FRAGOROSO SILENZIO
venerdì 11 novembre 2011
Non siamo eguali…
Leggo e Pubblico…http://www.globalproject.info
Brava Vanessa!!!!!!!!!!!!
E se gliel’ ha cantata!
Viva l’Italia, ma quella del 99%
di Augusto Illuminati
Non siamo eguali! Non siamo assolutamente eguali! Gliel’ha gridato così bene Vanessa in faccia a Diego Della Valle durante Servizio pubblico di Santoro che non è il caso di aggiungerci niente. Una scarpa in faccia allo scarparo mastelliano. Sì, il 99% non è eguale al residuo 1% e poco importa se quell’1% sia composto da politici corrotti o da politici falliti, da imprenditori di successo o da magliari assatanati. Ci dividono il reddito e i progetti, il bilancio del passato e le volontà di futuro. La divisione non passa fra generazioni o fra politica e società civile, non passa neppure fra garantiti e non garantiti –come vorrebbero compassionevoli riformisti e allucinati insurrezionalisti– ma fra chi pratica la democrazia e rifiuta di pagare la crisi e chi usa la crisi per accrescere i profitti e strangolare la democrazia. Di volta in volta (e fa poco differenza, se non tattica) in nome del partito della gnocca o delle larghe intese, dell’Europa o della sovranità nazionale, della Bce o di Bankitalia, rinserrati nel bunker di Bab al-Graziolya o indaffarati a comporre un governo da Fini a Di Pietro. Il partito dell’amore contro il partito della sfiga. E finiamola pure con il moralismo, perché è spassoso ridere di Scilipoti e Brunetta, ma –siamo oggettivi– che dire di Rutelli o di Bocchino, delle bischerate di Renzi o di Fini passato dalla sala operativa di Genova 2001 alle risse di Ballarò? Eguali un cazzo! E le intercettazioni di Lavitola dovrebbero distrarci dai guai che ci arrivano dalla corrispondenza di Draghi o dagli impegni libici di Napolitano e dai suoi appelli sacrificali? Tutti i “regalini” del cavalier Pompetta alle olgettine sono molto meno dei soldi che dobbiamo cacciare di tasca nostra per salvare le banche, sanare le difficoltà delle multinazionali e bombardare, in conto Usa, ieri la Libia domani l’Iran.
Il cerchio magico intorno al recalcitrante Berlusconi, a differenza di quello bossiano che mira a proteggere dai suoi nemici il capo ritronato, si mostra piuttosto intenzionato a salvare il salvabile sacrificando il capo, diluendo e scaricando il prezzo dei sacrifici “richiesti dall’Europa” e dai mercati su uno schieramento più vasto, che arrivi per lo meno al Pd. L’elusivo balletto dei commissariamenti reciproci copre la cruda realtà di una devastante manovra finanziaria per far pagare al 99% i debiti dell’1% (le cifre reali saranno un po’ diverse, ma senz’altro in un rapporto inferiore a 1-10), per far passare l’ideologia liberista del pareggio di bilancio e il ricatto del default, stroncando il tenore di vita e la volontà democratica della grande maggioranza.
Non siamo eguali, dunque, non lo siamo proprio per niente. Loro sono eguali, anche se litigano: Confindustria, moderati di ogni sorta, tromboni virtuosi alla Montezemolo o arroganti alla Marchionne, banchieri, faccendieri, speculatori, deputati peones, portavoce, ecc., oggi tutti confluenti, con la benedizione della Chiesa e del Colle, verso le larghe intese e il passo indietro. Un passo indietro per stangare meglio il 99%.
Dicono di voler salvare l’Italia, ma vogliono salvarla come stanno “salvando” la Grecia e come avrebbero voluto risanare negli anni scorsi l’Argentina e l’Islanda. Che per fortuna non ci sono state e oggi respirano meglio di noi. Vogliono salvarci introducendo l’obbligo costituzionale di pareggio del bilancio –una follia cui ha aderito con entusiasmo il Pd e su cui peraltro stanno cominciando i ripensamenti–, vogliono salvarci con i licenziamenti facili, segando le detrazioni fiscali da lavoro dipendente e gli assegni familiari quindi i salari (questa è la botta di imminente arrivo ma già ratificata nella manovra d’agosto), vogliono salvarci innalzando ancora le aliquote Iva e scatenando l’inflazione. Insomma, in nome del liberismo e nell’interesse della speculazione finanziaria, vogliono distruggere l’Italia e asservire l’euro al dollaro. Questo è il dato primario, in via secondaria esistono disaccordi se il salvatore debba essere Berlusconi o Tremonti (già bolliti), Casini o Bersani, Monti o Gianni Letta (risparmiateci l’avvocaticchio Alfano o lo sbirro Maroni). Sul programma economico e fiscale tutti d’accordo, con piccole varianti su pensioni e patrimoniale, ma senza la minima idea di come uscire dalla crisi.
