Mi piace riportare le parole di Giovenale da…(le ragioni della satira)
Come dar voce all'ira, che mi rode d'arsura il fegato, quando vedo un predone che, costretto il pupillo al marciapiede, schiaccia la gente con la masnada dei suoi, o un altro condannato a vuoto in tribunale? Cosa è mai l'infamia, se il denaro è al sicuro?
Arretrino i tribuni, la precedenza è alla ricchezza: chi è giunto a Roma appena ieri, con i piedi segnati dalla schiavitú, nemmeno alle cariche sacre deve cedere il passo, perché fra noi piú sacra d'ogni cosa è la maestà del denaro, anche se questa ricchezza funesta non ha un tempio per venerarla come l'hanno Pace, Fede e Vittoria, Virtú e Concordia, i cui nidi risuonano di gorgheggi al ritorno degli uccelli, e al denaro non abbiamo eretto un altare.
Ma per questo e per altro siamo disposti a “fare”….
Sul giudice Mesiano Berlusconi aveva tuonato: ne vedremo delle belle…
Così i suoi adepti subito all’opera…ma….
Il risultato del video è a dir poco paradossale, insulso…
Forse volevano dire:Guardate qui..questo è il grande uomo che ha imposto la maxi multa al Presidente…
Un uomo qualunque,insignificante …
Come si permette un “omucolo” di multare l’Eletto?
E l’Eletto cosa fa? Si vendica…ordina agli scagnozzi di registrare,filmare…
Si chiama ritorsione o no? E per fare ciò il presidente del consiglio usa tutti i suoi mezzi privati:le TV!!!!!!!!!!!
E meno male che non è andato a Porta a Porta…TV che dovrebbe essere pubblica….
Guai a toccare i soldi dell’Eletto…
Ma a mio avviso, è ciò che era nelle intenzioni di chi ha “commissionato” il video che è pericoloso…
La prima domanda:Cosa si aspettava di filmare?
La seconda:Voleva dimostrare che Mesiano è un tipo “strano”e quindi fuori di testa?
Quindi “mancante delle garanzie o dei requisiti necessari…” per emettere una sentenza…
Ciò che più nausea è la volontà di promuovere un’opera di denigrazione,di offesa alla dignità personale,che mira a stabilire un clima di sospetto intorno ad un giudice che,in quelle immagini,non ha altri difetti che essere “uomo”…
In una democrazia degna di questo nome tutto ciò non accade…
E un oratore disse: Parlaci della Libertà. E lui rispose: Alle porte della città e presso il focolare vi ho veduto, prostrati, adorare la vostra libertà, Così come gli schiavi si umiliano in lodi davanti al tiranno che li uccide.
Dite, maestro' -disse l'allievo- 'esiste la Libertà'? E il maestro rispose: 'se in ogni uomo esiste l'idea, allora esiste anche la Libertà'. - E chi la vende la Libertà? - Non si vende. - Perché? - Perché è già tua!
Spesso nello scrivere ho citato Piero Calamandrei,ma oggi più che mai mi sembra opportuno perché a distanza di anni,le sue parole sono profetiche e chiariscono ulteriormente la situazione che stiamo vivendo. Le parole di seguito riportate sono di un discorso tenuto al Parlamento nel 1948: “In un regime parlamentare il Ministro,anche nei suoi atti discrezionali,è tenuto a dare al Parlamento la giustificazione politica dei motivi che lo hanno spinto ad agire in un dato modo. Non può dire:il padrone sono io!Magari lo pensa,magari sarà vero;ma finchè v’è il Parlamento, queste cose si possono pensare ma è meglio non dirle”. Nel nostro Parlamento queste cose non solo si pensano,ma si mettono in atto,si concretizzano e ci si comporta come se così fosse! Di fatto il nostro Premier aveva ,sin dall’inizio,un solo scopo impadronirsi del paese…e con caparbietà e costanza si è adoperato perché questo accadesse… Si è costruito un partito,poi il Parlamento, nominando i “suoi” ministri e i propri adepti nelle varie dirigenze… e così ha iniziato l’ascesa al palcoscenico internazionale… Non ha dimenticato però una cosa fondamentale… che per la buona riuscita di tutto ciò,doveva rendere il popolo “ignorante”… distruggere la capacità di scegliere,di valutare... i meriti e le capacità di chi sta per ricoprire cariche pubbliche…e come e cosa fare? Semplice distruggere la scuola pubblica… E