FRAGOROSO SILENZIO

sabato 30 aprile 2011

Come eravamo.....






" A nulla ci si abitua tanto presto quanto alle cattive abitudini"

( Nicolas De Chamfort)

Che ha detto di nuovo oggi Napolitano?

Ha parlato, parlato,parlato...la solita nenia e l’ha ripetuta fino allo sfinimento: coesione tra i sindacati, coesione nella politica...e c’era talmente coesione che tra i tanti esponenti politici tanti dormivano...Un po’ di originalità, un po’ di enfasi, un po’ di vera verità...per favore!!!!!!!!!!!!!

Se gli operai devono firmare il contratto promettendo di non scioperare, di non assentarsi, di lavorare di più, di non fare assemblee sindacali...

Se gli studenti vengono boicottati dalla “scellerata” politica...

Se i precari urlano al vento i loro diritti negati...

Se i lavoratori della scuola sono lasciati alla mercè di un ministro incapace...

Se Brunetta ha semplificato le procedure,secondo lui, nella realtà invece è tutto più complesso ...
Se nel nostro paese i lavoratori muoiono ogni giorno sul posto di lavoro per mancanza di sicurezza...

Se nel nostro paese si perpetrano continuamente violenze nelle strade, nelle carceri...

Se qualcuno dà l’assenso e legittima i bombardamenti ...e se qualcun altro fa finta di arrabbiarsi e minaccia di votare contro la guerra..

Se si è arrivati a esporre provette di sangue che erano in custodia a un ospedale...

Se milioni e milioni di persone siedono davanti alla TV per “emozionarsi” davanti all’impietoso spettacolo di una aristocrazia imbellettata e ad una borghesia “arrampicatrice”...

Se non ci si rende conto che a 150 anni dall’unità abbiamo ancora gli stessi problemi, mafia ,camorra,’ndrangheta, voglia di rubare, di mistificare la realtà...

E se non sappiamo più “aggiungere un posto a tavola”...ma respingere i nostri “fratelli”...

Se dopo vent’anni di queste persone al governo le lasciamo ancora lì...

Arrabbiarci?

Abbiamo lasciato che l’acqua dei fiumi andasse semplicemente al mare...

Quando qualcuno, per non essere processato, continuerà a proporre leggi ad personam e “finalmente” arriverà al Quirinale...saremo pronti ad arrabbiarci???????

Se,se,se,se...

Così...a cosa serve festeggiare il Primo Maggio??????????????

Sempre vigili

giovedì 21 aprile 2011

La scuola deve morire - Intercettata una lettera riservata del Ministro Tremonti al ministro Gelmini

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Uno scoop di UniCommon.org - Abbiamo intercettato questa missiva riservata inviata dal Ministero dell'Economia al Ministero della (pubblica?) Istruzione. La pubblichiamo oggi su questo sito, pregando tutti di diffonderla con tutti i mezzi possibili (social network, siti, mail, lettere, piccioni viaggiatori e altro). La wikileaks della scuola come al solito non dice nulla di nuovo rispetto a quanto siamo già abituati a sentire e vedere da vent'anni a questa parte, ma la pubblicazione di questa lettera riservata potrà essere sicuramente un passaggio utile per lo smascheramento delle strategie governative sulla scuola.

La redazione di UniCommon.org

MASSIMO RISERVO - Al Ministro dell'Istruzione, dottoressa Mariastella Gelmini

Viale trastevere 76, 00153, Roma, Italy

- breve guida per far morire un'istituzione pubblica -

Lavorare in silenzio per molti anni, trovando larghi accordi da destra a sinistra passando anche per le ali più estreme, TAGLIARE poco a poco tutte le risorse e le possibilità di miglioramento alle scuole. Farlo inizialmente senza clamore, cosìche solo i soliti noti se ne accorgano. Togliere Cent dopo cent come zio paperone nel Klondike. Non lasciare la possibilità di iniziativa alle scuole, mascherando una riverticalizzazione amministrativa con il nome di “autonomia scolastica”. Cambiare il nome alle cose, creando spaesamento tra tutti coloro che da anni lavorano nell'educazione pubblica: così il Preside diventa magicamente il Dirigente scolastico, la programmazione si trasforma in POF e si riorganizza in portfolio, il bidello si ristruttura in collaboratore scolastico, i voti si contano in crediti, e per concludere nel migliore dei modi gli studenti finalmente saranno utenti.