Noi stiamo da un’altra parte, con idee ancora non abbastanza elaborate (inutile vantarsi) ma che si muovono nella direzione giusta. Default controllato, battaglia in un quadro europeo senza nostalgie sovraniste, orientamento verso i Bricks più che verso Usa di nuovo bellicosi, reddito di esistenza, difesa dei diritti del lavoro ex-garantito insieme a quelli della maggioranza ormai intermittente e precaria, cittadinanza ai migranti stabili e nativi (un ossimoro che denuncia le assurdità della nostra legislazione), riconversione dell’economia, riscrittura della Costituzione nella logica dei beni comuni, della proprietà del comune. Siamo convinti che questa sia la strada per salvare l’Italia, che non è minacciata dal debito ma dal modo in cui Euro Tower e Palazzo Koch (altro che Palazzo Grazioli) vogliono farcelo pagare.
Viva l’Italia, allora, ma viva l’Italia del 14 dicembre, l’Italia del 99% che è derubata ma resiste, che vogliono scippare dei referendum, del reddito e delle pensioni, che descrivono opulenta, stravaccata nei ristoranti e incollata ai cellulari oppure sognano sprofondata nell’austerità e pavesata di tricolori, sempre tuttavia docile e responsabile, vittima gaudente o riflessiva ma ognora sottomessa. Non andrà così, responsabili e moderati rischiano una grossa delusione, gettate un’occhiata distratta a Oakland.
Intanto a Roma i Draghi Ribelli sfidano di nuovo il decreto di Alemanno...
Ma le manifestazioni sono in tutta Italia…
Sempre vigili
Brava Vanessa!!!!!!!!!!!!
E se gliel’ ha cantata!
Viva l’Italia, ma quella del 99%
di Augusto Illuminati
Non siamo eguali! Non siamo assolutamente eguali! Gliel’ha gridato così bene Vanessa in faccia a Diego Della Valle durante Servizio pubblico di Santoro che non è il caso di aggiungerci niente. Una scarpa in faccia allo scarparo mastelliano. Sì, il 99% non è eguale al residuo 1% e poco importa se quell’1% sia composto da politici corrotti o da politici falliti, da imprenditori di successo o da magliari assatanati. Ci dividono il reddito e i progetti, il bilancio del passato e le volontà di futuro. La divisione non passa fra generazioni o fra politica e società civile, non passa neppure fra garantiti e non garantiti –come vorrebbero compassionevoli riformisti e allucinati insurrezionalisti– ma fra chi pratica la democrazia e rifiuta di pagare la crisi e chi usa la crisi per accrescere i profitti e strangolare la democrazia. Di volta in volta (e fa poco differenza, se non tattica) in nome del partito della gnocca o delle larghe intese, dell’Europa o della sovranità nazionale, della Bce o di Bankitalia, rinserrati nel bunker di Bab al-Graziolya o indaffarati a comporre un governo da Fini a Di Pietro. Il partito dell’amore contro il partito della sfiga. E finiamola pure con il moralismo, perché è spassoso ridere di Scilipoti e Brunetta, ma –siamo oggettivi– che dire di Rutelli o di Bocchino, delle bischerate di Renzi o di Fini passato dalla sala operativa di Genova 2001 alle risse di Ballarò? Eguali un cazzo! E le intercettazioni di Lavitola dovrebbero distrarci dai guai che ci arrivano dalla corrispondenza di Draghi o dagli impegni libici di Napolitano e dai suoi appelli sacrificali? Tutti i “regalini” del cavalier Pompetta alle olgettine sono molto meno dei soldi che dobbiamo cacciare di tasca nostra per salvare le banche, sanare le difficoltà delle multinazionali e bombardare, in conto Usa, ieri la Libia domani l’Iran.