ancora una volta mi viene in aiuto Piero Calamandrei con un discorso del 1950… “Quando la scuola pubblica è cosa forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non è pericolosa. (…)Ma rendiamoci ben conto che mentre la scuola pubblica è espressione di unità, di coesione, di uguaglianza civica, la scuola privata è espressione di varietà, che può voler dire eterogeneità di correnti decentratrici, che lo Stato deve impedire che divengano correnti disgregatrici. La scuola della Repubblica, la scuola dello Stato, non è la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta. Solamente in questo modo e in altri più precisi, che tra poco dirò, si può avere il vantaggio della coesistenza della scuola pubblica con la scuola privata. La gara cioè tra le scuole statali e le private. Che si stabilisca una gara tra le scuole pubbliche e le scuole private, in modo che lo Stato da queste scuole private che sorgono, e che eventualmente possono portare idee e realizzazioni che finora nelle scuole pubbliche non c’erano, si senta stimolato a far meglio, a rendere, se mi sia permessa l’espressione, “più ottime” le proprie scuole. Stimolo dunque deve essere la scuola privata allo Stato, non motivo di abdicazione. Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c’è un’altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime. Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: - rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. - attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. - dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest’ultimo è il metodo più pericoloso. » E’la fase più pericolosa di tutta l’operazione […]. Questo dunque è il punto, è il punto più pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito […].” Questo è quanto diceva Calamandrei…e ancora..”Difendiamo la scuola democratica: la scuola che corrisponde alla Costituzione democratica che ci siamo voluti dare; la scuola che è in funzione di questa Costituzione che può essere strumento,perché questa Costituzione scritta sui fogli diventi realtà”. La sua attualità è sconcertante… Ma il “viaggio” di questo nostro governo verso il raggiungimento dell’obiettivo prosegue con incessante perseveranza… Nomina Dirigenti compiacenti,di partito,con “mezzucci” da strapazzo che poi però portano disastri ovunque,nella scuola con concorsi riservati e con criteri di graduatoria ridicoli( è stato valuto qualsiasi servizio,anche il più stupido,ma non l’essere stato nominato, dall’allora Provveditore Agli studi,psicopedagogista per dieci anni….),nelle amministrazioni pubbliche con altrettanti imbrogli…questo perché dovevano essere manipolabili,dovevano sempre dire sì e non opporsi alle scellerate “innovazioni”… Ed è così che si arriva alla “meritocrazia”… http://blog.panorama.it/italia/2009/10/09/rivoluzione-brunetta-ministro-rock-che-lavora-in-un-palazzo-a-rete-lenta/ Ora quei Dirigenti compiacenti dovranno dire chi è meritevole e chi no… Tutti i “farabutti” logicamente sono farabutti e quindi “fuori”!!!!!!!!!!! “La democrazia non è …la tirrania della quantità sulla qualità,del numero cieco sull’intelligenza individuale,della massa analfabeta sui pochi competenti colti; ma deve,per dare i suoi frutti,essere consapevole scelta dei valori individuali operata non in una ristretta cerchia di privilegiati della cultura,ma nell’ambito di tutto un popolo reso capace dall’istruzione di giudicare i più degni”. Qualcuno vuol dire a questi “ignoranti” che è l’ora di andare a casa?E qualcuno deve dire al Premier che non è stato eletto dal popolo....lui lo dice per avere più credibilità e forza,ma non è così.... Il video mostra chi è il ministro Brunetta …..
Era una folla “motivata e credente”quella che gremiva la metropolitana,la Piazza e tutte le strade adiacenti.
Ovunque guardavi vedevi gente assiepata su balconate,muretti,scalinate…
Tutti lì a salvaguardia dell’Art. 21 della Costituzione e in nome della democrazia.
