alla Maddalena da Bertolaso e company,3000 persone per una modica cifra di 90.000 euro,fatturata al Palazzo del Governo

- Il G8 alla Maddalena e poi all’Aquila

- Le nostre città divenute terra di nessuno,alla mercè di quanti delinquono

- La giustizia che fatica a percorrere la giusta strada

- I Magistrati considerati delinquenti da chi sistematicamente delinque…

Non è un riassunto di secoli “matti e disperatissimi” di storia, ma vergognosa cronaca del presente…e intanto…

- Gli aquilani continuano a protestare contro i diritti violati

- Gli operai continuano a “stare” sui tetti per farsi ascoltare e difendere il posto di lavoro

- Gli alluvionati di Sicilia e Calabria vogliono fatti e non parole perché anche loro hanno perso tutto

- La scuola italiana esala l’ultimo respiro

-Il ministro di giustizia...18 febb…( E’ legge il DL su funzionalità giustizia).

"Grande soddisfazione" ha espresso il guardasigilli all'esito del voto.

Un paese leggero,leggero…qualunque cosa accade ha un’importanza relativa…tutto viene giustificato o semplificato e poi dimenticato…

Ma l’italiano pensa?

Sempre vigili

venerdì 19 febbraio 2010

Oggi Niki compie 28 anni...a lui un immenso abbraccio ....aspetta la verità e noi con lui.....

"Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marca o colore dei vestiti,

chi non rischia,

chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi evita una passione,

chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i

piuttosto che un insieme di emozioni;

emozioni che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore

davanti agli errori ed ai sentimenti!

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza,

chi rinuncia ad inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,

chi non legge,

chi non ascolta musica,

chi non trova grazia e pace in sè stesso.

Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare,

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di

gran lunga

maggiore

del semplice fatto di respirare!

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di

una splendida

felicità."

"Pablo Neruda"

martedì 16 febbraio 2010

6 Aprile 2009,14 Febbraio 2010......l'impotenza...il disincanto......la rabbia....

Ci sono ancora parole da dire?

L'Aquila è una città di 72.935 abitanti………….

« Gridaro tucti insieme la città facciamo bella
che nulla nello regame possa confrontarsi ad essa »

« Gridarono tutti insieme "facciamo una città così bella
che nessun'altra nel regno le si possa paragonare" »

(Buccio di Ranallo, Cronache dalla fondazione dell'Aquila)

...A qualcuno è sfuggito qualcosa....

domenica 14 febbraio 2010

Il sentiero sbagliato.....


Le moderne “carte costituzionali” si fondano sul principio che solo l’esistenza di leggi”giuste” può assicurare l’esercizio della libertà e dei diritti umani fondamentali da parte dei cittadini. Su questo tema due brevi citazioni,tratte dalle opere di due grandi filosofi vissuti nel XVII secolo, John Locke e Baruch Spinoza…per ricordare…

…E capire il sentiero che noi stiamo stiamo percorrendo…un sentiero lastricato di inganni legittimati dalla sete di soldi che fa ridere gli “uomini sciacalli” anche di fronte ai morti del terremoto,di fronte agli operai che perdono il lavoro,a quelli che perdono la vita sul lavoro, di fronte a chi subisce violenze,abusi e,guarda un po’, si azzarda a chiedere giustizia….

Il nostro paese è diventato una foresta della disperazione da Nord a Sud…e in questa foresta di disperazione… dove gli “uomini sciacalli” ci hanno costretto a vivere, tra il buio fitto e impenetrabile ,ci chiediamo,ma gli uomini sono tutti uguali?

Voltaire diceva… Gli uomini sono uguali. Non la nascita,ma la virtù fa la differenza. Ma…

In questa foresta gli sciacalli sono sempre all’erta, nascosti tra i vari arbusti,mimetizzati , mascherati da animali innocui …..Incuranti e indifferenti al dolore e alla disperazione che si respira…adolatori solo dell’apparire a suon di moneta…

E gli sciacalli….spesso si danno anche il cambio…..impoveriti nella fantasia e nell’intelligenza…animati,non da passioncelle generiche ,ma da interessi personali che dominano le loro anime…

E negli anfratti più nascosti,illuminati dall’ipocrisia, risiedono i “pennivendoli” del momento che continuano a riempire le pagine di notizie fatue,inconsistenti,ingannevoli e oltraggiose per chi soffre questo momento tragico…

“L’uomo nasce con pieno titolo a una perfetta libertà e all’illimitato godimento di tutti i diritti e privilegi della legge di natura al pari di ogni altro individuo o gruppo di individui del mondo. Egli ha dunque per natura il potere non solo di conservare la sua proprietà – cioè la vita,la libertà e i beni – contro le offese e gli attentati degli altri uomini,ma anche di giudicare e punire le altre infrazioni a quella legge,con la pena ch’egli è convinto quel reato meriti (…) Così, essendo escluso ogni privato giudizio di ciascun uomo particolare,la comunità diventa arbitra,in forza di norme stabilite e determinate,imparziali ed eguali per tutti; e,attraverso uomini cui abbia conferito l’autorità per rendere esecutive quelle norme,la comunità decide di tutte le controversie che possono nascere tra membri di quella società in materia di diritto,e punisce le offese commesse da qualsiasi suo membro contro la società con le pene stabilite dalla legge.”

John Locke,Trattato sul governo.

“Il fine ultimo dello Stato non è il dominare,e nemmeno quello di opprimere gli uomini col timore e di porli alla mercè della volontà altrui,ma,al contrario,di liberare ciascun uomo dal timore, affinchè egli possa,quanto più gli è possibile,vivere in sicurezza:cioè,ch’egli possa ottimamente conservare,senza danno per sé e per gli altri ,il suo naturale diritto di esistere e di operare. Dico,infatti,che non è fine dello Stato di trasformare gli uomini,da esseri ragionevoli,in bruti o in macchine,ma,al contrario,di far sì che la loro mente e il loro corpo possano esplicare in sicurezza le loro funzioni; che possano far libero uso della ragione,e che non contendano con odio,ira,né con la frode,né si comportino,nei loro vicendevoli rapporti,con anonimo perverso. Quindi,il vero fine dello Stato è soltanto la libertà.”

Baruch Spinoza,Trattato teologico-politico.

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