Dopo anni di lavoro sotterraneo, di logoramento di qualsiasi voce fuori dal coro, si parte con l'attacco frontale. TAGLI a gran voce rivendicati come una necessità per il bene comune, distruzione di qualsiasi idea che non sia strettamente la lezione frontale: gite, corsi di lingua, laboratori, attività extrascolastiche, non deve accadere più nulla. La scuola deve essere un luogo noioso da cui scappare il prima possibile, e un luogo di frustrazione per chi ha deciso di lavorarci!

ELIMINAZIONE di qualsiasi partecipazione nella vita della scuola: motivazione? E' un residuo del '68! E' colpa dei professori di sinistra che non permettono una normale collaborazione docente-discente! La scuola il pomeriggio deve restare chiusa, non può mica essere un covo di zecche (che si sa o diventano terroristi o tossici)!

A questo ci si può rivolgere direttamente ai cittadini, alquanto allarmati per il futuro dei loro figli...anzi ancora meglio rivolgersi direttamente alle MAMME! Care mamme – oramai consapevoli che le scuole pubbliche hanno un offerta formativa decente se al centro, tremenda se in periferia – è ora il momento di investire nell'educazione e quindi nelle scuole private, dove potrete decidere direttamente cosa verrà insegnato ai vostri figli, e soprattutto non rischieranno di finire in classi con bambini poco dediti allo studio, come figli di immigrati o magari rom.

Far dipendere direttamente il ministero dell'istruzione (nel frattempo avrete già eliminato pubblica, se non lo avrà già fatto il centro-sinistra) dall'economia, così il caro buon vecchio Giulio potrà finalmente decidere cosa fare con quei quattro spiccioli rimasti nelle casse delle scuole, ma soprattutto avrà in mano un immenso patrimonio immobiliare.

SCREDITARE studenti, professori, precari, personale ata, presidi, ex insegnanti, ricercatori, insegnanti di sostegno: NESSUNO deve poter mettere bocca sulla scuola pubblica, la scuola di tutti che quindi deve rimanere di nessuno.

E dopo gli eclatanti scoppi...continuare a tagliare qui e là come se nulla fosse...e ricominciate dal punto uno senza nessuno problema, per quante volte reputate necessario, finché solo i morti di fame rimarranno nelle scuole pubbliche e ricchi andranno nelle scuole private, i ricchi e belli all'estero, mentre Voi avrete fatto una grande piacere a Voi stessi, ai Vostri amici e al capitale finanziario.

Grazie

Giulio T.


PS: Potreste avere qualche piccolo problema durante il percorso tipo: manifestazioni, tumulti, insorgenze, come si sono viste a Roma, Londra o Atene ma non vi preoccupate Voi andate avanti, qualcuno alla fine avrà la meglio.

Fonte:

http://www.unicommon.org/index.php

Sempre vigili



martedì 19 aprile 2011

Perchè?




“La vita è piena di scelte,ma a te non ne viene data alcuna!”

Charlie Brown da Peanutus di Charles Schulz

Cosa fa notizia nel nostro paese?