In quella piazza ho sentito parole “sante”: democrazia,giustizia,Costituzione e a gridarle erano personedi ogni età,giovani e meno giovani,ma sicuramente “gente” generosa che ama far sentire le proprie idee,il suo punto di vista, anche in modo rumoroso…
Una piazza colorata dai tanti striscioni , bandiere e cartelli tutti contro chi vuole, in qualche modo,che una parte dell’Italia non venga mai raccontata,ascoltata,conosciuta…
Dalla Piazza si è levata un’ovazione al nome di Roberto Saviano…che ha ricordato come il nostro paese nonsi sia interessato al sequestro di alcuni ristoranti gestiti dalla mafia, in una delle strade più importanti di Roma e del caso del ritrovamento di navi colme di rifiuti tossici nelle acque della Calabria…
Così, quei trecentomila farabutti,ieri,hanno gridato che vogliono “sapere” sempre tutto,ogni cosa anche se spiacevole…si può contestare tutto ciò?
In un paese come il nostro sì…
E mentre a Roma si manifestava,altre manifestazioni si sono svolte in altre dodici città italiane ed europee…Barcellona,Berlino, Parigi,Londra…a Bruxelles sui cartelli si leggeva:”In Europa siamo tutti farabutti”…
Ma ieri la folla ha capito che doveva esserci…che doveva far capire che non ci sta più alle mezze verità,alle notizie manipolate,ai giochi di un potere che ci vuole tutti “addomesticati”,tutti non pensanti…
La manifestazione di ieri è sta la miglior risposta a questo stato di cose…
Dobbiamo continuare a chiederci:che paese è il nostro?
Un paesedovealcuni parlamentarigridano allo scandalo per lo scudo fiscale e poi non si presentano quando si vota … e mi riferisco ai parlamentari del PD,UDC,IDV…ERANO LORO gli ASSENTI…e niente giustificazioni!!!!!!!!!!!!!!!
Un paese che è ricco di “esperti del giorno dopo”…
Un paeseche,di fronte a catastrofi,non fa altro che cercare a tutti i costi colpevoli, invece di rimboccarsi le maniche…che non sa fare altro che riproporre il ritornello delle responsabilità…il giorno dopo!!!!!!!!!
Un paese dove i politici continuano a vendere menzogne,a fare promesse che poi non mantengono…L’Aquila ne è un esempio recente…
Oggi “il millantatore” ha ripetuto, a Messina, le stesse parole pronunciate a L’Aquila il 7 Aprile…
ROMA :Oggi il Presidente della Repubblica ha inaugurato l’anno scolastico… Altre bugie …. SCUOLA: NAPOLITANO, SIA MIGLIORE MA NON D'ELITE - "L'Italia è purtroppo un paese in cui l'struzione non e ancora efficiente. Serve un'istruzione migliore". Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, alla cerimonia di inaugurazione dell'anno scolastico, ammonendo: "un'istruzione migliore non significa un'istruzione che produce solo eccellenze, e non significa di certo neppure un'istruzione d'elite". ******************************************************* Gelmini: scuola sia meritocratica ed educhi a legalita' - Una scuola meritocratica, che educhi alla legalità, degna di un paese non rassegnato ma aperto alle nuove sfide. E' quella che il Governo vuole offrire ai ragazzi italiani. Il merito - ha sottolineato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini nel messaggio col quale, al Quirinale, ha augurato buon anno scolastico a tutti gli studenti - "é la più alta forma di democrazia poiché consente a tutti, a prescindere dai mezzi economici e la provenienza sociale, di realizzarsi nella vita".
"Ci impegneremo per garantire a tutti - ha promesso il ministro parlando alla platea che affolla il cortile d'onore - il diritto allo studio, perché i più bravi siano riconosciuti come tali e possano accedere perciò gratuitamente all'università. In un momento di crisi - ha aggiunto - la scuola deve porsi il problema dell'occupazione dei giovani. Non può essere una fabbrica di disoccupati intellettuali, ma una istituzione volta a preparare figure professionali competenti ed attive". Nel suo intervento - aperto con un pensiero al piccolo Martin Fortunato (figlio del capitano della Folgore ucciso nell'attentato a Kabul) ed ai ragazzi dell'Aquila - Mariastella Gelmini ha anche sottolineato, richiamando a questo proposito quanto detto dalla Cei nei giorni scorsi, l'opportunità di un'alleanza per l'educazione che coinvolga tutti: scuola, famiglia, imprese, mass media. I ragazzi - ha osservato ancora - hanno bisogno "di buoni maestri e di una scuola che sappia coniugare rigore ed apertura verso l'altro, educazione e tolleranza, serietà negli studi e creatività". Ed è per questo che il ministro ha voluto che sui banchi si tornasse a studiare la Costituzione.
