FRAGOROSO SILENZIO

domenica 6 dicembre 2009

Una manifestazione viola...che non VIOLA ...




Dalla Rete alla Piazza…..e i blogger vincono!!!!!!!!!
L'iniziativa è partita online ed è poi scesa in piazza.
All'appuntamento scaturito da un gruppo di blogger, sono arrivate a Roma migliaia di persone di ogni età e provenienti da tutta Italia per dire "no" a Berlusconi e chiedere le sue dimissioni.
A sentire i commenti del giorno dopo, penso che molti non abbiano le idee molto chiare su ciò che la manifestazione voleva esprimere…
Una fetta della società civile ha inteso dichiarare palesemente il proprio disappunto per una situazione ormai stagnante del nostro paese che resiste nonostante tutto….
Nonostante i dissensi,nonostante le manifestazioni ,nonostante in molti dicano BASTA!
Questa manifestazione voleva auspicare una politica che fosse politica della passione e della ragione e non di raggiro,collusione e prepotenza…
Il colore viola era un luogo del pensiero,era l’emblema della gente che non vuole confondersi con i tanti colori di partiti responsabili del disastro politico che viviamo e che subiamo…
Una manifestazione di gente comune che ha dimostrato di avere idee chiare sulla politica,sulla legalità,sulle politiche di governo,sugli uomini che detengono il potere e che non ha risparmiato le critiche all’informazione malata…qualcuno ai microfoni di RAI 2 ha gridato:”Dite la verità alla televisione….,lo mandi in onda ciò che ti ho detto?”…Ma.. aimè al telegiornale non ho sentito e visto nulla!!!!!!!!!!
Il corteo è iniziato a muoversi lentamente, ordinatamente,pacificamente…. e lungo il percorso da molte finestre e balconi del centro di Roma sono state esposti sciarpe o drappi viola…
Intanto alle ore 15.30….
L’inizio del corteo entra in piazza San Giovanni in Laterano, mentre la coda era ancora a Piazza della Repubblica e Piazza S.Giovanni era già stracolma…alle ore 17,30 la gente ancora cercava di entrare e tutte le strade adiacenti erano brulicanti di persone stanche ma felici di esserci!!!!!!!
Così….nella Piazza hanno parlato ….
Ascanio Celestini:"L'unico dato importante politico di questa giornata è l'auto organizzazione, che da un po' di anni funziona in Italia come dimostrano anche i casi del no Tav e di Chiaiano». Celestini dice che le manifestazioni non bastano: «È vero che senza criminali al potere staremmo tutti meglio ma in questo paese anche se non ci fossero avremmo comunque una destra pericolosa e violenta e una sinistra invadente. Quello che serve è una prospettiva".
Mario Monicelli, giaccone bianco, sciarpa viola e coppola,parlando dal palco ha detto:
“Questa è una manifestazione bella perché è giovane, non c’è cupezza, non c’è aria di sconfitta”.
Alle ore 17.40: Qualcuno sul palco ha gridato:"Fuori la mafia dallo Stato",era il fratello del giudice Borsellino. Salvatore Borsellino ha sventolato una agenda rossa in mano: un gesto simbolico…anche altri manifestanti inneggiavano tale agenda… in ricordo della famosa agenda del giudice, ucciso nella strage di via D'Amelio,e sparita dopo l'attentato.
Più tardi, Roberto Vecchioni ha aperto la serie di esibizioni in Piazza cantando “Viva l'Italia” di De Gregori, che ha dato origine a un grande coro,tutti cantavano insieme a lui…. Secondo Vecchioni «la cosa più bella della manifestazione di oggi è che sia spontanea quindi verissima. È una giornata di società civile, con la gente che protesta contro uno stato di cose che non va, perchè c'è la costituzione che scricchiola. Ce ne vorrebbero tantissime di giornate cosi».
E ancora…
«Le manifestazioni riescono o non riescono e questa è riuscita, perchè c'è stato un tam-tam popolare e i mezzi per comunicare sono stati quelli giusti. Si vuole prendere le distanze da un governo totalmente inefficace, ma ci si guarda soprattutto intorno per vedere che cosa si può fare per questa grande Italia. Ripeto, io non sono qui contro, ma sono per...».
Ecco esserci stati per…
Per rinnovare il dissenso di un sistema ormai colluso,malato, che si nutre di mafia,di ingiustizie,di abusi e arroganza….
Per esprimere le proprie idee di legalità a tutti i costi,per rinnovare la fiducia ad un paese che deve ri-nascere dalle ceneri di tanto disastro,per rilanciare un paese che viva di democrazia dove ogni singolo cittadino possa,liberamente, esprimere le proprie potenzialità,per sottolineare che la legge è uguale per tutti….
“Devo fare in fretta perché adesso tocca a me” Paolo Borsellino
Sempre vigili

