FRAGOROSO SILENZIO

domenica 18 dicembre 2011

Ora stiamo così...





L’alfabetizzazione culturale e la complementarità dei saperi scolastici, sono temi che rivestono particolare rilevanza nel disegno educativo e didattico della scuola perché delineano i connotati del patrimonio culturale di base e tendono a radicare tale patrimonio nella cultura del nostro tempo.
Tale cultura stimola e riflette la complessità sociale e i “ragazzi – alunni” sono immersi in questa complessità;le trasformazioni sociali li toccano intensamente per la molteplicità dei rapporti,dei diversi tipi di comunicazione,per la vasta mobilità,per l’incessante rinnovamento degli oggetti di uso quotidiano e il passare delle mode. Attraverso l’azione della scuola, le esperienze del ragazzo- alunno diventano lentamente la base dei comportamenti e di azioni mentali che si avvicinano alle operazioni che hanno un ruolo specifico nel campo culturale. Per tenere il passo con il continuo ampliamento e rinnovamento della cultura si dovrebbe “imparare ad imparare”e questo perché è preferibile l’acquisizione della capacità di padroneggiare la conoscenza al semplice possesso di questa. “Il modo in cui le conoscenze sono cercate e sistemate rende possibile l’acquisizione e la produzione delle conoscenze, e questo modo è quello che va insegnato”...
Nel lungo percorso che porta agli elementi fondamentali della cultura, i ragazzi – alunni fanno esperienza di rapporti umani, scoprono valori essenziali, definiscono la propria identità personale , mettono alla prova le proprie possibilità di pensare, e di agire, sperimentano la “pensosità”...valorizzando il pensiero divergente che sempre porta alla ricerca di soluzioni originali e a produzioni creative. E’ così che si favorisce l’unitarietà dei contenuti formativi che è indispensabile padroneggiare per vivere da uomini liberi, autonomi nelle scelte e capaci di orientarsi nella società complessa.
Questo è uno dei compiti fondamentali della scuola,compito che assolve con efficacia e responsabilità...nonostante i tagli ...dal 2004 ...
Tagli che hanno portato delle conseguenze disastrose...
Gli ultimi dati offendono il lavoro di tanti docenti che sistematicamente lottano per mantenere in vita la scuola pubblica...
Da : Repubblica.it - scuola
Anni di tagli, le "pubbliche" calano
boom iscritti alle scuole paritarie

“In pochi anni, le scuole paritarie hanno visto crescere il numero dei propri iscritti. Mentre le statali, travolte dai tagli soprattutto dell'ultimo governo Berlusconi, segnano il passo. In appena sei anni - dal 2004/2005 al 2010/2011 - gli iscritti nelle scuole elementari, medie e superiori delle paritarie sono cresciuti del 10 per cento, nelle statali si registra una sostanziale stabilità. Il dato degli alunni delle private è stato pubblicato ieri dall'Ufficio statistica del ministero dell'Istruzione nell'ambito del dossier sugli alunni disabili e mancava dalle statistiche ufficiali da circa 10 anni.”
Ad incidere sulle scelte dei genitori, potrebbero avere influito il taglio al personale, l'aumento del numero di alunni per classe e la situazione degli alunni disabili, meno seguiti di alcuni anni fa. I tagli operati al personale docente creano spesso situazioni di "vacanze forzate" per intere classi, "costrette ad entrare a scuola una o due ore dopo l'orario canonico delle lezioni o ad abbandonare le mura scolastiche in anticipo per mancanza di supplenti. Situazione di caos che si ripete quando gli alunni si ritrovano in classi da trenta o più elementi e magari in presenza di uno o più disabili. In genere a farne le spese sono gli alunni "meno attrezzati", che avrebbero bisogno di essere seguiti con maggiore cura dagli insegnanti. Ma quando in classe se ne hanno 30 tutto diventa più difficile e le famiglie preferiscono ricorrere alle "cure" delle private.
(16 dicembre 2011)
E ancora...
Da Repubblica.it- Milano- 17 dic.2011
La preside scrive ai genitori
"Servono soldi per le lezioni"

Lettera del capo d'istituto dell’istituto milanese Armando Diaz: servono 18mila euro per garantire
la didattica sino a fine anno. Il provveditore si infuria con lei: "Si tratta di un episodio gravissimo"