Un cenno quindi alle celebrazioni per 150 anni dell'unità d'Italia: "Proprio mentre si approva il federalismo e ci si avvia alla valorizzazione delle differenze, questa ricorrenza - ha detto il ministro - ci aiuta a riflettere sul sistema Paese e a non disperdere l'identità nazionale in una cornice unitaria". http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_1674809030.html
Siamo il paese delle scorciatoie e il ministro lo ha ampiamente dimostrando andando in “luoghi” dove il favoritismo le ha permesso di raggiungere l’obiettivo…Siamo il paese delle raccomandazioni,dei furbetti,dei millantatori …e lo dimostrano tutti i politici o quasi,vedi il caro Bossi che grida tanto “Roma ladrona” e lui è per eccellenza uno dei ladroni più agguerriti visto che al caro figlio ha fatto avere un incarico da 12 mila euro al mese …proprio a quel figlio che per diplomarsi ha dovuto ripetere tre volte l’esame di maturità…ma si sa i prof sono teste di capra!!!!!!!!!!! ( ho preso in prestito questo modo di dire da un amico blogger..)Certo da un ministro che agita il merito come un’ascia ci si aspettava altro e invece anche oggi ha continuato a dire scemenze…Chi continua a logorarmi però è il Presidente che con le sue “esternazioni” sembra scenda sempre dalle nuvole e non mi hanno commosso le sue lacrime…quando ha menzionato i soldati morti..proprio per niente!!!!!!Dovrebbe tirar fuori un po’ di buon senso e smettere di sottoscrivere tutte le cavolate che gli mettono sotto il naso!!!!!!!!! Un po’ di carattere!!!!!!!!!Ogni tanto però,qualcuno si indigna e denuncia…parole al vento visto che loro continuano indisturbati a fare il proprio comodo incuranti di ciò che i liberi cittadini pensano,anzi …denunciano anche chi,magari con foga,esprime il proprio disappunto…chiedendo anche cifre notevoli!!!!!!!!!Però la maestrina dalla penna rossa…continua la sua lotta per il pensiero unico e tuona : a scuola non si fa politica…questa non capisce l’italiano … non sa cosa vuol dire fare politica …Allora…Fare politica vuol dire mettersi in discussione, esporsi personalmente con le proprie idee e i propri valori, interessarsi ai problemi di tutti, cercando di risolverli nel modo migliore.E cito….Il prof. Francesco Valentini in un'intervista disse: "per politica si intende tutto ciò che concerne l'attività di una comunità organizzata. Quando diciamo comunità organizzata, intendiamo dire una comunità cosciente, ossia capace di prendere delle decisioni, di porsi dei fini, quindi di vivere autonomamente. Ora, proprio per questa caratteristica della comunità - la comunità che prende delle decisioni - è evidente che al suo interno vengono delegati alcuni membri a decidere in nome della comunità…”Oggi qualche collega mi ha detto ... "stai facendo politica". Quindi quello che dico, che scrivo anche in questo blog... sarebbe condizionato dal fatto che "faccio politica"?Ma dove ? Quando? Io cerco solo di ragionare di lottare perché le cose cambino..allora sì,faccio politica!!!!!!!!Ma io …ho studiato in un’epoca alquanto difficile. Erano gli anni del cambiamento,delle lotte per il divorzio, per l’aborto… E i miei insegnanti portavano a scuola un bel po’ di giornali per farceli commentare in classe. E ci chiedevano cosa ne pensavamo di quel che accadeva fuori, nel mondo reale, il mondo degli adulti. Loro, secondo la maestrina,facevano politica... Ma mi hanno insegnato – oltre a farmi amare la storia e la filosofia, la matematica e il latino – a pensare con la mia testa. E’ questo che il ministro e i suoi compari non digeriscono. A loro interessa il pensiero unico…A loro interessano teste vuote o riempite di false verità…Caro ministro, non farò mai scuola come vuole lei…sono un disubbidiente creativo…a cui piacciono i ragazzi che ragionano e che pensano liberamente……… Ragazzi che studiano,imparano,criticano...e mai andranno a caccia di "luoghi" dove regalano idoneità,esami e diplomi.....
Perchè occorre leggere e ascoltare per saperne di più di chi non fa altro che distruggere la scuola pubblica....
Così leggo e riporto...