Le barzellette sconce ,le farneticazioni di alcuni politici,gli scandali a”corte”, non fa notizia la morte di operai sul posto di lavoro…

Ieri sono morti tre lavoratori ( quel che so) eppure giornali e TV non ne hanno parlato…

(ANSA) - CASTELMOLA (MESSINA), 18 APR - Un operaio Giuseppe Marchese, 45 anni, di Fiumefreddo (Ct), e' morto folgorato mentre lavorava in un cantiere edile privato a Castelmola, nel messinese. L'uomo stava manovrando un braccio meccanico quando ha toccato i fili dell'alta tensione ed e' stato colpito da una scarica elettrica. Marchese e' stato soccorso e trasportato nell'ospedale San Vincenzo di Taormina, ma e' morto prima del suo arrivo. Sull'episodio indagano i carabinieri della compagnia di Taormina.

LANCIANO. Due operai sono morti in un cantiere in frazione Re di Coppe. Le vittime sono un ucraino, deceduto nel cantiere dove stava lavorando, e un albanese, inizialmente gravissimo, poi giunto senza vita all'ospedale della città. I due lavoratori sarebbero stati schiacciati da una parete prefabbricata in legno massiccio lunga circa sei metri, caduta da una gru forse anche a causa del forte vento. L'incidente è avvenuto intorno alle 16. Gli operai stavano costruendo una struttura per un privato. Sul posto sono intervenuti 118, Croce Gialla, carabinieri, polizia e vigili urbani. I soccorritori hanno tentato la rianimazione ma a nulla sono valsi i loro sforzi. (m.d.s.)

Altre morti…

Muore nel cantiere al primo giorno di lavoro

15 marzo sempre a Lanciano

Lanciano, giovane muratore muore in cantiere

14 marzo….

(Il Centro)

Si muore per il lavoro…si muore per dare il pane ai propri figli…in silenzio e in solitudine…

Non importa a nessuno…La società civile assente…

Giornali e TV hanno invece dato spazio alle parole del ministro che ha, con molta disinvoltura, annunciato che la disoccupazione tra immigrati nel nostro paese non esiste,tutti lavorano a differenza dei nostri giovani .La disoccupazione giovanile in questo anno ha toccato percentuali mai raggiunte nel passato .Cosa ha voluto dire il ministro? Che i nostri giovani non intendono sporcarsi le mani, che non vogliono impegnarsi in lavori che invece svolgono gli immigrati…Sono sempre pronti ad offendere…Mai a riflettere o ad essere propositivi… Non è invece che nel momento in cui l’immigrato riesce,con estrema difficoltà,a ottenere un contratto di lavoro diventa “spietatamente” ricattabile ? Non a caso la sua permanenza nel nostro paese è legata a quel contratto che se non rinnovato gli apre le porte della clandestinità o al ritorno alla fame del proprio paese. Tutto ciò non alimenta il lavoro nero,lo sfruttamento ? Quanti di questi morti sul lavoro sono stati “ricattati” perché bisognosi di lavoro dai famelici datori di lavoro ?

LANCIANO. Non era assunto l'operaio edile romeno, morto lunedì scorso nel cantiere in cui lavorava. Da accertamenti eseguiti dal commissariato di Lanciano, è emerso che le pratiche di assunzione di Haralambie Ciubotariu, 44 anni, erano state effettuate nelle ore successive al decesso dal datore di lavoro che pensava di non essere scoperto. Per questo sarà sanzionato. Dai rilievi è inoltre emerso che l'impianto elettrico non rispondeva alla normativa in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro. L'autopsia ha accertato che il manovale è deceduto per arresto cardiocircolatorio, ma non ha chiarito le cause. Sono stati disposti ulteriori esami istologici. (s.so.) 18 marzo…(Il Centro)

Non templi innalzati agli Dei
Ma colonne di fumi
Veleni sputati nel cielo
Civiltà sepolte
Splendori perduti
Identità svendute
Per uno sviluppo mancato
Arrivando non senti il profumo del mare
Non ascolti più la sua voce
Il mare muore e tace
Ma quando Taras si riprende il suo cielo rubato
E splende la luna
Il mare piange i suoi figli ammazzati

Non per amore, come in Medea, ma
Per un pezzo di pane sudato di duro lavoro
Morti bianche non fantasmi
Ma figli, mariti padri, fratelli
Mandati all’inferno senza peccato.

