FRAGOROSO SILENZIO

mercoledì 23 novembre 2011

Su la testa...




Siamo così...








Don Gallo: “La Chiesa paghi le tasse e sia povera”
“L’emendamento dei radicali sulla richiesta di contribuzione del Vaticano all’economia del Paese”, non solo è “giusto”, ma rappresenta anche “un’occasione per la Chiesa stessa per recuperare la strada maestra della sobrietà e della vicinanza con gli ultimi”. Lo ha detto don Andrea Gallo, intervenendo alla festa dell’Anpi a Toirano, in occasione della presentazione del suo libro “Di sana e robusta Costituzione”. Il fondatore della comunità per tossicodipendenti “San Benedetto al Porto” ha richiamato la platea ai valori fondanti del testo costituzionale, criticando “il moralismo della Chiesa” – soprattutto in tema di sessualità – ed esaltando la necessità per le donne di rivendicare con forza i loro diritti “se non ora quando”. Don Gallo non ha risparmiato critiche a un governo che “colpisce sistematicamente il bene pubblico in tutte le sue forme” (a partire dalla scuola) e nei confronti di “soggetti che ne distorcono il significato”. L’attacco è rivolto soprattutto a Comunione e Liberazione, ribattezzata per l’occasione “Comunione e Lottizzazione”. Don Gallo ha concluso citando Don Milani: “Le uniche due armi che ha il popolo sono il voto e lo sciopero”. Ma “di fronte a un periodo come questo non basta uno sciopero di un giorno. Ci vorrebbe di almeno un mese!” di Giovannij Lucci

Sempre vigili

mercoledì 16 novembre 2011

Questione di stile...





Dopo una lunga attesa Mario Monti scioglie la riserva e presenta la sua squadra che ha già giurato davanti al Presidente Napolitano...
Speriamo sia un giuramento e non uno spergiuro. Ora tra luci ed ombre si proceda a lavorare...
Le parole d’ordine dovranno essere credibilità, serietà, trasparenza ...termini sconosciuti alla politica, concetti astrusi per il potere...ma questo governo non è” Il potere”???????
Non è una questione di termini bensì di comportamento...dell’agire di ciascuno.
Avrà la forza di ribaltare il sistema? Un sistema ingordo che trasborda di corruzione, di falsità, di privilegi?
Riserviamoci di esprimere un giudizio quando avremo letto il programma...
Ci aspettiamo discontinuità con il passato, un passato ambiguo e contraddittorio che ci ha umiliato a livello mondiale...
Ci aspettiamo...
Sempre vigili

domenica 13 novembre 2011

L'Italia sta in piedi solo perché non sa da che parte cadere. Roberto Gervaso




S’è dimesso...dopo 1283giorni...
Tanti sono i giorni di vita del governo appena “caduto”...
1283 giorni di show...
Ma lo spettacolo non è finito,ora inizia la parte migliore...
Oggi...
Chi poteva governare dopo Berlusconi?
Nessuno visto che a destra e a sinistra dilaga una mediocrità imbarazzante.
Nessuno dei politicanti in carriera ha il carisma e la personalità per farlo.
Allora ci “becchiamo” il governo tecnico che, secondo i più,potrà mettere in campo tutte quelle “riforme”che salveranno l’Italia.
Sarà possibile? Sarà semplice?
Ma quali le riforme all’orizzonte?
Privatizzazioni,liberalizzazione delle professioni, mani nelle nostre tasche in nome di un sempre più impossibile e improponibile attaccamento al paese, imposizioni e divieti di ogni genere.
Silenzio sarà la parola d’ordine.
Giustizia ,scuola e sanità, le tre sorelle con un destino politico che le accomuna, genuflesse di fronte ai tanti boicottaggi e agli ulteriori tagli...ma si sa il “pubblico” non piace,va demolito definitivamente...
E così avremo banche sempre più potenti, stipendi liquefatti, impennata della povertà e mense della Caritas super affollate...
Di certo per il groviglio di politicanti, di dirigenti, di industriali ed imprenditori, i detentori del potere reale, nulla cambierà, o meglio avranno strumenti in più per ridurci al silenzio.
D’ora in poi sarà il silenzio a parlare.
Sarà il silenzio a dirci dove va il nostro paese,un silenzio assordante perché riempito di assenza di libertà, di diritti, di futuro ...