Il cerchio magico intorno al recalcitrante Berlusconi, a differenza di quello bossiano che mira a proteggere dai suoi nemici il capo ritronato, si mostra piuttosto intenzionato a salvare il salvabile sacrificando il capo, diluendo e scaricando il prezzo dei sacrifici “richiesti dall’Europa” e dai mercati su uno schieramento più vasto, che arrivi per lo meno al Pd. L’elusivo balletto dei commissariamenti reciproci copre la cruda realtà di una devastante manovra finanziaria per far pagare al 99% i debiti dell’1% (le cifre reali saranno un po’ diverse, ma senz’altro in un rapporto inferiore a 1-10), per far passare l’ideologia liberista del pareggio di bilancio e il ricatto del default, stroncando il tenore di vita e la volontà democratica della grande maggioranza.
Non siamo eguali, dunque, non lo siamo proprio per niente. Loro sono eguali, anche se litigano: Confindustria, moderati di ogni sorta, tromboni virtuosi alla Montezemolo o arroganti alla Marchionne, banchieri, faccendieri, speculatori, deputati peones, portavoce, ecc., oggi tutti confluenti, con la benedizione della Chiesa e del Colle, verso le larghe intese e il passo indietro. Un passo indietro per stangare meglio il 99%.
Dicono di voler salvare l’Italia, ma vogliono salvarla come stanno “salvando” la Grecia e come avrebbero voluto risanare negli anni scorsi l’Argentina e l’Islanda. Che per fortuna non ci sono state e oggi respirano meglio di noi. Vogliono salvarci introducendo l’obbligo costituzionale di pareggio del bilancio –una follia cui ha aderito con entusiasmo il Pd e su cui peraltro stanno cominciando i ripensamenti–, vogliono salvarci con i licenziamenti facili, segando le detrazioni fiscali da lavoro dipendente e gli assegni familiari quindi i salari (questa è la botta di imminente arrivo ma già ratificata nella manovra d’agosto), vogliono salvarci innalzando ancora le aliquote Iva e scatenando l’inflazione. Insomma, in nome del liberismo e nell’interesse della speculazione finanziaria, vogliono distruggere l’Italia e asservire l’euro al dollaro. Questo è il dato primario, in via secondaria esistono disaccordi se il salvatore debba essere Berlusconi o Tremonti (già bolliti), Casini o Bersani, Monti o Gianni Letta (risparmiateci l’avvocaticchio Alfano o lo sbirro Maroni). Sul programma economico e fiscale tutti d’accordo, con piccole varianti su pensioni e patrimoniale, ma senza la minima idea di come uscire dalla crisi.
Noi stiamo da un’altra parte, con idee ancora non abbastanza elaborate (inutile vantarsi) ma che si muovono nella direzione giusta. Default controllato, battaglia in un quadro europeo senza nostalgie sovraniste, orientamento verso i Bricks più che verso Usa di nuovo bellicosi, reddito di esistenza, difesa dei diritti del lavoro ex-garantito insieme a quelli della maggioranza ormai intermittente e precaria, cittadinanza ai migranti stabili e nativi (un ossimoro che denuncia le assurdità della nostra legislazione), riconversione dell’economia, riscrittura della Costituzione nella logica dei beni comuni, della proprietà del comune. Siamo convinti che questa sia la strada per salvare l’Italia, che non è minacciata dal debito ma dal modo in cui Euro Tower e Palazzo Koch (altro che Palazzo Grazioli) vogliono farcelo pagare.
Viva l’Italia, allora, ma viva l’Italia del 14 dicembre, l’Italia del 99% che è derubata ma resiste, che vogliono scippare dei referendum, del reddito e delle pensioni, che descrivono opulenta, stravaccata nei ristoranti e incollata ai cellulari oppure sognano sprofondata nell’austerità e pavesata di tricolori, sempre tuttavia docile e responsabile, vittima gaudente o riflessiva ma ognora sottomessa. Non andrà così, responsabili e moderati rischiano una grossa delusione, gettate un’occhiata distratta a Oakland.
Intanto a Roma i Draghi Ribelli sfidano di nuovo il decreto di Alemanno...
Ma le manifestazioni sono in tutta Italia…
Sempre vigili
mercoledì 9 novembre 2011
Il troppo storpia...