“Episodio gravissimo” così lo definisce il responsabile...
A mio avviso...
Gravissimo è che lo stato continui a “foraggiare” le scuole private con ricchi finanziamenti tolti alle scuole pubbliche...
Gravissimo è che si permetta alla scuola privata di rilasciare diplomi “ aggiustati”...comprati...
Gravissimo è che si consenta alla scuola privata di continuare la sua opera di rafforzamento delle disuguaglianze sociali...
Gravissimo è che ....
Le scuole non statali ricevono oggi denaro pubblico sotto forma di:
sussidi diretti, per la gestione di scuole dell’infanzia e primarie (ex parificate);
finanziamenti di progetti finalizzati all’elevazione di qualità ed efficacia delle offerte formative di scuole medie e superiori;
contributi alle famiglie dell'importo massimo di € 300,00 denominati "buoni scuola" e disponibili solo per la scuola dell'obbligo.

Voglio precisare che...

l'Art. 33 della Costituzione italiana, al 3° comma, dispone che: [...] Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. [...] Ma dice anche che: [...] "La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali." [...]
Il governo Berlusconi, ministro Letizia Moratti, con il DM 27/2005 apporta alla Legge 62/2000 le seguenti modifiche:
non si parla più di “concessione di contributi” ma di “partecipazione alle spese delle scuole secondarie paritarie”;
è abbassata la soglia di alunni per classe (da 10 a 8) per l’accesso ai contributi;
vengono innalzati i livelli massimi dei contributi (12.000 euro per una scuola media inferiore, 18.000 per una scuola media superiore);
sono più che raddoppiati i finanziamenti per i progetti formativi (da circa 6 milioni di euro ad oltre 13 milioni).
Così...
Solo nel 2005 l'ammontare dei contributi alle scuole non statali è di circa 500 milioni di euro (si veda la circolare ministeriale 38/2005).
Non parlo di ciò che ha “commesso” il ministro Gelmini, semplice,( in tutti i sensi) esecutrice di “ordini” del governo...

Ora stiamo così...

Si sta come, d'autunno, sugli alberi, le foglie.

G. Ungaretti –

Sempre vigili

domenica 11 dicembre 2011

L’indignazione è ovunque...







Niente tagli agli stipendi dei parlamentari...

"Non si può fare, è un'ingerenza del governo...”

“Quanto guadagnano i parlamentari italiani? Dopo le piccole riduzioni applicate a fine settembre scorso, per quanto riguarda i deputati lo stipendio base, che viene indicato come indennità, ammonta a 5.246,97 euro netti al mese, che scendono a 5.007,36 per chi svolge un'altra attività lavorativa. Se poi il deputato versa la quota aggiuntiva per la reversibilità dell'assegno vitalizio (cioè per far percepire il trattamento al proprio coniuge in caso di morte), allora l'indennità netta scende rispettivamente a 4.995,34 e a 4.755,73 euro. Questi importi non conteggiano le tasse locali, che mediamente incidono per circa 250 euro al mese. È prevista poi una riduzione del 10% per la parte del reddito che supera i 90 mila euro lordi all'anno e del 20% sopra i 150 mila euro.

E questa è solo l'indennità. Perché poi ci sono altre voci che fanno lievitare la busta paga. Ogni deputato infatti percepisce una diaria mensile pari a 3.501,11 euro netti, anche se tale somma viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza nelle sedute di assemblea con votazione elettronica. Per scongiurare però la decurtazione, è sufficiente partecipare al 30% delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.
E rispetto ai colleghi europei? Il confronto è solo indicativo,perché indennità e rimborsi vengono erogati secondo criteri differenti. In ogni caso, facendo il raffronto delle retribuzioni legate alle voci fisse, i parlamentari italiani percepiscono in media 11.700 euro netti al mese, mentre la media dell'area euro è di 5.339 euro. I parlamentari austriaci incassano 8.882 euro al mese, gli olandesi 7.177, i tedeschi 7.009, i francesi 6.892, gli irlandesi 6.839 e via via a scendere gli altri, con una differenza: in molti Paesi ci sono da aggiungere a queste voci i rimborsi, ma solo per le spese realmente effettuate. In Italia i rimborsi invece sono diventati parte dello stipendio con un regime forfettario che in molti casi non richiede giustificativi delle spese sostenute.”DA:Corriere della sera