Piangi, che ben hai donde, Italia mia,
Le genti a vincer nata
E nella fausta sorte e nella ria.
Se fosser gli occhi tuoi due fonti vive,
Mai non potrebbe il pianto
Adeguarsi al tuo danno ed allo scorno...
G.Leopardi



Sempre vigili


venerdì 11 novembre 2011

Non siamo eguali…

Leggo e Pubblico…http://www.globalproject.info

Brava Vanessa!!!!!!!!!!!!



E se gliel’ ha cantata!



Viva l’Italia, ma quella del 99%
di Augusto Illuminati


Non siamo eguali! Non siamo assolutamente eguali! Gliel’ha gridato così bene Vanessa in faccia a Diego Della Valle durante Servizio pubblico di Santoro che non è il caso di aggiungerci niente. Una scarpa in faccia allo scarparo mastelliano. Sì, il 99% non è eguale al residuo 1% e poco importa se quell’1% sia composto da politici corrotti o da politici falliti, da imprenditori di successo o da magliari assatanati. Ci dividono il reddito e i progetti, il bilancio del passato e le volontà di futuro. La divisione non passa fra generazioni o fra politica e società civile, non passa neppure fra garantiti e non garantiti –come vorrebbero compassionevoli riformisti e allucinati insurrezionalisti– ma fra chi pratica la democrazia e rifiuta di pagare la crisi e chi usa la crisi per accrescere i profitti e strangolare la democrazia. Di volta in volta (e fa poco differenza, se non tattica) in nome del partito della gnocca o delle larghe intese, dell’Europa o della sovranità nazionale, della Bce o di Bankitalia, rinserrati nel bunker di Bab al-Graziolya o indaffarati a comporre un governo da Fini a Di Pietro. Il partito dell’amore contro il partito della sfiga. E finiamola pure con il moralismo, perché è spassoso ridere di Scilipoti e Brunetta, ma –siamo oggettivi– che dire di Rutelli o di Bocchino, delle bischerate di Renzi o di Fini passato dalla sala operativa di Genova 2001 alle risse di Ballarò? Eguali un cazzo! E le intercettazioni di Lavitola dovrebbero distrarci dai guai che ci arrivano dalla corrispondenza di Draghi o dagli impegni libici di Napolitano e dai suoi appelli sacrificali? Tutti i “regalini” del cavalier Pompetta alle olgettine sono molto meno dei soldi che dobbiamo cacciare di tasca nostra per salvare le banche, sanare le difficoltà delle multinazionali e bombardare, in conto Usa, ieri la Libia domani l’Iran.
Il cerchio magico intorno al recalcitrante Berlusconi, a differenza di quello bossiano che mira a proteggere dai suoi nemici il capo ritronato, si mostra piuttosto intenzionato a salvare il salvabile sacrificando il capo, diluendo e scaricando il prezzo dei sacrifici “richiesti dall’Europa” e dai mercati su uno schieramento più vasto, che arrivi per lo meno al Pd. L’elusivo balletto dei commissariamenti reciproci copre la cruda realtà di una devastante manovra finanziaria per far pagare al 99% i debiti dell’1% (le cifre reali saranno un po’ diverse, ma senz’altro in un rapporto inferiore a 1-10), per far passare l’ideologia liberista del pareggio di bilancio e il ricatto del default, stroncando il tenore di vita e la volontà democratica della grande maggioranza.
Non siamo eguali, dunque, non lo siamo proprio per niente. Loro sono eguali, anche se litigano: Confindustria, moderati di ogni sorta, tromboni virtuosi alla Montezemolo o arroganti alla Marchionne, banchieri, faccendieri, speculatori, deputati peones, portavoce, ecc., oggi tutti confluenti, con la benedizione della Chiesa e del Colle, verso le larghe intese e il passo indietro. Un passo indietro per stangare meglio il 99%.
Dicono di voler salvare l’Italia, ma vogliono salvarla come stanno “salvando” la Grecia e come avrebbero voluto risanare negli anni scorsi l’Argentina e l’Islanda. Che per fortuna non ci sono state e oggi respirano meglio di noi. Vogliono salvarci introducendo l’obbligo costituzionale di pareggio del bilancio –una follia cui ha aderito con entusiasmo il Pd e su cui peraltro stanno cominciando i ripensamenti–, vogliono salvarci con i licenziamenti facili, segando le detrazioni fiscali da lavoro dipendente e gli assegni familiari quindi i salari (questa è la botta di imminente arrivo ma già ratificata nella manovra d’agosto), vogliono salvarci innalzando ancora le aliquote Iva e scatenando l’inflazione. Insomma, in nome del liberismo e nell’interesse della speculazione finanziaria, vogliono distruggere l’Italia e asservire l’euro al dollaro. Questo è il dato primario, in via secondaria esistono disaccordi se il salvatore debba essere Berlusconi o Tremonti (già bolliti), Casini o Bersani, Monti o Gianni Letta (risparmiateci l’avvocaticchio Alfano o lo sbirro Maroni). Sul programma economico e fiscale tutti d’accordo, con piccole varianti su pensioni e patrimoniale, ma senza la minima idea di come uscire dalla crisi.
Noi stiamo da un’altra parte, con idee ancora non abbastanza elaborate (inutile vantarsi) ma che si muovono nella direzione giusta. Default controllato, battaglia in un quadro europeo senza nostalgie sovraniste, orientamento verso i Bricks più che verso Usa di nuovo bellicosi, reddito di esistenza, difesa dei diritti del lavoro ex-garantito insieme a quelli della maggioranza ormai intermittente e precaria, cittadinanza ai migranti stabili e nativi (un ossimoro che denuncia le assurdità della nostra legislazione), riconversione dell’economia, riscrittura della Costituzione nella logica dei beni comuni, della proprietà del comune. Siamo convinti che questa sia la strada per salvare l’Italia, che non è minacciata dal debito ma dal modo in cui Euro Tower e Palazzo Koch (altro che Palazzo Grazioli) vogliono farcelo pagare.
Viva l’Italia, allora, ma viva l’Italia del 14 dicembre, l’Italia del 99% che è derubata ma resiste, che vogliono scippare dei referendum, del reddito e delle pensioni, che descrivono opulenta, stravaccata nei ristoranti e incollata ai cellulari oppure sognano sprofondata nell’austerità e pavesata di tricolori, sempre tuttavia docile e responsabile, vittima gaudente o riflessiva ma ognora sottomessa. Non andrà così, responsabili e moderati rischiano una grossa delusione, gettate un’occhiata distratta a Oakland.