Eccoli i Bravi...
L'agonia è lunga e dolorosa.
Di certo Napolitano ha commesso un grosso errore,doveva pretendere immediatamente le dimissioni del premier...
L'annunciazione di un qualcosa che avverrà non si sa quando, non aiuta...
Lettere, richiami, preoccupazioni dell'UE...Spread record...
Cosa ci attende???????????
E lui continua...nonostante tutto, tanto che gli importa se gli italiani non dormono più??????????
Sempre vigili
giovedì 3 novembre 2011
S'io fossi giovane...S'i 'Fosse foco,arderei' l Mondo




I ragazzi sono scesi in piazza contro le manovre oscurantiste di Alemanno…
Potrebbero essere i loro figli…
I ragazzi a viso scoperto ...questi non sono delinquenti, sono i nostri figli.
da Sky.it:
Le voci degli studenti - "E' intimidatorio e contrario alla Costituzione impedirci di manifestare", ha detto un ragazzo del collettivo degli studenti liceali. "Vogliamo protestare contro il G20, dove 20 signori decidono da soli di negarci un futuro", ha aggiunto. La maggioranza dei manifestanti appare molto giovane. "Siamo a volto scoperto e ci impedite di girare liberamente per la città. Prendete a manganellate dei minorenni, buffoni", ha gridato agli agenti un dimostrante. Un altro ragazzo dal megafono ha annunciato che uno studente del Mamiani è stato fermato.
Zingaretti: "Sbagliato caricare gli studenti" - In questa giornata le agitazioni hanno riguardato molti licei romani, davanti ai quali già dalla mattina di giovedì stazionavano camionette della polizia.
In questo contesto si inserisce anche la polemica scoppiata tra il sindaco di Roma e il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, il quale con una nota ha affermato: “Le cariche contro gli studenti sono un errore figlio di un altro gravissimo errore. Come abbiamo detto fin dal primo momento, impedire i cortei è una decisione sbagliata e destinata a produrre tensione”.
http://video.repubblica.it/edizione/roma/bloccato-il-corteo-degli-studenti-scontri-con-la-polizia/79851/78241
Sempre vigili
sabato 29 ottobre 2011
Vocazione al servilismo?

Agli italiani piacciono le novità e se queste sono perfettamente inutili e persino dannose per il paese poco importa. Così assistiamo a spettacoli politici da quattro soldi ...
Un copia e incolla infantile e anche pietoso ...ma tanto si sa c’è sempre qualcuno che abbocca,qualche allocco che crede possibile un rinnovamento. Nuovi partiti, movimenti, scissioni, lettere di dissenso non firmate...
E’ vero che di fronte allo squallido quadro nazionale occorre affidarsi a qualcuno, magari a qualcuno che “sembra” più attento, lucido e, a volte, anche simpatico...E’ vero che questi ultrasessantenni hanno esaurito le loro scempiaggini mascherate e ora vanno a ruota libera,ma di giovani, i vecchi volponi, non ne vogliono sapere...E’ l’esigenza di proteggere il loro status quo e il loro mondo di privilegi di cui godono. Non a caso nella lettera all’Europa non si parla di patrimoniale,non si parla dei tagli alla politica né di una eventuale tassa sui capitali rientrati con lo scudo...
Il nostro paese ha bisogno di idee,di decisioni importanti, di riforme e i nostri politici non sono in grado di dare delle indicazioni, ignorano le richieste dei cittadini e continuano ad alimentare la rabbia anti manovre...
Si continua a sparare sui lavoratori, sui più deboli, su chi non ha strumenti per ribellarsi.
Si continua persino a raccontare favole...I licenziamenti facili aiuteranno le assunzioni,lo dicono Sacconi e Brunetta...L’Europa ci crede e il premier si rigenera,ma appena tornato si scatena, ci ripropone le sue esternazioni farneticanti e durante un discorso davanti alla platea degli Stati Generali del commercio estero critica l’euro... E davanti alle telecamere dice che “l’attenzione sull’Italia deriva dal fatto che c’è un attacco all’Euro che non ha convinto nessuno come moneta. E in effetti è una moneta un po’ strana, perché è una moneta non di un solo Paese, ma di tanti Paesi messi assieme, che però non hanno un governo unitario dell’economia, e che non ha alle sue spalle una banca di riferimento e di garanzia. È un fenomeno che non si era mai verificato e quindi l’Euro di per sé si presenta come moneta attaccabile dalla speculazione internazionale”.