Almerina Raimondi

Sempre vigili


lunedì 11 aprile 2011

Indignarsi...e poi?






Ho apprezzato molto l’intervento del procuratore capo Trifuoggi al convegno di Montesilvano su Giordano Bruno e Carlo Rosselli. Ai ragazzi del Liceo Scientifico presenti Trifuoggi ha lanciato l’appello a rottamare la politica corrotta. Ha invitato i giovani ad aprire gli occhi,a guardarsi intorno e combattere questa politica malata. Come?Occorre una rivoluzione culturale,ha spiegato,perché in politica ci sono personaggi mitologici,metà uomo e metà poltrona,personaggi che rimangono incollati all’incarico e superano tutto,resistono ai cambi di partito,di corrente,cambiano bandiera pur di restare lì… Vecchi che non hanno intenzione di starsene a giocare con i nipotini e di portare in giro il cane…Chiede ai giovani di essere protagonisti,gli attori principali di questo tempo,di entrare in politica…e il procuratore infuoca il convegno dicendo” con la destra o la sinistra,l’importante è che mandiate a casa certi politici”. Un messaggio forte e chiaro che non lascia spazio a interpretazioni ambigue…Così come chiaro e lucido è l’intervento,sul momento politico, di Hessel e Ingrao,due ultra novantenni che hanno contribuito attivamente a costruire la storia. Hessel ha vissuto gli anni della resistenza e partecipato al programma elaborato 66 anni fa dal Consiglio Nazionale della Resistenza; Ingrao un vero leader che ha dato al nostro paese un grande contributo di idee e di iniziative democratiche.

Hessel nel suo libro “Indignatevi” sostiene che i giovani devono mantenere in vita gli ideali della resistenza che questo è il loro tempo e che devono indignarsi perché solo quando qualcosa ci indigna diventiamo attivi e forti…quindi più è forte la capacità di indignarsi più è grande l’impegno che ne deriva. L’autore condanna l’indifferenza che è il peggior atteggiamento perché la politica è cosa di tutti,ci appartiene. E allora tutti, di fronte al mondo in guerra,al mondo devastato dalle violenze e ingiustizie ,devono indignarsi. A ciò risponde Ingrao con il suo libro “Indignarsi non basta”. Nel libro,alla riflessione di Alberto Olivetti “ Per te dunque l’indignazione è un sentimento di reazione necessaria,ma non sufficiente”, Ingrao risponde” Assolutamente si. Indignarsi non basta. Bisogna costruire una relazione condivisa,attiva. Poi la puoi chiamare movimento o partito o in altro modo”. Così per Hessel indignazione e militanza politica si fondono,sono una cosa sola,per Ingrao serve costruire un soggetto politico e capire bene come deve essere perché si realizzi. Questo perché oggi il rapporto tra la gente e la politica è nullo e gli elettori non sono più protagonisti. Ingrao guarda ai giovani, alle lotte studentesche , dei ricercatori che portano alla luce questioni importanti,problemi reali che coinvolgono tutti e che chiedono una politica diversa. Un passo decisivo di Hessel è “ Non dobbiamo lasciare che si accumuli troppo odio” perché ciò porterebbe all’esasperazione, a reazioni distruttive, negative. Il nostro Ingrao ribatte che l’indignazione, come la speranza,possono rimanere sentimenti inefficaci senza un’attenta lettura del mondo e una buona pratica politica. Allora indignarsi non basta,occorre agire…Hessel sostiene che in questo mondo sono tantissime le cose che non vanno, che giudichiamo inaccettabili,basta “affinare lo sguardo” per vederle e ai giovani dice “ cercate e troverete” le motivazioni per indignarvi…

Tutti si rivolgono ai giovani,è giusto...sono loro il futuro, sono loro che devono costruire un mondo a loro misura,ma...