giovedì 26 novembre 2009

E come raccontare tante oscenità? Con coraggio....dicendo la verità!

La triste foto dell'Italia.....
Una foto insanguinata da morti di ragazzi per mano....di chi ha troppo potere e lo gestisce con ferocia!!!!!!!!!!!!!!!
Le verità...scomode che in tanti non vogliono ascoltare!!!!!!!




Sempre vigili

"La verità è sempre quella,
la cattiveria degli uomini
che ti abbassa
e ti costruisce un santuario di odio
dietro la porta socchiusa.
Ma l'amore della povera gente
brilla più di una qualsiasi filosofia.
Un povero ti dà tutto
e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.
La verità è sempre quella,
la cattiveria degli uomini
che ti abbassa
e ti costruisce un santuario di odio
dietro la porta socchiusa.
Ma l'amore della povera gente
brilla più di una qualsiasi filosofia.
Un povero ti dà tutto
e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria".

Alda Merini, da "Terra d'amore"

sabato 21 novembre 2009

Crimini di Stato.............


Quante altre lettere come queste dobbiamo ancora leggere?

Quante altre volte dobbiamo lottare contro l’abuso di uno Stato che pratica la violenza?

Possibile che non ci sia un politico con senso di responsabilità civile che si interessi veramente,e non solo a Ferragosto, di tutte queste morti in carcere e smantelli tutto questo orrore?

Perché non si indaga seriamente? Dobbiamo veramente credere che lo Stato sia un criminale?

Dalla realtà di questi giorni e di altri e altri,dalle notizie di morte e violenza che leggiamo tutti i giorni,dalle denunce di tante famiglie a cui lo Stato ha tolto un figlio,un fratello,un marito,un papà....si dobbiamo crederlo…. lo Stato e i suoi rappresentanti….perpetrano continuamente delitti!!!!!!!!!!!

Queste lettere sono di due genitori che cercano verità e giustizia per i loro figli…

La prima è tratta dalla lettera che la madre di Niki Aprile Gatti ha scritto alla redazione di: Caffè News Magazine!!

E’ solo uno stralcio….perchè è lunghissima e dolorissima,ma potete leggerla integralmente su:http://caffenews.wordpress.com/

L’altra è del papà di Bianzino,pubblicata oggi da Grillo

http://www.beppegrillo.it/2009/11/gentilissimo_be.html?s=n2009-11-20

Cosa c’è da dire?Tutte e due le lettere accusano lo Stato…e come potrebbe essere diversamente?

Lo Stato ha preso i loro figli sani,in ottima salute…li ha riconsegnati a pezzi!!!!!!!!!!!!!!!!

Dico solo che….è ora di gridare BASTA! E' ora che la smettano di uccidere!!!!!!!!!I responsabili di queste atrocità devono essere severamente puniti e non trasferiti o allontanati momentaneamente...perchè questa gente è gente disturbata mentalmente e non può ricoprire posti pubblici...

Io dico...

Mi vergogno di essere un cittadino di questo Stato!!!!!!!!!!!!!