Per il resto?????????????
Non si parla di ingerenza,si mettono in campo parole come Equità, rigore, crescita...
E gli italiani?
Credono,per esempio, a quelle quattro lacrime del ministro...
Dimenticando che la situazione disastrosa dell’Italia è dovuta alla politica,una politica becera, incapace e festaiola...
E che questi politicanti, che ancora paghiamo profumatamente,ad un certo punto, non hanno voluto fare il lavoro sporco, non hanno voluto né dire né fare e hanno ceduto il passo a chi il lavoro sporco lo ha dovuto fare...
Questo non lo dobbiamo dimenticare...
Ora possiamo criticare( ed è un dovere), perché possano essere attivati principi realmente equi, perché si suggeriscano percorsi rigorosi per tutti,ma non dobbiamo dimenticare che per anni li abbiamo lasciati fare...credendo,per esempio, ai contenuti delle campagne elettorali come: niente tasse...
Che poi i comuni, grazie a questi falsi discorsi, non avevano soldi per i servizi e andavano a bussare casa per casa dei cittadini, poco importava...Che poi Equitalia ti fa perdere la casa per 63 euro...ma lo stato deve far cassa!!!!!!!!!!!


Repubblica Genova / Cronaca /
Perde la casa per 63 euro
bufera su Equitalia

E tutto perché i signori parlamentari sono stati “seriamente” impegnati ad impoverire il paese...e a creare un “sistema” per mettere al riparo se stessi, le grandi ricchezze, gli evasori,gli imbroglioni della finanza, ecc.

Che poi l’Agenzia dell’entrate accerti la mia dichiarazione dei redditi...fa ridere,io sono un dipendente pubblico e le tasse mi vengono ritirate alla fonte, così come mio marito... e invece parte l’accertamento...a cosa al CUD?...
Così però l’Agenzia delle entrate dimostra che in un anno ha compiuto un numero elevato di accertamenti...( non ci vuole molto a verificare la mia dichiarazione)e il suo dovere è compiuto...però professionisti di alto livello che dichiarano scarsi 20000 euro e si permettono auto di lusso, ville, vacanze e altro...a quanto l’accertamento???????
Un sistema pagliaccio!!!!!!!!!!!
Le storie di vita che si leggono e si ascoltano raccontano una realtà indiscutibilmente disagiata,impoverita, miserabile...e “questi”dicono che non si possono ridurre lo stipendio?
E’ un’offesa alla nostra intelligenza, alla nostra condizione di cittadini “affamati” e il trionfo della loro stupida arroganza!


Sempre vigili

giovedì 1 dicembre 2011

Ma perchè ci penso?




Aumentano le tensioni e le preoccupazioni sul proprio futuro personale e professionale perché con l’esplosione della crisi tutti i nodi sono venuti al pettine.
La nave non cambia rotta per uscire dalla spirale, le riforme strutturali eque stentano, si ripropongono ricette antiche che non ci hanno salvato e che “affamano” i più. Si spendono parole, tante parole, pochi i fatti concreti e costruttivi...Cambia lo stile non la sostanza...
E’ necessario modificare questa società...perchè...