Io però dico…è importante che queste persone parlino, raccontino come sono arrivati alla democrazia,alla libertà, ai diritti universali e mi chiedo: è bene parlare, dettare comportamenti da assumere, lotte da intraprendere…e poi? Chi spalleggia questi ragazzi? Chi li difende da un potere invasivo e prepotente? Chi li protegge dalle innumerevoli denunce? So bene che se ognuno dicesse” cosa posso fare io?” non si andrebbe lontano, ma la verità è anche questa…i giovani sono soli, soli ad intraprendere una strada difficile e irta di ostacoli…

Io so che i giovani non devono cercare per trovare i motivi per indignarsi…lo sono già. Basta guardarsi intorno…sono circondati da inadeguate politiche e disastrose decisioni che li riguardano. I giovani si organizzano,creano movimenti,negli ultimi due anni si sono battuti per una scuola di qualità, per i diritti,per un nuovo welfare,hanno manifestato per un futuro diverso,immaginando un’altra società. Il loro è un linguaggio nuovo che mostra non una carenza di pensiero ma una molteplicità di idee e progetti che la società deve accogliere. Non dobbiamo permettere che le nuove idee o questi movimenti si esauriscano nella protesta ,devono continuare a crescere perché quella “rivoluzione culturale” possa autodeterminarsi. Noi adulti dobbiamo dare concretezza e condivisione alle lotte dei giovani, difenderli ,perché la loro indignazione sia attiva e propositiva,capace di costruire alternative.

E di alternative ne abbiamo bisogno…

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mercoledì 6 aprile 2011

6 Aprile 2009 \ 6 Aprile 2011, cosa è cambiato?



Nulla per L'Aquila...

Due anni,sono passati due anni da quella tragica notte, notte di tante tragedie, di tante urla, di tante corse contro il tempo nella ricerca dei propri cari…dolore per chi, sotto le macerie ha trovato la morte.

Quando la luce del giorno si è fatta strada tra le macerie, tutto è sembrato inutile perfino vivere…Ogni cosa non era più al suo posto, non le strade, non le case, non le persone…

A due anni di distanza tutto, o quasi, ancora non è al suo posto…le case sono ancora sventrate dalla furia di quella notte, molte persone sono ancora negli alberghi, le strade del centro ancora barricate e tra quelli che erano meravigliosi vicoli, ricchi di storia e di arte, è nata l’erba tra le pietre del selciato…il segno dell’abbandono, del tradimento verso una città che raccontava secoli di storia…

Tutto come due anni fa, il giorno dopo il terremoto…questa è la foto del Palazzo del governo , oggi non ci sono le macerie ma…i danni sono ancora tutti lì,così come li vedete...E oggi è arrivato in città il Presidente Napolitano...A tutti i presenti ha detto " L'Italia vi è vicina".

Ma L'Aquila ha ancora 37000 sfollati...ha ferite insanabili, luoghi impraticabili, giovani che non hanno luoghi d'incontro se non il centro commerciale... una vita in bilico...

L'Aquila non ha bisogno di "vicinanza",ma di fatti, quei fatti che vedi,tocchi, vivi...

Il presidente ha anche detto: "occorre il massimo sforzo di chi ha la responsabilità di amministrare, di governare, di risolvere i problemi, di chi ha la responsabilità di rappresentare le istanze dei cittadini. I termini della situazione sono noti a chi ha responsabilità a livello comunale, regionale e nazionale"

A quando?????????????

Ecco come era L'Aquila...

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lunedì 28 marzo 2011

I care




Di scuola si parla molto e male. Meglio dirselo. Meglio non negarlo. Meglio cercare di capire.