Sempre vigili

Ancora oggi penso sia un incubo e presto mi sveglierò e non è vero niente…

Sono Ornella Gemini, la mamma di Niki Aprile Gatti, di soli 26 anni, brevemente Vi racconto ciò che come uno tsunami ha colpito l’esistenza di Niki e la mia. Per saperne di più Vi invito a leggere il blog che ho aperto per combattere questa durissima battaglia…(http://nikiaprilegatti.blogspot.com)

Niki era incensurato, mai avuto problemi con la Giustizia, MAI, non beveva, non fumava ed era vegetariano da 7 anni… Un ragazzo davvero pulito, mi facevano tutti i clienti i complimenti quando lo lasciavo in negozio, per la sua educazione e gentilizza!!..............................

Niki è stato arrestato a Cattolica, in quanto la mattina viene chiamato dalla madre del suo titolare che lo avvisa che la sera precedente era stato arrestato il figlio, e lo prega di recarsi presso lo studio dell’avvocato di famiglia (oltre che aziendale) per avere notizie. In perfetta buona fede e senza alcun timore, Niki si reca nello studio dell’Avv. Marcolini, resta a parlare con lui e quando esce dal portone, viene arrestato proprio lì. Vi sembra una persona che aveva paura di essere arrestato anche lui? E’ scappato quando la madre del titolare lo ha chiamato?...........................

Comunque il titolare e un altro tecnico di San Marino, arrestato anche lui lo stesso giorno, vengono introdotti nel carcere di Rimini, Niki portato a Firenze……………………

Il lunedì mattina arriva il blindato della polizia penitenziaria e riesco solo a intravedere fra sbarre e gabbie lì dentro il mio Niki, mi si stringe il cuore… il mio prezioso, adorato Niki… Il blindato entra nel retro del tribunale, io lì, non mi fanno salire in aula, riservato solo agli avvocati… e come posso vederlo????

…………….Gli agenti iniziano ad urlare di allontanarmi, dovevo stare almeno a 20 metri di distanza… avrebbero arrestato anche me, se non mi fossi tenuta a tale distanza, e io piangevo come una disperata e cercavo il piu’ possibile di avvicinarmi, mi sembrava essere entrata in un vortice di follia e di folli. Comunque lo vedo e mi vede, ma un agente gli gira con le mani la testa dal lato opposto…

Niki aveva voluto parlare perché doveva spiegare il suo lavoro e che per lui era importante spiegare ed uscire di lì. Chiedo di vederlo anche in loro presenza, anche per pochi minuti, ERA IMPORTANTE , l’Avvocato si attiva per questo ma tutto inutile, la prassi da rispettare sono le 48 ore successive all’interrogatorio…

Non sono state sufficienti le 48 ore… dopo appena 20 ore era tutto FINITO, finiti i sogni Finita la tua e la mia vita!

Il giorno 24 giugno 2008 alle ore 13,15 mi arriva una telefonata sul cellulare, e ripeto CELLULARE con tono freddo mi dice: “Lei è la mamma di Aprile Gatti Niki?”. Ed io: “Si!” – e la voce metallica: “E’ il carcere di Sollicciano, una brutta notizia, suo figlio si è SUICIDATO!”.

Non ho mai assolutamente creduto al Suicidio, Niki era un ragazzo pieno di sogni e di aspettative, non si sarebbe mai suicidato, Niki era consapevole della sua genialita’ e mai per una” ipotesi di reato” avrebbe messo fine alla sua vita!.....................

C’è il verbale di un Agente che dichiara che Niki verso le ore 10 discorreva con lui circa il processo, dice che era tranquillo, …autopsia ora del decesso ore 10 (dove hanno parlato? Non è specificato.)

Abbiamo fatto opposizione all’archiviazione per suicidio, e mi opporrò fino alla fine dei miei giorni, Niki aveva una famiglia che lo adorava e che adorava e Mai Mai avrebbe messo fine ai suoi giorni per una ipotesi di reato………………….Erano stati arrestati in 18, fra questi nomi anche “noti” ha subito detto ai Pm di voler dire quello che sapeva, il suo lavoro, ma dopo 15 ore non ne aveva piu’ la possibilità….