Intanto a Roma i Draghi Ribelli sfidano di nuovo il decreto di Alemanno...






Ma le manifestazioni sono in tutta Italia…

Sempre vigili

mercoledì 9 novembre 2011

Il troppo storpia...







Eccoli i Bravi...
L'agonia è lunga e dolorosa.
Di certo Napolitano ha commesso un grosso errore,doveva pretendere immediatamente le dimissioni del premier...
L'annunciazione di un qualcosa che avverrà non si sa quando, non aiuta...
Lettere, richiami, preoccupazioni dell'UE...Spread record...
Cosa ci attende???????????
E lui continua...nonostante tutto, tanto che gli importa se gli italiani non dormono più??????????





Sempre vigili

giovedì 3 novembre 2011

S'io fossi giovane...S'i 'Fosse foco,arderei' l Mondo








I ragazzi sono scesi in piazza contro le manovre oscurantiste di Alemanno…










Potrebbero essere i loro figli…
I ragazzi a viso scoperto ...questi non sono delinquenti, sono i nostri figli.



da Sky.it:
Le voci degli studenti - "E' intimidatorio e contrario alla Costituzione impedirci di manifestare", ha detto un ragazzo del collettivo degli studenti liceali. "Vogliamo protestare contro il G20, dove 20 signori decidono da soli di negarci un futuro", ha aggiunto. La maggioranza dei manifestanti appare molto giovane. "Siamo a volto scoperto e ci impedite di girare liberamente per la città. Prendete a manganellate dei minorenni, buffoni", ha gridato agli agenti un dimostrante. Un altro ragazzo dal megafono ha annunciato che uno studente del Mamiani è stato fermato.