E tutti conosciamo meglio la "signora"...
E' caduta una Mariastella
di Roberto Di Caro e Denise Pardo
Un curriculum scolastico anonimo. Una laurea in legge senza lode. Una trasferta a Reggio Calabria per il praticantato legale. Poi la folgorante carriera politica. La vita da mediocre della ministra che voleva fare la ballerina e che ora infiamma la scuola
Finora le fabbriche sono state silenziose. Perfino i magistrati sono spaccati. Lei, Mariastella Gelmini, ha portato in piazza tutti: professori, genitori, precari, studenti. La sua riforma è la vera sconfitta del terzo governo Berlusconi.
È signorina. Ma di quelle Signorsì. Tremonti vuole tagli a scuola e università e il via alla privatizzazione strisciante: lei esegue, e lancia l'idea di trasformare istituti e atenei in Fondazioni in concorrenza fra loro. Il Vaticano vuole l'ora di religione cattolica come materia piena di insegnamento: per lei è subito una "posizione condivisibile". La tattica è elementare, se vuoi far carriera, non ti puoi fare troppi nemici. Se ne hai (le è capitato quando nel 2000 i suoi di Forza Italia la fecero fuori con una mozione di sfiducia dalla carica di presidente del consiglio comunale di Desenzano del Garda, e poi nel 2005 quando Berlusconi la nominò coordinatrice regionale tra i malumori della nomenklatura), meglio star buona, aspettare, prima o poi non mancherà l'occasione di farseli di nuovo amici. Lei, Mariastella Gelmini, in questo è bravissima. L'ha anche spiegato: "Non è mica un delitto andare d'accordo con tutti".
Gelmini, ovvero la temibile leggerezza dello stare nel mezzo (secondo le anime buone) o della mediocrità (secondo quelle malvage). Non male per una che ogni due per tre sillaba, enuncia, predica la meritocrazia. Tattica o carattere? Sarà che ha frequentato le elementari dai preti, 1.700 anime nella Bassa bresciana. Dove suo padre Italo, agricoltore e allevatore, era stato sindaco Dc e, divorziato senza scandalo dalla moglie Carmelina, aveva sposato Wanda, la mamma di Mariastella. Tuttora ci vivono Giuseppe e Cinzia, figli della prima moglie, ma legatissimi alla sorella, modello famiglia allargata. Il primo, che ha un magazzino di prodotti per l'allevamento, è dall'aprile 2008 vicesindaco Pdl; la seconda, insegnante elementare, è rappresentante sindacale Cgil. Scoppiò un mezzo putiferio quando, il 30 ottobre 2008, Cinzia non aderì allo sciopero generale degli insegnanti e si mise in aspettativa non retribuita.
Gelmini voleva fare la ballerina. Le è andata male: è diventata ministro. Alle medie, Luigi Sturzo della vicina Gottolengo, dove fino ai 15 anni vivrà in una cascina, Mariastella è la passione della sua professoressa, Maria Nunziata Terzo: studia danza, conduce la battaglia contro l'intercalare dialettale "pota", aiuta il compagno down. Al liceo classico le cose si fanno più complicate. Ne cambia tre: il Manin di Cremona dove frequenta i due anni di ginnasio, poi lo statale Bagatta di Desenzano dove comincia la prima liceo per lasciarlo a dicembre e spostarsi a Brescia, liceo privato diocesano Cesare Arici, lo stesso dove aveva studiato Giovanni Battista Montini, papa Paolo VI: "Sì, abbiamo fama di severità, ma senza particolari asprezze", racconta Gian Enrico Manzoni, che della liceale Mariastella fu l'insegnante di greco e latino. Quanto al carattere, Manzoni la descrive "riservata, né un'isolata né una leader, nessuna bega con i compagni, non che io ricordi almeno": già allora tendeva ad andare d'accordo con tutti. "Non ero la prima della classe, ma non ho mai avuto problemi", ha sintetizzato quel periodo l'interessata. È vero. In pagella prese 5 in latino scritto al primo quadrimestre, "ma era un'alunna diligente, anche se non mi viene in mente nessun particolare amore per questo o quell'autore, e a fine anno conquistò il 7", ricorda Manzoni. In greco, italiano, matematica oscilla sempre fra il 6 e il 7. Scienze 7, arte e storia 8. Alla maturità, siamo nel luglio 1992, uscì con 50/60.