Dopo le tante e dure reazioni alle sue parole, dice di essere stato frainteso... "Come al solito, si cerca di alzare pretestuose polemiche su una mia frase interpretata in maniera maliziosa e distorta. L'Euro è la nostra moneta, la nostra bandiera".
Intanto Renzi organizza il Big Bang dei “post- rottamatori”ed è scontro con Bersani e Vendola...
A Napoli, sul palco della manifestazione «Finalmente Sud!», il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani:
«Bisogna ripartire dai giovani». «Ma guai a un ricambio senza cambiamento, guai a un ricambio secondo lo slogan: "vai via tu che arrivo io che son più giovane"», «non si può dar l'idea che un giovane per andare avanti deve scalciare, deve insultare»
Renzi scalcia???? Ha finalmente capito cosa vuol fare da grande?
Il presidente del Consiglio?
Sempre vigili
Se potete ascoltate Baricco in questo video...
http://video.corriere.it/non-fate-nostri-errori-ecco-quali/75b8f572-021b-11e1-b822-152c7b3c1360
Da Repubblica.it...
La politica costa 350 euro a famiglia
Possibili risparmi per 3,3 miliardi
Gli organi elettivi costano 12 mila euro a testa in una vita media calcolata sugli 80 anni. Riducendo di circa un terzo i parlamentari avrebbero benefici circa 30 milioni di contribuenti
sabato 22 ottobre 2011
Pensavo al dopo...

Pensavo al dopo Roma,al dopo la battaglia, al dopo la distruzione...
Il dopo non c’è, o meglio c’è, ma è una negazione della democrazia,un affossamento della Costituzione,un proliferare di leggi repressive.
Non si danno risposte alla rabbia ,non si cerca di capire,di correre ai ripari,si legifera sull’onda dell’emotività figlia e madre dell’errore,un errore di analisi ma che offre ai “neri” un riconoscimento non solo come realtà oggettiva ma come realtà politica con cui fare i conti. Dimenticando che la realtà politica è quella marea di persone, centinaia di migliaia,che era a Roma a condividere un disagio sociale dilagante e un dissenso diffuso verso una dirigenza fallimentare e provocatoria che nega la precarietà, la crisi, l’assenza di un futuro possibile perché arroccata in un mondo dorato di privilegi, di lussi e pomposità e che offre invece un’ostentazione di un benessere che non ha nulla a che fare con l’indigenza e la povertà diffusa tra i cittadini di questo paese. Si continua a omettere, quanto meno a “far finta” di dimenticare, le ragioni profonde di un movimento che lotta contro una dittatura finanziaria opprimente . E’ negare il disgusto per le condizioni del paese e il disincanto dei più. E’ negare l’assenza di mediazione e l’assenza di forme di solidarietà, di civismo e di responsabilità collettiva della politica.
L’enorme partecipazione e l’eterogeneità dei partecipanti ha dimostrato l’urgenza di riaprire una discussione pubblica sui grandi temi della politica e della sua gestione. Occorre riappropriarsi di questo spazio, di questa discussione e abbandonare lo sterile dibattito, che da una settimana occupa ogni spazio,sulla violenza e la non violenza.
Anche perché la violenza non è solo quella che abbiamo visto sabato 15 e limitarci a riconoscere solo quella significherebbe limitarne i contorni e i diversi caratteri...La violenza non è un “luogo comune” di cui discutere tra beceri personaggi che si ergono ad anime pie, non è offrire un qualunquismo perbenista da elargire a chi sta ad ascoltare; non è costruttivo disseminare nei terreni aridi di idee e modelli presupposti comportamentali ad hoc che vogliono apparire come panacea. Occorre comprendere ,capire per risolvere...