Noi eravamo una tranquillissima famiglia di provincia, sani principi e tanto lavoro per vivere… poi un giorno sono arrivate… le mani dello Stato… e tutto è finito!

Niki non era un delinquente, non aveva neanche mai rubato una caramella, era un ragazzo stimato da tutti e tutti gli volevano bene per il suo carattere solare, socievole e sempre pronto alle battute… Mi hanno rovinato la Vita per sempre a me e alla mia famiglia per una “ipotesi di reato” se quando chiuderanno le indagini il reato non c’è, me lo ridaranno mio figlio? Lo rivoglio Vivo e in piedi come lo hanno preso!

Non a pezzi come me lo hanno fatto rivedere dopo appena 5 giorni…

Ornella Gemini

"Gentilissimo Beppe Grillo,
Il caso recente di Stefano Cucchi e, quello ancor più recente, di Giuseppe Saladino a Parma (Il Manifesto dell'11 novembre), hanno richiamato l'attenzione sui casi di Marcello Lonzi e di mio figlio Aldo Bianzino, anch'essi morti in carcere in circostanze tutte da chiarire (chissà quando e soprattutto se). Ora, volendo esaminare il caso di Aldo, bisogna precisare alcune cose.
Il P.M. dott. Giuseppe Petrazzini, che aveva fatto arrestare Aldo e la sua compagna la sera del venerdì 12 ottobre 2007, è lo stesso magistrato che ha in carico le indagini sul suo successivo decesso avvenuto nella notte tra il 13 e il 14, Aldo era stato messo in cella di isolamento nel carcere "Capanne" di Perugia. Era stato visto da un medico, che l'aveva riscontrato sano e da un avvocato d'ufficio, col quale aveva parlato verso le 17 di sabato. Non sono disponibili registrazioni di telecamere su ciò che è avvenuto successivamente, né, dopo il decesso, la cella risulta sia stata isolata e sigillata, né che siano stati chiamati per un intervento i reparti speciali di indagine dei Carabinieri. A detta degli altri detenuti del reparto, durante la notte Aldo aveva suonato più volte il campanello d'allarme ed aveva invocato l'assistenza di un medico, sentendosi anche, pare, mandare al diavolo dall'assistente del corridoio, la guardia carceraria Gian Luca Cantore, attualmente indagato. Fatto sta che verso le 8 del mattino di domenica le due dottoresse di turno, arrivate a svolgere il loro turno di servizio, trovarono il corpo di Aldo, con indosso solo un indumento intimo (e siamo a metà ottobre, non ad agosto). I suoi vestiti si trovavano nella cella, accuratamente ripiegati (cosa che Aldo, in 44 anni, non aveva fatto mai). Le due dottoresse provarono di tutto per rianimarlo, ma alla fine dovettero desistere: Aldo era morto. L'autopsia, svoltasi il giorno dopo, diede risultati controversi: si parlò prima di due vertebre poi di due costole, rotte, poi tutto fu negato. Di certo ci fu un'emorragia celebrale e un'altra di 200 ml. al fegato. Segni esterni di percosse o violenze, nessuno (i professionisti sanno come si fa C.I.A. insegna). Ora, l'emorragia cerebrale è stata imputata ad un aneurisma, quella epatica ad un maldestro tentativo di respirazione artificiale, che le due dottoresse respingono nel modo più assoluto (e ci mancherebbe, si tratta di medici, mica di personale non qualificato), ma nessun altro ha affermato d'aver fatto tentativi in tal senso. Ora, può accadere quando si è nelle mani delle "forze dell'ordine", lo abbiamo purtroppo visto in molti casi, basterebbe pensare al G8 di Genova, e magari al colloquio recentemente intercettato nel carcere di Teramo (i detenuti non si massacrano in reparto, ma sotto!). L'emorragia cerebrale potrebbe benissimo essere stata la conseguenza di uno stress per colpi ricevuti in altre parti del corpo, immaginatevi l'angoscia e il terrore di una persona in quelle condizioni. In ogni caso credo proprio di poter dire in tutta coscienza che Aldo è stato assassinato in un ambiente violento e omertoso, del quale non si riesce neppure a sapere i nomi del personale presente quella notte nel carcere. Quanto al dott. Petrazzini, mi sembra che dignità gli imporrebbe di passare ad altri il suo incarico, date le omissioni, invece di insistere come sta facendo, per ottenere l'archiviazione del caso.
Ma i veri assassini sono coloro che hanno voluto ed ottenuto una legge sulle "droghe" come l'attuale, persone che nella loro profonda ignoranza, considerano in modo globale, senza distinzioni. Una legge fascista e clericale, da Stato etico e peggio, da Stato che manda in galera (con le conseguenze che si sono viste) il poveraccio che coltiva per uso personale qualche pianta di cannabis, mentre, se la droga (quella pesante, cocaina o altre sostanze) circola nei festini dei potenti, non succede nulla. Vorrei dire comunque che un Paese che considera delitto la detenzione e l'uso di droghe, magari solo marijuana, o l'essere "clandestino", pur non avendo colpe e quasi sempre per sfuggire a condizioni di vita impossibili, uno Stato che avendo preso in custodia delle persone, è responsabile a tutti gli effetti delle loro vite e della loro salute, uno Stato che non riconosce come reato gravissimo la tortura, uno Stato che difende i forti e i potenti e non i deboli, è uno Stato che non può ritenersi civile e non può chiedere ai suoi cittadini (o sudditi?) di amare la propria patria." In fede Giuseppe Bianzino, Vercelli, 16 novembre 2009