Proprio del provvedimento sul voto di condotta, e dell'altro che richiede il 6 in tutte le materie per essere ammessi all'esame di maturità, parlano Manzoni e Gelmini ormai ministro quando, a fine 2008, si reincontrano. Il suo liceo la invita a una rimpatriata, ma in tutta Italia scoppia la protesta degli studenti e lei sparisce dalla circolazione: figuriamoci se rischia una contestazione proprio davanti alla sua vecchia scuola, sai che chicca per i giornali. Invita però Manzoni al ministero. "Fu molto gentile. Cercai di convincerla che, sotto l'apparenza del rigore e del merito, quei suoi due atti avrebbero sortito effetti opposti".
Questa volta non dico nulla…parlano per me le testimonianze riportate e il video… Il loro grido di dolore dovrebbe “perforare” il nostro petto,il nostro cuore… Quando mi guardo intorno in questo deserto di umanità, questo non sentire l’altro,questo essere estranei al dolore di chi è in difficoltà,di chi soffre,di chi vuole,nonostante tutto, vivere,non riesco a capire dove stiamo andando… Dove vogliamo arrivare con questo carico di disumanità che ci portiamo come un trofeo… Un trofeo carico di sangue,odio,violenza…di sorrisi spenti,di bambini orfani… E come un vecchio stanco …penso... “E andando nel sole che abbaglia sentire con triste meraviglia com’è tutta la vita e il suo travaglio in questo seguitare una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.”(Montale) Una sola preghiera…ascoltate il video!!!!!!!!!!! A voi le considerazioni Malgrado tutto… Vogliamo chiamarci ancora uomini? Teoria e pratica della detenzione amministrativa - Una testimonianza da Ponte Galeria da macerie «Quando sono entrato qui mi hanno detto che dovevo stare tranquillo, che qui ero libero… Ho visto la Croce Rossa e mi sono detto: “meno male, almeno non vedo la polizia intorno”. Invece mi sono sbagliato tanto, mi sono sbagliato tanto a pensare così… La Croce Rossa mi ha dato un paio di ciabatte, un paio di lenzuola di carta di quelle che si usano sui treni, quelle usa e getta. Mi ha aperto un cancello e… lunghe sbarre, lunghe sbarre alte quattro metri. Tutto a sbarre. Avete presente gli zoo, come sono divisi gli animali? Una gabbia sono negri, una gabbia sono arabi, una gabbia sono del Bangladesh, una gabbia sono indiani, una gabbia sono europei… Da lontano ho visto i militari, e come girano intorno coi mezzi che usano lì in Afghanistan - armati! Subito mi sono reso conto che mi hanno detto una bugia, che non ero libero io: una persona chiusa in una gabbia 16 per 20 non può essere libera, non può essere libera! Qui non c’è la vita, non si può vivere così: ci danno il vitto solo per tenerci in vita. Sapete come ci sentiamo, sapete come ci sentiamo noi? Persone sequestrate! Una cosa è sentirla - vedete, mi viene la pelle d’oca - e un’altra cosa è trovarsi solo cinque minuti in una gabbia… e no, due mesi, tre mesi, quattro mesi, cinque mesi, sei mesi… E intorno a noi girono militari che sono tornati dall’Afghanistan. Vigili urbani, Polizia, Finanza, Carabinieri, Polizia stradale, militari… tutte le divise abbiamo qua. E in più abbiamo la Croce Rossa: per me il nome della Croce Rossa è infangato, infamato!, perché sotto le divise della Croce Rossa si nascondono gli ex militari. E questo lo posso confermare davanti a tutti, anche davanti al Presidente della Repubblica. Qui non è come fosse Guantanamo: è Guantanamo. È Guantanamo. È Guantanamo del signor Berlusconi, del signor Bossi, del signor Maroni, del signor Fini, del signor Casini e del signor Calderoli. Noi vogliamo che nostra voce si senta da qua a tutto il mondo come si è sentita per Guantanamo.Trasmettetela e ve ne saremo molto grati: le nostre sofferenze qua non si possono descrivere. Non si possono descrivere, non si possono descrivere…» Ponte Galeria, Roma, 30 agosto 2009 La teoria e la pratica della “detenzione amministrativa” in undici minuti di intervista su macerie
(Sono giornate agitate, queste, a Ponte Galeria. Aumenta la sofferenza ed aumenta la voglia di urlare. Un recluso oggi si è sentito male ed è stato portato via, un altro ha inghiottito due pile e non l’hanno portato in ospedale perché avevano paura che scappasse. Tra l’urlo e la lotta, forse, ancora qualche giorno.)