Zingaretti: "Sbagliato caricare gli studenti" - In questa giornata le agitazioni hanno riguardato molti licei romani, davanti ai quali già dalla mattina di giovedì stazionavano camionette della polizia.
In questo contesto si inserisce anche la polemica scoppiata tra il sindaco di Roma e il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, il quale con una nota ha affermato: “Le cariche contro gli studenti sono un errore figlio di un altro gravissimo errore. Come abbiamo detto fin dal primo momento, impedire i cortei è una decisione sbagliata e destinata a produrre tensione”.
http://video.repubblica.it/edizione/roma/bloccato-il-corteo-degli-studenti-scontri-con-la-polizia/79851/78241


Sempre vigili

sabato 29 ottobre 2011

Vocazione al servilismo?



Agli italiani piacciono le novità e se queste sono perfettamente inutili e persino dannose per il paese poco importa. Così assistiamo a spettacoli politici da quattro soldi ...
Un copia e incolla infantile e anche pietoso ...ma tanto si sa c’è sempre qualcuno che abbocca,qualche allocco che crede possibile un rinnovamento. Nuovi partiti, movimenti, scissioni, lettere di dissenso non firmate...
E’ vero che di fronte allo squallido quadro nazionale occorre affidarsi a qualcuno, magari a qualcuno che “sembra” più attento, lucido e, a volte, anche simpatico...E’ vero che questi ultrasessantenni hanno esaurito le loro scempiaggini mascherate e ora vanno a ruota libera,ma di giovani, i vecchi volponi, non ne vogliono sapere...E’ l’esigenza di proteggere il loro status quo e il loro mondo di privilegi di cui godono. Non a caso nella lettera all’Europa non si parla di patrimoniale,non si parla dei tagli alla politica né di una eventuale tassa sui capitali rientrati con lo scudo...
Il nostro paese ha bisogno di idee,di decisioni importanti, di riforme e i nostri politici non sono in grado di dare delle indicazioni, ignorano le richieste dei cittadini e continuano ad alimentare la rabbia anti manovre...
Si continua a sparare sui lavoratori, sui più deboli, su chi non ha strumenti per ribellarsi.
Si continua persino a raccontare favole...I licenziamenti facili aiuteranno le assunzioni,lo dicono Sacconi e Brunetta...L’Europa ci crede e il premier si rigenera,ma appena tornato si scatena, ci ripropone le sue esternazioni farneticanti e durante un discorso davanti alla platea degli Stati Generali del commercio estero critica l’euro... E davanti alle telecamere dice che “l’attenzione sull’Italia deriva dal fatto che c’è un attacco all’Euro che non ha convinto nessuno come moneta. E in effetti è una moneta un po’ strana, perché è una moneta non di un solo Paese, ma di tanti Paesi messi assieme, che però non hanno un governo unitario dell’economia, e che non ha alle sue spalle una banca di riferimento e di garanzia. È un fenomeno che non si era mai verificato e quindi l’Euro di per sé si presenta come moneta attaccabile dalla speculazione internazionale”.
Dopo le tante e dure reazioni alle sue parole, dice di essere stato frainteso... "Come al solito, si cerca di alzare pretestuose polemiche su una mia frase interpretata in maniera maliziosa e distorta. L'Euro è la nostra moneta, la nostra bandiera".
Intanto Renzi organizza il Big Bang dei “post- rottamatori”ed è scontro con Bersani e Vendola...
A Napoli, sul palco della manifestazione «Finalmente Sud!», il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani:
«Bisogna ripartire dai giovani». «Ma guai a un ricambio senza cambiamento, guai a un ricambio secondo lo slogan: "vai via tu che arrivo io che son più giovane"», «non si può dar l'idea che un giovane per andare avanti deve scalciare, deve insultare»

Renzi scalcia???? Ha finalmente capito cosa vuol fare da grande?
Il presidente del Consiglio?

Sempre vigili



Se potete ascoltate Baricco in questo video...

http://video.corriere.it/non-fate-nostri-errori-ecco-quali/75b8f572-021b-11e1-b822-152c7b3c1360


Da Repubblica.it...
La politica costa 350 euro a famiglia
Possibili risparmi per 3,3 miliardi
Gli organi elettivi costano 12 mila euro a testa in una vita media calcolata sugli 80 anni. Riducendo di circa un terzo i parlamentari avrebbero benefici circa 30 milioni di contribuenti