domenica 15 novembre 2009

Lo Stato è la violenza sociale organizzata. Nikolaj Lenin


Carissimi amici,L’incarcerato simpaticamente direbbe “care teste di capra”,

diciamo che questo post segue” naturalmente” quello precedente …

Ritenuti validi i presupposti di quel che ho umilmente scritto e condiviso con voi ,dopo aver letto i commenti, rifletto e proseguo il mio riflettere sulla responsabilità dello Stato nei confronti dei propri cittadini e con gran dolore…….rifletto.

Un grande scrittore, citato anche da Saviano nell’ultimo intervento a “Che tempo che fa”,parlando dello Stato suggerisce ai cittadini ,per capire come stanno,di porsi una domanda:sei felice?

Non si parla della felicità emotiva,sentimentale ,non si parla di ciò che sistematicamente persegue l’uomo cioè la ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola la ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità .Anche perché la felicità non è una cosa che si possa determinare in maniera univoca ed oggettiva e non è neppure un modo d'essere universale, perché un certo modo può essere felicitante per una persona e non esserlo per un'altra.

Parliamo della felicità che sperimenta un cittadino attraverso i rapporti con lo Stato…

Allora quella stessa domanda io la rivolgo a voi,cari cittadini italiani:siete felici?

La risposta è sotto gli occhi di tutti ….Non ci sono dubbi,non solo non possiamo essere felici,ma siamo annientati da uno Stato che risulta essere criminale più dei criminali che rincorre.

Criminale è la parola giusta perché questo Stato “commette crimini” e dei peggiori…

Molti hanno conosciuto in questi giorni famiglie disperate ,famiglie a cui è stato tolto un figlio dallo Stato…

Giovani che sono stati arrestati per futili motivi,non per omicidio,non per mafia,non per rapina,non per concussione o terrorismo,ma possesso di erba,ipotesi di truffa informatica,furto di monete ai parcometri, giovaniche erano in ottima salute eche sono stati restituiti alle famiglie dentro una bara e martoriati di botte,ossa rotte,ematomi!!!!!!!!!!!