E ANCORA……………
fonte: carta 10/09/09 Cinque marocchini ed un tunisino sono riusciti a fuggire dal Centro di identificazione ed espulsione di Lamezia Terme, dove erano detenuti. Tre di loro sono stati catturati. Hanno approfittato di una protesta che avevano messo in atto ieri sera. Storia di un Cie emblematico, nelle campagne calabresi. Ancora un’evasione da un Centro di identificazione ed espulsione italiano. Ieri sera sei reclusi sono riusciti a scappare dal Cie di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro. Pare si tratti di cinque marocchini e un tunisino. I sei sono riusciti a scavalcare l’alta rete di recinzione esterna del Centro. Gli agenti in servizio di vigilanza, per evitare che anche altri potessero seguirli, hanno lanciato alcuni lacrimogeni. L’evasione è avvenuta nel corso di una rivolta: i sei ne hanno approfittato per evadere. Sul posto sono poi intervenute diverse pattuglie di polizia e carabinieri che poco dopo hanno bloccato tre dei sei fuggitivi mentre cercavano di allontanarsi nelle campagne del lametino. Degli altri tre, invece, non si hanno notizie. Uno di loro era già riuscito a fuggire dal centro in un’altra occasione. Risulta che anche ad agosto scorso c’erano state delle rivolte al Cie di Lamezia, in contemporanea a quelle scoppiate nei centri di Milano e Torino. Il centro di detenzione per migranti di Lamezia Terme ha una storia emblematica. Per di più, quel Centro ha una storia strana, e la cooperativa sociale che lo gestisce ha un nome beffardo: "Malgrado tutto". Nata per creare una comunità di recupero per tossicodipendenti e diventata guardiana di un centro di permanenza temporanea, la storia della cooperativa di Lamezia Terme, città in provincia di Catanzaro la cui amministrazione comunale amministrata a fatica dal sindaco Gianni Speranza [Sinistra e libertà], che è stato eletto nonostante i partiti che lo sostengono non abbiano la maggioranza in consiglio comunale, dopo che l’amministrazione precedente di centrodestra era stata mandata a casa per infiltrazioni mafiose. La storia del Cie di Lamezia è uno spaccato della storia delle "emergenze" nel nostro paese. Tutto inizia nel dicembre del 1997. Sulle coste ioniche calabresi sbarcano centinaia di kurdi in fuga dall’esercito turco, e la risposta della società civile e delle istituzioni locali è semplice è straordinaria. Ai kurdi vengono aperte le porte delle case lasciate vuote dagli emigranti. Il centro storico del paese di Badolato, abbandonato da decenni, si riempie di nuovo. Ma in quei giorni accade anche altro. Raffaello Conte, presidente del centro di recupero per tossicodipendenti "Malgrado tutto", intuisce le nuove possibilità, avvia un rapporto con la Protezione civile e trasforma la "comunità di recupero" in "centro di prima accoglienza". Il passo verso il vero e proprio Centro di detenzione è breve. La convenzione arriva nel 1999. È bastato allungare le sbarre fino a sei metri di altezza e far presidiare il posto dalle forze dell’ordine ventiquattro ore su ventiquattro. Si raddoppia il giro d’affari: con un centro di accoglienza si incassavano meno di 20 euro al giorno a persona "ospitata", per la gestione del Cpt, una retta giornaliera pro capite di 46 euro.