... la mondializzazione dell’economia, la globalizzazione dei mercati,lo sviluppo inesorabile delle tecnologie, la velocità delle informazioni e il loro costante aumento sono le caratteristiche fondamentali di questi decenni. La sfida è saper gestire correttamente e consapevolmente tutto ciò. Di contro continueremo ad avere una società dell’informazione e non della conoscenza,una società basata sull’accettazione apatica e non critica.
Nella società della conoscenza, le conoscenze sono il fondamento dell’economia e dello sviluppo sociale, infatti gli individui realizzano la loro libertà e la loro autonomia, sulla capacità di accedere ai saperi, alle competenze, all’ apprendimento e quindi sulla possibilità di sviluppare tali competenze.
Conoscere,apprendere e saper utilizzare le proprie conoscenze diventano parole “piene” che permettono di mettere a nudo i caratteri specifici delle moderne società e delinearne il futuro.
Per lavorare significativamente verso questo traguardo è obbligatorio considerare le persone come “risorse umane”, come il nuovo capitale del paese e impegnarsi seriamente perché l’istruzione non sia a tempo bensì permanente.
Quindi è necessario un cambiamento radicale dell’idea di istruzione per essere al passo del nuovo tempo.
La scuola è chiamata a svolgere un ruolo centrale nel processo dell’istruzione permanente, un percorso diverso da quello messo in atto in questi ultimi decenni dai vari Centri Territoriali che hanno svolto un ruolo sì necessario e propositivo, ma non esaustivo.
E’ la scuola che deve aprirsi a nuove categorie come: creatività, l’internazionalità, l’interistituzionalità,l’intersocialità...ma questa scommessa è tutta da giocare perché oggi la scuola vive una situazione di difficoltà e di disinteresse da parte dei governanti,degli addetti e non solo. Occorre prendere in esame i nuovi soggetti della formazione, promuovere l’innovazione e la valorizzazione delle diversità, attivare un ripensamento globale e radicale della pedagogia e della didattica per sperimentare “nuove” didattiche, efficaci e significative. Solo in questo modo si aiuteranno i giovani nella ricerca della propria identità e ad orientarsi nel vasto mondo contemporaneo. E’ necessario guardare la scuola come un luogo in cui interagiscono più persone le cui identità sono in continua evoluzione, un luogo dove l’identità personale si costruisce in modo relazionale e si struttura gradualmente nel tempo in una quotidianità ricca di affettività. Accanto a percorsi strutturati e formali,pertanto, è importante promuovere attività volte ai vari piani della vita affettiva, per imparare a riconoscerla e comprenderla. E’ un compito complesso che rende necessario e indispensabile non solo un’ampia formazione iniziale ma una “formazione permanente” dei docenti che deve avere un ruolo primario per le strategie di cambiamento e per la qualità del sistema formativo.
Per anni,invece, l’obiettivo principale dei vari corsi di formazione è stato la diffusione di modelli e strategie che l’amministrazione intendeva istituzionalizzare e non una formazione finalizzata a migliorare la qualità dei docenti con percorsi efficaci e rispondenti alle loro richieste...di cui la più pressante è sempre “sviluppare la professionalità”. Quindi occorre maggiore attenzione alla “centralità” della domanda dei docenti per una tipologia formativa finalizzata alle aree tematiche privilegiate indicate dai docenti stessi.
Non a caso una “buona” formazione deve saper creare sinergie tra la realtà esterna e la realtà interna alla scuola, tra i cambiamenti imposti da “fuori” e le innovazioni che derivano dal desiderio di crescere.
Dunque obiettivo fondamentale è creare le condizioni per cui ciascun docente possa dare pieno sviluppo alla sua professionalità in modo da contribuire costruttivamente allo sviluppo del sistema formativo .
Ciò comporta un profondo cambiamento teorico ed operativo nel campo dell’educazione permanente , cambiamento che promuova una dimensione strategica della formazione che si traduca in opportunità di apprendimento in diverse sedi e in un percorso di continuum di vita, professionalità e carriera in una progettualità fattiva e spendibile nella realtà scolastica.
Ci devono essere tempi garantiti dedicati alla formazione perché insegnanti “esperti” sono una risorsa non solo per il sistema formativo in quanto dispongono di un patrimonio di conoscenze e di competenze da spendere anche per la realizzazione di una società più consapevole.
La scuola è sempre di più sollecitata ad assumere impegni nuovi e con atti decisionali che spesso sono molto distanti dal passato, ma che colgono pienamente il presente e il futuro. La capacità di orientarsi correttamente, di leggere in profondità i diversi fenomeni, di affrontare i problemi, dipenderà dalla preparazione dei docenti che quotidianamente non si lasciano distrarre dalle parole dette dai più, parole che spesso alimentano la confusione, l’ambiguità,che scompaiono e ricompaiono, si modificano in nome di
“ sospette” riforme,parole che si svuotano e rischiano di perdere di senso, seminando incertezze. I docenti però non seguono la “moda”, mettono in campo la loro professionalità a tutela specifica degli alunni e non per l’esistenza dell’art. 34 della Costituzione ma perché questo è il loro compito primario.
Questo è solo un aspetto del fermento che c’è all’interno della scuola, un mondo che da sempre è stato una fucina di idee, idee che sistematicamente sono state affossate dai diversi ministri succeduti alla direzione dell’Istruzione, idee “rubate” da altri paesi ma boicottate nel nostro in nome dei tagli.
Tagli che hanno demoralizzato i docenti, che hanno reso sempre più difficile il lavoro quotidiano, che hanno favorito l’impoverimento delle scuole, che hanno cancellato l’attività progettuale che promuoveva l’arricchimento della formazione,che non permettono attività finalizzate alla piena realizzazione della personalità di ciascuno. Si è tornati ad una scuola ad un binario solo, sono stati tagliati tutti gli altri...e nonostante tutto i docenti continuano a far vivere la scuola, a volte arrampicandosi sugli specchi, a volte facendo ricorso a tutta la creatività posseduta, sempre di più gratuitamente purchè gli alunni “vivano” positivamente il tempo scolastico e diventino liberi cittadini...
Fino a quando??????????
L’età media dei docenti è molto alta,sono spesso dei vecchi “giovani” che non conoscono il termine “scialla” o “ vaporizzati”...
E dovremo resistere fino a 65 anni...e oltre!
Cosa racconteremo agli alunni? Come ci vedranno? Come riusciremo ad essere in sintonia, in empatia con loro?
Come riusciremo a leggere in chiave futuristica i diversi problemi? Come faremo a rispondere anche fisicamente alle loro richieste? Con la forza dei nonni?
La “resistenza” ha un limite...
Sempre vigili