Tanti sono i problemi che vive oggi la scuola e stare zitti, indugiare,nascondersi dietro false giustificazioni non aiuta a comprenderli e a superarli. Quali sono questi problemi? Problema alunni, genitori, formazione degli insegnanti, incompetenza dei Dirigenti,niente finanziamenti. Diciamo subito che la scuola riguarda tutti, che la scuola è la base della democrazia, è il luogo dove nasce e cresce la cultura, dove si concretizza la conoscenza e si condivide passato,presente e futuro. E’ il luogo di nascita delle idee e del rispetto di quelle degli altri perché si è certi che insieme si può dare vita a un’idea migliore…è il luogo che insegna a non accontentarsi di ciò che siamo, ma a porsi domande, a indagare sul mondo e su noi stessi,a cercare di capire la strada da seguire,a scegliere il futuro…Non voglio ri-proporre il solito discorso sull’educazione,sulle finalità della scuola, sulle sue progettualità che si dilatano sempre di più…Vorrei solo ragionare con voi,riflettere con voi…

Cominciamo…

Cominciamo da quelli che gli esperti chiamano gli “utenti” …cioè i bambini, i ragazzi,gli adolescenti…una generazione che dice esplicitamente con parole,comportamenti e atteggiamenti che la scuola non le piace…e perché dovrebbe piacerle? Cosa ha di attraente oggi la scuola???Non è accattivante, non attraente, non interessante…è solo fatica, impegno,a volte solitudine…perché?????????

La risposta è molto semplice,perché gli “utenti” non sono i giovani ma i loro genitori.

Così molti si adeguano per non scontentare…

Sono i genitori infatti che scelgono,che stabiliscono quale scuola è migliore e perché…e molte volte hanno anche ragione. Perché io genitore dovrei scegliere una scuola dove molti insegnanti sono spesso in permesso,dove il sabato sembra il deserto e le ore di supplenza si susseguono? Lo so non è la norma,ma c’è questo problema, come c’è il problema a costruire relazioni improntate e basate su un forte spirito di collaborazione,relazioni capaci di superare le tensioni e alimentare lo scambio delle esperienze tra gli alunni in modo da favorire un ambiente impegnato,accogliente e culturalmente stimolante. Ma cosa chiedono i genitori? I genitori chiedono quanto sport si fa, quali attività extrascolastiche seguiranno i figli, se il teatro è previsto, se nel POF sono indicate le uscite didattiche e i viaggi d’istruzione,non chiedono come crescono i loro figli, se studiano, come ragionano e se ragionano, se rispettano le regole e se si avviano ad essere dei capaci cittadini…Perché? Perché oggi la scuola deve essere questo,“deve” farsi vedere per avere credibilità…ed ecco l’open day, per “accaparrare” le iscrizioni, ecco le manifestazioni plateali dove ragazze pon-pon hanno l’occasione di mettersi in mostra, ecco le rappresentazioni teatrali che commuovono i cari “genitori” che però vogliono ignorare che i docenti per quelle ore non percepiscono che pochi spiccioli e che una volta la settimana non tornano a casa e rimangono a mangiare il panino con gli alunni e poi vai a provare e riprovare una scena …Non importa…Come non importa ciò che dicono quando ritirano la pagella…”Come??? Che pagella è? Mio figlio deve andare al classico!!!!”Grande problema…Ancora una volta il genitore sceglie…e molto probabilmente pensa che gli insegnanti non hanno capito il figlio. Può essere…

Sono problemi? Si.

E perché questi problemi? Perché gli insegnanti sono soli,soli in classe, soli nelle riunioni dove la collegialità è una chimera, soli di fronte ai genitori incalzanti , sembrano soldati male equipaggiati per una guerra di trincea…

Se non ci rispettano i genitori, come lo possono fare i figli?

E quei genitori che scelgono si sentono in diritto di suggerire, proporre,ricordare,spiegare agli insegnanti che il mondo è cambiato e che i ragazzi sono cambiati ..e che occorre andare in contro alle loro esigenze…Lo so. Non ho bisogno di lezioni,non ho bisogno di suggerimenti,ho bisogno di essere ascoltata, di capire con te , genitore, perché tuo figlio non tiene il passo, perché fa fatica, perché non studia.