Ieri ho visto la trasmissione su :http://www.ustream.tv/recorded/2555004 dove si è affrontato il caso di Niki Aprile Gatti,(il video è sul sito) e sono state sottolineate tutte le incongruenze che emergono dai documenti dati dal carcere… le incongruenze di comportamento da parte dei referenti dello Stato,procedure legali non rispettate…

Ho potuto vedere le interviste di Maria Ciuffi,madre di Marcello Lonzi,della mamma di Giuseppe Saladino morto il 7 Ottobre e non il 6 Novembre,notizia affossata dai” bravi” giornalisti che non hanno voluto interessarsi del caso,del figlio di Aldo Bianzino ,un ragazzo di 16 anni rimasto solo,sempre per mano dello Stato, che chiede Giustizia perché ciò che è accaduto a lui non accada più…così giovane ha capito che la sua triste realtà può capitare a tutti…noi lo abbiamo capito?

In questi giorni c’è stato un accavallarsi di notizie devastanti perché i casi di giovani morti per mano dello Stato sono tanti,troppi…ai tanti,chi più diffuso, chi meno, chi taciuto, si aggiunge anche quello di Giuseppe Uva…postato da Grillo ieri…ancora Grillo che “deve”fare informazione…Non ci poniamo alcuna domanda?

Anche in questo diffondere le notizie lo Stato fa differenze…casi portati all’opinione pubblica …altri no…perché?

E’ lecito porsi delle domande:quanti casi di morte “provocata” sono insabbiati? Di quanti non conosciamo la storia?Quante famiglie stanno vivendo l’incubo eterno?

In questo clima di paura,di terrore,la ricerca di un senso mi sembra molto difficile perché quando il furore accompagna la follia il senso si perde, si dissolve nel “nulla eterno”….

Quale domanda dobbiamo porci nei confronti dello Stato?

Nel nostro paese ci sono 8 milioni di persone a rischio povertà…

In tre anni 150.000 precari perderanno definitivamente il posto di lavoro…

Da dieci anni lo Stato doveva mettere in atto ammortizzatori sociali…stiamo ancora aspettando….

Ognuno di noi conosce persone che sono in cassa integrazione e che non conoscono il loro futuro…tra qualche settimana la cassa integrazione termina…quale prospettiva?

Questa mattina i dipendenti di una nota casa di cura del mio paese sono saliti sul tetto…è un anno che lavorano senza stipendio…grazie allo scandalo della sanità in Abruzzo….e oggi da noi è una giornata tremendamente fredda…

I soldi della sanità abruzzese sono andati nelle tasche dei nostri cari amministratori che hanno comprato appartamenti a Roma,fatto vacanze da sballo, pagato mazzette per sistemare i figli,pagato “compagne”,comprato quadri e…potete immaginare…

Uno Stato i cui rappresentanti sono in maggioranza inquisiti per reati gravissimi,parliamo di concussione,di mafia…eppure continuano impietosamente a ricoprire le cariche politiche…invece i ragazzi arrestati per pochi grammi di droga muoiono…e continuiamo a far parlare i politici di immunità?

Dov’è l’imparzialità dello Stato?Dov’è il rispetto della legge? Dov’è “ la legge è uguale per tutti”?

Uno Stato che permette di legiferare una legge salva premier e che distrugge lo stato di Diritto…che anima la rivolta di chi crede nel diritto…e che stimola anche l’intervento di Saviano su Repubblica per scoraggiarne l’approvazione,Il suo intervento sa di preghiera…di implorazione…

Dobbiamo implorare lo Stato a rispettare il diritto?

Lo Stato sta diffondendo solo angoscia,terrore,ribrezzo nei suoi cittadini per i suoi metodi,per i suoi comportamenti,per il suo potere malato.....

C'è da essere felici?

Queste sono solo alcune riflessioni,ce ne potrebbero essere ancora tantissime e tutte mi portano a dire

Magari lo Stato non ci fosse….

Da….