L’importo medio annuo che lo stato versava fino a qualche anno fa nelle casse di "Malgrado tutto"è di oltre un milione e 250 mila euro. Poi, sempre nel 1999, un’altra "emergenza umanitaria", che prenderà il nome di "Missione Arcobaleno", riempie i giornali. Raffaello e i suoi si mobilitano di nuovo per organizzare l’accoglienza dei profughi kosovari nell’ex base Nato di Comiso, in Sicilia. Dopo poco più di un anno, il benefattore fu arrestato per "distrazioni di materiale di vario genere" proprio nei giorni dell’accoglimento dei profughi kosovari, insieme al responsabile dei magazzini e al titolare di una ditta di autotrasporti comisano. Fra i reati ipotizzati: falso, sottrazione di documenti, truffa e ricettazione. Nonostante questo, il Cpt cambia nome in Cie resta aperto fino a oggi e grazie alle norme approvate dalla destra nel pacchetto sicurezza può limitare la libertà dei migranti fino a 18 mesi. La struttura si trova, isolata, su una collina, circondata dagli ulivi. Un complesso a due piani con un cortile interno per le attività ricreative. Al pianterreno si trovano i servizi, al primo piano le stanze e una piccola moschea. L’intera area è recintata, l’accesso è controllato da un passo carrabile con sbarra e un gabbiotto di controllo. Più giù, una palazzina ospita gli agenti addetti alla sorveglianza. Sei poliziotti e sei carabinieri si alternano in turni di sei ore. La presenza media di "ospiti", migranti senza status giuridico, nemmeno quello di detenuti, è di circa 75 persone. Formalmente, la sorveglianza è solamente esterna, ma la cosa è controversa: le forze dell’ordine non potrebbero entrare all’interno delle gabbie e dentro le stanze degli "ospiti". Tutto lascia pensare che nei momenti di particolare tensione, per altro numerosi viste le condizioni di vita, questo invece avvenga. Basti pensare che nella gran parte delle stanze la porta è sostituita da una coperta, perché le porte vengono periodicamente divelte. Tutte circostanze che erano state già denunciate anche dalla commissione ispettiva sui Cpt istituita da Giuliano Amato nel 2006 e diretta dal segretario Onu Staffen De Mistura Dom, 13/09/2009
10) Chi e Perché ha lasciato morire i ragazzi della Casa dello Studente all’Aquila
12 Agosto............
Nel mio deserto colmo di fiori secchi,ci sei tu, immenso sogno senza confini! La notte insonne,il giorno opaco,il tempo incompiuto..e tu per sempre!
La realtà che vivrai domani è fortemente condizionata da quello che fai oggi.... Facciamo in modo che nessuno si senta solo!
Questo blog aderisce allo sciopero!
Questo Blog non è una testata giornalistica....
............ è la "mia pagina bianca"!!!!!!Dove scrivo i miei pensieri,le mie emozioni,le mie titubanze!
Contro la disinformazione!!!!!!!!!!!!!
Lottiamo per un'informazione corretta .....
....Grazie del premio Stella ! Lo custodirò con molto affetto!
"Upupa, ilare uccello calunniato dai poeti, che roti la cresta sopra l'aereo stollo del pollaio e come un finto gallo giri al vento; nunzio primaverile, upupa, come per te il tempo s'arresta, non muore piu' il Febbraio, come tutto di fuori si protende al muover del tuo capo, allegro folletto, e tu lo ignori".
(da: Eugenio Montale, Ossi di seppia, 1920-1927)
...........dorme quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.
NIKI APRILE GATTI
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a tutti i ragazzi.....
E ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte; ma non è vero, ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte; io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero, e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo. Chiudi gli occhi, ragazzo, e credi solo a quel che vedi dentro; stringi i pugni, ragazzo, non lasciargliela vinta neanche un momento; copri l'amore, ragazzo, ma non nasconderlo sotto il mantello; a volte passa qualcuno, a volte c'è qualcuno che deve vederlo. Roberto Vecchioni
Non ricordare il giorno trascorso e non perderti in lacrime sul domani che viene: su passato e futuro non far fondamento vivi dell'oggi e non perdere al vento la vita. Omar Khayyam
...i bambini sono di sinistra.........
.....eppure vivo..........
Inganno della mente mia, bisogno straziante dell’anima. Bugiardi gli occhi miei che sono veri solo quando piangono te, che inventano e colorano la tua immagine per dare respiro al mio cuore.
ad una persona speciale
Ho amato tutto di te, i tuoi entusiasmi e le tue delusioni, i tuoi desideri, i tuoi sogni, i tuoi successi e i tuoi fallimenti. Ho amato tutto di te i tuoi sorrisi e i tuoi pensieri cupi le tue sicurezze e le tue titubanze. Ho amato tutto di te la tua speranza e la tua disperazione, l’incanto e il disincanto, la forza e la debolezza. Ho amato tutto di te anche il tuo andartene senza rumore.