domenica 27 novembre 2011

Italia,Italia...e tutto naufraga...











Morti e dispersi ieri sera nelle acque brindisine per il naufragio di un barca a vela ...Gloria, di 12 metri, partita cinque giorni fa dalla Turchia con a bordo circa 70\80 persone... migranti cingalesi, afghani e pakistani, tutti uomini e tra questi quattro minorenni tra i 16 e i 17 anni. La barca a vela, battente bandiera americana, si è incagliata sulla scogliera e rovesciata mentre tentava di approdare clandestinamente sulle coste pugliesi. I soccorritori hanno tratto in salvo 39 persone.
Uno dei sopravvissuti si chiama Hussein...

“«Sedici anni, sedici anni». Puoi chiedere qualsiasi cosa ad Hussein. Ma lui risponde sempre così. «Sedici anni, sedici anni». Le uniche due parole che sa dire in italiano.
L'ultima difesa rimasta a questo gruppo di migranti ragazzini scampato alla morte attraversando il mare in cerca di futuro. Due parole imparate a memoria prima di partire, perché chi è minorenne può chiedere di restare anche se non ha i documenti in regola. E stavolta qualche minorenne c'è per davvero”.
"Sarebbero almeno una decina" i morti del naufragio di un barcone di immigrati che si è rovesciato al largo di Brindisi nel tardo pomeriggio. Lo dice Fabiano Amati, coordinatore protezione civile della regione, secondo cui “i morti sarebbero una decina” e una settantina i sopravvissuti. Ma la confusione è estrema, anche perchè non si sa quanti migranti fossero effettivamente sull’imbarcazione, e perchè numerosi, forse una trentina, hanno raggiunto la terraferma da soli.”

Il sogno Italia, per i dispersi, si è infranto in quegli scogli, in quelle acque gelide di una notte cupa e ventosa...
Una vera beffa per chi non ce l’ha fatta, un destino iniquo e ingiusto ha spazzato le loro vite e le loro speranze...
Hanno attraversato il mare pagando i trafficanti di uomini, stretti “disumanamente”,fiduciosi di trovare un futuro migliore, un futuro senza fame...
Ma un vento “cattivo” ha seminato paura, disperazione e morte...
Doveva essere l’alba, l’alba di una nuova vita e invece un buio freddo e assassino ha inghiottito vite,storie umane...
Cosa avranno pensato quegli uomini quando le acque gelide li hanno sopraffatti, quali immagini di persone care, quali ricordi di momenti dolci vissuti si sono sovrapposti nella loro mente come in un film di altri tempi?
Oggi, per tutti gli uomini, è un’alba “nera”...


I trafficanti di uomini...sono Uomini??????
“In nessun luogo al mondo,
né in cielo,né in fondo al mare,
né nelle più remote gole montane,
puoi sottrarti alle conseguenze
del male che hai fatto”
( Dhammapada)

Sempre vigili

mercoledì 23 novembre 2011

Su la testa...




Siamo così...