Se la legge è uguale per tutti

Gustavo Zagrebelsky, la Repubblica, 17-09-2008

“Nel principio della legalità c´è il riconoscimento della uguale dignità morale di tutti gli uomini, nell´osservanza individuale della legge c´è la garanzia della pace e della libertà di ognuno. Attraverso l´astrattezza della legge, della legge fatta non per un solo caso ma per tutti i casi simili, è dato a tutti noi sentire nella sorte altrui la nostra stessa sorte».

Sempre vigili

venerdì 6 novembre 2009

Stato...ma chi sei?


“Lo Stato sono io”…Così era solito dire il Re di Francia,l’allora Luigi XIV….

Non è per niente scontata la domanda di cosa sia lo stato, per noi europei del XXI secolo. Si può dire che è l'insieme di istituzioni, da una parte, e società civile dall'altra, unite in maniera molte volte non armonica.

Possiamo dire che lo Stato siamo noi,che lo Stato è l’insieme di ognuno di noi e non un’entità astratta,un “centro” lontano che decide sopra di noi.

Gli elementi costitutivi di uno Stato sono :il territorio,la popolazione,la sovranità,l’ordinamento giuridico.

Quindi uno Stato è l'organizzazione politica e giuridica sovrana di una comunità strutturata in forma stabile su di un determinato territorio; è considerato un ente necessario in quanto senza di esso non vi sarebbe una comunità sociale organizzata.

La sovranità è considerata da molti studiosi l’elemento fondamentale per la costituzione di uno stato. Senza di essa lo Stato non sarebbe autonomo ed indipendente,non avrebbe i poteri necessari per governarsi,ma sarebbe parte di un altro Stato.-

La sovranità si va ad identificare con il potere esclusivo dello Stato,di fare leggi,di governare, di prendere decisioni….Negli stati moderni la sovranità appartiene al popolo e si manifesta nella legge,secondo regole previste dalla Costituzione.

Ed è proprio dal modo in cui viene esercitata la sovranità che dipende la condizione dei cittadini.

E’ lo Stato che stabilisce chi è cittadino e chi invece non lo è. Il popolo così è l'insieme dei cittadini dello Stato ed è il suo elemento personale,la nostra Costituzione dice che la sovranità appartiene al popolo (Art.1) che la esercita soprattutto attraverso il diritto-dovere del voto. In questa prospettiva i cittadini sono gli elettori dei politici e i fruitori dei servizi gestiti dallo Stato. E diciamo che il buon

cittadino è colui che:

a. fa l’utile dello Stato

b. contribuisce al valore etico dello Stato e non solo alla materialità

Il gioco della convivenza all’interno dello Stato non è totalmente libero,ma regolato da norme precise che impongono limiti all’azione dei cittadini e dello stesso Stato in nome del bene comune.

E’ attraverso l’ordinamento giuridico e l’apparato burocratico che si stabilisce il rapporto tra lo Stato e il cittadino,ed è poi la burocrazia che fa da cerniera tra le Istituzioni e i cittadini.

Le leggi dello Stato,le regole della convivenza civile,non sono purtroppo sempre rispettate da tutti…in ogni settore dell’attività umana esistono coloro che,per interesse personale o per abitudine alla violenza o alla disonestà,compiono delitti o infrangono comunque le prescrizioni. Qualora vengono scoperti,devono essere sottoposti a giudizio. Di ciò si incarica la Magistratura che,come dice la Costituzione,amministra la giustizia “in nome del popolo”: in una democrazia,cioè governo del popolo,infatti soltanto in nome suo è pensabile poter emettere una sentenza.

Le norme e le leggi dello Stato non possono però negare i diritti umani fondamentali e riconosciuti universalmente.

Diciamo però che sono le regole e le leggi che definiscono i rapporti fra i cittadini e fra Stato e cittadini. Rapporto basato sulla collaborazione,cooperazione e sulla condivisione di obiettivi finalizzati alla soddisfazione di un’ambizione: il benessere dei cittadini. Tale rapporto si manifesta con un sentimento di fiducia tra cittadini e Istituzioni,fiducia che si costruisce nel tempo e si consolida quando le aspettative del cittadino non sono disattese o deluse. Il discorso della fiducia è essenziale in quanto se ho fiducia vuol dire che credo nella correttezza, nell’onesta e nella trasparenza dell’Istituzione che è risultata affidabile.