Di fatto esistono tanti tipi di violenza molti dei quali non li riconosciamo come vera “violenza” perché subdoli, ma se noi ci impegniamo a trovare i tratti identificativi della violenza ci rendiamo conto che violenza è quando Bossi mostra il dito medio, quando offende il tricolore e inneggia ad un’Italia divisa; è violenza quando un ministro del governo dichiara di non sapere chi ha pagato la sua casa con vista Colosseo; è violenza quando il premier dice di aver pagato Ruby per non farla avviare alla prostituzione; è violenza quando un politico vola gratis con gli aerei di stato; è violenza vedere 60 macchine blu allo stadio per assistere al derby Roma –Lazio;è violenza permettere che cinque donne muoiano di lavoro mal pagato sotto un crollo annunciato; è violenza tenere i detenuti in carceri macello; è violenza costringere trenta studenti in stanze di pochi metri quadrati; è violenza non assicurare la giustizia a chi la chiede;è violenza distruggere o sabotare i tuoi tentativi di lavorare o trovare lavoro;è violenza non poter sfilare nelle strade delle città;è violenza chiamare missioni di pace le guerre;è violenza quando non si ascolta...perchè si offende e si mortifica la tua dignità; è violenza mettere in pratica qualsiasi forma di forza e crudeltà anche psicologica...
E’ violenza questo elogio della mediocrità istituzionale che si ascolta nei programmi che amano chiamarsi di “approfondimento” e che si legge nei giornali primi responsabili di un livellamento della società verso il basso.
Ogni violenza va condannata e punita.
Ogni violenza è terreno fertile di altra violenza, è seme che produce e ingrassa la cricca,è ciò che alimenta il circolo vizioso dell’incertezza e della paura...comprendere tutto questo è il primo passo per superarla.
Sempre vigili
lunedì 17 ottobre 2011
Io ipocrita? No grazie

L’ipocrisia è un brutta malattia. Ed è sgradevole l’arroganza di chi ha il potere .Affetti di entrambi i malesseri molti hanno dimenticato i diritti rivendicati dai dimostranti di sabato, i loro slogan e la loro battaglia. Quelle migliaia di persone erano lì per gridare basta ad un sistema che ha preso in ostaggio tutto il mondo. Un sistema tanto ben strutturato da sembrare giusto e impenetrabile,un sistema che distrugge le vite dei cittadini comuni.
Tutta l’attenzione si è focalizzata sulle violenze,le pagine di giornali, da due giorni, riportano le dichiarazioni dei politici, degli esperti, delle forze dell’ordine, dei più...
Tutte anime pie, tutti doloranti per gli avvenimenti, tutti disposti a condannare, a puntare il dito, ad esprimere giudizi di valore...
La gente quando è arrabbiata non è calma, quando urla e protesta non lo fa con il sorriso, quando perde il lavoro non dice grazie, quando non trova il lavoro non canta e balla, si arrabbia!!!!!!!!!!!
Quando una persona è arrabbiata ...perde la razionalità...!!!!!!!!!!!!!!!!
Allora vogliamo continuare a puntare il dito o a capire questo immenso malessere che è trasversale alla società, riguarda giovani e meno giovani, laureati e non, operai e insegnanti...non siamo ipocriti, non applaudiamo, ma neanche condanniamo a priori. Occorre un’analisi corretta e una riflessione a tutto campo.
Le ragioni dei giovani mi sembra siano condivise da molti numero uno al mondo ,allora cerchiamo di convincere questi ad impegnarsi per dare coerenza e operatività al loro condividere, che facciano in modo che il malessere trovi una risoluzione...che questo sistema Killer venga ri-regolato!
Torniamo alle motivazioni del dissenso...
Non dimentichiamo e torniamo a parlarne delle migliaia di persone che sono andate a Roma per rivendicare il diritto a vivere!!!!!!!!!
Sempre vigili
domenica 16 ottobre 2011
Roma brucia... di chi è la responsabilità?
Non hominibus tantum,sed rebus persona demenda est ( si deve togliere la maschera non solo agli uomini,ma alle cose...)Seneca
Questa era la manifestazione all'inizio...


Questi i protagonisti della violenza...
“Oh! Mi raccomando.. questa volta chi fa i black bloc non fa la polizia. Sceglietevi i ruoli prima.. chi fa la polizia non fa i black bloc” - Corrado Guzzanti - Il Massone
L’obiettivo è stato raggiunto, la manifestazione è fallita, la gente dopo aver tentato di allontanare i violenti,è tornata a casa con l’amaro in bocca.
Così una manifestazione iniziata con le più civili intenzioni,pacifica e colorata, si è trasformata in un incubo per tutti.