Don Gallo: “La Chiesa paghi le tasse e sia povera”
“L’emendamento dei radicali sulla richiesta di contribuzione del Vaticano all’economia del Paese”, non solo è “giusto”, ma rappresenta anche “un’occasione per la Chiesa stessa per recuperare la strada maestra della sobrietà e della vicinanza con gli ultimi”. Lo ha detto don Andrea Gallo, intervenendo alla festa dell’Anpi a Toirano, in occasione della presentazione del suo libro “Di sana e robusta Costituzione”. Il fondatore della comunità per tossicodipendenti “San Benedetto al Porto” ha richiamato la platea ai valori fondanti del testo costituzionale, criticando “il moralismo della Chiesa” – soprattutto in tema di sessualità – ed esaltando la necessità per le donne di rivendicare con forza i loro diritti “se non ora quando”. Don Gallo non ha risparmiato critiche a un governo che “colpisce sistematicamente il bene pubblico in tutte le sue forme” (a partire dalla scuola) e nei confronti di “soggetti che ne distorcono il significato”. L’attacco è rivolto soprattutto a Comunione e Liberazione, ribattezzata per l’occasione “Comunione e Lottizzazione”. Don Gallo ha concluso citando Don Milani: “Le uniche due armi che ha il popolo sono il voto e lo sciopero”. Ma “di fronte a un periodo come questo non basta uno sciopero di un giorno. Ci vorrebbe di almeno un mese!” di Giovannij Lucci

Sempre vigili

mercoledì 16 novembre 2011

Questione di stile...





Dopo una lunga attesa Mario Monti scioglie la riserva e presenta la sua squadra che ha già giurato davanti al Presidente Napolitano...
Speriamo sia un giuramento e non uno spergiuro. Ora tra luci ed ombre si proceda a lavorare...
Le parole d’ordine dovranno essere credibilità, serietà, trasparenza ...termini sconosciuti alla politica, concetti astrusi per il potere...ma questo governo non è” Il potere”???????
Non è una questione di termini bensì di comportamento...dell’agire di ciascuno.
Avrà la forza di ribaltare il sistema? Un sistema ingordo che trasborda di corruzione, di falsità, di privilegi?
Riserviamoci di esprimere un giudizio quando avremo letto il programma...
Ci aspettiamo discontinuità con il passato, un passato ambiguo e contraddittorio che ci ha umiliato a livello mondiale...
Ci aspettiamo...
Sempre vigili

domenica 13 novembre 2011

L'Italia sta in piedi solo perché non sa da che parte cadere. Roberto Gervaso




S’è dimesso...dopo 1283giorni...
Tanti sono i giorni di vita del governo appena “caduto”...
1283 giorni di show...
Ma lo spettacolo non è finito,ora inizia la parte migliore...
Oggi...
Chi poteva governare dopo Berlusconi?
Nessuno visto che a destra e a sinistra dilaga una mediocrità imbarazzante.
Nessuno dei politicanti in carriera ha il carisma e la personalità per farlo.
Allora ci “becchiamo” il governo tecnico che, secondo i più,potrà mettere in campo tutte quelle “riforme”che salveranno l’Italia.
Sarà possibile? Sarà semplice?
Ma quali le riforme all’orizzonte?
Privatizzazioni,liberalizzazione delle professioni, mani nelle nostre tasche in nome di un sempre più impossibile e improponibile attaccamento al paese, imposizioni e divieti di ogni genere.
Silenzio sarà la parola d’ordine.
Giustizia ,scuola e sanità, le tre sorelle con un destino politico che le accomuna, genuflesse di fronte ai tanti boicottaggi e agli ulteriori tagli...ma si sa il “pubblico” non piace,va demolito definitivamente...
E così avremo banche sempre più potenti, stipendi liquefatti, impennata della povertà e mense della Caritas super affollate...
Di certo per il groviglio di politicanti, di dirigenti, di industriali ed imprenditori, i detentori del potere reale, nulla cambierà, o meglio avranno strumenti in più per ridurci al silenzio.
D’ora in poi sarà il silenzio a parlare.
Sarà il silenzio a dirci dove va il nostro paese,un silenzio assordante perché riempito di assenza di libertà, di diritti, di futuro ...



Piangi, che ben hai donde, Italia mia,
Le genti a vincer nata
E nella fausta sorte e nella ria.
Se fosser gli occhi tuoi due fonti vive,
Mai non potrebbe il pianto
Adeguarsi al tuo danno ed allo scorno...
G.Leopardi



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