Quindi discutere di questo rapporto significa toccare un tema, oggi divenuto problema, delicato e complesso e che da anni impegna sociologi e studiosi di ogni Paese.

Un interesse così forte e molto sentito si spiega perché da diversi anni c’è un divario tra le aspettative dei cittadini e le risposte dello Stato.

Questo divario diventa sempre maggiore in quanto spesso le decisioni dello Stato sono dettate da interessi interni allo Stato stesso che non riconosce più gli interessi primari dei cittadini e ancor peggio non riconosce più i cittadini come suo elemento personale e quindi “spiega” le decisioni come necessità.

Il quadro si fa complesso e complicato nel momento ,molto frequente, in cui gli interessi contrastanti si sovrappongono: sia l’Istituzione che parti della società civile avanzano interessi contrastanti di difficilissima risoluzione.

Il cittadino oggi si attende soluzioni rapide, costruttive e risposte chiare e positive alle difficoltà

sociali ed economiche che lo assillano così sono in molti ad accusare lo Stato di mancanza di

efficacia ed efficienza.

La lentezza delle risposte e l’inefficacia delle soluzioni hanno alimentato una notevole sfiducia

verso le istituzioni. A questa sfiducia e al disorientamento del cittadino, ha

contribuito la difficoltà di dialogo interno alle istituzioni, allo Stato, con particolare

riferimento agli attriti nati in questi anni di difficoltà.

Questa crisi di fiducia fra cittadino e Stato ha cause diverse, spesso di tipo razionale ed emotivo e che comunque investono la sfera personale e civile del singolo cittadino che non riconosce più lo Stato garante di se stesso. Il risultato è che in molti parlano dello Stato con disgusto o di disprezzo.

Ciò significa che quel rapporto di collaborazione,condivisione, di cooperazione è in frantumi…

Cosa ha determinato questa considerevole perdita di fiducia?

Non occorre sempre andare indietro nel tempo,basta soffermarsi all’oggi!!!!!!!!Gli italiani non hanno più fiducia nel Parlamento,nella Magistratura,nei sindacati,nelle banche….

Nel nostro paese ci sono migliaia di inchieste che riguardano la corruzione, i finanziamenti illeciti ai partiti,collusioni,giri di mazzette…,legami con le mafie e massoneria…L’elenco è lunghissimo!

E di certo non aiuta il clima bellicoso di accuse e polemiche tra politici,giudici e magistrati,l’eccessiva lentezza processuale…

E poi …la vergogna del sistema carcerario che offende e denigra un paese civile.

Lo Stato attraverso una delle sue Istituzioni, nate per rieducare, uccide i propri cittadini…e “preferisce” così l’eliminazione alla rieducazione,preferisce le botte al dialogo,preferisce distruggere invece di costruire…

L’istituzione carceraria usa , la tortura fisica,la tortura dell’isolamento,il non rispetto dei diritti umani anziché la differenziazione della condanna,della pena…

E la politica è complice di questa realtà…non solo, ma la giustifica e la legalizza con le “efferrate” leggi e disposizioni dei vari ministri della giustizia..Qui dovrei riportare i tanti nomi dei ragazzi uccisi in carcere …ma l’elenco è disponibile nei vari siti ufficiali delle singole Istituzioni carcerarie…anche le “morti da accertare” sono di fatto morti provocate da ….chi? E' come se lo Stato dicesse:


« Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
»
canto III,Inferno,vv 49\51

Questo clima di diffidenza, di sfiducia che si è diffuso quindi è il risultato di un “tradimento” delle Istituzioni nei confronti del cittadino e non basterà un vento gelido del Nord a spazzarlo via….

Sempre vigili