La mia domanda è : come mai in questo paese ogni volta che nasce e cresce un movimento, tutto viene distrutto da un manipolo di violenti che non hanno nulla a che vedere con il movimento stesso?
Perché ieri è accaduto questo.
Altra domanda: come è possibile che questo manipoli di violenti sono stati liberi di agire? Le foto pubblicate da diversi giornali e le testimonianze di chi era lì lo dicono,sono stati momenti di ordinaria follia di pochi che liberamente hanno distrutto ciò che volevano.
Così si esprime il sindaco di Roma:
Alemanno, ha evocato l'ipotesi di un raduno nella Capitale del «peggio di tutta Europa». «Erano mesi - ha aggiunto il sindaco - che su internet c'erano appelli per venire tutti a Roma. Infatti la polizia si è preparata, ha fatto tutto il possibile, ma le condizioni sono obiettivamente difficili. Siamo di fronte a molti violenti dentro a una manifestazione di persone pacifiche».
E allora? Come è stato possibile tutto ciò?
In tutto il mondo c’è stata la mobilitazione degli "indignati", in tutte le piazze dell'Occidente, da Manhattan a Londra a Bruxelles, a Berlino, a Parigi, a Madrid, solo a Roma c’è stata la guerriglia...
Ci poniamo qualche domanda?
Io ho le mie idee e me le tengo, ma penso che tanti abbiano le mie stesse titubanze, le mie stesse riflessioni che non piacerebbero ai più...
E meno male che gli studenti della Sapienza con il carro del cinema Palazzo e del teatro La Valle, che erano alla coda del corteo, appena saputo delle violenze sono tornati indietro,loro non avevano a che fare con i violenti...loro volevano farsi ascoltare da una politica assente, facinorosa e provocatoria...come volevano le migliaia di persone arrivate a Roma...
Allora i violenti chi li ha infiltrati nel corteo???????
Sempre vigili
Questa era la manifestazione all'inizio...


Questi i protagonisti della violenza...
“Oh! Mi raccomando.. questa volta chi fa i black bloc non fa la polizia. Sceglietevi i ruoli prima.. chi fa la polizia non fa i black bloc” - Corrado Guzzanti - Il Massone
L’obiettivo è stato raggiunto, la manifestazione è fallita, la gente dopo aver tentato di allontanare i violenti,è tornata a casa con l’amaro in bocca.
Così una manifestazione iniziata con le più civili intenzioni,pacifica e colorata, si è trasformata in un incubo per tutti.
La mia domanda è : come mai in questo paese ogni volta che nasce e cresce un movimento, tutto viene distrutto da un manipolo di violenti che non hanno nulla a che vedere con il movimento stesso?
Perché ieri è accaduto questo.
Altra domanda: come è possibile che questo manipoli di violenti sono stati liberi di agire? Le foto pubblicate da diversi giornali e le testimonianze di chi era lì lo dicono,sono stati momenti di ordinaria follia di pochi che liberamente hanno distrutto ciò che volevano.
Così si esprime il sindaco di Roma:
Alemanno, ha evocato l'ipotesi di un raduno nella Capitale del «peggio di tutta Europa». «Erano mesi - ha aggiunto il sindaco - che su internet c'erano appelli per venire tutti a Roma. Infatti la polizia si è preparata, ha fatto tutto il possibile, ma le condizioni sono obiettivamente difficili. Siamo di fronte a molti violenti dentro a una manifestazione di persone pacifiche».
E allora? Come è stato possibile tutto ciò?
In tutto il mondo c’è stata la mobilitazione degli "indignati", in tutte le piazze dell'Occidente, da Manhattan a Londra a Bruxelles, a Berlino, a Parigi, a Madrid, solo a Roma c’è stata la guerriglia...
Ci poniamo qualche domanda?
Io ho le mie idee e me le tengo, ma penso che tanti abbiano le mie stesse titubanze, le mie stesse riflessioni che non piacerebbero ai più...
E meno male che gli studenti della Sapienza con il carro del cinema Palazzo e del teatro La Valle, che erano alla coda del corteo, appena saputo delle violenze sono tornati indietro,loro non avevano a che fare con i violenti...loro volevano farsi ascoltare da una politica assente, facinorosa e provocatoria...come volevano le migliaia di persone arrivate a Roma...
Allora i violenti chi li ha infiltrati nel corteo???????
Sempre vigili
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