Sei tu che ci vivi insieme, o sbaglio? Io mi pongo tante domande e tu devi rispondere sinceramente …Quando,malata, vado dal medico e mi dà la cura, non lo offendo dicendogli che non mi ha capita o che le medicine che mi ha prescritto non sono giuste. Dopo averlo ascoltato, esco, vado in farmacia e ,scrupolosamente, prendo ciò che mi ha prescritto. Questo si fa…

E’ una questione di rispetto dunque…

Ma chi deve rispettarci? E perché non lo siamo?

Prima di tutto dobbiamo rispettarci noi con una corretta declinazione della nostra professionalità; il ministro che dovrebbe restituirci la dignità che ci ha tolto, i genitori perché “forse” conosciamo dei figli un aspetto che loro stentano a vedere, i Dirigenti e la società tutta perché, piaccia o no prepariamo chi avrà in mano il futuro del paese…

Non siamo rispettati perché il governo nella persona del ministro ci ha tolto il rispetto,non ci considera, non riconosce ciò che siamo…

Ma nonostante tutto…i tagli,le accuse, le false credenze…

sono gli insegnanti che mandano avanti la scuola …non i Dirigenti scolastici…sono gli insegnanti in prima fila…non i ministri, non i direttori generali…

Perché? Perché questi signori “usano” la scuola come vetrina per il loro narcisismo, per l’immagine,per il loro ego…

Tutti dimentichi dell’importanza dell’istituzione,tutti intenti a che le cose vadano solo bene perché di fronte ai problemi, di qualsiasi genere, adottano soluzioni sibilline e inopportune…dimentichi che la scuola non è un’azienda né una squadra di calcio o un cast per veline…

Intanto il ministro è stato condannato a risarcire alcuni precari e per i tagli ai disabili…

Nonostante tante vergognose scelte fatte dal governo gli insegnanti non mollano, continuano a far vivere Don Milani ogni giorno, e non solo alle celebrazioni, perché con lui hanno sognato,sofferto,gioito…e capito cosa significa” I care”. Così quando aprono la porta della classe e sentono il profumo della vivacità, del rispetto per quello che si fa,della condivisione di sentimenti, emozioni e passioni…bè allora non si sentono soli…sentono la vita che si rinnova ogni attimo…il problema si ripresenta quando escono dalla classe e si chiudono la porta alle spalle…è allora che la solitudine si fa sentire…

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domenica 20 marzo 2011

I discorsi della Guerra e la Guerra dei discorsi





«La carestia, la peste e la guerra» - scrive Voltaire, «sono i tre ingredienti più famosi di questo mondo [...] Questi due regali (carestia e peste) ci vengono dalla Provvidenza», la guerra, dalle lotte di religione e dalle stolte pretese dinastiche dei principi.

Stralcio di intervista a Gino Strada

Io sono contro la guerra... Lo dico da lustri, sono contro la guerra e continuo ad essere contro la guerra.

Quindi anche contro un attacco per fermare gli attacchi di Gheddafi?

Io sono contro la guerra. Mi sembra chiaro cosa vuol dire essere contro la guerra, no?

Ma c'è la circostanza che lì si facciano morti tra i civili a opera di Gheddafi e che si debba fermare tutto questo.

E invece chi li fermerà mirerà diritto a Gheddafi, immagino, no?

Beh, nell'intento si vogliono colpire le basi militari.

E probabilmente neanche nell'intento di Gheddafi non si vogliono colpire i civili... Ma non è questo il problema, il problema è il ricorso allo strumento guerra.
Io sono contrario alla guerra per tante ragioni, una delle quali -non ultima- è che sono un cittadino italiano e ho una costituzione che ripudia la guerra.

Promemoria
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da far di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.

Gianni Rodari (1920 - 1980)

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